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Domenica, 18 Novembre 2018

Un fatturato pari a 38.462.823 euro, 1.523 lavoratori occupati (87,5% a tempo indeterminato), di cui 939 soci. Sono alcuni dei dati che emergono dal bilancio 2017 della cooperativa sociale G. Di Vittorio, che è stato approvato ieri mattina (giovedì 28 giugno) dall’Assemblea dei soci riunita a Massa. 

Nell’anno trascorso la cooperativa ha incrementato l’attività di formazione realizzando 197 progetti, a cui hanno partecipato 2.182 operatori (oltre ai permessi studio). Si è rafforzato anche l’impegno sulla prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, che ha prodotto unanetta diminuzione degli infortuni rispetto all’anno precedente, con un indice di incidenza di 37 infortuni ogni 1000 lavoratori (in netta diminuzione anche l’indice di frequenza e l’indice di gravità), e che ha portato la cooperativa a conseguire nell’aprile 2018 la certificazione OHSAS 18001:2007.

“Di fronte alle nuove sfide per il nostro settore, stiamo impiegando il know how aziendale per progettare servizi innovativi, diversificando e ampliando le nostre linee di azione – commenta la presidente della cooperativa Maria Antonella Oronte – Da marzo 2017 a marzo 2018 abbiamo partecipato a 39 bandi e procedimenti, il 47% dei quali relativi a nuovi servizi, puntando su attività integrative e complementari rispetto agli appalti pubblici, con particolare attenzione ai bandi regionali, nazionali europei e delle fondazioni”.

Nel 2017 l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha riconfermato alla cooperativa il rating di legalità con il punteggio di due stellette +. 
Ha preso il via anche un nuovo progetto relativo allo “Stress lavoro correlato” in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Firenze.

Si è concretizzato invece nel 2018 il percorso di acquisizione della certificazione ISO 14001:2015 relativa al sistema di gestione ambientale.Per quanto riguarda il mercato privato, attraverso la rete Umana Persone a cui aderisce, la cooperativa si è abilitata per l’erogazione di interventi di assistenza alla persona ed educativa presso l’azienda Jointlty (che supporta le aziende nella definizione di pacchetti di welfare aziendale) e ha stipulato un contratto con UniSalute per l’erogazione di prestazioni di assistenza alla persona, infermieristica e riabilitativa.

Sta proseguendo inoltre Apprendi-Lab, progetto innovativo rivolto a bambini con difficoltà di apprendimento e supportato dall’utilizzo delle nuove tecnologie.

Un convegno per i 40 anni della Legge Basaglia

Numeri significativi, oggetto di un approfondimento durante l’Assemblea, arrivano dal Settore Salute mentale, nel quale la cooperativa impiega 215 operatori, gestendo in appalto con il servizio pubblico 14 strutture residenziali, 10 Centri diurni, 3 centri per disturbi dello Spettro autistico e vari servizi territoriali e fornendo servizi a oltre 300 utenti in quattro province toscane. 

“In autunno - ha annunciato il responsabile del Settore Salute mentale della cooperativa David Pasqualetti – organizzeremo a Massa un convegno dedicato ai 40 anni della ‘legge Basaglia’. È proprio in questo territorio che sono nate sperimentazioni come il Testamento psichiatrico e il primo gruppo di Auto Mutuo Aiuto Psichiatrico e che la nostra cooperativa ha avviato una delle prime esperienze innovative in Toscana di struttura residenziale psichiatrica, aperta nel 1997 ai Ronchi e trasferitasi nel 2004 a Sorgnano”.

Dal 1997 al 2017 le presenze in questa struttura sono state in totale 375, con 161 inserimenti (102 uomini e 59 donne) e 191 dimissioni. Si tratta in circa la metà dei casi di persone affette dadisturbi dello spettro schizofrenico, nel 20,5% dei casi da disturbi di personalità (talvolta complicati da abuso di più sostanze), nel16,7% da disturbo bipolare. La maggior parte ha riconquistato a conclusione del percorso terapeutico una dimensione di autonomia, facendo rientro a casa o in una sistemazione autonoma (66%) o andando a vivere in un gruppo appartamento (8%). 

Nel 2017 la cooperativa ha seguito inoltre sul territorio 40 persone attraverso il servizio domiciliare psichiatrico. In questi anni sono state diverse centinaia le famiglie entrate in contatto con il servizio degli operatori a scambio relazionale gestito dalla cooperativa.

 

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