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Martedì, 07 Aprile 2020

Proposte concrete per le imprese che gestiscono servizi sociali e socio sanitari e la richiesta di indicazioni univoche rispetto all'erogazioni dei servizi stessi: questo il cuore della nota che l'Alleanza delle Cooperative della Campania, settore sociale, ha inviato alla Regione Campania in queste ore.

"Siamo disposti a mettere a garantire la continuità dei servizi nel rispetto delle indicazioni sanitarie, ma chiediamo che la Regione Campania intervenga in materia per dettare modalità operative omogenee rispetto all'erogazione, visto che non c'è, ad oggi, uniformità nelle decisioni dei Comuni, anche se afferenti ad uno stesso capoluogo. Gli operatori dei servizi educativi per l'infanzia, di specialistica scolastica, di educativa territoriale, di assistenza domiciliare, dei centri diurni, sono in confusione, come lo sono gli utenti e i loro familiari" fanno sapere i Coordinatori dell'Alleanza delle Cooperative della Campania, settore sociale (Agci solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoopsociali).

Giovanpaolo Gaudino (Confcooperative) aggiunge: "La residenzialità a tutti i livelli (minori, disabili, salute mentale, ecc.) consta di servizi insospendibili che, proprio per questo, comportano, in questa fase, un alto rischio di stress per i lavoratori e gli stessi gestori, a cominciare dal fatto che non si possono mettere a loro disposizione i dispositivi di protezione individuale. Abbiamo anche chiesto che, in questo periodo, per gli ospiti delle comunità per minori vengano sospese le visite da parte dei parenti ed eventuali rientri presso le case familiari e che i contatti siano garantiti con tutti i sistemi di comunicazione a disposizione".

Il documento al vaglio della Regione Campania apre anche ad una discussione sulle misure economiche a sostegno delle aziende gestrici dei servizi in questo periodo di emergenza.

Anna Ceprano (Legacoop) spiega: "Sarebbe fondamentale verificare la possibilità di riconoscere parte dei corrispettivi dei contratti per le prestazioni non effettuate. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, per le cooperative che possono aderire al Fondo di Integrazione Salariale (FIS), con le modalità previste per legge, ci si è mossi a livello nazionale per chiedere la semplificazione delle procedure e l'incremento della dotazione del Fondo stesso. Mentre, a livello regionale, abbiamo sottoscritto un accordo sindacale per agevolare le cooperative sociali che applicano il CCNL di settore nella presentazione della domanda al Fondo".

Ancora Giuseppina Colosimo (Agci) aggiunge: "Critica anche la situazione delle scuole paritarie, spesso gestite proprio da cooperative sociali. Abbiamo chiesto per le famiglie che fanno i conti con la sospensione delle attività scolastiche congedi straordinari, con la possibilità di voucher a copertura delle spese aggiuntive sostenute o di mancato guadagno nel caso di genitori che non siano lavoratori dipendenti (liberi professionisti, consulenti, lavoratori autonomi, titolari di partita IVA)".

Concludono dall'Alleanza: "Confidiamo in un confronto immediato con la Regione Campania per non aggiungere emergenze all'emergenza".

 

“Tutto il sistema del welfare nazionale si basa su due pilastri, da una parte il pubblico, dall’altra l’energia sussidiaria del Terzo Settore – così lancia l’allarme del mondo del non profit e del volontariato italiano Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore –. Indispensabile e urgente mettere in sicurezza e continuità l’opera di  milioni di volontari, operatori e organizzazioni del Terzo settore Italiano”.

“Siamo in costante contatto con tutte le nostre associazioni – aggiunge Fiaschi –Riceviamo molte segnalazioni da quelle legate alla difficoltà di mobilità dei volontari impegnati in opera di aiuto ai cittadini più fragili, chiusure e lavoratori messi a riposo forzato a causa del blocco dei servizi  e dei pagamenti conseguenti, irreperibilità sul mercato dei dispositivi di protezione indispensabili per garantire in sicurezza la continuità del servizio e degli aiuti alla popolazione. Situazioni allarmanti che richiedono una risposta coraggiosa, efficace e tempestiva”.

