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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Preparare una piadina, cucinare il pollo al curry, impastare la pizza o fare il tiramisù sono alcune delle pietanze che i ragazzi dell'associazione "I Petali Onlus" hanno imparato a preparare durante il corso di cucina rivolto a persone con lieve disabilità che si è tenuto tra febbraio e aprile a Sacile, nella sede della Casa Masci degli Adulti Scout, grazie all'ospitalità di Renata e Giuliano Petracco, responsabili della struttura.

Sei lezioni in cui i 6 partecipanti si sono messi alla prova e hanno potuto sperimentare la preparazione di alcuni piatti con l'aiuto di una maestra d'eccezione, la cuoca Paola Baldissera del Farfabruco di Pordenone, il nido d'infanzia della Cooperativa sociale Itaca. Visto il successo delle attività, il 16 settembre il via alla seconda edizione con sei nuovi incontri gratuiti rivolti ad un numero massimo di 7 persone con disabilità.

Nel corso della prima edizione, il gruppo di ragazzi, accompagnati da alcuni volontari dell'associazione e da un'educatrice di Itaca, si è impegnato in tutte le fasi della preparazione dei piatti, dalla definizione delle ricette da provare all'andare a fare la spesa al supermercato per acquistare il necessario, e poi preparare gli ingredienti, cucinare e gustare quanto preparato tutti insieme a tavola.

Spesso si è portati a pensare che cucinare insieme sia semplice, dimenticando come ciò comporti, ad esempio, il mettersi d'accordo sui compiti di ognuno, seguire i consigli e le regole date, collaborare. Nel nostro caso il "cucinare comunitario" ha comportato anche apprendere alcune tecniche di cucina, sviluppare alcune capacità di motricità fine, rispettare i tempi della cucina e degli altri compagni, insomma, un vero e proprio percorso di autonomia e di acquisizione di fiducia nelle proprie risorse personali.

Visto il successo della prima edizione, il corso verrà riproposto da metà settembre e sarà rivolto ad un secondo gruppo di persone con disabilità sempre presso la sede del Masci di Sacile. Le date sono quelle del 16 settembre, 30 settembre, 7 ottobre, 14 ottobre, 28 ottobre, 11 novembre dalle 17 alle 21. Il corso è gratuito previa iscrizione all'associazione per questioni assicurative. Per informazioni e iscrizioni contattare Graziana Modolo al 339 3183664, presidente dell'Associazione i Petali.

Il percorso, promosso e realizzato dall'associazione I Petali Onlus di Sacile assieme alla Cooperativa sociale Itaca e grazie al supporto logistico del Masci di Sacile, è finanziato dal Fondo Etico dell'Aas 5 Friuli Occidentale e proseguirà con un nuovo ciclo di incontri anche nel 2020.

 

 

Un weekend all'insegna dell'ecologia e del rispetto dell'ambiente in compagnia dei propri amici animali. È questo lo spirito che anima la seconda edizione di Follow Your Pet (in programma il 21 e 22 settembre nel parco di Villa Montalvo, a Campi Bisenzio) ed è per questo che gli organizzatori hanno pensato di programmare, per anticipare i temi della due giorni, una mattinata di dog plogging a Firenze in collaborazione con le associazioni "Insieme per l'ambiente", "The Ploggers" e "CSEN Firenze e Prato".  

Il plogging è uno sport – sempre più diffuso – che abbina all'attività fisica (la corsa o, più semplicemente, la camminata) la raccolta dei rifiuti abbandonati lungo le strade, all'interno di parchi e in generale nelle aree urbane delle nostre città. Il dog plogging è la versione "a sei zampe", una camminata ecologica in compagnia del proprio cane. Il nostro amico a quattro zampe, ovviamente, non sarà tenuto raccogliere l'immondizia, ma sarà un piacevole compagno durante questa attività tra il ludico e l'educativo, che sta riscuotendo sempre più successo.

