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Mercoledì, 22 Maggio 2019

Il 19% dei cittadini dell’Unione Europea svolge una o più attività di volontariato, dando vita a innumerevoli servizi di aiuto in tutti i campi della vita sociale. Eppure, nonostante il loro ruolo spesso determinante per la coesione delle comunità, non sempre queste attività vengono sostenute adeguatamente a livello politico.

Parte da questa considerazione la campagna Vote Volunteer Vision, lanciata dal Centro europeo per il volontariato (Cev). Una campagna che CSVnet, come aderente al Cev, ha deciso di sottoporre ufficialmente a tutti i candidati italiani alle elezioni del prossimo 26 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo.

Con una lettera aperta pubblicata oggi CSVnet chiede ai candidati due impegni concreti per il sostegno del volontariato in Europa, attraverso la sottoscrizione dei contenuti del documento base della campagna e, se eletti, la promozione di un intergruppo parlamentare sul volontariato.

Le istanze contenute nel documento, infatti, sono tutte incentrate sulla necessità di proporre e sostenere politiche di respiro europeo. Ciò allo scopo di facilitare il lavoro quotidiano svolto dalle associazioni di volontariato e soprattutto dai milioni di cittadini che, in forma più o meno organizzata, dedicano gratuitamente parte del proprio tempo alla solidarietà.

La prima di queste istanze riguarda la “misurazione” corretta del volontariato attraverso ricerche aggiornate e costanti che utilizzino parametri comuni in tutti i paesi (oggi sono pochissimi gli studi disponibili). Una conoscenza univoca del “valore” del volontariato che dovrà mettere in grado i legislatori di coordinare entro un unico quadro normativo le politiche di volontariato delle diverse istituzioni europee.

Si chiede inoltre di sviluppare le infrastrutture del volontariato per fare in modo che esso possa supportare l’attuazione delle politiche europee, come il Pilastro dei diritti sociali o l’Agenda 2030. Si sottolinea anche il ruolo formativo del volontariato per lo sviluppo della cittadinanza e per l’occupabilità, aspetto direttamente collegato al tema della validazione univoca delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. E grande importanza viene data al volontariato di impresa, garantendo standard qualitativi per le aziende e i dipendenti coinvolti.

Non viene ovviamente dimenticato il passaggio politico del 2020, quando si concluderà quello in corso e si aprirà un nuovo settennato, con la conseguente revisione degli attuali programmi e l’attivazione di quelli nuovi: un periodo cruciale in cui, sostengono i promotori della campagna, il volontariato dovrà sempre essere considerato come una priorità. Si richiama infine la necessità di promuovere il volontariato all’estero, attualmente realizzato attraverso il Corpo europeo di solidarietà e il programma EU Aid volunteers.

Ma per fare in modo che l’impatto della campagna non si fermi con le elezioni del 26 maggio, è appunto importante che il mondo del volontariato si unisca e, attraverso il membri del parlamento eletto, chieda a gran voce l’istituzione all’Europarlamento di un intergruppo specifico sul volontariato, allo scopo di coordinare l’azione e le strategie europee su questo settore.

Di seguito è possibile scaricare la lettera aperta ai candidati e il documento base della campagna in italiano.

Welfare e protezione sociale, al centro delle politiche dell'Unione europea. Prevenzione ma anche tutela dell'ambiente. Copertura sanitaria e diritti per i paesi del Sud del mondo. Riconoscimento del ruolo delle società di mutuo soccorso.

E' quanto chiede la FIMIV – Federazione italiana mutualità integrativa volontaria, che ha aderito al Manifesto “Costruiamo insieme l'Europa sociale di domani” dell'AIM - Associazione internazionale delle mutual benefit societies, in occasione della Giornata nazionale della mutualità, che si terrà il 4 maggio alle 09.30 nella sede della Società Umanitaria a Milano.

“A pochi giorni dalle elezioni europee, chiediamo un'Europa sociale fondata sul benessere, sull'uguaglianza e la tutela dei più vulnerabili. In tempi di no-vax e di negazionismo del buco nell'ozono e degli effetti dell'inquinamento, non siano date per scontate le conquiste della medicina e della scienza nemmeno in Europa” dichiara Placido Putzolu, presidente FIMIV.

