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Domenica, 13 Giugno 2021

Perché hanno fiducia nella scienza. Perché è responsabilità civile. Per salvare vite. Per la salvezza di tutti. Sono tanti i motivi con cui gli operatori socio-sanitari e cooperatori sociali da tutta Italia lanciano la campagna #noicivacciniamo costruita insieme a Legacoopsociali, attraverso un video pubblicato sui canali youtube e social network (Facebook e Twitter) dell’Associazione che rappresenta oltre 2400 cooperative sociali.

Questa iniziativa di sensibilizzazione nasce dalla volontà di chi opera nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali duramente colpite dalle ondate del Covid: dal Piemonte alla Sicilia, dalla Lombardia alla Basilicata passando per Veneto, Emilia Romagna, Marche e Umbria ci sono volti e voci di chi opera nelle Rsa, nelle scuole e nei servizi di welfare. Legacoopsociali vuole dare il suo contributo affinchè si proceda a un piano vaccinale di massa per superare questa emergenza che dura da oltre un anno e colpisce ulteriormente le persone più fragili e vulnerabili.

Nel video c’è anche l’appello della presidente nazionale Eleonora Vanni che dice: “mi vaccino perché tengo alla mia salute e a quella degli altri, perché non vedo l’ora di riabbracciare gli amici e frequentare persone e luoghi di socializzazione, perché il Paese possa ripartire senza lasciare indietro i più fragili”.

A chiudere il video è il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti: “mi vaccino perché non voglio correre il rischio di morire solo come un cane in una terapia intensiva e soprattutto non voglio farlo correre alle persone che incontro ogni giorno”.

 

Il video è visibile su questo link 

Non ci sarà l’estensione della garanzia dello Stato per l’accesso al Fondo PMI per gli enti non profit che non svolgono attività commerciale. È l’allarme lanciato dal Forum del Terzo Settore all’indomani del varo del decreto Milleproroghe in Commissione I Affari Costituzionali e V Bilancio della Camera.

“Nonostante i molti emendamenti presentati da quasi tutti i gruppi parlamentari e tutte le assicurazioni che ci erano state date – spiega la portavoce Claudia Fiaschi – gli emendamenti presentati che prorogavano la garanzia pubblica al credito per il Terzo settore non commerciale sono stati tutti bocciati. È una vicenda incomprensibile e sconcertante. Ci siamo battuti a lungo affinché anche le associazioni potessero godere degli stessi benefici degli enti commerciali.”

Finalmente con la pubblicazione in GU del 13/10/2020 della Conversione in Legge del DL 104/20 era stato introdotto questo provvedimento. Tra autorizzazioni EU e circolari applicative la misura si è effettivamente resa disponibile solo a novembre scorso. Nel testo della finanziaria una dimenticanza aveva escluso dalla proroga questa tipologia di enti. Tutti i partiti che sostengono l’attuale Governo hanno presentato emendamenti per rispristinare la misura con il Milleproroghe. Ora di nuovo lo stop.

“Sembra non si voglia capire che le associazioni sono una componente fondamentale dell’economia sociale del Paese che da sole danno lavoro ad oltre quattrocentomila persone – prosegue la portavoce –. Si tratta spesso di piccole realtà che hanno difficoltà di accesso al credito e che rappresentano un presidio fondamentale di solidarietà e socialità. Se non le si mette nelle condizioni di riprendersi dalla crisi, le ricadute negative per le nostre comunità saranno gravissime. Le attività che svolgono sono fondamentali: dall’assistenza ai malati, alla promozione culturale, all’aiuto alle tantissime persone fragili, in condizioni di esclusione sociale o di povertà. Ma i provvedimenti varati finora sono assolutamente insufficienti a partire dall’estrema esiguità del Fondo ristori.”

“Non si può un giorno ringraziare l’impegno e il sacrificio dei volontari e il giorno dopo dimenticarsene. Bisogna passare dalle parole ai fatti, il Terzo settore italiano si aspetta iniziative concrete. Ci auguriamo – conclude Fiaschi – che Parlamento e Governo ci ripensino e ripristinino il provvedimento nella discussione in aula.”

Legacoopsociali lancia Iscoop: la piattaforma digitale nata per supportare l’elaborazione del bilancio sociale per le proprie associate. All’evento di oggi in videoconferenza zoom è arrivata una straordinaria partecipazione con 430 persone collegate da tutta Italia. Sono intervenuti la presidente nazionale Eleonora Vanni, la responsabile Area progetti Maria Felicia Gemelli, il direttore generale Dg terzo settore e responsabilità impresa sociale del ministero del Lavoro Alessandro Lombardi, la responsabile Area Ricerca di Aiccon Sara Rago e il presidente di Fondazione Pico Giancarlo Ferrari.

“Abbiamo lavorato per mettere a disposizione della vasta platea delle cooperative aderenti un format comune - ha dichiarato la presidente nazionale Eleonora Vanni - con l’idea di cogliere l’opportunità per andare oltre l’adempimento normativo e farne un’occasione di rilevazione sistematica, di trasparenza, di coinvolgimento degli shareholder (soci, ma anche lavoratori) e degli stakeholder (utenti, committenti, comunità di riferimento). Abbiamo sviluppato la proposta attraverso un processo partecipato finalizzato alla co-produzione di uno strumento che evidenziasse il valore aggiunto cooperativo. Questo abbiamo inteso fare e questo mettiamo a disposizione della variegata platea di cooperative sociali aderenti che presentano bisogni anche fortemente differenziati, ma uniti dall’obiettivo comune di valorizzare il ruolo e la portata strategica di questo tipo di impresa e dell’economia sociale che genera in un momento anche così particolare come quello che stiamo vivendo”.

