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Martedì, 18 Febbraio 2020

La contaminazione ambientale da agenti potenzialmente nocivi per la salute umana è ormai una problematica di rilievo mondiale. Il fenomeno definito “Terra dei Fuochi”, in Campania, ne è un chiaro esempio. Vaste aree delle province di Napoli e Caserta, infatti, sono afflitte da decenni da una alacre attività illecita di sversamenti incontrollati di rifiuti industriali e urbani di varia natura e nelle stesse zone è stato registrato un aumento dell’incidenza di svariate patologie cronico-degenerative, inclusi i tumori. 

Un team di ricercatori, coordinato dal Professore Antonio Giordano, di origini napoletane e prestato agli Stati Uniti come direttore dello Sbarro Health Research Organization (SHRO) di Philadelphia, ha condotto e pubblicato sulla rivista internazionale “Journal Cellular Physiology”, uno screening atto a dosare i livelli ematici di metalli pesanti cancerogeni e inquinanti organici persistenti (POP), su una coorte di 95 pazienti oncologici residenti in Campania. 

“Il disastro alla nostra terra è evidente. E’ importante determinare l’ambiente in cui viviamo ed in considerazione di questa emergenza ho accettato di coordinare il progetto “Veritas”, con l’obiettivo di dosare la concentrazione di 4 metalli pesanti (As, Cd, Hg e Pb) e 4 classi di composti organici persistenti nel sangue di pazienti oncologici residenti in diverse aree territoriali campane” dichiara il Prof. Antonio Giordano. 

“Far partire un progetto di biomonitoraggio, al momento, è una realtà ancora molto difficile. In questo ambito assumono un ruolo significativo le associazioni, i comitati e le comunità locali che continuano a denunciare e a provare a preservare la salute della collettività. Questo screening è stato appunto supportato e finanziato da queste realtà” spiega Luigi Costanzo, medico di famiglia delle “Terra dei Fuochi”. 

“Abbiamo osservato alti livelli di concentrazione ematica di metalli pesanti in alcuni comuni, come Pianura, Giugliano, Qualiano e Castel Volturno. In particolare, un risultato statisticamente significativo si è osservato per Giugliano, dove i pazienti oncologici hanno livelli ematici di Cadmio e Mercurio più elevati rispetto ai controlli sani” afferma la Dott.ssa Iris Maria Forte del INT Fondazione “Pascale” _ CROM di Mercogliano e primo autore di questo lavoro. “Abbiamo effettuato l’arruolamento dei pazienti, solo dopo una accurata analisi anamnestica, per ridurre il più possibile gli effetti confondenti” aggiunge la Dott.ssa Forte. 

“Nonostante alcuni limiti di questo studio esplorativo, come le dimensioni ridotte del campione per alcuni comuni, le nostre osservazioni preliminari confermano alcuni studi precedenti: il livello di metalli tossici nel sangue dei pazienti oncologici in alcuni comuni della Terra dei Fuochi è del tutto fuori norma. Il legame causale tra sviluppo tumorale ed esposizione a questi metalli è un fatto noto da tempo; essendo scontato quel nesso causale, il superamento costante dei limiti di legge anche nel piccolo numero di individui esaminati è un fatto di per sé allarmante, che richiede l’immediata estensione dell’analisi ad una popolazione più ampia, cos’ da avere una rappresentazione epidemiologicamente accurata" spiega il Prof. Enrico Bucci dello Sbarro Institute di Philadelphia. 

“Veritas dimostra l'importanza della collaborazione tra società civile e comunità scientifica come fattore di stimolo alle istituzioni. In campo ambientale gli strumenti di citizen science hanno potenzialità ancora poco esplorate e il tentativo fatto con questo progetto è dimostrarne la rilevanza, promuovendo la creazione di evidenze scientifiche indipendenti che sostengano le istanze delle comunità esposte a fattori di rischio ambientale” afferma Laura Greco, presidente dell'Associazione A Sud e promotrice del progetto. 

“Questi studi sono cruciali per promuovere interventi volti a migliorare le condizioni di salute in queste aree. È necessario sottolineare che il diritto alla salute si collega all’obbligatorietà degli interventi volti alla tutela dell’ambiente e al monitoraggio dei residenti” conclude il Prof. Giordano.

Il progetto, la voce dei comitati

Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Fondazione con il Sud, Fondazione Charlemagne, in collaborazione con CDCA, Associazione VINCI, Associazione Lello Volpe, Rete della Conoscenza e Unione degli Studenti Campania. Partner scientifico del progetto, lo Sbarro Health Research Organization diretto dal professor Antonio Giordano ha analizzato i dati risultanti dai test effettuati presso il dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Alla presentazione dello studio sono intervenuti: - Antonio Giordano – Direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, partner scientifico del progetto, Pierpaolo Sileri – Viceministro alla Salute - On. Michela Rostan – Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali, Salvatore Micillo – Deputato Movimento 5 Stelle, Vincenzo Tosti - Rete di Cittadinanza e Comunità Campania, Rita Cantalino - Associazione

Enzo Tosti della Rete Cittadinanza e Comunità ha sottolineato come “Veritas” “contiene già nel nome tutte le ragioni che ci hanno spinto ad un’indagine scientifica indipendente dalle istituzioni: la verità su quanto accaduto e tuttora accade in Terra dei Fuochi, troppo spesso negata proprio da chi governa a livello centrale e regionale, non poteva essere portata alla luce se non dal basso.”

Vincenzo Forino di A Sud Campania e Stop Biocidio vede come “un progetto fondamentale per le cittadine e i cittadini campani per due ragioni, principalmente: la prima è che ha reso possibile il consolidamento del lavoro che A Sud svolge assieme ai comitati territoriali campani, i quali da anni si battono per difendere la propria terra da devastazioni e speculazioni, rendendo possibile l’immaginazione, la costruzione e la conclusione di un progetto di monitoraggio indipendente, assai complesso come questo; la seconda è che ha posto le basi per la dimostrazione scientifica del nesso di causalità tra incremento di varie patologie tumorali e devastazioni ambientali, in un territorio nel quale tutte le problematiche legate alla “Terra dei Fuochi” vengono costantemente sminuite (quando non addirittura negate) da chi, invece, dovrebbe affrontarle con la massima serietà possibile.

Gerardina Caruso, presidente di “Lello Volpe con i bambini” parla di “orgoglio che il progetto Veritas sia giunto a conclusione in quanto non solo lo studio consentirà di esportare le modalità operative della ricerca su altri territori in cui l’impatto ambientale diventa determinante per la salute umana,ma soprattutto lo scopo è anche di sollecitare le istituzioni a farsi carico di questo importante strumento diagnostico, facendolo rientrare nei LEA. La vera rivoluzione consiste nel fatto che la volontà e la determinazione proveniente “dal basso” ha consentito la realizzazione di uno studio scientifico che diversamente non sarebbe mai stato realizzato”.

 

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