Il manifesto per un'europa sociale      

Prevenzione, accesso sostenibile ai farmaci, innovazione, copertura sanitaria e promozione del sistema mutualistico nei paesi in via di sviluppo, riconoscimento del ruolo chiave delle società di mutuo soccorso, in particolare in Europa, Africa e Sud America. Sono queste le richieste del Manifesto “Costruiamo insieme l'Europa sociale di domani” dell'AIM - Associazione internazionale delle mutual benefit societies che la FIMIV – Federazione italiana mutualità integrativa volontaria ha scelto di rilanciare durante la Giornata nazionale della mutualità a Milano.

Le sfide ancora aperte dell'Ue      

Se l'Italia è seconda solo alla Spagna tra i paesi che vantano livelli più elevati di salute nel mondo, nell'area Schengen non mancano casi di ritardo: non solo Serbia, Macedonia, Albania, Bulgaria, Romania, ma anche paesi come la Germania, al 45° posto dell'Index Bloomberg 2019. Significativo, poi, che tra le motivazioni dello scontento che hanno portato alla Brexit vi fossero anche efficienza e alti costi del servizio sanitario. Intanto, però, le sfide in Europa si fanno più stringenti. E alcune conquiste che appaiono scontate in realtà presentano delle contraddizioni persino nel Belpaese.

Fondamentale la prevenzione         

Secondo l'Oms, infatti, l'Italia è tra i dieci paesi d'Europa in cui il morbillo è ancora endemico a causa della scarsa copertura vaccinale. Eppure la prevenzione e i vaccini hanno spesso preservato la vita di milioni di persone. Si pensi a poliomelite, difterite, vaiolo e tetano, malattie fortemente impattanti in Italia fino a pochi decenni fa. Nell'anno che si è concluso, poi, in Italia, anche alcune società di mutuo soccorso sono state chiamate a dare un contributo contro la meningite di tipo B, diffusasi a macchia di leopardo nel Paese. Non bisogna perciò abbassare la guardia.

“Le posizioni antivax ci inquietano perché rischiano di far regredire le società a uno stato di inconsapevolezza dei progressi favoriti dalla medicina e dalla scienza” dichiara Placido Putzolu, presidente della FIMIV. E intanto è in aumento si registra un aumento dei tumori soprattutto in Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito e Spagna, secondo uno studio della Statale di Milano, mentre le diagnosi in tutto il mondo sono pari a 18 milioni. La diagnosi precoce è fondamentale e salva vite umane ma per una vera prevenzione bisogna andare anche oltre.

“Abitudini alimentari, aspettative di vita, rischi legati al fumo e all'obesità ma anche inquinamento dell'aria, dell'acqua e del cibo, incidono pesantemente sulla salute e sulla longevità dei cittadini europei – dichiara Putzolu-. Per questo è necessario integrare e innovare il concetto di prevenzione che non può limitarsi alla mera diagnosi precoce. Quest'ultima è indispensabile e salva vite umane, come dimostrano tanti casi riconosciuti anche grazie ai servizi offerti dalle società di mutuo soccorso in Italia - continua-. Prevenire, però, vuol dire anche pretendere politiche ambientali e norme per la tutela della salute dei cittadini che siano coerenti in tutta l'Unione europea. A tal fine, occorrerebbe una Direzione generale per la salute nell'Ue e un dibattito che assorba l'esperienza di realtà importanti nel settore quali le società di mutuo soccorso, i centri di ricerca, le istituzioni nazionali di tutti i paesi”.

Per questo il Manifesto dell'AIM chiede al Parlamento e alla Commissione europea di tener conto dell'impatto sulla salute in tutte le politiche per un “maggiore impulso alla promozione e prevenzione sanitaria” ma anche di una “riduzione dell'iniquità per quanto riguarda ambiente, qualità dell'alimentazione, copertura vaccinica e uso del tabacco”. A livello globale, saranno infatti obesità, iperglicemia, inquinamento, alcol, fumo ad aumentare i decessi in tutto il mondo.  In controtendenza rispetto al resto del mondo, però, l'Italia ha una aspettativa di vita che è in aumento e nel 2040 potrebbe toccare una media di 84,5 anni (+2 anni,2 rispetto ad oggi). Mentre però si invoca una maggiore equità e giustizia sociale, anche in un paese come l'Italia si rende evidente che non vi possa essere progresso senza giustizia sociale. Secondo l'Istat, infatti, in Italia cresce il divario di sopravvivenza per livello di istruzione e origine. L'aspettativa di vita media, infatti, varia per chi non ha un titolo di studio avanzato ma anche e soprattutto per chi proviene da regioni come la Campania. Intervenire sull'equità dell'accesso alla salute e al benessere si dimostra una materia sottile e importante da studiare anche in contesti come quello nazionale in cui è garantito storicamente e in maniera gratuita.

