Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Martedì, 18 Giugno 2019

Nell'ambito della terza edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall'Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), si svolgerà a Roma, il prossimo 24 maggio presso la Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni, il Convegno "Sconfiggere la povertà, ridurre le disuguaglianze". L'incontro, organizzato dal Forum Disuguaglianze Diversità (ForumDD) in collaborazione con ASviS, si inquadra all'interno dei Goal 1 e 10 (SDG1 – Sconfiggere la povertà; SDG10 – Ridurre le disuguaglianze) e si concentrerà sul ruolo delle politiche redistributive e predistributive per raggiungere l'obiettivo di una maggiore giustizia sociale.

Dopo l'introduzione di Roberto Moneta (GSE, tutor degli eventi al Palazzo delle Esposizioni sul Goal 1 e 10), nel corso della prima sessione si darà spazio alla discussione sulle politiche redistributive, quelle politiche di tassazione o di trasferimento e spesa che intervengono a valle della formazione della ricchezza e del reddito. Con la moderazione di Gianni Bottalico (ASviS), nella prima parte della mattinata Roberto Rossini (Alleanza contro la Povertà), Nunzia De Capite (Caritas Italiana e ForumDD) e Andrea Morniroli (Cooperativa sociale Dedalus e ForumDD) interverranno sulle politiche di contrasto alla povertà implementate fino ad oggi in Italia, evidenziandone le criticità e illustrandone i risultati e gli insegnamenti. La seconda parte della mattinata sarà invece dedicata alle politiche alternative. Mikhail Maslennikov (Oxfam) affronterà i temi dell'elusione fiscale e della progressività delle imposte, Elena Granaglia (Università Roma Tre e ForumDD) presenterà una delle 15 proposte per la giustizia sociale del ForumDD: l'imposta sui vantaggi ricevuti e la misura di eredità universale. La mattinata si concluderà con un intervento in collegamento di Alessandro Profumo.

La seconda parte del convegno si concentrerà invece sulle politiche pre-distributive che intervengono nel momento in cui il reddito e la ricchezza si formano, al fine di garantire il raggiungimento dell'uguaglianza sostanziale dei cittadini e delle cittadine, come sancisce l'art. 3 della Costituzione. Durante le due sessioni pomeridiane verranno presentate e discusse altre due delle 15 proposte per la giustizia sociale del ForumDD. Durante la seconda sessione su predistribuzione e lavoro, sessione moderata da Flavia Terribile (ASviS e ForumDD), Lorenzo Sacconi (Università di Milano e ForumDD) presenterà la proposta sui Consigli del lavoro e di cittadinanza nell'impresa, che sarà commentata da Vittorio Cogliati Dezza (Legambiente e ForumDD). A seguire, nella sessione, moderata da Patrizia Luongo (ForumDD) sull'utilizzo dei dati personali in rete e dei diritti digitali, Fabrizio Barca presenterà la proposta relativa alla Sovranità collettiva su dati personali e algoritmi, e il suo intervento sarà seguito da quello di Cristina Tajani (Assessore Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano) e Piero De Chiara (esperto media) che commenteranno la proposta e parleranno delle esperienze in corso. La giornata si concluderà con un dialogo tra Enrico Giovannini (Portavoce ASviS) e Duilio Giammaria (giornalista RAI).

Verrà infine presentato da Daniela De Leo (ASviS e urban@it) il calendario degli eventi sul Goal 1 e Goal 10 in programma al Palazzo delle Esposizioni dal 24 maggio al 6 giugno.

Registrazione obbligatoria tramite mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L'ingresso sarà consentito, previa registrazione, fino a esaurimento posti.

Carlo Stasolla, presidente dell'Associazione 21 luglio, e' intervenuto ai microfoni de 'L'Italia s'e' desta' condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell'Universita' Niccolo' Cusano. Stasolla ha iniziato uno sciopero della fame dopo lo sgombero di centinaia di rom a Giugliano (in provincia di Napoli).