L'appuntamento con "Follow Your Pet and... Pulisci la città con noi!" è fissato per domenica 15 settembre alle 10 ai giardini di Campo di Marte (il ritrovo è al fontanello dei giardini un quarto d'ora prima dell'inizio della passeggiata) e per parteciparvi non c'è bisogno di nessuna preparazione, basta portare con sé un paio di guanti e un sacchetto, oltre alla voglia di rendere la città più pulita e decorosa. Alla fine della passeggiata i "ploggers" verranno omaggiati di un gadget a tema.

L'appuntamento di domenica fa da ideale preludio alla seconda edizione di Follow Your Pet, che quest'anno si svolgerà sabato 21 e domenica 22 settembre (dalle 10 alle 20) nel parco di Villa Montalvo, a Campi Bisenzio, alle porte di Firenze. I protagonisti della due giorni sono sempre gli animali, cani e gatti in primis, oltre a cavalli, rapaci e rettili, ma a differenza della prima edizione si tratterà di una vera e propria festa - a ingresso gratuito - per gli amanti degli animali e della natura. Un weekend di laboratori, gare, passeggiate, dimostrazioni, animazione e tante altre attività nelle quali coinvolgere tutta la famiglia. Dalle gare di agility dog alle prove di approccio all'acqua per il proprio cane, dall'aiuto nella gestione dell'arrivo di un gatto in casa al truccabimbi, dai laboratori creativi a tema pet all'avvicinamento al mondo del cavallo, fino ad una caccia al tesoro a tema, alle prove di obedience e agli incontri con esperti e veterinari.

Per il 2019, in linea con la crescente attenzione all'ambiente e alla sostenibilità, gli organizzatori di FYP hanno incentrato l'intera manifestazione sul rapporto uomo/natura dando una decisa svolta green, a cominciare dalla scelta della location, che ha lasciato i padiglioni della Fortezza da Basso per spostarsi in un polmone verde poco distante dal centro di Firenze. Grande attenzione ai bambini e alle loro famiglie, che sono invitati a passare un weekend diverso, conoscendo da vicino gli animali presenti o portando i propri, per educare al rispetto e alla cura, per sensibilizzare e condividere l'amore verso i pet.

 

 

Con le treccine non entri a scuola. E si chiudono le porte a un 12enne di Scampia che frequenta l’istituto comprensivo Ilaria Alpi - Carlo Levi del quartiere alla periferia nord di Napoli. Contro la decisione della dirigente scolastica Rosalba Rotondo è insorta la mamma del minore, sostenuta dalle mamme degli altri ragazzi e da molti cittadini che hanno accompagnato collettivamente il ragazzo a scuola.

Anche stamattina, però, è stato negato l’ingresso in classe ed è stata allertata la polizia. “La dirigente rivendica un regolamento che vieta un’estetica a base di treccine e gonne per le femmine. Di fronte alle resistenze della dirigente, però, anche la polizia non riuscita a farla desistere. Al contrario è arrivata la minaccia di un nullaosta che potrebbe allontanare lo studente dalla Levi. La mamma, intanto, promette di fare denuncia e tutto è rinviato a lunedì”. Lo racconta Monica Riccio, una della abitanti presenti con le altre persone a sostegno del piccolo studente.

Questa vicenda sembra davvero paradossale in un quartiere come Scampìa ad alto tasso di dispersione scolastica e con una nuova recrudescenza criminale: pochi giorni fa è stato ritrovato il corpo senza vita di un esponente di uno dei clan egemoni. In questo scenario è fondamentale tenere bambini e ragazzi in classe, anche con le treccine e con le gonne

“Caro Governo, le scuole stanno riaprendo e per questo ti scrivo. Perché quasi il 40% degli edifici ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria urgente; in oltre l’80% non sono state realizzate indagini per verificare la sicurezza dei solai, oltre il 60% degli istituti non dispone del certificato di agibilità e più del 76% delle amministrazioni non ha effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica. Insomma, se per te la Scuola è una priorità, sappi che è urgente intervenire per mettere in sicurezza tutti gli edifici e garantire le stesse possibilità educative agli alunni di tutte le regioni italiane, perché negli ultimi dieci anni la situazione non è migliorata e anzi sembra proprio essere bloccata: la progettazione è troppo lenta e quasi non c’è stato nessun passo avanti in tema di riqualificazione e sostenibilità”.

