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Martedì, 11 Dicembre 2018

Nel 100° Anniversario del Manifesto della Danza Futurista, sabato 14 aprile alle ore 21 viene presentato al Teatro Comunale di Casalmaggiore, a conclusione della Stagione, lo spettacolo futurista “Uccidiamo il chiaro di luna. Danze, voci, suoni del Futurismo italiano”, coreografia di Silvana Barbarini, allieva dell'unica danzatrice futurista scoperta da Filippo Tommaso Marinetti, direttore del coro Emanuele De Checchi.

Un’occasione unica per vedere uno spettacolo sorprendente e pirotecnico fatto di gesto, poesia e musica, con in scena tredici giovani danzatori della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, su musiche di Aldo Giuntini, Filippo Tommaso Marinetti, Alexander Mosolov, Andé Laporte, una produzione 2015 della Fondazione Milano-Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, riallestita nell’ambito del Progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta/Novanta ideato e curato da Marinella Guatterini, grazie alla collaborazione di molti teatri e fondazioni. Lo spettacolo è l’ultimo appuntamento della Stagione 2017-2018 diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia, nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi, con il contributo di La Briantina S.p.A.

Le danze di Uccidiamo il chiaro di luna di Silvana Barbarini decollarono alla Scuola Paolo Grassi, nel 1997, per l'allora Atelier e oggi Corso di Teatrodanza.  Silvana Barberini è stata allieva di Giannina Censi, l'unica danzatrice futurista scoperta da Filippo Tommaso Marinetti, quando, appena sedicenne, danzava i versi del poeta comasco Escodamè e del “parolibero” Gioia e nel 1931 la Sinfonia aerea del compositore Pick Mangiagalli. In lei - ex ballerina sulle punte, stanca dell'Accademia - Marinetti intravvide subito l'ideale corpo della sua Danza dell'aviatrice, uno dei tre mini-balletti inseriti nel Manifesto della danza futurista (1917).

Nel novembre 1931, durante l'inaugurazione della Mostra di aeropittura e scenografia futurista alla Galleria Lino Pesaro di Milano, la Censi si esibì in un alluminico costume “balneare futurista”, firmato da Enrico Prampolini, mentre, dietro le quinte Marinetti declamava il suo A mille metri su Adrianopoli bombardata e Serie di seconde parti di immagini aviatorie. Fu uno shock per il pubblico e per la critica che reagirono lanciando ortaggi e improperi, e l'aerodanza, idea originalissima del Futurismo, non ebbe seguito se non nel 1979 allorché la Barbarini, con Alessandra Manari (altra giovanissima allieva della Censi) decisero di ricomporre liberamente l'esperienza della loro insegnante, sotto i suoi occhi vigili.  Nacque un evento importante nella storia della danza contemporanea italiana SiioVlummia-Torrente. Da allora una serie di nuovi spettacoli neofuturisti, ispirati a materiali storici di poeti, artisti visivi e musicisti del movimento marinettiano, furono allestiti ancora dalla Barbarini.

“Solo alla Scuola Paolo Grassi, la danzatrice-coreografa - scrive Marinella Guatterini - osò impegnarsi nella ricostruzione non filologica delle tre danze del Manifesto futurista della danza (La danza dello Schrapnel, della Mitragliatrice e dell'Aviatrice). L'esperienza rivelò, all'epoca, aspetti ignorati, in genere, dalla didattica italiana quali l'impiego di un'energia discontinua, crescente e decrescente, contratta e decontratta in intervalli di tempo molecolari e la valorizzazione del microgesto e di una microdinamica, mai fine a se stessa ma alla eventuale ricomposizione di un universo di senso e di poesia ove il gioco e l'ironia siano veicoli creativi oltre che espressivi”. 

 

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