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Lunedì, 20 Maggio 2019

Con il bando “Terra di Lavoro Vero”, la Fondazione CON IL SUD mette a disposizione 300 mila euro di risorse private per sostenere un progetto capace di rimettere a coltura un fondo di 13 ettari, situato nel comune di Cancello ed Arnone (CE), nell’ottica di creare anche opportunità di lavoro per la comunità locale, in particolare per le persone svantaggiate.

Il bando “Terra di Lavoro Vero” coniuga due temi e due tipologie di ‘beni comuni’, beni confiscati e terreni incolti, che, al di là del loro importante aspetto simbolico, rappresentano una straordinaria opportunità di sviluppo sociale ed economico.

“Questo bando, sebbene strettamente legato a un territorio, rilancia un tema di portata e interesse nazionale, quello della valorizzazione dei beni comuni come opportunità di sviluppo locale – ha dichiarato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. Soprattutto in questo caso, trattandosi di terreni confiscati, oltre che per il potente valore simbolico, l’iniziativa rappresenta una concreta possibilità di cambiamento anche per le opportunità di lavoro offerte ai giovani”.

L’invito è rivolto alle organizzazioni del Terzo settore della provincia di Caserta, che possono presentare in qualità di soggetto responsabile proposte di progetto basate sulla rivitalizzazione delle tradizioni legate all’agricoltura e all’allevamento, sulle innovazioni tecnologiche e colturali in grado di favorire sia l’inclusione sociale, che nuove opportunità per i giovani talenti a rischio di esodo.

Il partenariato dovrà prevedere la partecipazione di almeno altri due soggetti – preferibilmente ma non necessariamente del casertano – di cui almeno uno del Terzo settore e gli altri afferenti anche al mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca.

Le attività da svolgere sul terreno, che sarà dato in concessione gratuita per 10 anni dal comune di Cancello ed Arnone a favore del soggetto responsabile del progetto selezionato, dovranno essere coerenti con le caratteristiche del fondo e oltre alla coltivazione e allevamento potranno essere attività di tipo sociale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo, ecc., purché strettamente connesse e accessorie a quelle di carattere agricolo.

“È un momento di grande soddisfazione per il territorio – ha dichiarato il sindaco di Cancello ed Arnone, Raffaele Ambrosca - poiché da risorse inespresse e abbandonatane si trae sviluppo e lavoro per la nostra comunità”.

Cancello ed Arnone, comune di 5.900 abitanti, dispone di terreni confiscati che rappresentano oltre il 3% del totale dei beni confiscati dislocati nei 104 comuni della provincia di Caserta. La valorizzazione di tali fondi diventa perciò una grande opportunità, soprattutto per i giovani, non solo per garantire reddito e occupazione ma anche per favorire il consolidamento o la rinascita di quelle reti di connessione sociale che hanno costituito per secoli l’ossatura della vita umana nel Mezzogiorno.

Il bando è disponibile sul sito della Fondazione CON IL SUD (www.fondazioneconilsud.it). È possibile partecipare tramite il portale Chàiros entro il 5 giugno 2019.

Sul tema dei beni comuni, la Fondazione promuove bandi in diversi ambiti: “Bando beni confiscati” per il recupero e la valorizzazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata; “Bando Il bene torna comune” per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale; “Bando Ambiente” per la tutela, conservazione e promozione del patrimonio ambientale; “Bando Terre colte” per la messa a coltura di terreni a lungo abbandonati.

 

 

"La Condanna per diffamazione del Senatore Pillon nei confronti del Comitato Arcigay di Perugia Omphalos è indubbiamente una buona notizia che finalmente bolla come criminale la condotta di quella persona": così Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay.

"Questa sentenza purtroppo – aggiunge Piazzoni - non può rimediare agli enormi danni che le dichiarazioni di Pillon hanno causato alle migliaia di ragazzi e ragazze che si sono visti negare le attività di prevenzione al bullismo omofobico da parte di tante scuole, intimidite dallo sproloquio assurdo del senatore. In questi anni infatti le calunnie diffuse da Pillon e dai suoi discepoli hanno impedito che le istituzioni scolastiche affrontassero in modo serio il contrasto dell'omofobia nelle scuole e l'educazione al rispetto delle differenze”.

