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Domenica, 13 Giugno 2021

Avventura, vento in poppa, aria aperta e tutti a far parte di un unico equipaggio, ragazzi e ragazze con e senza disabilità, come ai tempi della Filibusta. Come rendere concreti i valori di sport e inclusione? E’ questa la sfida lanciata da Uisp e Fondazione Vodafone attraverso il Progetto "Capitan Uncino". La sfida è stata raccolta dai ragazzi della scuola Madonna della Neve di Adro (Brescia) che durante il lockdown hanno costruito una barca a vela, sotto la guida di maestri d’ascia e dei loro insegnanti. Dopo mesi di impegnativo lavoro la barca è pronta e il varo avverrà sabato 12 giugno, nel porto turistico di Lovere (lago d'Iseo), a partire dalle 10. Si tratta del primo varo di una barca frutto di questo progetto, che coinvolge altre città e nei prossimi giorni ci saranno altre inaugurazioni a Civitavecchia, Pesaro, Salerno, Ragusa,  e Trepuzzi (Le).


Il progetto “Capitan Uncino” si ispira al mondo della Filibusta, dove vigeva un accordo di mutua collaborazione tra i membri dell’equipaggio. E dove i marinai con disabilità - tra gambe di legno, bende sugli occhi e uncini - avevano ruoli e collocazioni essenziali a bordo, in totale e perfetta collaborazione con i pirati senza disabilità. E’ questa la visione inclusiva che l’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti mette in pratica attraverso lo sport sociale e per tutti.


Fondazione Vodafone Italia ha sostenuto il progetto "Capitan Uncino" 
perche’ vuole contribuire alla crescita della societa’ verso un modello piu’ inclusivo e aperto alle diversita’. E’ il progetto di un movimento che puo’ garantire un’ampia diffusione sul territorio italiano e che ha coinvolto la comunita’ - famiglie, istituzioni, insegnanti, professionisti e sportivi -  in un percorso in cui i ragazzi si sono messi in gioco e rappresentano con il loro comportamento le parole inclusione, coraggio e amicizia.

Il cuore del progetto "Capitan Uncino: in mare aperto per tutte le abilità" è stato la costruzione di una vera barca a vela che grazie ai ragazzi di Adro è stata assemblata e rifinita da una ciurma di 30 alunne e alunni della scuola, che sabato 12 giugno a Lovere parteciperanno al varo a partire dalle 10. 

 

La giornata si aprirà con la cerimonia del varo della barca, con musica e mini-regate per i giovani marinai. Il raduno si terrà presso la tensostruttura del porto, l’orchestra della scuola eseguirà gli intermezzi musicali, saranno presentati i ragazzi della scuola con i loro insegnanti, avverrà la consegna delle magliette, la benedizione della barca e subito dopo il varo vero e proprio, seguito da una breve “crociera” con la barca e sperimentazioni con il simulatore di navigazione e i nodi marinareschi. Come in ogni varo che si rispetti saranno presenti i dirigenti scolastici e i rappresentanti delle realtà promotrici coinvolte, insieme all’Uisp Brescia, al Settore Vela Uisp Lombardia e alla Fondazione Vodafone.

 

Valentina Petrillo sarà la prima atleta transgender italiana ad indossare la maglia della Nazionale in una competizione internazionale: dal 1 al 5 giugno parteciperà ai Campionati Paralimpici Europei di Atletica Leggera, che si terranno a Bydgoszcz in Polonia. Il 3 giugno ci saranno le qualificazioni dei 400m e venerdì 4 giugno le finali. Il sogno di Valentina è quello di staccare il pass per le Olimpiadi di Tokyo e di difendere i colori azzurri nella categoria T13, ipovedenti. Valentina Petrillo (Omero Bergamo), atleta ipovedente, si presenta in Polonia con il record italiano di 1’00’’31 sui 400m, stabilito il 22 maggio a Faenza.

La corsa di Valentina procede di pari passo con lo sviluppo del film documentario “5 nanomoli - Il sogno olimpico di una donna trans”, per la regia di Elisa Mereghetti e Marco Mensa, prodotto da Ethnos, Gruppo Trans APS e dalla società di produzione giapponese Daruma Inc, con il patrocinio di Uisp, Arcigay e del Comune di Bologna. Attualmente in lavorazione, il film conta sulla consulenza di Joanna Harper, medico canadese autrice di numerosi studi sugli atleti transgender, e  sul supporto di numerose associazioni lgbt europee.