Comincia così la lettera aperta di Legambiente al Governo sul tema scuole. "Perché da 20 anni facciamo dossier sull’edilizia e i servizi scolastici ed ora non possiamo fare a meno di lanciare un grido d’allarme, perché tra nord e sud il diritto allo studio non è uguale per tutti, la necessità di interventi urgenti per la messa in sicurezza degli edifici cresce in maniera allarmante e anche i servizi sembrano essere prerogativa solo di alcune regioni del nord".

Dai numeri elaborati da Legambiente (su dati Miur e su un’anteprima di Ecosistema Scuola, l’indagine di Legambiente sulla qualità dell’edilizia e dei servizi), risulta infatti che ben il 38,8% degli istituti in Italia necessita di interventi urgenti di manutenzione straordinaria per adeguamento alle norme e per l’eliminazione dei rischi. Ma la situazione non è la medesima in tutte le aree del Paese. Questa necessità riguarda infatti il nord per il 28,8%, il centro per il 41,9%, ma il sud per il 44,8% e le isole per il 70,9%: una fotografia di un Paese sostanzialmente senza sviluppo, visto che dieci anni fa, la media nazionale era del 32,8% con una percentuale del 21% che riguardava il nord, il 26,4% il centro, il 47,3% il sud e il 40,8% le isole.

Ad oggi, il 61,4% degli istituti non dispone del certificato di agibilità (anche qui con differenze notevoli tra il nord con il 48,8%, il centro con il 66,8%, il sud con il 69,4% e le isole col 77,3%), mentre le verifiche di vulnerabilità sismica, fondamentali in gran parte del Belpaese, sono state realizzate solo in parte. Il 76,2% dei comuni capoluogo infatti non le ha completate. Cioè sono state realizzate solo in alcuni istituti e non in tutti. Situazione che riguarda il 73,5% delle amministrazioni dei capoluoghi del nord, il 71,4% del centro, il 77,8% del sud e il 100% delle isole).

Nel complesso, solo il 22,2% dei Comuni capoluogo in aree con rischio sismicità più alto (le aree 1 e 2) ha realizzato le verifiche di vulnerabilità sismica su tutti gli edifici. Tra le inadempienti, anche città altamente a rischio come Napoli e Messina che denunciano però di avere necessità di interventi per adeguare le norme ed eliminare i rischi rispettivamente nel 34 e nel 100% dei casi.

I solai, principali protagonisti dei crolli e degli incidenti avvenuti nelle scuole negli ultimi anni, sono stati oggetto di indagine di controllo solo nel 18,9% degli edifici. Questi controlli hanno riguardato il 24,6% degli istituti del nord, sui quali sono stati effettuati poi interventi di messa in sicurezza per il 22,3% dei casi, il 24,7% del centro con conseguente intervento sul 16%, il 6,4% degli istituti del sud che ha richiesto interventi di messa in sicurezza per il 58,8% dei casi e il 4,1% degli edifici nelle isole con il 73,3% degli interventi.

In positivo, occorre segnalare Mantova come unica amministrazione italiana ad aver realizzato indagini di vulnerabilità sismica e di sicurezza dei solai in tutti i suoi edifici scolastici.

“Questi dati – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, Vicepresidente e responsabile Scuola e Formazione di Legambiente – evidenziano ancora una volta le disuguaglianze e le diverse velocità in cui marcia il nostro Paese anche in tema di scuole sicure e servizi di qualità. Invece di parlare di regionalizzazione dell’istruzione, che andrebbe a creare solo situazioni più inique, occorre che lo Stato individui, come prevede la nostra Costituzione, gli strumenti perequativi per garantire ai ragazzi una buona qualità dell’istruzione e un buon accesso di diritto allo studio in tutte le aree del paese, spingendo le Regioni e gli altri enti locali ad esercitare in pieno e in modo più qualificato le competenze che già oggi hanno”.