“Con questa sentenza – conclude il leader di Arcigay - confidiamo che dal Ministero dell'Istruzione fino all'ultima scuola della provincia italiana si possa finalmente porre la parola fine a questa paura irrazionale per teorie inesistenti che ora sappiamo essere fondata sulla falsità e sulla diffamazione”.

Convegno Nazionale e Tavola Rotonda Regionale su giovani e adolescenti, consumi e dipendenze, a Perugia il prossimo 15 aprile. L'iniziativa consiste in una giornata di convegno pubblico sul tema "Giovani e adolescenti tra consumi e dipendenze" Promossa e realizzata dal Cnca (coordinamento nazionale comunità di accoglienza) in collaborazione con il Ser.T di Perugia e con il patrocinio della Regione Umbria.

La finalità è quella di favorire la conoscenza del fenomeno e stimolare riflessioni e pratiche mirate alla prevenzione e all'intervento sui temi del consumo e della dipendenza dei giovani e giovanissimi.
L'obiettivo è quello di approfondire ed ampliare la conoscenza sugli stili di vita e di consumo di sostanze stupefacenti (ma non solo, si tratterà anche di nuove dipendenze- che non si basano sulla stimolazione dei sensi, bensì sulla ripetizione malsana di un comportamento socialmente accettabile) dei ragazzi di età compresa fra i 14 ed i 21 anni.

Oltre all'approfondimento ed alla conoscenza del fenomeno a livello italiano ed europeo, si favorirà il confronto con pratiche di intervento sul tema raccontate da servizi del pubblico e del privato che stanno sperimentando modelli di contatto ed intervento rivolti alla fascia di età oggetto di interesse.

L'evento avrà una rilevanza nazionale ed europea nel racconto dei dati, delle ricerche e degli interventi sul tema, svilupperà poi,, a livello regionale, attraverso una tavola rotonda, un confronto ed un dibattito volto alla migliore collaborazione e pratica preventiva e di intervento fra i soggetti coinvolti. 

Presenti relatori di livello nazionale dal CNR, dall'Istituto Superiore di Sanità, dal Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza ,dall'Università Cattolica di Milano.

 

Il 13 aprile, al Segretariato Socio-Sanitario della Casa della Salute “Cittadella S. Rocco” a Ferrara, si terrà il decimo e conclusivo incontro del laboratorio di canto – musicoterapia per persone con malattia di Parkinson.

L’occasione verrà celebrata con un’esibizione aperta al pubblico dei partecipanti, tra le 10.30 e le 12, nell’ingresso principale di corso Giovecca 203. Il laboratorio, nato nel 2014 e giunto alla quinta edizione, viene proposto dal Gruppo Estense Parkinson, che dal 2006 si occupa di diffondere la conoscenza di questa patologia e di realizzare progetti mirati a promuovere e recuperare il massimo di autonomia ed autosufficienza delle persone che ne soffrono.

A realizzare il percorso laboratoriale è la cooperativa sociale CIDAS con il sostegno di Azienda USL Ferrara, Casa della Salute e Azienda Servizi alla Persona di Ferrara. Il progetto si è concentrato fin dall’inizio sulla voce con l’obiettivo di contrastare la graduale perdita della capacità di parlare e quindi comunicare.

La peculiarità dell’approccio musicoterapico è quello di poter coinvolgere i partecipanti in attività dal carattere specificatamente riabilitativo ma dalla natura espressivo-artistica e pertanto piacevole. Porre l’attenzione sulla voce ha voluto dire affrontare un lavoro sul respiro e sul movimento attraverso il canto. Nel corso degli incontri i partecipanti hanno acquisito gradualmente maggiori controllo e capacità dando infine vita ad un coro.

Senza mai perdere la finalità riabilitative, il gruppo ha potuto affrontare un vasto repertorio che si compone di brani corali in diverse lingue, popolari e cantautorali. Da questo percorso è nato nei partecipanti il desiderio di esibirsi per tutti i cittadini e gli utenti della Casa della Salute. La musicoterapia, nell’ambito della malattia di Parkinson, è un intervento che mira ad agire sull’attenuazione dei sintomi e sulla prevenzione o stabilizzazione delle complicanze, modificando positivamente i processi comunicativo-relazionali ed inducendo importanti cambiamenti anche sul piano comportamentale e dell’interazione sociale al fine di rielaborare e riscoprire una propria identità positiva.