“L’ultimo report censiva solo nelle ex zone rosse – puntualizza Fiaschi – circa 95 mila enti e oltre 300 mila lavoratori e un milione di volontari, cioè il 40% di tutto il Terzo Settore italiano, già fermo. Ora che le misure di contenimento decise dal Governo sono state estese a tutto il territorio nazionale, la situazione è destinata rapidamente a peggiorare. E’ necessario intervenire subito”.

 

"Sono 12 morti tra le carceri di Modena e Rieti. E' questo il tragico bollettino delle proteste verificatesi in molti penitenziari italiani. Una violenza verso cose e persone che abbiamo chiesto in più occasioni, attraverso appelli diretti ai detenuti, di cessare e che ha anche danneggiato la maggior parte dei reclusi che hanno protestato pacificamente. Proprio la fine delle violenze è elemento fondamentale per portare avanti alcuni dei provvedimenti che già nei giorni scorsi auspicavamo per rispondere alle limitazioni che l'emergenza coronavirus ha portato anche nelle carceri".

 Queste le dichiarazioni di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "L'emergenza legata al diffondersi del Covid-19 - prosegue Gonnella - richiede nelle carceri provvedimenti diretti ad affrontare quanto sta accadendo, salvaguardando i più vulnerabili e i rapporti con le famiglie. Per questo, come Antigone, abbiamo avanzato 5 proposte all'Amministrazione Penitenziaria e alla Magistratura di Sorveglianza che potrebbero essere implementate nell'arco di pochi giorni, rispondendo all'urgenza e alla serietà che la situazione richiede" conclude il presidente di Antigone.

Le 5 proposte

“La direzione di ciascun istituto penitenziario provvederà all'acquisto di uno smartphone ogni cento detenuti presenti – con attivazione di scheda di dati mobili a carico dell'amministrazione – così da consentire, sotto il controllo visivo di un agente di polizia penitenziaria, una telefonata o video-telefonata quotidiana della durata di massimo 20 minuti a ciascun detenuto ai numeri di telefono cellulare oppure ai numeri fissi già autorizzati”.

“L'affidamento in prova in casi particolari di cui all'art. 47-bis della legge 354/75 è esteso anche a persone che abbiano problemi sanitari tali da rischiare aggravamenti a causa del virus Covid-19”.

“La detenzione domiciliare di cui all'articolo 47-ter, primo comma, della legge 354/75 è estesa, senza limiti di pena, anche a persone che abbiano problemi sanitari tali da rischiare aggravamenti a causa del virus Covid-19”.

“Tutti i detenuti che usufruiscono della misura della semilibertà possono trascorrere la notte in detenzione domiciliare”.

“La magistratura, nei limiti in cui lo riterrà possibile, trasformerà provvedimenti di esecuzione delle sentenze emesse nei confronti di persone che si trovano a piede libero, in provvedimenti di detenzione domiciliare”.

La questione tossicodipendenza 

"L'emergenza coronavirus ha aggiunto ulteriore pressione in una situazione già oltre il limite del sopportabile, a causa di un sovraffollamento pesante e continuo", dichiara Riccardo De Facci, presidente del CNCA, "Alle rivolte di questi giorni bisogna rispondere non solo con la repressione, ma attivando misure alternative alla detenzione per un numero congruo di detenuti. E predisponendo modi di comunicazione tra detenuti e familiari diversi dalla presenza fisica, utilizzando gli strumenti offerti da internet o altri che non comportano rischi di contagio. Quello che è accaduto a Modena, poi, con le morti per overdose, rende evidente che negli istituti di pena devono essere presenti strumenti per intervenire in caso di overdose, superando l'ipocrisia che vuole il carcere libero dalle sostanze psicoattive."