Sempre in tema di servizi, infatti, il 74% delle scuole italiane non ha la mensa (manca nel 66,3% degli istituti del nord, nel 65,2% degli istituti del centro, nell’86,5% dei casi al sud e nell’86,2% nelle isole), e nel 57,6% delle scuole non c’è servizio di trasporto per gli alunni disabili (manca al nord nel 58,3% degli istituti, al centro nel 55,1%, al sud nel 57%, nelle isole nel 60,3%). Le palestre o le strutture per lo sport sono presenti solo nel 40,7% degli istituti di cui il 44,7% al nord, il 45,3% al centro, il 32,2% al sud, il 38,3 nelle isole.

I progetti educativi, importantissimi anche per l’apprendimento attivo e le competenze di cittadinanza sono, ancora una volta, pochissimi al sud e nelle isole: le amministrazioni che finanziano progetti e iniziative rivolte agli under 14 sono il 71%, di cui l’85,3% al nord, l’81,3% al centro, il 37,5% al sud e il 25% nelle isole). Anche qui, in positivo, spiccano due città del nord, Parma e Reggio Emilia, con una storica tradizione di investimenti per la realizzazione di progetti educativi nelle scuole.

Molto ancora rimane da fare nel campo della sostenibilità. Solo il 4,6% degli edifici scolastici si trova infatti in classe energetica A, mentre quasi un edificio su tre (29%) è ancora in classe G. Tra le città virtuose in tal senso, Prato vanta tutti gli edifici scolastici nelle prime tre classi energetiche, mentre a Brescia oltre metà degli edifici (55%) sono in classe A.

La lotta alle plastiche non riguarda ancora le scuole del sud e delle isole, dove le stoviglie in plastica monouso sono utilizzate rispettivamente nel 56,6% e nel 100% dei casi (35% è il dato nazionale).

“Occorre una decisa inversione di tendenza per garantire scuole sicure ed efficienti in tutto il Paese – ha concluso Vanessa Pallucchi in questa lettera aperta al Governo -. Chiediamo tempi e azioni certe per affrontare di petto quella che è una delle vere grandi opere necessarie per il nostro futuro. È urgente intervenire attraverso il completamento dell’Anagrafe scolastica, per poter programmare priorità e tempi di intervento, ma anche per garantire il diritto alla consultazione di dati pubblici che interessano milioni di persone.

Occorre sbloccare immediatamente i fondi rimasti senza decreto attuativo, quali ad esempio i BEI-CEB che consentiranno lo stanziamento di 1,5 miliardi netti per scuole più sicure, nuove ed efficienti, e ripristinare le funzioni di monitoraggio dei cantieri finanziati e il supporto progettuale agli enti locali bloccati con la chiusura della struttura di Missione per l’edilizia scolastica.

Tutto ciò va fatto presto e con determinazione, perché da azioni concrete come queste passa la sfida di una riqualificazione ambientale e sociale sostenibile del Paese”.

 

 

 

Il 14 settembre saranno trascorsi 18 mesi dall'assassinio di Marielle Franco, la coraggiosa difensora dei diritti umani assassinata a Rio de Janeiro, insieme al suo autista Anderson Gomes, la notte tra il 14 e il 15 marzo 2018.

Nonostante sei mesi dopo siano stati arrestati due uomini sospettati di essere gli esecutori materiali dell'omicidio e sebbene le autorità giudiziarie brasiliane si siano impegnate a proseguire le indagini, Amnesty International ha sottolineato che non vi è stato alcun significativo progresso nell'individuazione di coloro che ordinarono il duplice assassinio e sulle loro motivazioni.

L'organizzazione per i diritti umani ha scritto al governatore e al capo della procura dello stato di Rio de Janeiro sollecitandoli a risolvere il caso e a fornire informazioni aggiornate sullo stato delle indagini e su eventuali altre attività investigative in corso.

Marielle Franco, 38 anni, nera, bisessuale era in prima linea nel denunciare gli abusi della polizia e le esecuzioni extragiudiziali. Nel 2016 era stata eletta nel consiglio comunale di Rio de Janeiro. Come membro della Commissione statale per i diritti umani di Rio, aveva lavorato instancabilmente per difendere i diritti delle donne nere, dei giovani delle favelas, delle persone Lgbti e di altre comunità emarginate.

Due settimane prima del suo omicidio, Marielle aveva presentato la relazione di una commissione speciale istituita dal consiglio comunale di Rio de Janeiro per monitorare gli interventi delle forze di polizia federali e la militarizzazione della sicurezza pubblica.

