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Lunedì, 02 Agosto 2021

Dopo molti anni di assenza di una politica abitativa strutturale, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riconosce al tema dell’housing sociale e della rigenerazione urbana un ruolo centrale, peraltro richiamato da una Risoluzione recente del Parlamento europeo, ma vi sono alcuni aspetti relativi agli obiettivi e strumenti del piano che meritano ulteriori approfondimenti e modifiche.

A dirlo è stata Rossana Zaccaria, Presidente di Legacoop Abitanti, nel corso dell’audizione sul PNRR presso la Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato.

Il primo tema sottolineato dalla presidente di Legacoop Abitanti è quello delle risorse per garantire un’offerta di casa a canoni calmierati per i soggetti socialmente più vulnerabili. “Un obiettivo -ha detto-  che, pur in una logica di mix di risorse pubbliche e private può essere raggiunto solo prevedendo una quota di risorse a fondo perduto, che possano fungere da moltiplicatore di risorse private. Non si può prescindere da forme di agevolazione pubblica rappresentate da leve urbanistiche, fiscali e finanziarie. Occorre, quindi, una nuova politica sociale nazionale per la casa che riconosca la specificità dei diversi territori e mercati e ne sostenga l’inclusione”. A tale proposito, Zaccaria ha ricordato la proposta della cooperazione di abitanti: un programma edilizio, in aree e interventi di Rigenerazione Urbana, per la locazione a lungo termine, con l’obiettivo di realizzare 10.000 alloggi (da 60 mq., costo stimato 150mila euro ciascuno, coperti per 130mila euro con mutuo bancario e 20mila con quota di autofinanziamento privato), prevedendo un contributo pubblico di 5.000 Euro annui ad alloggio per tutta la durata del mutuo per abbatterne la rata ed un canone di locazione mensile di 320 Euro (al netto di oneri fiscali e di gestione). Una proposta che metterebbe in moto investimenti privati di circa 1,5 miliardi e nuova occupazione per circa 35.000 addetti.

Ricordando che il PNRR fa riferimento diretto all’importanza della co-progettazione tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore, Zaccaria ha detto di ritenere “essenziale che gli operatori che promuovono offerta di alloggio sociale, tra cui le cooperative di abitanti, siano esplicitamente ricompresi tra i soggetti coinvolti nella co-progettazione e nell’attuazione dei programmi”.

La Presidente di Legacoop Abitanti ha inoltre proposto, in chiave di transizione ecologica, l’equiparazione delle cooperative di abitanti a proprietà indivisa agli ex IACP per l’utilizzo del superbonus 110%, in considerazione della medesima destinazione sociale del patrimonio abitativo.

Infine, rispetto alla rigenerazione urbana e del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ricordando che la cooperazione di abitanti ha condotto esperienze di successo, con un mix di risorse pubbliche e di cofinanziamento cooperativo, che hanno consentito di mantenere la proprietà pubblica del patrimonio abitativo integrando competenze e risorse, Zaccaria ha proposto di replicare questa modalità utilizzando le risorse del Next Generation EU per nuovi progetti.

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