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Giovedì, 21 Febbraio 2019

Dopo il grande successo della scorsa stagione con “Il Sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo per la regia di Mario Martone, la Compagnia Nest torna al Teatro di Roma dal 6 al 17  febbraio con il dittico di spettacoli: “12 Baci sulla bocca” con Francesco Di Leva, Ivan Castiglione e Andrea Vellotti; e “Gli Onesti della Banda” con Ivan Castiglione, Maria Chiara Centorami, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Adriano Pantaleo, Luana Pantaleo, Anna Stabile, con la partecipazione di Ernesto Mahieux, entrambi con la regia di Giuseppe Miale Di Mauro.

Due settimane all’insegna dell’impegno civile e sociale, durante le quali la Compagnia Nest porterà, al Teatro India, il proprio “modo di fare teatro” in cui affondare l’occhio nel reale, per raccontare i meccanismi malati che spesso attanagliano la società, affinché il pubblico percepisca certe dinamiche come universali. Da sempre convinti che il cambiamento possa avvenire attraverso la solidarietà e l’agire sociale, inteso come risorsa creativa e agente di trasformazione, saranno portati in scena due temi importanti. Da una parte l’omosessualità, tratteggiata in una provincia napoletana degli anni 70’ bigotta e fascista, dall’altra il dramma del precariato e il filo sottile che divide l’onestà dalla disonestà, diluiti nei toni della commedia. 

12 baci sulla bocca

“E’ tutta la vita che mi nascondo, perché io nascosto ci sto bene. Mi sento al sicuro”. Nel testo non si tratta di fare outing, ma di interpretare l’alchimia di un sentimento che nasce inaspettato. La trama è pretesto per raccontare una storia d’amore, semplice ed emozionante come ogni storia d’amore è. E poco importa se i protagonisti di questa storia sono due uomini, perché Emilio e Massimo sono il simbolo di una libertà che negli anni settanta era pura utopia, e oggi è finta democrazia.

Siamo nella provincia soffocante e a volte disorientante napoletana degli anni 70’. Il conflitto politico e sociale che divide il paese sembra lontano da queste terre. In questo ambito nasce “12 baci sulla bocca” che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto e Massimo, fratello “ripulito” del proprietario di un ristorante. Massimo si sta per sposare con l’unica donna che ha avuto nella sua vita, è a quel punto della vita in cui o ti lasci o ti sposi, Massimo si sposa. Emilio è giovane ed è ricchione, perché era l’unico termine usato a Napoli per identificare un omosessuale. Emilio riesce a scardinare l’omosessualità assopita malamente da Massimo. I loro incontri sono violenti al limite dello scontro fisico. I due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso, rappresenta, forse, l’unico momento di vero sentimento nella loro vita. Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensi. In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente essere un “ricchione di paese”.

Gli onesti della banda

Gli onesti della banda, una commedia che parla di legalità sullo sfondo della periferia partenopea. La dura e cruda realtà è affrontata con leggerezza e toni moderni, andando a scavare negli intricati meccanismi e dinamiche che attanagliano la società. Una commedia brillante, con un profondo spessore, un’indagine sociale che parte da uno dei testi più celebri della tradizione, attualizzandolo e facendosi portavoce dei problemi del moderno precariato e di come anche i più onesti possano ritrovarsi coinvolti in dinamiche disoneste o poco legali. Una drammaturgia, alla quale ha collaborato anche lo scrittore Diego De Silva, in cui i personaggi si trovano a fare i conti con i propri errori e a doversi liberare dalla morsa tentacolare della disonestà, scontando la pena e le conseguenze delle loro ingiuste e scorrette scelte.

 

Protagonisti de “Gli Onesti della Banda” sono Tonino, laureato a pieni voti che, non trovando lavoro, decide di ereditare la portineria del defunto padre e il suo migliore amico Peppino, che gestisce la tipografia di famiglia, attanagliato dai debiti dopo aver comprato nuovi macchinari. L’amministratore del palazzo in cui Tonino lavora è il ragioniere Casoria, uomo sempre in bilico tra legalità e illegalità, che attenta continuamente all’onestà del giovane portinaio.

 

 

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