All'inizio del 2019 Amnesty International ha sollevato 23 dubbi sul caso. Alcuni di questi nel frattempo sono stati risolti ma altri no: tra questi, l'uso nelle indagini del telefono cellulare dell'autista dell'automobile da cui venne aperto il fuoco, il percorso fatto da quest'ultima per arrivare sul luogo del delitto, le conclusioni delle indagini condotte dalla polizia federale.

Soprattutto, resta priva di risposta la domanda cruciale: chi ha ordinato l'assassinio di Marielle? E perché?

 

Domenica 15 Settembre, alle ore 20:30, a Cori, presso piazza del Tempio di Ercole, si svolgerà una serata cinematografica con proiezione del film "Paese Nostro", preceduta da una cena sociale e successivo dibattito. Interverranno, tra gli altri, rappresentanti del collettivo "Primo Contatto", dell'Associazione "Baobab Experience" e dello SPRAR del Comune di Cori, ente patrocinante l'evento organizzato da APS Polygonal, nell'ambito del progetto Open Cori, supportato dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Lazio con il programma "Comunità Solidali", in collaborazione con il Comitato Civico "In difesa del PPI".

"Paese nostro" è un film sull'accoglienza diffusa di Michele Aiello, Matteo Calore, Stefano Collizzolli, Andrea Segre, Sara Zavarise, realizzato dall'Associazione Culturale ZaLab nel 2016 con un bando del FAMI - Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione - gestito dal Ministero degli Interni, che racconta le realtà dei progetti SPRAR. È costituito da 6 cortometraggi e ritrae altrettanti operatori sociali coinvolti nell'accoglienza e impegnati a diverso titolo e in diverse regioni italiane: il loro lavoro, i loro sacrifici, le loro difficoltà, i loro dubbi, la loro quotidiana sfida per la costruzione di una società più aperta e democratica sono al centro del docufilm.

Seguirà un momento di riflessione sui temi accoglienza, protezione, promozione e integrazione dei migranti, presenti anche nella città di Cori, tra CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) della Prefettura per maggiorenni in attesa di asilo politico e protezione umanitaria, affidati alle Coop.

Karibu e Il Quadrifoglio; Case di Accoglienza per minori stranieri non accompagnati, La Casa del Sole Onlus e Il Circo della Farfalla Onlus; e SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) per nuclei familiari, gestito dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Cori, insieme ai Servizi Sociali, e attuato dalla Coop. Il Quadrifoglio.

Come più volte ricordato dall'Amministrazione comunale di Cori, si tratta di una rete sinergica e specializzata nel settore, fatta di istituzioni, associazionismo e volontariato, da qualche anno impegnata sul territorio a realizzare un modello di accoglienza organizzata e di qualità, capace di assicurare, in sicurezza, l'interazione e l'integrazione del migrante con la comunità ospitante, affinché, laddove possibile, egli possa realizzare i propri sogni - famiglia, lavoro, scuola – in un posto che si possa chiamare "casa" e diventare risorsa per una città che vuole essere aperta e solidale.

 

 

La manifestazione della durata di 4 giorni, si terrà dal 10 al 13 ottobre a Pinerolo, in provincia di Torino. Il tema di quest'anno sarà "Economia, etica e cultura al tempo della rete: il mutualismo come risorsa".

L'evento è promosso dall'Associazione Pensieri in Piazza, la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pinerolo e la Società di Mutuo Soccorso d’ambo i sessi "Edomondo De Amicis" e vedrà inoltre la partecipazione di istituzioni ed associazioni territoriali e nazionali, vicine al mondo del mutuo soccorso, tra le quali: Mutua Piemonte, la Fondazione delle Soms del Piemonte, la Fondazione Cesare Pozzo e Fimiv, la Federazione italiana delle Società di Mutuo soccorso.

Il pubblico potrà dare un prezioso contributo all’evento partecipando al concorso fotografico: “Costruire ponti tra le persone attraverso la solidarietà, la cooperazione ed il mutualismo” o attraverso un “Rap Contest” presentando un brano ispirato alle tematiche del mutualismo.