Longevità e non autosufficienza     

Per questo il rapporto tra la longevità e la tutela di chi è non autosufficiente, ma anche la diffusione di gravi patologie che richiedono cure specifiche, spesso garantite solo fino a una certa fascia di età, che sono costose e necessitano di cicli di terapia e di assistenza protratti nel tempo, pongono nuovi importanti dilemmi etici sulla spesa sanitaria nazionale in Italia e sul rapporto integrativo che vi può essere tra il ruolo svolto dal SSN, dai fondi sanitari integrativi, dalle società di mutuo soccorso e da attori attivi nel settore quali le cooperative.

Per questo il convegno “Costruiamo insieme l'Europa sociale di domani”, organizzato dalla FIMIV a Milano, sabato 4 maggio alle ore 09.30 presso la Società Umanitaria in Via San Barnaba 48, si focalizzerà anche sui temi dell'invecchiamento sostenibile e della protezione dell'autosufficienza, per individuare quali siano le azioni della mutualità volontaria nel settore e ricercare nuove sinergie possibili.

Dall'europa al mondo   

Il mondo mutualistico tutto, però, ha deciso di sollevare lo sguardo anche al di là del continente. Nel chiedere maggiore equità e tutele soprattutto per i più vulnerabili, il manifesto sottoscritto dalla FIMIV non si limita all'Unione europea ma si allarga anche a quelle aree geografiche, quali l'America latina e l'Africa e in tutte quelle regioni in cui le società di mutuo soccorso svolgono un ruolo fondamentale per la democratizzazione del diritto alla salute. Per questo chiede alla Commissione europea di “elaborare un quadro di forte impatto per la cooperazione allo sviluppo internazionale che sostenga la copertura sanitaria e consenta alle mutue di dare un importante contributo”.

 

 

 

Il 9 maggio, a partire dalle ore 9:30, nella sede del Parlamento del Cnel a Roma sarà presentato il documento “Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità”, realizzato dal Gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni e organizzazioni presieduta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti.

Nel corso della mattinata saranno illustrate le raccomandazioni che l’Autorità garante ha rivolto a Governo, Regioni, Comuni, Servizi, scuole, rappresentanti del terzo settore, operatori dell’informazione e della comunicazione, ordini professionali e associazioni.

Tra i partecipanti, gli esperti che hanno lavorato al documento ed esponenti dell’associazionismo, che porteranno la loro testimonianza. Prevista, a partire dalle ore 11:30, una tavola rotonda con rappresentanti di istituzioni, enti e associazioni, tra cui quelli destinatari delle raccomandazioni.

 

Si intitola Te l'ho mai detto? La campagna social per i diritti e la visibilità delle persone Lgbti+ nei luoghi di lavoro realizzata da Arcigay in occasione del 1° maggio, festa dei lavoratori. L'iniziativa è il risultato dell'attività svolta, in questi mesi, dai componenti dell'area tematica Politiche per il Lavoro di Arcigay ed è stata ideata e realizzata dal comitato territoriale Arcigay Mantova che ha messo a disposizione le proprie professionalità. 

Sei professionist* sono i protagonist* degli scatti del fotografo Giuseppe Gradella che ha scelto i luoghi di lavoro dei propri soggetti per raccontare l'importanza, per il benessere del lavoratore e della lavoratrice, di non nascondere la propria dimensione affettiva e sessuale e  la propria identità di genere, e come questo possa avere ricadute positive sulla propria professionalità.  