“Correre per i colori dell’Italia significa coronare il sogno che avevo sin da bambina – dice Valentina Petrillo - Ora mi aspetto di conquistare una medaglia e di fare una prestazione importante. Credo che la mia presenza in Polonia possa essere un segnale forte nella direzione del riconoscimento dei diritti delle donne e delle persone Lgbtiq, sia in quel Paese, sia in tutto il mondo. La Fispes, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, mi sostiene e crede in me, insieme a Uisp, Gruppo Trans APS e Ethnos. Sta finalmente emergendo la mia figura di donna sportiva, insieme ai miei risultati, rispetto al mio percorso di transizione. E per me questo è un grosso segnale di apertura e di inclusione”.

“Finalmente, per la prima volta nella storia dello sport in Italia – dice Milena Bargiacchi, vicepresidente di Gruppo Trans APS - si aprono le porte dell'arena sportiva internazionale anche alle persone transgender, nel pieno rispetto dei parametri previsti dai regolamenti. Non accettiamo più di essere spettatori e di restare in panchina, così come nel mondo del lavoro anche nel mondo dello sport vogliamo riportare al centro le nostre vite fino ad ora marginalizzate, non contemplate, spinte in uno spazio invisibile”.

“Da tempo siamo impegnati per i diritti delle persone Lgbtiq nello sport – dice Manuela Claysset, responsabile nazionale Uisp per le politiche di genere e i diritti - Come Uisp diamo la possibilità alle persone che lo richiedono di acquisire una identità Alias, cioè essere riconosciute con un nome allineato al genere a cui si sentono di appartenere e differente dal sesso attribuito loro all'anagrafe, superando così una delle difficoltà che atleti trans possono riscontrare nello svolgimento dell'attività sportiva. Questa scelta è stata possibile grazie alla collaborazione di Rete Lenford Avvocatura Lgbt e la disponibilità di Marsh, broker assicurativo”.

Elisa Mereghetti, co-regista di“5 nanomoli”: “Fin dai primi tempi abbiamo capito che questa storia aveva un grande potenziale internazionale. Non è una storia solo italiana: Valentina sta diventando un simbolo per l'intera comunità trans e per il mondo dello sport paralimpico, anche all'estero. Il film e la straordinaria vicenda umana e sportiva di Valentina stanno crescendo parallelamente. La potenzialità del film è quella di creare consapevolezza attorno alla questione centrale: il diritto delle persone trans di fare sport e di gareggiare nel loro genere percepito.”

Marco Arlati Responsabile Sport Segreteria Arcigay: “Sosteniamo l’atleta Valentina Petrillo augurandole di staccare il pass per le Olimpiadi di Tokio 2021. Arcigay da sempre si batte per il diritto allo sport per le persone trans, a qualsiasi livello. Valentina a Tokio potrebbe essere la scintilla che accende la voglia di vivere lo sport ad alti livelli anche per le persone trans* italiane che faticano a trovare spazi sicuri nello sport e non hanno modelli a cui far riferimento. I grandi eventi sportivi, inoltre, sono un‘opportunità di sensibilizzazione della popolazione sui diritti civili”

Tiziano Pesce, 45 anni, di Genova, è il nuovo presidente nazionale Uisp. E’ stato eletto al termine del Congresso nazionale dell’associazione che si è concluso nella mattinata di oggi, 14 marzo, al termine di tre giorni di lavori. Sono stati impegnati 278 delegati in videoconferenza, in rappresentanza di 1.112.047 soci e 14.158 asd e società sportive. Tiziano Pesce, con una  radicata esperienza nello sport sociale e nel terzo settore, sia nel territorio ligure, sia a livello nazionale, raccoglie il testimone di Vincenzo Manco, che ha concluso un ciclo di due mandati, otto anni, al timone dell’Uisp.

“Soprattutto in momenti difficili come questi si misura il valore sociale dell’Uisp - dice Pesce, ringraziando i delegati e l’intera Uisp - Il nostro compito principale oggi è quello di essere al fianco di asd e società sportivive del territorio, al dramma di un movimento di base che rischia di essere spazzato via dall’emergenza sanitaria, che l’Uisp ha il dovere di difendere e rappresentare nei confronti del governo e ad ogni livello delle istituzioni locali”.