Le figure professionali coinvolte sono un coordinatore di progetto, il musicoterapista Eugenio Sorrentino, un animatore sociale e un autista per il trasporto delle persone che ne faranno richiesta. Le attività riprenderanno a settembre, per informazioni ci si può rivolgere alla cooperativa CIDAS alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A seguito dell'arresto di Julian Assange e della richiesta di sua estradizione proveniente dagli Usa, interviene Massimo Moratti, vicedirettore per le ricerche sull'Europa di Amnesty International: "Amnesty International chiede al Regno Unito di rifiutare di estradare o trasferire in ogni altro modo Julian Assange negli Usa, dove c'è l'assai concreto rischio che egli possa andare incontro a violazioni dei diritti umani, tra cui condizioni detentive che violerebbero il divieto assoluto di tortura e di altri maltrattamenti e un processo iniquo che potrebbe essere seguito dall'esecuzione, a causa del suo lavoro con Wikileaks".

"Le denunce di stupro e di altre forme di violenza sessuale contro Assange – aggiunge Moratti - dovrebbero essere indagate nel rispetto dei diritti delle denuncianti e dell'imputato e arrivare a processo qualora vi fossero sufficienti prove nei confronti di quest'ultimo. Se la Svezia decidesse di chiedere l'estradizione dal Regno Unito, dovrebbe fornire adeguate garanzie sulla non estradizione o trasferimento in ogni altro modo di Assange verso gli Usa".

"Non è chiaro sulla base di quale procedimento formale le autorità del Regno Unito hanno potuto entrare nell'ambasciata dell'Ecuador di Londra e arrestare Assange, la cui nazionalità ecuadoriana era stata sospesa ieri. Sollecitiamo le autorità del Regno Unito a rispettare le assicurazioni fornite all'Ecuador che Assange non sarà trasferito ovunque rischi la pena di morte, la tortura o altri maltrattamenti", conclude il rappresentante di Amnesty.

 

 

Medici Senza Frontiere (MSF) ha iniziato a vaccinare i bambini rifugiati nelle isole greche di Lesbo, Samo e Chios usando un programma che consente ai bambini in contesti di emergenza umanitaria di ricevere il vaccino coniugato contro la polmonite (PCV) a un prezzo accessibile. 

È la prima volta che in un paese ad alto reddito viene utilizzata la "procedura umanitaria", che offre il vaccino a un prezzo speciale di circa 9 dollari a bambino (per le tre dosi necessarie a un'immunizzazione completa) per uso umanitario da parte di organizzazioni della società civile e agenzie delle Nazioni Unite. La polmonite resta la malattia con il più alto tasso di mortalità al mondo per bambini con meno di cinque anni e i bambini che vivono in condizioni precarie, come i campi rifugiati, sono particolarmente a rischio. 

Le case farmaceutiche Pfizer e GSK sono gli unici produttori del vaccino contro la polmonite, che attualmente è il prodotto più costoso nel pacchetto di vaccinazione di base per l'infanzia. Negli USA, che si sono opposti alla negoziazione del prezzo con le case farmaceutiche, il prezzo del vaccino arriva fino a 540 dollari a bambino. La Francia, altro paese ad alto reddito, paga 189 dollari per lo stesso vaccino. Paesi più piccoli con meno potere di negoziazione sono spesso in una situazione intermedia, come il Libano che paga circa 243 dollari. Il prezzo nelle farmacie greche è di 168 dollari a bambino. 

"L'alto prezzo del vaccino contro la polmonite ha impedito ai bambini di essere protetti da questa malattia letale, quando sarebbe facilmente prevenibile con un vaccino" sottolinea Apostolos Veizis, responsabile del supporto medico MSF ad Atene "È un passo storico essere riusciti a vaccinare i bambini rifugiati in un paese ad alto reddito a un prezzo così ridotto, ma abbiamo bisogno che più vaccini vengano inclusi in questa procedura e che anche i governi che ospitano bambini in situazioni di crisi possano accedere a questi prezzi. Tutti i bambini nel mondo dovrebbero poter ricevere questo vaccino a un prezzo accessibile". 