"Il lavoro - spiega Manuela Macario, responsabile Lavoro e Marginalità  nella segreteria nazionale di Arcigay - occupa una parte importante della nostro tempo e quindi della nostra vita. Il luogo di lavoro è un contenitore di relazione,di dinamiche interpersonali e sociali. Per questo è necessario che i luoghi di lavoro siano spazi sicuri, accoglienti ed inclusivi. Da queste premesse nasce la Campagna nazionale di Arcigay per i diritti e la visibilità delle persone Lgbti+ sui luoghi di lavoro "Te l'ho mai detto?". In prossimità del 1 maggio, festa dei lavoratori, si è ritenuto doveroso porre l'attenzione sull'importanza che assume,  per le persone lgbti+ , lavorare in contesti non discriminanti, nei quali sentirsi liberi e sicuri di narrare e agire il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere. La visibilità diventa lo strumento di affermazione di diritti e di decostruzione di pregiudizi.". 

Oltre alla campagna, i cui materiali sono scaricabili a questo link, Arcigay aderisce alla manifestazione nazionale del 1° Maggio che quest'anno si svolge a Bologna alla presenza dei Segretari Generali di Cgil Cisl e Uil. L'appuntamento è alle ore 10 in Piazza XX Settembre a Bologna. Una delegazione di Arcigay sarà presente alla manifestazione.   

In Yemen i casi di colera sono in costante aumento. Nel primo trimestre 2019 Medici Senza Frontiere (MSF) ha ammesso 7.938 casi sospetti di colera presso le proprie strutture nei governatorati di Amran, Hajjah, Taiz e Ibb. In questo arco di tempo, il numero di pazienti trattati dalle équipe MSF è passato da 140 a 2.000 a settimana. I risultati dei test diagnostici rapidi mostrano come la percentuale di casi positivi sia aumentata dal 58% al 70%.

Il colera è endemico nel paese. Dopo due epidemie scoppiate tra il 2016 e il 2017, era stato messo sotto controllo, ma le autorità sanitarie e le organizzazioni medico-umanitarie come MSF hanno continuato a osservare casi in quasi tutti i governatorati. Per affrontare la situazione, MSF chiede un aumento dell'assistenza umanitaria nel paese, in particolare con interventi di gestione e potabilizzazione dell’acqua in grado di prevenire la diffusione della malattia.

L’aumento dei casi ha spinto MSF a rafforzare i propri interventi per il colera. Centri di trattamento per il colera sono stati a aperti a Khamer, con 50 posti letto, e all'ospedale Al Kuwait di Sana'a. Sono stati ampliati e rafforzati i centri a Taiz, Kilo e Ibb, da dove proviene il 50% dei pazienti MSF. Mentre a Huth nel governatorato di Amran, dove il colera è particolarmente diffuso, MSF supporta un centro sanitario locale.

Oltre al colera, anche epidemie di altre malattie prevenibili attraverso il vaccino, come la difterite e il morbillo, costituiscono ancora un rischio sanitario e una causa di mortalità per la popolazione devastata dalla guerra.

“In Yemen sarebbe fondamentale condurre campagne di vaccinazione per evitare epidemie di malattie prevenibili, ma il conflitto ha danneggiato o distrutto metà degli ospedali e reso i farmaci praticamente introvabili. Così le persone arrivano a morire per disidratazione o per un semplice morbillo” dichiara dallo Yemen il dott. Roberto Scaini di MSF.  

Un aumento del numero di casi di morbillo è stato segnalato tra la fine di dicembre 2018 e il febbraio 2019. Solo nel 2018, le équipe di MSF ad Abs, Haydan, Ibb, Khamer e Taiz hanno curato 1.757 persone con il morbillo. Oggi, dopo una campagna di vaccinazione condotta dal Ministero della Salute locale, il numero di casi è in lieve diminuzione.

Quello in Yemen è il più grande intervento di MSF in una zona di conflitto. MSF ha aumentato le proprie attività nel paese dall’inasprirsi del conflitto nel 2015. Oggi lavora in 12 ospedali e centri sanitari e fornisce supporto a oltre 20 strutture in 11 governatorati: Abyan, Aden, Amran, Hajjah, Hodeidah, Ibb, Lahj, Saada, Sanaa, Shabwah e Taiz. Da marzo 2015 a dicembre 2018, le équipe di MSF hanno eseguito 81.102 interventi chirurgici, fornito cure a 119.113 feriti di guerra, fatto nascere 68.702 bambini e curato più di 116.687 casi sospetti di colera. MSF impiega in Yemen più di 2.200 operatori internazionali e locali e fornisce incentivi a 700 dipendenti del Ministero della Salute.