È noto che la diffusione in Italia del Covid19 e le misure di prevenzione adottate dal Governo stanno provocando forti conseguenze in tutta Italia e, in maniera pesante, anche sulla cooperazione sociale.

Le cooperative sociali sono state colpite duramente dai provvedimenti restrittivi che hanno sospeso tutte le attività didattiche ed educative e chiuso numerosi altri presidi; ma, insieme alle legittime richieste di interventi a salvaguardia delle imprese e del reddito dei lavoratori, è grande la presenza attiva e solidale della cooperazione sociale.

Tantissimi sono gli operatori sociali, sanitari, educativi che prestano ogni giorno la loro attività in condizioni anche di estrema criticità per fornire tutte le prestazioni necessarie e per trovare soluzioni al fine di non abbandonare anziani, minori, famiglie e tutte le persone fragili e far fronte a bisogni a cui da soli non si riesce a rispondere.

Davanti a questa situazione la cooperazione sociale decide di reagire e far sentire la sua voce. Legacoopsociali vuole dare un segnale alle cooperative sociali per manifestare la presenza che sarà costante anche a distanza e l’orgoglio di far parte di un settore e una organizzazione che in ogni territorio continua ad esserci e a star vicino alle comunità.

"Dopo il decreto che chiude il nostro Paese dalle 13 di oggi lanceremo una campagna social pubblicando una foto dai nostri social con #noicisiamo e chiederemo a tutti i cooperatori e a chi condivide il nostro impegno di postare una foto con questo hashtag. Questa campagna vuole essere uno degli strumenti utili per amplificare un messaggio importante di condivisione, solidarietà, reazione, unione. Nel rispetto e per il rispetto della tutela della salute e della salvaguardia di tutti, noi ci siamo!"

Per sapere come partecipare visita il nostro sito www.legacoopsociali.it  - Le foto sono sulla pagina facebook https://www.facebook.com/Legacoopsociali/ e sul profilo twitter @legcoopsociali

 

Il 22 dicembre 2018 una violenta eruzione esplosiva ha interessato il vulcano indonesiano Anak Krakatau. L'eruzione ha generato enormi quantità di ghiaccio e fulmini e causa del parziale collasso dell'edificio vulcanico in mare si è verificato uno tsunami.

Il caso è stato oggetto dello studio Anak Krakatau triggers volcanic freezer in the upper troposphere, condotto da un team internazionale di cui fanno parte i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports. Utilizzando dati satellitari, osservazioni da terra e un modello di colonna eruttiva, è stata per la prima volta messa in relazione l'altezza della nube vulcanica con la frequenza della generazione dei fulmini.

"Per sei giorni", spiega Stefano Corradini, ricercatore dell'INGV, "la tempesta, alimentata dal calore generato dall'attività vulcanica ha portato la colonna eruttiva a raggiungere altezze comprese tra sedici e diciotto chilometri con temperature alla sommità fino a -80 °C".

L'attività vulcanica che si verifica in atmosfere umide tropicali può favorire il trasferimento di calore e innescare temporali vulcanici. Tuttavia, questi fenomeni raramente durano per più di un giorno.

"Il vapore acqueo congelato ad alta quota", continua Stefano Corradini, "ha generato fino a dieci milioni di tonnellate di ghiaccio. Questa imponente quantità di ghiaccio mantenuta nell'alta troposfera per giorni, assieme alle rapide correnti ascensionali, ha provocato la generazione di un numero enorme di fulmini, fino a 72 al minuto. Eventi simili sono estremamente rari anche per i temporali meteorologici", conclude il ricercatore.