Prima che fosse istituita la procedura umanitaria, l'unico modo per avere il vaccino a un prezzo ridotto era attraverso il GAVI, l'Alleanza globale per i vaccini, un'organizzazione pubblico-privata che aiuta i paesi a basso reddito ad accedere all'uso di nuovi vaccini. Questo ha però lasciato i bambini in molti paesi – inclusi quelli nei campi rifugiati in tutto il mondo – senza accesso al vaccino e le organizzazioni come MSF senza possibilità di acquistarli a questo prezzo speciale per proteggere i bambini che ne avevano bisogno. 

Finora la procedura umanitaria è stata usata da organizzazioni in diversi paesi a basso reddito e MSF lo ha adottato per vaccinare bambini in Repubblica Centrafricana, Niger, Nigeria, Sud Sudan e Siria. Ma al momento il programma è limitato a un solo vaccino e deve essere esteso ad altri per l'utilizzo in emergenze umanitarie che non sono coperte da altri meccanismi simili. 

"I bambini bloccati nelle emergenze sono tra i più vulnerabili al mondo, ma non ricevono ancora alcuna protezione di routine contro malattie potenzialmente mortali" dice Suzanne Scheele, esperta di vaccini nell'ambito della campagna per l'accesso ai farmaci di MSF. "La procedura umanitaria è stata molto utile per raggiungere bambini che non avevano ricevuto alcuna protezione da malattie prevenibili e mortali come la polmonite. Chiediamo che le case farmaceutiche consentano ai governi e a chi fornisce i trattamenti, come MSF, l'acquisto di vaccini a prezzi accessibili per proteggere bambini estremamente vulnerabili che hanno urgente bisogno di essere vaccinati". 

Se la procedura umanitaria è stata utile per proteggere i bambini in aree di crisi, gli altri paesi continuano ad avere difficoltà ad accedere al vaccino a un prezzo più basso. Circa un terzo dei paesi a livello globale non sono riusciti ad includere il vaccino contro la polmonite nel loro pacchetto standard di vaccinazioni a causa del prezzo esorbitante imposto da Pfizer e GSK. La Giordania ad esempio deve fare i conti con prezzi dei vaccini molto alti mentre deve gestire una situazione di crisi che l'ha resa il secondo paese al mondo col più alto numero di rifugiati. Il paese ha introdotto la vaccinazione gratuita per tutti i bambini, indipendentemente dal loro status, ma non può permettersi un vaccino così costoso e così tutti i bambini nel paese sono lasciati senza alcuna protezione contro la polmonite. 

"La procedura umanitaria è una soluzione provvisoria sviluppata essenzialmente perché i prezzi del vaccino contro la polmonite sono troppo alti" aggiunge Silvia Mancini, epidemiologa di Medici Senza Frontiere "Quello che farebbe davvero la differenza sarebbe avere nuovi produttori disposti a lanciare sul mercato vaccini contro la polmonite a prezzi accessibili, in modo che la vita dei bambini non sia più a rischio per biechi interessi economici. Non possiamo più vivere in un mondo dove i vaccini che proteggono la vita dei bambini sono un lusso per pochi." 

Dal 2009, Pfizer e GSK hanno guadagnato 49,1 miliardi di dollari solo dalla vendita del vaccino contro la polmonite (43,5 miliardi Pfizer e 5,6 miliardi GSK). La "procedura umanitaria" è stata lanciata congiuntamente da Organizzazione Mondiale della Sanità, Unicef, MSF e Save the Children nel maggio 2017. È un meccanismo che  punta a facilitare l'accesso tempestivo a vaccini a prezzi accessibili per organizzazioni umanitarie, governi o agenzie delle Nazioni Unite che li utilizzano per popolazioni in emergenze umanitarie.  

Oggi, Pfizer e GSK sono le uniche due case farmaceutiche ad aver assegnato il prezzo più basso del loro vaccino a questa procedura. Ma attualmente la loro offerta è limitata all'uso da parte delle organizzazioni della società civile e delle agenzie delle Nazioni Unite e non include l'uso da parte dei governi che rispondono a situazioni di emergenza.  