“Io Guardo”, il progetto fotografico a cura della Cooperativa Animazione Valdocco, sarà inaugurato il 4 maggio alle ore 17.00 presso il Filatoio di Caraglio, attraverso un’azione performativa di e con Valentina Taricco e Virginia Ruth Cerqua.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Il Filatoio, il Comune di Caraglio e la Banca di Caraglio, sarà accessibile dal 4 maggio al 2 giugno 2019 ad ingresso gratuito, e vedrà l’esposizione delle fotografie di Gabriella Fileppo in cui tredici persone posano il loro sguardo verso il mondo, appena fuori dalla loro casa. Ritratti accompagnati dai racconti di altri sguardi, che con forza misurata, si rivolgono anche verso un mondo interiore.

La mostra “Io guardo” Le tredici fotografie a opera di Gabriella Fileppo, che compongono la parte visiva della mostra, mettono in scena altrettanti ritratti di persone il cui sguardo è rivolto al ”fuori”, verso l’esterno rispetto allo spazio in cui si trovano. Le persone ritratte che vivono – o che frequentano durante il giorno – tali spazi, sono autori di un modo di guardare attraverso i vetri delle finestre (e di orientare l’attenzione oltre) che è di carattere riflessivo, e viene catturato dalla fotografia.

Ad ogni immagine è stato associato un testo (a sua volta prodotto da un tessuto di relazioni tra educatori e giovani utenti di Porta Aperta e Artcadd, Servizi educativi in accreditamento con il Comune di Torino e l’ASL Città di Torino, e Girotondo, Servizio educativo dell’Unione dei Comuni Nord Est Torino che dispiega il concetto di guardare (o di sguardare) in termini di implicazioni soggettive ed emotive.

L’allestimento prevede la stampa fotografica su carta cotone in grande format e la stampa su tessuto dei testi. Ogni visitatore potrà contribuire in tempo reale con un proprio pensiero, una propria memoria, un breve testo inviato con il proprio smartphone; il contributo viene immediatamente visualizzato, entrando a far parte di una collezione di “Io Guardo” partecipata, che sarà visibile durante tutto il periodo della mostra.

La performance “Io guardo” In relazione alla natura degli scatti selezionati per la mostra, le artiste, Valentina Taricco, danzatrice e Virginia Ruth Cerqua, attrice ed autrice, proporranno una performance che metta l’accento sull’aspetto relazionale dello sguardo. Lo sguardo tra due o più individui, è un’azione complessa, una dinamica a tratti impercettibile che permette di cogliere le forme e gli stati d’animo dell’altro, le manifestazioni superficiali e le intenzioni più profonde. Al contempo, è grazie allo sguardo dell’altro che il sé prende forma, si definisce, si limita e si percepisce.

 

Una performance basata sui linguaggi della danza, della parola detta e recitata, che conduce lo spettatore ad attraversare tre fasi e tre spazi del Filatoio, utili ad interrogarsi sul ruolo dello sguardo nelle relazioni interpersonali.

L’esposizione “L’ironia del Sindaco artista. Disegni di Maurizio Valenzi”, a cura di Olga Scotto di Vettimo, si inserisce nelle attività di divulgazione e diffusione dell’opera e del pensiero di Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983, promosse dalla Fondazione Valenzi, l’istituzione internazionale a lui dedicata.

I 137 disegni in mostra costituiscono parte di un nutrito numero di appunti visivi eterogenei a cui Valenzi si dedicò costantemente utilizzando carte (anche di fortuna, come quelle con l’intestazione del Comune o della Provincia di Napoli, del Parlamento europeo e Senato della Repubblica) e cartoncini, china e lapis, penna e pennarelli. Instancabile disegnatore, Valenzi pensava per immagini e con queste ha interpretato uomini e realtà.

