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Martedì, 21 Maggio 2019

“Ieri sera siamo stati testimoni, nostro malgrado, dell’ennesimo abuso delle istituzioni romane sul corpo e sulla psiche dei migranti”. È la denuncia di Baobab Experience sul flop accoglienza durante i giorni del gelo nella Capitale. “Un accanimento per cui non troviamo spiegazioni: se non c’è malafede, c’è di certo un’incapacità nel gestire le questioni sociali a Roma, in particolar modo quella dell’accoglienza e quella dei senza fissa dimora. Andiamo con ordine”, spiegano i volontari.

“A Roma – raccontano in una nota sulla pagina facebook - nonostante i roboanti annunci dell’assessore alle politiche sociali, non è ancora attivo un “Piano Freddo”, ossia un sistema di accoglienza stagionale che dia riparo ai senza fissa dimora nei mesi invernali. E non si ha nemmeno una data certa di apertura. “Il piano freddo” viene attuato ogni anno e non solo nella città di Roma. La cosa incomprensibile, però, è che tale piano non viene attuato nei mesi di dicembre e gennaio, nonostante siano già morte tre persone a causa del freddo in questo inverno romano”.

Ieri sera, date le temperature notturne previste ampiamente sotto lo zero, il Campidoglio ha deciso in maniera emergenziale di aprire tre posti al chiuso per dare riparo ai senza fissa dimora: 
- Ferrovie Laziali (Stazione Termini)
- Stazione Tiburtina 
- Casa di Riposo di Via Gioacchino Ventura 60 (Pineta Sacchetti).

“Questa decisione è diventata di dominio pubblico nel pomeriggio – aggiungono - quando ne siamo venuti a conoscenza, abbiamo iniziato a raccogliere informazioni su disponibilità, tempistiche e tipologia di accoglienza offerta. Abbiamo fornito queste informazioni ai migranti che, dopo lo sgombero di Piazzale Maslax, orbitano ancora nei pressi di Piazzale Spadolini e sono costretti a dormire in strada.
Seguendo i dettami della Sala Operativa Sociale (SOS) del comune di Roma, abbiamo comunicato 24 nominativi di persone che avrebbero voluto avere la possibilità di ripararsi dal freddo intenso. 
Erano le 20e30 circa quando abbiamo fornito questa informazione alla SOS”.

Alle 23e30 è arrivata la risposta: 8 persone potevano andare a Termini, 5 a Pineta Sacchetti, 5 a Stazione Tiburtina, dove già erano. (per un totale di 18 persone sulle 24 segnalate)

Le domande

“Abbiamo chiesto il perché di questa decisione, visto che a Tiburtina le brandine erano tutte libere, visto che la metropolitana aveva terminato le sue corse, visto che alcuni migranti erano frustrati da un’attesa incomprensibile e si stavano già allontanando, visto che non avevano possibilità di prendere un bus, pagare il biglietto e attraversare la città con il carico di coperte ed effetti personali. Tutto questo per poi essere sbattuti fuori alle 6 di mattino. Abbiamo chiesto il perché di questo accanimento. O il perché di questa imposizione così stupida a livello gestionale e logistico.Ci hanno risposto che dovevano tenere dei posti liberi, perché non c’è mai fine alle emergenze notturne. Conosciamo questo atteggiamento, e sapevamo che quei posti non sarebbero mai stati occupati da nessuno. Abbiamo dovuto assistere a delle scene grottesche: una rete divisoria che separava 6 migranti stesi su delle brandine in mezzo ad altre 24 vuote, altri ragazzi costretti a stendersi fuori, a terra”.

“Possono sgomberare presidi umanitari, possono usare la burocrazia come arma per frustrare gli animi, possono accanirsi con i mezzi più bassi: non faremo un passo indietro sulla difesa dei diritti e della dignità umana. E qualcuno dovrà risponderne”, conclude Baobab.

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