 

A settembre 2018, la procedura umanitaria ha facilitato l'accesso a 613.000 dosi di vaccino contro la polmonite per le persone in contesti di emergenza, di cui 360.000 sono state usate da MSF in 12 interventi di vaccinazione in Repubblica Centrafricana, Nigeria, Niger, Sud Sudan e Siria. MSF ha recentemente fornito 4.800 dosi per la vaccinazione in Grecia. 

 

Nove soci fondatori (8 uomini e una donna, tutti pescatori professionali) e una flottiglia di 6 imbarcazioni: nell'Area pescatori del Porto di Marina di Carrara dal 7 marzo scorso è presente una nuova cooperativa di produzione e lavoro: la "Alta Marea soc. coop. a.r.l". che raggruppa una parte della marineria locale.

La nuova coop di armamento pesca (con attività prevalente la vendita e la trasformazione del pescato) si è presentata questa mattina presso la sede della Camera di Commercio di Massa-Carrara: presenti, insieme al presidente della Camera di Commercio Dino Sodini, il presidente di Alta Marea Angelo Batti, il responsabile Area Vasta Costiera di Legacoop Toscana Antonio Chelli e i soci della nuova cooperativa.

"Vogliamo contribuire a creare un polo della pesca ben definito e a far crescere il lavoro, lavorando in sinergia con l'Autorità Portuale e con la Capitaneria di Porto – afferma il presidente della cooperativa Alta Marea Angelo Batti –, sviluppando la commercializzazione del pesce 'a miglio zero' e il legame con tutte le attività legate al settore turistico. Facendo rete con le marinerie di Viareggio e di Livorno, possiamo costituire un presidio toscano di fondamentale importanza, per garantire tracciabilità, qualità e redditività al settore".

Tra gli obiettivi di Alta Marea ci sono quello di avvicinare i giovani alla pesca e un progetto di valorizzazione del pesce povero: "Ci piacerebbe avvicinare i ragazzi al mestiere del pescatore, magari attraverso collaborazioni con alcuni istituti scolastici della zona, come l'Istituto nautico di Carrara e l'Istituto Alberghiero di Massa – spiega Batti - Vorremmo anche far conoscere ai turisti che arrivano attraverso i flussi crocieristici il pescato locale meno noto, creando un'area in cui possano degustarlo nel punto vendita".

La nuova cooperativa è in via di adesione a Legacoop Toscana: "Quello di oggi è un ulteriore passo verso la modernizzazione di un settore, quello della piccola pesca, che rappresenta una nicchia importante sia sul piano lavorativo sia su quello culinario - commenta Antonio Chelli, responsabile Area Vasta Costiera di Legacoop Toscana –, perché consente la valorizzazione dei prodotti ittici locali, anche quelli meno conosciuti al pubblico dei consumatori".

 

Koinè l'aveva promesso al momento della chiusura, per mancanza d'iscrizioni, del nido Bucaneve: la struttura avrebbe riaperto come ludoteca abilitativa, destinata cioè ai bambini con bisogni speciali. La promessa è stata mantenuta. Alle ore 15 di sabato 13 aprile verrà inaugurata la "Ludoteca abilitativa Bucaneve", al numero 33 di viale Cittadini, nell'area del Pionta.

"La nostra cooperativa - ricorda il Direttore Paolo Peruzzi - vuol potenziare la cultura dell’inclusione e dell’integrazione per rispondere alle necessità dei bambini e preadolescenti che manifestino bisogni speciali. La carenza di opportunità educative e servizi fruibili mette in forte discus­sione i diritti di tutti i bambini e il loro potenziale di sviluppo, ancora più negative le conseguenze che riguardano la carenza di servizi di supporto all’apprendimento, di tipo abilitativo ri­volti ai bambini diversamente abili e, in particolare, ai bam­bini con problematiche di disabilità intellettiva dello spettro autistico".