I disegni sono raggruppati in diverse sezioni ( La casa del diavolo, come veniva chiamata la prigione di Lambèse in Algeria; Consiglio comunale; Amici e avversari politici; Comunisti; Confronti; Parlamento Europeo; Riunioni e assemblee; Dalle prigioni al Parlamento; Satira). La mostra consente così di percorrere, attraverso alcuni dei suoi protagonisti, decenni di storia politica tra Tunisia e Algeria, Napoli, Roma e Strasburgo, dagli anni ’40 agli anni ’80 del ‘900. L’allestimento è a cura di Iolanda de Mari e Francesco Maria Stazio.

In mostra sono esposte, inoltre, le 10 opere vincitrici del concorso “I volti della politica del tuo tempo” rivolto a giovani disegnatori under 35. I lavori, selezionati da una giuria d’eccezione presieduta da Sergio Staino e composta da Daniele Bigliardo, Daniela Pergreffi, Olga Scotto di Vettimo e Lucia Valenzi, instaurano un dialogo estetico formale con il tratto di Valenzi e, al tempo stesso, un confronto sulle diverse intenzioni e soluzioni di analisi introspettiva offerte dai giovani disegnatori, che guardano ai volti della politica dei nostri tempi, restituendone caratteri e debolezze, luci di idealità e ombre di menzogna con segni diversi, realistici, umoristici, caricaturali, satirici.

La mostra ricade all’interno delle iniziative promosse dalla Fondazione Valenzi per celebrare il decimo anno dalla sua nascita.

 

 

Promuovere il racconto diverso dei grandi temi dell’immigrazione, delle nuove povertà e delle esperienze di mutualità, della sfida alle nuove forme di autoritarismo e tutela dell’ambiente.

Proprio per questa ragione abbiamo dato vita a Calcata 4.0 – Una nuova storia di resistenza e disobbedienza / Premio Giornalismo Digitale ideato e organizzato dalla Rete NoBavaglio, con il patrocino del comune di Calcata. Non abbiamo voluto creare l’ennesimo concorso ma un laboratorio per valorizzare le storie e le nuove forme di resistenza e disobbedienza civile. La due giorni di premiazione è prevista per sabato e domenica 4 e 5 maggio nel borgo medioevale della provincia di Viterbo.

Saranno promosse le inchieste giornalistiche che si sono distinte nell’affrontare tematiche inerenti: nuove forme di resistenza e disobbedienza civile, lotta alle diseguaglianze e nuove povertà, immigrazione e inclusione sociale, difesa dell’ambiente, nuove periferie

La Giuria

Per la selezione dei lavori video giornalistici, curata dalla Rete NoBavaglio in collaborazione conCastelnuovo Fotografia e CiviTonica e GVpress , è stata creata una giuria formata da esperti del settore e da personalità della cultura, tra le quali:

Paolo Portoghesi, architetto e urbanista
Enrica Scalfari direttrice di Agf,
Pietro Suber giornalista Mediaset e responsabile Carta di Roma,
Marino Bisso giornalista La Repubblica e Rete NoBavaglio,
Elisabetta Portoghese direttrice artistica ‘Castelnuovo Fotografia’,
Carlo Picozza Ordine dei Giornalisti del Lazio, giornalista La Repubblica
Valerio Piccioni giornalista Gazzetta dello Sport e promotore della ‘Corsa di Miguel’,
Ugo Baldi giornalista Il Messaggero,
Cristina Pantaleoni responsabile di ‘GVpress – Associazione italiana dei giornalisti-videomaker’,
Famiano Crucianelli presidente Bio distretto della Via Amerina,
Ivano Maiorella direttore Giornale Radio Sociale,
Roberto Pagano giornalista Forum Terzo Settore del Lazio,
Alessia Marani giornalista Il Messaggero,
Giuseppe De Marzo responsabile Politiche sociali Libera e Rete dei Numeri Pari,

Vincenzo Vita direttore Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio-AAMOD,
Leandro Palestini giornalista e critico televisivo,
Daniele Macheda giornalista Rai News 24
Vanessa Losurdo responsabile Civitonica

Il programma

Sabato 4 maggio 2019

Il Granarone – Via Porta Segreta n.9, borgo medievale di Calcata (VT)

ore 16 La premiazione delle video inchieste alla presenza degli autori e della sindaca di Calcata Sandra Pandolfi.