La responsabile Area Progetti Legacoopsociali Maria Felicia Gemelli ha illustrato la piattaforma Iscoop, realizzata in collaborazione con Mediagroup e Eticae, a cui si accede da bilanciosociale.pico.coop e dal sito www.legacoopsociali.it: “è stato un percorso partecipato, strutturato con una serie di incontri con le cooperative capaci di costruire le direttrici del progetto. Ci siamo interrogati su come elaborare questo strumento che permette di stare in linea con la normativa e dagli incontri sono arrivati stimoli molto utili”.

Nel dibattito moderato dal coordinatore nazionale Legacoopsociali Diego Dutto è intervenuto il direttore generale terzo settore Alessandro Lombardi: “vedendo questi numeri così rilevanti di partecipanti si ha la possibilità di toccare con mano l’attenzione sul tema. Ci sono parole chiave come trasparenza, adattabilità e coordinamento. Apprezzo le parole della presidente che inquadra il lavoro nello spirito delle linee guida e il fatto che la predisposizione del bilancio sociale non è solo adempiere ad un obbligo normativo ma deve essere vista come uno strumento che rafforza il grado di conoscenza negli enti del terzo settore dei suoi associati: siamo pienamente in tema di trasparenza. Serve ribadire la relazione di fiducia tra gli enti di terzo settore e i cittadini che possono poi fare le loro scelte consapevoli a sostegno di determinati soggetti”.

Per Sara Rago dell’Area Ricerca di Aiccon bisogna “ripensare il ruolo delle organizzazioni di terzo settore e delle coop sociali, un ruolo che non viene meno a quello di supporto alle istituzioni ma che ha una sua identità specifica di produrre valore sociale, economico e culturale. Questo valore non può essere sostituito e questo riconoscimento lo ha stabilito la riforma. Il bilancio sociale è uno strumento, ma soprattutto un processo che, dalla produzione alla condivisione, afferma il valore trasformativo delle imprese sociali cooperative”.

Infine il presidente di Fondazione Pico Giancarlo Ferrari ha sottolineato: “dentro questa iniziativa ci sono due concetti: la nostra idea di innovazione, qualificata e utile senza sacrificare il lavoro, e trasformare il digitale come mezzo per una nuova cultura imprenditoriale.  Saremo vicini alle nostre imprese se sappiamo generare un ecosistema di opportunità per loro e usare la tecnologia per aiutare le persone, le comunità e le imprese. Iscoop può essere uno strumento potentissimo in questo senso”.

 

 

 

Durante il primo lockdown il 78% ha fermato o dimezzato la propria attività. Il 41% prevede una riduzione delle entrate per il 2020 superiore al 50%. Il Covid-19 sta colpendo duramente anche il Terzo Settore.

È quanto emerge dall'indagine, condotta da Italia Non Profit, su 1.378 enti. Per oltre la metà di associazioni, cooperative sociali, fondazioni, onlus o consorzi, la pandemia sta incidendo negativamente in particolare sulle attività istituzionali e sulle raccolte fondi. Il blocco delle attività istituzionali, cioè quelle rivolte ai cittadini, ha riguardato in maniera trasversale tutti i settori: il 30% degli intervistati ha dichiarato un blocco nella attività formative ed educative; il 28,4% ha dovuto sospendere le iniziative dedicate al tempo libero e alle attività culturali; il 18,7% ha dovuto bloccare l’assistenza alle persone.

A farne le spese non solo le persone, spesso fragili, a cui le attività sono rivolte. Ma anche i dipendenti di questi enti. Il 30% delle realtà che hanno risposto sostengono che dal 20 al 50% dei propri dipendenti rischiano il posto di lavoro. Per ora il 38,5% degli enti è ricorso alla cassa integrazione per fronteggiare la crisi. Gli effetti della pandemia incide anche sulle attività di raccolta fondi: infatti solo il 7% dei rispondenti dichiara una crescita delle entrate da raccolta fondi rispetto al 2019.

Per continuare ad operare gli enti hanno necessità di fondi, formazione specifica per la gestione di pandemie e supporto nell’utilizzo di strumenti digitali. Anche perché il 54,2% non ha risorse per finanziare una propria trasformazione digitale.

I dati completi dell'indagine sono consultabili sul portale “Non Profit_Philanthropy_Social Good Covid-19 Report 2020”, che racconta e illustra lo stato degli enti non profit italiani in relazione all’emergenza sanitaria e gli aiuti a supporto del Terzo Settore messi in campo da fondazioni ed enti filantropici. Il portale è un vero e proprio Data Hub, in costante aggiornamento, accessibile e gratuito che permette di comprendere attraverso dati, mappe e testimonianze quali sono le necessità delle organizzazioni non profit, di conoscere le azioni realizzate dalla filantropia a sostegno degli enti, e di ascoltare le visioni sul futuro del settore. Per tutto il 2021 verranno inoltre attivati tavoli permanenti di confronto tra enti, fondazioni ed enti filantropici per discutere del futuro, esprimere desiderata e progettare strategie.

 (Fonte: Redattore Sociale)

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