“Il Comune di Arezzo - sottolinea l'assessore alle politiche sociali e sanitarie Lucia Tanti - ha offerto come ogni anno il suo sostegno alle iniziative previste nell'ambito del cosiddetto 'mese blu', tra le quali rientra l'incontro, alla neonata ludoteca abilitativa del Bucaneve, dal titolo 'Conoscere e divertirsi senza barriere'. Un calendario di eventi che si può leggere come qualcosa di strettamente connesso alle politiche sociali e sanitarie. Ma a me piace parlare di un'azione a più ampio raggio, che definirei culturale. Perché non abbiamo a che fare con semplici incontri ma con momenti di sensibilizzazione, utili a rendere Arezzo una città sempre più civile e coesa. Di certo, un'iniziativa del genere dimostra come i principi di sussidiarietà, di feconda 'assistenza' tra pubblico e privato, non creino collisione ma siano utili allo sviluppo di una comunità”.

Ed ecco la valutazione di Evaristo Giglio, Direttore Zona Distretto Aretina-Casentino-Valtiberina Azienda USL Toscana sud est: "la ludoteca abilitativa-riabilitativa Bucaneve  è rivolta ai bambini con disabilità intellettiva e rappresenta una prima formidabile iniziativa, a cui ne dovranno seguire altri, per favorire interventi a rete di reale sostegno alle famiglie e di supporto all'apprendimento dei minori. L'Asl, attraverso i professionisti dell'Unità Funzionale di Salute Mentale Infanzia Adolescenza (UFSMIA) sarà chiamata a definire con la ludoteca, gestita dagli operatori di Koinè, forme di collaborazione per l'osservazione dei minori  e l'eventuale  presa in carico. Si svilupperanno in tal senso delle azioni sinergiche per lo sviluppo di una rete di cui la ludoteca Bucaneve rappresenta una eccellente idea in una Comunità in cui, negli ultimi anni, è sempre più sentita l'esigenza per le famiglie interessate a poter contare su servizi di riabilitazione integrata".  

"Abbiamo accolto con grande entusiasmo questo progetto di Koinè - commenta  Andrea Laurenzi presidente dell’Associazione Arezzo Autismo. E’ la dimostrazione che quando vi è la volontà, la collaborazione e la condivisione di obiettivi comuni, si possano realizzare progetti importanti e concreti. Potrebbe sembrare un intervento piccolo e marginale ma a nostro giudizio è invece un passo straordinario verso una progettazione innovativa che risponde direttamente a bisogni delle famiglie. Questa è la strada. Ascoltare i bisogni delle famiglie con ragazzi fragili, rispondere con professionalità, condividere percorsi senza personalismi bensì tenendo sempre al centro i bambini e le famiglie. Come Associazione collaboreremo ad ogni livello perché questo progetto Bucaneve non solo funzioni ma che apra la strada ad altre innovazione dei servizi.” 

"In questo progetto - sottolinea Elena Gatteschi, vice Presidente di Koinè - è fonda­mentale il coinvolgimento attivo dei genitori. I nostri obiettivi sonocreare un ambiente accogliente e di suppor­to, proporre risposte calibrate al bisogno del singolo bambino, offrire prestazioni di supporto all’apprendimento assicurando la conti­nuità delle agenzie sanitarie specialistiche pubbliche, favorire l’acquisizione di competenze collaborative nonché l’acquisi­zione di abilità relazionali e specifiche, sostenere e indirizzare le famiglie ed infine promuovere culture e pratiche inclusive".

La ludoteca Bucaneve sarà aperta dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 15.30 - 19.30 e il sabato dalle 9 alle 12.30. "Le attività saranno of­ferte in base al bisogno del singolo bambino e della singola famiglia - annuncia Gatteschi. Le attività possono essere individuali o strutturate in piccoli gruppi, seguendo criteri di omogeneità. La prima fase, comune a tutti, è la fase della pre accoglienza: il referente della ludoteca accoglie il bisogno della famiglia e propone, in condivisone con la famiglia e gli altri profes­sionisti, gli interventi più idonei: attività di supporto all’ap­prendimento; attività laboratoriali di tipo espressivo e cre­ativo; attività di gruppo con l’obiettivo di favorire processi di socializzazione; attività di psicomotricità; programmi di intervento con tecnica ABA; attività informative e di supporto alla genitorialità".