Subito dopo la sua proclamazione da parte della Presidenza del XIX Congresso nazionale Uisp, Tiziano Pesce ha ringraziato Vincenzo Manco, presidente nazionale uscente, Tommaso Dorati, segretario generale Uisp e l’intero gruppo dirigente Uisp, a cominciare da quello territoriale sino a quello nazionale, che lo ha accompagnato in questi anni nei quali è stato vicepresidente nazionale dell’associazione.

“Le trasformazioni saranno continue e viviamo in un periodo di emergenza dal quale speriamo di poter uscire presto, per questo il mio è un programma di inizio mandato – ha detto il neopresidente nazionale Uisp – siamo la Uisp dei territori che alza lo sguardo alla dimensione europea. Quello dello sport sociale è un importante banco di prova per nuove politiche pubbliche sulla salute, sul benessere, sull’inclusione, sull’ambiente, sulla solidarietà, sulle pari opportunità tra generi. L’Uisp è una grande rete associativa e la conferma è venuta proprio da questo nostro Congresso. Come ci ha detto Luca Gori, della Scuola Sant’Anna di Pisa, la rete alimenta la riforma e la riforma sollecita la rete. L’Uisp deve raccogliere questa sfida, sperimentando nuove metriche e nuovi indicatori, qualitativi e quantitativi”.

“Dal nostro Congresso emergono precise indicazioni per il futuro: centralità dei territori e della attività. L’Uisp è promozione sociale e sportiva a 360 gradi. Questo è stato il Congresso delle donne e dei giovani. Per questo sono orgoglioso di aver costruito una lista unitaria del futuro Consiglio nazionale, con una buona attenzione alle rappresentanze di genere: su 80 consiglieri eletti, 32 sono donne, ovvero il 40%. Ma promettiamo di fare meglio in futuro. Infatti già nella lista dei 26 supplenti, 14 sono donne e 12 uomini”.

Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp: "Credo per tutto il paese e, nello specifico dello sport, per tutti coloro che hanno a cuore le sorti e la sopravvivenza stessa di una grande infrastruttura sociale rappresentata dalle quasi centomila associazioni e società sportive presenti su tutto il territorio nazionale. Siamo stanchi di sentir parlare solo ed esclusivamente delle Olimpiadi e dell'eventuale sospensione del Coni. Esprimiamo il più alto rispetto verso il movimento olimpico, soprattutto alle atlete e agli atleti che sono chiamati a rappresentarlo ma si eviti di agitare costantemente il vessillo dell'autonomia come se fosse una presunta extraterritorialità verso tutto e tutti. Non si facciano passi per tornare al passato".

"Abbiamo avuto ripetute occasioni per apprezzare il cambiamento che c'è stato nell'assetto ordinamentale del sistema sportivo italiano - prosegue Manco - che ha determinato maggiore trasparenza, efficienza e soprattutto attenzione alla promozione sportiva. Non si vada nella direzione di una nuova società pubblica che aumenterebbe ancora di più i costi, lasciandone sempre meno a disposizione della promozione delle attività motorie e sportive. Se un ancoraggio ci deve essere, oggi più che mai, esso deve riguardare le indicazioni che le grandi agenzie europee e mondiali stanno offrendo sul terreno della promozione e prevenzione della salute, verso gli investimenti nella cultura motoria e del benessere che possa contribuire ad una società resiliente e sostenibile".

"Ovvero - conclude Manco - occorre garantire risorse per le attività che si svolgono sul territorio, per rigenerarlo, per migliorare la qualità della vita messa oggi in crisi dall'emergenza sanitaria ancora in atto. In sostanza, rendendo protagonista e garantendo la sussistenza ed il rilancio allo sport di prossimità, che è alla base di una buona e sana cittadinanza attiva. Gli strumenti ci sono, si riconoscano al Coni i dipendenti che già oggi utilizza e si chiuda una querelle che sta diventando stucchevole. Di fronte alla crisi di tantissime realtà sportive si eviti di continuare a guardare la pagliuzza rispetto ad una enorme trave che abbiamo davanti a tutti noi!"

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