La notizia del decesso a Napoli presso il proprio domicilio di una donna risultata positiva al Covid-19 che, come fanno sapere i parenti, soffriva di epilessia e senza altre patologie a carico, sta diffondendo grande preoccupazione tra le oltre 500.000 persone che in Italia soffrono di epilessia. La Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE) e il suo presidente, Professor Oriano Mecarelli - Dipartimento Neuroscienze Umane Università La Sapienza (Roma), intervengono per fare chiarezza ed evitare inutili allarmismi.

“Dopo il caso a Napoli di una donna deceduta per infezione da Coronavirus, siamo stati inondati da numerosissime richieste di informazioni e chiarimenti da parte di pazienti e caregiver. L’Epilessia e il suo trattamento con i farmaci specifici non costituiscono in alcun modo - sottolinea il Prof. Mecarelli - un fattore di rischio maggiore riguardo la possibilità di essere contagiati dal Covid-19. Le persone con epilessia, a meno che non soffrano di altre patologie concomitanti, non sono immunodepresse e quindi il rischio che possano contagiarsi è lo stesso della popolazione generale. Le terapie con farmaci antiepilettici vanno assunte con regolarità come sempre. Resta inteso, inoltre, che per le persone con epilessia valgono le stesse raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità come per tutti i cittadini italiani, raccomandazioni che ognuno di noi deve rispettare scrupolosamente per evitare ulteriore diffusione del contagio”.

Sarà comunque sempre e solo il proprio specialista di riferimento, l’epilettologo, a valutare la situazione e concordare con il paziente e/o i familiari le eventuali precauzioni da adottare per minimizzare il più possibile i rischi, cercando di interferire il meno possibile con la qualità di vita del paziente stesso.

 

 

Le Nazioni unite hanno reso noto le risposte del governo italiano alle raccomandazioni fatte dalle delegazioni di oltre 120 Paesi nell'ambito della Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review – UPR) lo scorso 4 novembre. 

L'Italia ha accettato 292 raccomandazioni su 306. Tra queste quelle sulla creazione di un'Istituzione nazionale per i diritti umani indipendente  e 16 delle 17 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI. Tra queste, quelle riguardanti una legge contro l'omotransfobia, il divieto di interventi chirurgici cosmetici su bambini intersex e la protezione dei rifugiati LGBTI.

Il governo si è limitato invece a prenderne nota della raccomandazione 171, fatta dall'Islanda, che chiede una legge che riconosca entrambi i genitori dello stesso sesso e l'accesso all'istituto dell'adozione per le coppie dello stesso sesso. «L'accettazione di 16 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI è uno straordinario successo del nostro lavoro. Ora occorre subito una Road Map per l'implementazione delle raccomandazioni accolte con il pieno coinvolgimento della società civile, come richiesto anche dalle Nazioni Unite. Delude profondamente, invece, la scelta dell'Italia di limitarsi a prender nota della raccomandazione dell'Islanda sulle adozioni e la genitorialità arcobaleno. Sul diritto all'uguaglianza e dei figli dei genitori dello stesso sesso ad avere entrambi i genitori riconosciuti non si transige e continueremo a batterci per ottenerlo», dice Yuri Guaiana, presidente dell'Associazione Radicale Certi Diritti e coordinatore del lavoro di advocacy relativo al terzo ciclo dell'UPR svolto da una coalizione composta da Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Centro Risorse LGBTI, Gaycs e OII-Italia. 

«È sconfortante - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay - registrare ancora oggi una così evidente resistenza da parte della politica italiana ad affrontare il tema dell'omogenitorialità, come se fosse un'opzione da valutare col tempo e non una realtà già diffusa nel nostro Paese, priva da sempre di un riconoscimento. Non ci stancheremo mai di dirlo: quel rifiuto a trattare il tema e a colmare questa lacuna ricade sulla testa di famiglie e in particolare di minori, ai quali viene negato il diritto a una famiglia solida, con due genitori investiti allo stesso modo delle stesse responsabilità».