 

Nella ludoteca abilitativa Bucaneve operano educatori professionali, pedagogisti, psicologi, psicomotri­cisti e logopedisti formati specificamente per l’esercizio di attività abilitative, di supporto all’apprendimento e per l’in­tegrazione scolastica di bambini con differenti abilità.

 

La ricerca di metano nell'atmosfera del Pianeta Rosso e l'analisi delle polveri sospese sono gli argomenti principali delle indagini svolte da un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

La missione dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e RosCosmos ExoMars ha utilizzato strumenti che vedono un fondamentale contributo italiano, sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista tecnologico e industriale, con Thales Alenia Space Italia alla guida della progettazione di entrambe le missioni ExoMars e il forte supporto fornito dall'ASI.

"La sonda TGO", spiegano Giancarlo Bellucci e Giuseppe Etiope, i due ricercatori italiani dell'INAF e dell'INGV che hanno collaborato allo studio, "attraverso i due spettrometri ad alta precisione NOMAD e ACS, ha scandagliato l'atmosfera di Marte a varie latitudini da aprile ad agosto del 2018 non rilevando, in questa fascia spazio-temporale, il metano. Il gas potrebbe però esistere a concentrazioni inferiori rispetto a quelle rilevabili dagli strumenti (0.05 parti per miliardo in volume, o ppbv)".

Tale risultato è solo apparentemente in contrasto con le precedenti rilevazioni di metano effettuate attraverso telescopi terrestri, il rover Curiosity della NASA e, recentemente, attraverso la sonda europea Mars Express, e apre a nuove interpretazioni poiché sulla base delle conoscenze attuali, il metano, una volta rilasciato nell'atmosfera di Marte, dovrebbe diffondersi velocemente ovunque, persistendo per alcune centinaia di anni.

"In particolare", prosegue Giancarlo Bellucci dell'INAF, "il metano su Marte sembra apparire e scomparire velocemente, suggerendo la presenza di un meccanismo di distruzione in grado di rimuovere efficientemente tale gas dall'atmosfera. Diversi meccanismi sono già stati proposti e alcuni di questi sembrano essere in grado di spiegare le variazioni spazio-temporali osservate. Tuttavia, si tratta ancora di risultati preliminari di simulazioni o di esperimenti eseguiti in laboratorio su campioni limitati, la cui validità e importanza statistica dovrà essere dimostrata da ulteriori studi".

Alcuni ricercatori considerano plausibile la variabilità della presenza di metano nell'atmosfera marziana. "Il metano", chiarisce Giuseppe Etiope dell'INGV, "potrebbe essere prodotto all'interno del pianeta e la sua migrazione e fuoriuscita nell'atmosfera potrebbe avvenire solo in certe zone, geologicamente idonee, specialmente dove esistono faglie e fratture nelle rocce. Abbiamo già verificato in studi precedenti che, come sulla Terra, questa fuoriuscita di gas dalle rocce può essere episodica e saltuaria. Questo spiegherebbe in parte le variazioni di metano rilevate finora. Rimane però l'ipotesi del meccanismo di rimozione rapida del gas dall'atmosfera: questo è l'aspetto da scoprire nel prossimo futuro. Comunque la sonda TGO non rileva metano in concentrazioni al di sotto di 0.05 ppbv. Con questo limite è ancora possibile avere emissioni locali di metano, simili ad alcune osservate sulla Terra, che una volta diluite nell'atmosfera marziana darebbero luogo a una bassa concentrazione di fondo. Il metano potrebbe dunque essere rilevato solo in prossimità della zona di emissione e in un periodo non troppo lontano dall'evento di rilascio".

Inoltre, al fine di analizzare le polveri sospese, i due spettrometri a bordo della sonda TGO hanno realizzato le prime misurazioni ad alta risoluzione dell'atmosfera marziana durante una tempesta di sabbia con il metodo dell'occultazione solare, osservando cioè come la luce del Sole viene assorbita nell'atmosfera, rivelando così la composizione chimica dei suoi costituenti.