Per conoscere il programma del Festival, per iscriversi e per maggiori informazioni visita il sito www.festivaldelmutualismo.it

 

Nel fine settimana torna in campo la serie A. Archiviato il doppio impegno della Nazionale di Roberto Mancini, sabato, domenica e lunedì si disputano infatti gli incontri della terza giornata del campionato di calcio. Terza giornata alla quale non prenderanno parte sicuramente Giorgio Chiellini e Leonardo Pavoletti, entrambi a causa dei gravi infortuni rimediati ai legamenti crociati delle ginocchia.

Secondo il Professor Francesco Falez, Presidente SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) “il numero delle lesioni ai legamenti del ginocchio tra i calciatori è in aumento proprio per l’elevato numero di quanti praticano questo sport. Gli infortuni si registrano infatti a livello amatoriale, tra i semi professionisti e tra i professionisti del “pallone”. Proprio a causa della natura di questo sport, che comporta salti, torsioni e cambi di direzione improvvisi, oltre ad un forte impatto fisico, le lesioni legamento crociato anteriore sono un incidente comune sui campi di calcio di tutto il mondo”.

Un aspetto da non trascurare è quello della superficie dei terreni di gioco. Se non in buone condizioni, i campi in sintetico possono rappresentare un maggior rischio per i legamenti dei giocatori, aumentando teoricamente il rischio di lesioni rispetto all'erba naturale. 

Secondo alcune statistiche, le distorsioni e le rotture del legamento crociato anteriore colpiscono ogni anno circa 150.000 persone, la maggior parte delle quali sono atleti. Si tratta di un tasso di incidenza tra gli infortuni sportivi particolarmente elevato. Fortunatamente la maggior parte di questi infortuni può essere efficacemente trattata grazie a tecniche chirurgiche ormai collaudatissime, a un percorso riabilitativo corretto e tentare di ridurne il rischio con un adeguato programma di prevenzione.

“Oggi – spiega il Professor Falez - grazie ai moderni trattamenti chirurgici, con tecniche spesso personalizzate a seconda dell’età, del tipo di sport praticato e del livello dell’atleta colpito da tale lesione, ed uniti ad un valido programma riabilitativo che segue all’intervento chirurgico, tutti possono tornare tranquillamente a praticare attività sportiva dopo un periodo di 6 mesi di recupero”.

Per evitare inutili rischi e per arrivare preparati all’evento sportivo, per la SIOT è dunque fondamentale fare anche prevenzione. Gli ortopedici si soffermano così sulle misure da prendere e sulle varie modalità di esercizio:

Attuare un allenamento mirato per la forza muscolare

Eseguire un programma di allenamento mirato al potenziamento muscolare degli arti inferiori, migliorare la cosiddetta propriocezione degli arti (con esercizi mirati e consigliati da preparatori atletici o fisioterapisti) che riduce il rischio di infortuni soprattutto con il gesto atletico tipico del calcio (cambi di direzione, contrasti, salti, etc.). Non ultimo un buon programma di allungamento muscolare (stretching) è necessario per completare un corretto programma di preparazione atletica mirata anche alla prevenzione.

Il ruolo dello specialista in medicina dello sport

Fondamentale individuare potenziali carenze muscolari e tendinee (valutazione con il medico dello sport) e personalizzare, in questo caso, il programma di prevenzione.

 

È stato selezionato come research spotlight del mese di settembre della rivista EOS – Earth & Space Science News lo studio "Magmatism Along Lateral Slab Edges: Insights From the Diamante‐Enotrio‐Ovidio Volcanic‐Intrusive Complex (Southern Tyrrhenian Sea)", cui ha preso parte l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

La ricerca, recentemente apparsa sulla prestigiosa rivista "Tectonics" dell'AGU (American Geophysical Union), ha permesso di individuare a soli 15 km dalla costa tirrenica calabrese uno dei più grandi complessi vulcanici sottomarini italiani, sviluppatosi dalla fusione di materiale proveniente dal mantello lungo e, in particolare, da una profonda frattura della crosta terrestre.