Ed ecco chi sono gli autori premiati dalla giuria e i lavori selezionati che verranno promossi nei prossimi mesi: Nonostante Roma di Tiziano Locci; Inshallah Europa. La nuova rotta balcanica di Massimo Veneziani;  (Non) Persone di Ercolani Chiara, Mancini Alessandra, Monaco Giulia, Nardo Valentina;  Made in Trullo di Bruno Pace; Vite Sospese di Floriana Bulfon e Ivan Corbucci; Dentro le baraccopoli nascoste nel cuore di Roma di Sara Giudice (Piazza Pulita);  Non Tacere di Fabio Grimaldi;  A scuola anch’io di Simona Filippini (Rete Scuolemigranti); Speciale roghi in Campania di Lorenzo Giroffi e Giuseppe Manzo (Radio Televisione Svizzera); Dino, il pensionato che sfama i senzatetto di Simona Berterame (Fanpage); Viaggio tra Italia e Tunisia: se non vale il diritto di asilo di Angela Nittoli; Bastogi, Franca aspetta una casa popolare da 24 anni di Veronica Altimari (RomaToday ); Beni confiscati di Stefano Cioni (Lega Coop sociali); This must be the place di Luigi Narici (Action Aid ); Torre Maura: un ragazzo sfida CasaPound di Alessandro Seranò

Presenta Leandro Palestini, giornalista.  A seguire la proiezione no-stop dei lavori scelti

Domenica 5 maggio

Il Granarone – Via Porta Segreta n.9, borgo medievale di Calcata (VT)

ore 16.00

PREMIO SPECIALE CALCATA 4.0 – Una nuova storia di resistenza e disobbedienza

a Simone di Torre Maura – proiezione del docuvideo di Alessandro Seranò

“1938 Quando scoprimmo di non essere più  italiani” di Pietro Suber con l’autore e il giornalista Carlo Picozza

Ore 17.30

Matteotti, l’ultimo scatto,  intervengono: Italo Arcuri, autore del libro Il corpo di Matteotti, Tano D’amico, Paolo Grassini, Marino Bisso. Sarà proiettato la video inchiesta su Matteotti e la pista delle tangenti nere

 

 

 

 

 

 

In vista delle elezioni parlamentari europee, Amnesty International ha chiesto alle candidate e ai candidati di impegnarsi, se eletti, a promuovere e proteggere i diritti umani in otto distinti ambiti: donne e persone Lgbti; migranti e rifugiati; politiche di austerità; spazi di libertà; difensori dei diritti umani; rom; attività economiche e diritti umani; cambiamento climatico. 

Amnesty International ha inoltre avviato un monitoraggio dei profili Facebook e Twitter dei candidati e delle candidate al Parlamento europeo più attivi online e dei leader di partito ai quali fanno riferimento, per valutare in che modo essi si esprimeranno, e se useranno linguaggio d'odio, su una serie di temi e categorie quali donne, persone Lgbti, disabilità, migranti, rifugiati e persone con background migratorio, rom, minoranze religiose, solidarietà, povertà socio-economica. 

Fino al 24 maggio circa 100 attivisti dell'associazione osserveranno anche le reazioni e risposte degli utenti, per rilevare le eventuali correlazioni tra toni e messaggi veicolati dalla politica e sentimento delle persone rispetto a determinati temi. 

I dati così raccolti saranno analizzati da ricercatori esperti (data scientist, sociologi, linguisti, psicologi e giuristi). I risultati verranno illustrati in un rapporto, la cui pubblicazione è prevista intorno alla data di insediamento del nuovo Parlamento europeo. 

Tutte queste attività saranno accompagnate dal "Tavolo odio", una rete informale di circa 30 tra organizzazioni e ricercatori dediti allo studio e al contrasto dei fenomeni d'odio e della discriminazione che, a partire dal 2018, hanno svolto incontri tematici su aspetti giuridici, educazione, attivismo, comunicazione, con l'obiettivo di stimolare una riflessione costruttiva e di individuare risposte e soluzioni mettendo a frutto le conoscenze e le competenze acquisite nel tempo dagli attori coinvolti. 