"La misura del profilo verticale dell'acqua in condizioni di tempesta di polvere globale ha permesso di determinare gli effetti del riscaldamento atmosferico sulla distribuzione del vapore acqueo", spiega Giancarlo Bellucci. "In condizioni normali, infatti, il vapore acqueo condensa sotto i 40 km. A causa della tempesta globale, invece, l'atmosfera si riscalda e il vapore acqueo può migrare a quote più elevate. Questo meccanismo era previsto dai modelli di circolazione atmosferica ma questa è la prima volta che viene osservato. La sonda TGO, inoltre, ha anche misurato per la prima volta la distribuzione verticale di un isotopo dell'acqua, importante per la comprensione della storia dell'acqua su Marte".

Ciò ha permesso di ricostruire la distribuzione verticale del vapore acqueo e dell'acqua semi-pesante (in cui uno dei due atomi di idrogeno è sostituito da un atomo di deuterio, una forma di idrogeno con un neutrone aggiuntivo) dalla prossimità della superficie marziana fino a oltre 80 km di altezza. I nuovi risultati evidenziano l'azione che esercita la polvere presente nell'atmosfera sul vapore d'acqua, così come la perdita di atomi di idrogeno nello spazio.

"Alle latitudini settentrionali", conclude Ann Carine Vandaele, del Royal Belgian Institute for Space Aeronomy (BIRA-IASB) e principal investigator di NOMAD, "abbiamo osservato nuvole di polvere a quote di circa 25-40 km che in precedenza non erano state rilevate, mentre alle latitudini meridionali abbiamo visto strati di polvere spostarsi a quote più alte".

 

Dopo una decina di tappe in altrettante città italiane, il Summit nazionale delle Diaspore fa scalo a Crotone Sabato 13 Aprile. Si tratta di un progetto nazionale che promuove il ruolo attivo delle Diaspore come ponte tra i Paesi e le società e attori chiave nello scambio economico, culturale e sociale tra l'Italia e i paesi di provenienza dei migranti residenti.

L'incontro a Crotone è rivolto a tutti i cittadini, italiani e migranti, attivi nel mondo delle migrazioni e /o cooperazione, che abbiano la volontà di comprendere come strutturare o fortificare le loro associazioni, che vogliano essere protagonisti in Italia e dire la loro sulla narrazione delle migrazioni. E' aperto anche a quanti collaborano con queste associazioni o hanno alle spalle esperienze di cooperazione verso i paesi del Sud del mondo (ONG, imprese, centri servizi...). L'obiettivo è discutere insieme le istanze del territorio e presentare le opportunità che il sistema italiano offre per accedere ai programmi di cooperazione allo sviluppo. Saranno presenti rappresentanti dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, delle fondazioni partner del progetto e diversi attori istituzionali, per creare uno spazio di dialogo con le associazioni della diaspora.

Dice Mirko Tricoli, rappresentante dell'AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, principale finanziatore del progetto:  "Sono qui come referente istituzionale, ma anche come persona nata e cresciuta in questa terra ricca di tradizioni e spirito di accoglienza. Da qui sono partite migliaia di persone, che da lontano hanno portato ricchezza e garantito prosperità alle proprie famiglie. E a dire il vero sono tanti i giovani che continuano a partire. Ma oggi la nostra terra ospita anche forze nuove, persone con competenze, capacità e cultura, che possono contribuire al benessere dei loro paesi di origine e contemporaneamente all'arricchimento del nostro. Oggi più che mai è necessario promuovere il valore e l'impegno delle comunità di migranti per un futuro di sviluppo, benessere e convivenza pacifica."

Continua Cleophas Adrien Dioma, coordinatore del Summit Nazionale delle Diaspore: "Crediamo che il ruolo delle Diaspore nella Cooperazione allo Sviluppo sia fondamentale per creare relazioni stabili e durature tra il nostro paese e i paesi d'origine dei migranti residenti in Italia. Pensiamo alle Diaspore come ponti culturali e leve di sviluppo economico, come attori e autori di una nuova narrativa sulle migrazioni."

La riflessione su questi temi, che impegnerà i partecipanti in un workshop diviso in due parti - al mattino presso i locali del Comune e al pomeriggio nella sede ARCI - terminerà con un aperitivo, seguito alle 21.00 dal concerto di Djana Sissoko, espressione artistica delle nuove generazioni in Calabria, apprezzata a livello nazionale e internazionale.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero. I posti sono limitati, si consiglia pertanto di confermare la propria partecipazione inviando una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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