Tale complesso vulcanico, costituito dai vulcani Diamante, Enotrio e Ovidio, si sarebbe formato nell'arco degli ultimi 780.000 anni. Il lavoro si basa sull'utilizzo di diverse tecniche geofisiche: batimetria sonar multibeam, sismica a riflessione, anomalie magnetiche e tomografia sismica. L'analisi dei dati ha messo in chiara evidenza la presenza di un'ampia area caratterizzata da numerosi corpi magmatici solidificati a diverse profondità che risalgono fino al fondale marino formando edifici vulcanici.

"L'evoluzione geologica del Mediterraneo occidentale durante l'era Cenozoica è stata controllata principalmente dalla dinamica della placca adriatico-ionica in scorrimento (cd. subduzione) al di sotto della placca euro-asiatica", spiega Riccardo De Ritis, ricercatore dell'INGV e primo autore dell'articolo. "La segmentazione e fratturazione della litosfera oceanica sono processi che avvengono comunemente nei sistemi in subduzione e prevedono la formazione di porzioni di placche che si immergono nel mantello (cd. "slab").

Nel Mar Tirreno orientale, la formazione di catene di vulcani situate vicino al bordo della placca adriatico-ionica sembra essere associata alla risalita di magma causata dal flusso di materiale proveniente dal mantello, indotta proprio dalla subduzione. Lo studio recentemente pubblicato mette in luce i processi magmatici che si verificano lungo i bordi degli "slab" influendo sui geo-rischi ad essi associati, ad oggi non ancora ampiamente documentati.

"Il complesso vulcanico individuato nel Mar Tirreno", prosegue De Ritis, "è stato suddiviso in due porzioni. Una parte occidentale, più distante dalla costa, i cui edifici vulcanici presentano una morfologia accidentata e deformata da strutture tettoniche.

La parte orientale, più vicina alla costa, presenta invece edifici vulcanici arrotondati dalla sommità pianeggiante, causata dall'interazione tra vulcanismo e variazioni del livello del mare che ha generato nel tempo cicli di erosione e sedimentazione. La nostra ricerca - conclude l'autore - getta nuova luce sull'esistenza di importanti complessi vulcanici sul fondale marino a distanze dalla costa decisamente inferiori a quanto non si conoscesse in precedenza".

 

Dopo la partenza in tutta fretta del reddito di cittadinanza nell'aprile scorso, l'Inps, con circolare n. 100 del 5 luglio, ha bloccato l'esame di tutte le domande dei cittadini stranieri.

La vicenda è conseguenza del cd "emendamento Lodi" che è stato introdotto in sede di conversione del decreto legge n. 4/19 sul reddito di cittadinanza. L'emendamento prevede l'obbligo per tutti i cittadini extra UE di produrre, non solo l'attestazione ISEE come i cittadini italiani e europei, ma anche certificazione – spesso impossibile da reperire - "rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana" attestante la situazione reddituale e patrimoniale all'estero nonché la composizione del nucleo familiare. 

Si tratta di una richiesta “già di per sé illegittima (in quanto l'ISEE viene già rilasciato dopo le verifiche dell'Agenzia delle entrate alla quale sia italiani che stranieri devono denunciare redditi e patrimoni esteri) e comunque spesso impossibile da soddisfare per l'inesistenza, nei paesi di provenienza, di un adeguato sistema di certificazione”. Lo specificano le associazioni ASGI, Avvocati per Niente, Fondazione Guido Piccini e NAGA che hanno depositato ieri ricorso chiedendo che il Tribunale ordini all'INPS di modificare la circolare e procedere all'esame delle domande presentate dai cittadini stranieri alle stesse condizioni previste per gli italiani, dopo aver sollecitato l'INPS, senza ottenere risposta.

La norma prevede comunque che un successivo decreto ministeriale stabilisca i paesi per i quali è "oggettivamente impossibile" procurarsi tale documentazione, ma il termine per l'emanazione del decreto è scaduto il 18 luglio scorso e il decreto non è stato emanato.

Il blocco nella erogazione del reddito di cittadinanza esclude a tempo indeterminato i cittadini stranieri “senza alcuna giustificazione e deve quindi essere immediatamente rimosso”.

 

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