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Domenica, 08 Dicembre 2019

Un aumento spettacolare dei prezzi, un numero record di senzatetto, una grave carenza di alloggi a prezzi accessibili: la crisi immobiliare colpisce tutta l'Europa. Si avvicina la scadenza per la politica di coesione dell'UE 2020, ed è tempo di una valutazione. I risultati sono fuori discussione: non tutti gli europei stanno beneficiando della crescita appena rilevata dall'UE - al contrario.

 Con la loro relazione congiunta, la quarta panoramica sull'esclusione abitativa in Europa, FEANTSA e la Fondazione Abbé Pierre mirano a mettere in evidenza la diminuzione dell'efficacia della lotta dell'UE contro la povertà. Con un aumento del 150% dei senzatetto in Germania, + 71% nel Regno Unito e + 160% in Irlanda, FEANTSA e la Fondazione Abbé Pierre si chiedono: come possiamo parlare di "coesione europea" quando un'altra Europa - quella dei senzatetto e delle persone non adeguatamente alloggiate, i cui numeri sono cresciuti a livelli senza precedenti negli ultimi anni - viene esclusa? Come possiamo parlare di "coesione europea" quando in Francia almeno 1 persona senza dimora muore ogni giorno, a un'età che è di 30 anni inferiore a quella del resto della popolazione, e quando nel Regno Unito la quantità di tali casi ha aumentato del 24% tra il 2013 e il 2017?

L'indice del rapporto presenta gli ultimi dati disponibili sulla spesa delle famiglie in relazione alla casa, agli alloggi inadeguati e al profilo delle persone più vulnerabili alla crisi abitativa, in particolare le famiglie con bambini. Saranno presentati quattro nuovi zoom per comprendere meglio le realtà nazionali: Polonia, Paesi Bassi, Germania e Portogallo.

A seguito di un'indagine su scala europea, il rapporto analizza le politiche sull’alloggio di emergenza per i senzatetto. Ogni inverno, gli stati membri dell'UE tentano di fornire accoglienza a migliaia di senzatetto quando i servizi sono già al limite delle loro capacità e nonostante il fatto che la gestione stagionale della povertà estrema si sia già dimostrata inefficiente. L'Unione Europea deve confrontarsi con la realtà: i servizi di emergenza sovraffollati si trovano di fronte a richieste di alloggio sempre più numerose, non sono attrezzati per affrontare la diversificazione della popolazione dei senzatetto e mancano soluzioni abitative durature ed economicamente convenienti.

FEANTSA e la Fondazione Abbé Pierre sostengono che “porre fine al problema dei senzatetto e dell'esclusione abitativa è possibile mobilitando una base legale, la volontà politica, i fondi europei e una pianificazione strategica. La fine dell’homelessness e dell'esclusione abitativa deve diventare una priorità, non solo per il bene della dignità umana, ma anche per motivi di credibilità quando si tratta del progetto sociale europeo”.

Per analizzare questo fenomeno e presentare una proposta per un'Europa senza persone che vivono per strada, FEANTSA e la Fondazione Abbé Pierre presenteranno la loro quarta panoramica sull'esclusione abitativa in Europa il 22 marzo a Bruxelles e il 3 aprile a Parigi.

I dati

Oltre 23 milioni di famiglie, il 10,4% della popolazione totale dell'UE, spende eccessivamente per il costo della casa (almeno il 40% del reddito familiare).

Quasi 9 milioni di famiglie, il 4% della popolazione totale, vive in alloggi inadeguati. O17 263 444 famiglie, il 7,8% della popolazione totale dell'UE, non è in grado di mantenere una temperatura adeguata nelle proprie case. Ogni notte, almeno 700.000 senzatetto dormono in Europa. Questo, secondo le stime di FEANTSA, equivale ad un aumento del 70% dal 2009.

 

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