Sarà rafforzata la "Task force hate speech", una rete di 150 attiviste e attivisti di Amnesty International Italia che dal novembre 2017 intervengono nello spazio dedicato ai commenti delle pagine online e nelle piattaforme social (Facebook e Twitter) dove, a margine di un articolo, possono svilupparsi discorsi d'odio nei confronti di determinati soggetti-bersaglio, che rappresentano le categorie di persone maggiormente soggette a discriminazione. L'azione della Task Force Hate Speech ha una finalità duplice: tentare di risollevare il linguaggio a un livello civile e utilizzare lo spazio (più diretto e informale) dei commenti per promuovere l'informazione imparziale della notizia e sensibilizzare gli utenti del web. 

Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato un intervento di emergenza nell’area di Gedeo, nella regione del SNNP (Southern Nations and Nationalities People’s), dove migliaia di persone sfollate vivono in condizioni precarie, con limitata disponibilità di acqua potabile, e il cui stato nutrizionale è allarmante. Negli 8 centri per sfollati dell’area, le équipe di MSF hanno riscontrato nei bambini al di sotto dei 5 anni tassi di malnutrizione ben superiori alla soglia di emergenza e un alto numero di donne incinte malnutrite.  

“C’è urgente bisogno di aumentare l’assistenza ai bambini malnutriti poiché le poche strutture nell’area sono completamente sovraccariche e non riescono ad offrire le cure specializzate necessarie. Uno dei principali problemi è che i bambini malnutriti arrivano quando è già troppo tardi per le cure, a dimostrazione che ci sono delle lacune nella risposta a questa situazione” spiega Markus Boening, coordinatore MSF a Gedeo. 

Da un lato MSF invita le agenzie umanitarie in Etiopia ad estendere il loro supporto agli sfollati interni che vivono nei diversi campi profughi della zona, dall’altro si è già attivata per supportare l’ospedale regionale con attività mirate riguardo la malnutrizione. Fino ad oggi, sono stati curati più di 200 bambini sotto i 5 anni per malnutrizione severa acuta in due centri di stabilizzazione e sono stati visitati più di 55 pazienti in età pediatrica. 

La risposta sarà estesa nei prossimi giorni e includerà attività di potabilizzazione dell’acqua e sanitizzazione all’interno di alcuni campi sfollati e insediamenti informali, per aumentare l’accesso all’acqua potabile e a latrine. Le autorità sanitarie locali hanno riscontrato nelle ultime settimane migliaia di casi di diarrea acquosa. 

“I campi sono sovraffollati e in condizioni di estrema povertà. Le persone all’interno sono a rischio di epidemia e la loro salute è in pericolo dopo essere stati costretti a spostarsi diverse volte” spiega Boening di MSF. 

MSF è tornata a Gedeo dopo solo tre mesi dalla chiusura del suo più grande intervento di emergenza del 2018, lanciato per aiutare la popolazione sfollata a causa delle violenze etniche. Nel picco della crisi a luglio scorso, le autorità etiopi avevano dichiarato che quasi un milione di persone erano state costrette a lasciare le loro case. 

A dicembre scorso gli indicatori della salute erano migliorati, le ammissioni all’ospedale diminuite e molte persone erano tornate a casa o avevano lasciato i rifugi temporanei. Da allora, tuttavia, la situazione è drammaticamente peggiorata. L’insicurezza, le minacce di violenza e la mancanza di supporto hanno spinto molte persone a tornare a Gedeo.  “Quegli sfollati che non sono tornati indietro si sono inseriti nelle comunità ospitanti. Ma le risorse all’interno delle comunità sono esaurite e restare lì, per gli sfollati, significa non avere accesso agli aiuti umanitari. Per questo molti stanno andando verso nuovi campi sfollati in cerca di aiuto umanitario” racconta Mohamed Morchid, capomissione MSF in Etiopia. 

Sono in corso valutazioni per identificare ulteriori lacune nella fornitura di cibo e assistenza sanitaria, ma i servizi medici, da soli, non bastano per rispondere ai diversi bisogni della popolazione colpita.  

“È cruciale continuare a rafforzare l’impegno – a livello locale, regionale e federale – per aumentare la fornitura di aiuti e coprire i bisogni urgenti della popolazione con cure mediche, rifugi, acqua e servizi igienici. È anche importante garantire che le persone possano muoversi liberamente e in sicurezza per accedere all’aiuto umanitario, non solo a Gedeo, ma anche nelle altre regioni dell’Etiopia dove si trovano altri sfollati” spiega Morchid di MSF. 

 

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