«Nonostante l'Italia abbia recepito dall'Onu 16 dei 17 rilievi mossi nell'ambito della tutela dei diritti delle persone lgbti, dimostrando pertanto quantomeno una consapevolezza del lavoro da svolgere, non può non deludere la mancanza di coraggio sul tema dell'omogenitorialità, che infierisce su un ritardo che da anni denunciamo essere insostenibile» , conclude Piazzoni.

Messe alla sbarra per aver soccorso i migranti sui barconi. Colpite da una feroce campagna politico-mediatica come “scafisti”. Da due anni il nemico numero uno dei “sovranisti” nostrani. Oggi la Lombardia a guida Lega Nord di Matteo Salvini chiede aiuto con il cappello in mano a Emergency e Medici Senza Frontiere per l’emergenza coronavirus: "il loro aiuto è necessario" dice l'assessore della giunta regionale.

E non è un caso che lo stesso Salvini è calato nel silenzio più totale crollando nei sondaggi: i virus non lo hanno portato i migranti dai barconi ma un bianco italiano, la regione più colpita è la Lombardia non una del Sud, a trovarsi in grande crisi è “il modello sanitario lombardo” mentre l'ex ministro dell'Interno si copre di ridicolo attaccando il governo in un momento di emergenza nazionale. Una sconfitta su tutta la linea mentre c’è un Paese che ora prova a reagire e praticare il buon senso contro le fake news e il panico, l’esatto opposto di una propaganda che per anni ha costruito odio, rancore e insofferenza verso ogni comportamento di convivenza civile.

"Nel frattempo continuiamo a lavorare nei nostri ambulatori - dichiara Emergency fondata da Gino Strada -, con un protocollo di triage che permette di individuare pazienti con sintomi compatibili con il virus, di informarli e indirizzarli ai servizi competenti in un’ottica di tutela della salute pubblica. Molti nostri pazienti appartengono alle fasce più vulnerabili della popolazione (migranti, senza tetto, rom ) e in questo momento hanno ulteriori difficoltà di accesso ai Servizi del Sistema Sanitario Nazionale. L’informazione è fondamentale per questa fascia di popolazione perché molti di loro non hanno accesso all'informazione basilare sulle norme di prevenzione del contagio predisposte dal ministero della Salute"

Medici senza frontiere si è mossa a livello nazionale, contattando il Governo e in particolare il Ministero della Salute. “Nella situazione straordinaria causata dalla diffusione del Coronavirus in Italia, abbiamo offerto il nostro aiuto alle autorità sanitarie italiane mettendo a disposizione i nostri medici e la nostra esperienza -spiega Claudia Lodesani, infettivologa e presidente di Medici senza frontiere in Italia -. Siamo in contatto con la taskforce del governo per capire dove e in che modo potremo dare il nostro supporto e definiremo insieme i dettagli in base ai principali bisogni”.

“Sono tanti gli italiani che partono in missione con noi e tanti di loro sono sanitari impegnati ogni giorno negli ospedali del nostro paese -aggiunge la presidente di Msf Italia-. In questo momento difficile ci è sembrato doveroso mandare un segnale di solidarietà ai nostri colleghi e di vicinanza alla popolazione italiana, cercando di contribuire nel nostro piccolo al grandissimo sforzo che il sistema sanitario nazionale sta compiendo senza sosta da più di un mese”. Medici senza frontiere ha offerto il proprio supporto anche in altri paesi in cui lavora. "Siamo in contatto con le loro autorità sanitarie e uffici Organizzazione mondiale della sanità nel caso fosse ritenuto utile", conclude.

Questo virus ha messo, probabilmente, fine a una “bestia” politico-comunicativa svelando come sia fragile un sistema economico e sociale che lascia a terra i più deboli e i più fragili o chi vive di lavoro. Da questa crisi si cela l’occasione per ricostruire questo Paese, con il buon senso e con la civiltà di un nuovo modello economico.

Napoli, grazie ad una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli e Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale, due pazienti affetti da polmonite severa Covid 19 sono stati trattati con tocilizumab, un farmaco off label anti interluchina 6 che viene solitamente utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide ed è farmaco di elezione nel trattamento della sindrome da rilascio citochimica dopo trattamento con le cellule CAR-T. 

La somministrazione, avvenuta nella giornata di sabato ed avviata per la prima volta in Italia, è stata possibile grazie a una stretta collaborazione tra il direttore della Uoc di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Vincenzo Montesarchio; il direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto “Pascale” di Napoli, Paolo Ascierto insieme al virologo Franco Buonaguro e alcuni medici cinesi, tra cui Wei Haiming Ming del First Affiliated Hospital of University of Science and Technology of China e il team composto da tutto il personale del Cotugno e che ha visto in prima linea, tra gli altri, Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di Malattie infettive e urgenze infettivologiche; Roberto Parrella, direttore della Uoc Malattie infettive ad indirizzo respiratorio; Fiorentino Fragranza, direttore della Uoc Anestesia rianimazione e terapia intensiva; Vincenzo Sangiovanni, direttore della Uoc Infezioni sistemiche e dell’immunodepresso; Nicola Maturo, responsabile del Pronto Soccorso infettivologico del Cotugno e Luigi Atripaldi, direttore del laboratorio di Microbiologie e virologia.  

“Già a distanza di 24 ore dall’infusione, sono stati evidenziati incoraggianti miglioramenti soprattutto in uno dei due pazienti, che presentava un quadro clinico più severo” spiegano Montesarchio e Ascierto. “Nell’esperienza cinese - aggiungono - sono stati 21 i pazienti trattati che hanno mostrato un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento, che si effettua con un’unica somministrazione e che agisce senza interferire con il protocollo terapeutico a base di farmaci antivirali utilizzati”

Sulla scorta di questi primi elementi si sta valutando la possibilità di trattare altri pazienti in condizioni critiche. “In un momento come questo è di fondamentale importanza unire le forze e le esperienze dei nostri migliori professionisti per potenziare al massimo il sistema sanitario regionale e per dotarci di tutti gli strumenti necessari per fornire ai pazienti affetti da Covid 19 tutte le cure necessarie. Ringraziamo tutto il personale delle strutture ospedaliere coinvolte che, con rapidità e grande preparazione, hanno attivato tutte le procedure necessarie per garantire ai pazienti ogni strada percorribile nel percorso terapeutico” dichiarano Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli e Attilio Bianchi, direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale.

In sede di Comitato Misto Paritetico Regionale, riunitosi d’urgenza nel pomeriggio di oggi, Agcisolidarietà Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio, Legacoopsociali Lazio, FP Cgil Roma e Lazio, Cisl FP Lazio e UilFpl Roma e Lazio hanno firmato il protocollo d’intesa per l’attivazione del Fondo di Integrazione Salariale in conseguenza delle misure urgenti a sostegno dei lavoratori interessati dai provvedimenti di chiusura delle scuole e dei servizi per l’infanzia, come disposto dal DPCM del 4 marzo 2020.

In considerazione del momento particolarmente complicato vissuto da tutte le lavoratrici e lavoratori dipendenti delle cooperative sociali, operanti nei settori interessati da chiusure o riduzione di attività quali a titolo esemplificativo inclusione scolastica, asili nido, centri di aggregazione, si è convenuto di stabilire modalità univoche per tutto il territorio regionale, per consentire l’accesso al Fondo di Integrazione Salariale al fine di salvaguardare le retribuzioni delle migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti.

Contestualmente, in attesa di ulteriori provvedimenti atti a tutelare le retribuzioni e il lavoro, si è deciso di chiedere un incontro urgente alla Regione Lazio per individuare soluzioni alternative, che permettano sia alle Cooperative che ai lavoratori sospesi di proseguire l’importante funzione sociale svolta.

 

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