"Dopo Torre Maura e Casal Bruciato avevamo lanciato l'allarme di focolai d'odio che si sarebbero potuti spargere in tutta Italia- ha affermato Stasolla- Questo è caduto a Giugliano, in provincia di Napoli, dove alcune persone sono state sgomberate dal loro accampamento dal Comune e gettate per strada, senza cibo e senza acqua. Ci sono 50 bambini di età 0-6, ci sono centinaia di ragazzi che non possono andare più a scuola, ci sono decine di donne e anziani che dormono all'aperto o, chi ce l'ha, in automobile. Il mio sciopero della fame terminerà quando sarà data una sistemazione almeno dignitosa a queste persone, quantomeno con i servizi minimi. Paradossalmente, se leggiamo in maniera esterna i fatti di Torre Maura, e' grazie a CasaPound che poi è nato l'interesse prima mediatico e poi dei cortei contro CasaPound su queste situazioni, altrimenti se non ci fosse stata la protesta di CasaPound nessuno ne avrebbe parlato".

Sui 5 rom che hanno ucciso una donna anziana a Roma. "Innanzitutto è da vedere in base a quale criterio è stato stabilito che gli assassini siano rom. È chiaro che non si giustifica un crimine, se uno ha sbagliato deve pagare, ma neanche si deve generalizzare, perchè altrimenti dovremmo dire che tutte le persone del nord sono polentoni”.

Sul gesto del cardinale Krajewski nello stabile occupato a Roma. "La Chiesa- ha detto Stasolla- come qualunque soggetto giuridico interviene come gli pare. Chiaramente ha un forte valore simbolico questo gesto. Oggi di questi gesti abbiamo bisogno proprio per ricordare. L'accensione della luce simboleggia anche che ci sono zone oscure, situazioni che vanno illuminate. Tutto si può dire della Chiesa meno che non prenda posizioni a favore di tutti. Il problema è che noi etnicizziamo le questioni a livello sociale. Qui dobbiamo cercare di vedere il problema in sè, al di là delle etnie. Bisognerebbe agire in ordine alla gravità della situazione e non in ordine al colore della pelle o al passaporto. Ci sono diritti universali che valgono per tutti, indipendentemente dal fatto che siano esseri produttivi e improduttivi, questo lo stabilisce il diritto internazionale. Purtroppo siamo entrati in questa logica di meritocrazia per cui alcuni hanno dei meriti piu' degli altri e quindi si associa il merito al diritto".

Sui 5 mila euro messi a disposizione dal Comune di Roma per i rom che avessero trovato una casa in affitto. "Era stato annunciato ma questo non è avvenuto, il Comune non ha fatto questo", ha concluso Stasolla.

Sulla questione campi rom interviene il ministro dell’Interno: "Colore della pelle o nazionalita' non c'entrano, c'entra invece il rispetto della legge. In Italia si vive da persone normali, non nei campi Rom, con la luce elettrica rubata e i roghi tossici! Entro il mio mandato da ministro, col vostro supporto, intendo chiuderli tutti".

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

La nave cargo battente bandiera della Saudi Arabia carico di armi Bahri Yambu ha attraccato stamani verso le 6 al terminal Gmt del porto di Genova. Il collettivo autonomo lavoratori portuali ha raggiunto il terminal e bloccato l'ingresso degli ormeggiatori del porto con lo striscione 'Stop ai traffici di armi, guerra alla guerra' ma gli ormeggiatori sono stati fatti passare via mare e la nave si trova ora all'ormeggio. Anche il presidio indetto dalla Filt Cgil in contemporanea con lo sciopero si trova ora a ponte Etiopia. "Vogliamo segnalare all'opinione pubblica nazionale e non solo che, come hanno già fatto altri portuali in Europa, non diventeremo complici di quello che sta succedendo in Yemen" hanno scritto in un comunicato i segretari Filt Enrico Ascheri ed Enrico Poggi. La Filt questa mattina potrebbe chiedere un incontro con il prefetto Fiamma Spena.

La Bahri Yambu è entrata in porto alle 5 di stamani scortata da due motovedette della capitaneria di porto di Genova e ha terminato le operazioni di attracco alle 6,10. Le operazioni di carico cominceranno a minuti e termineranno non prima delle 21. La partenza della nave cargo con destinazione Jeddah è prevista, secondo quanto appreso, dopo le 22 di stasera.

La denuncia delle Ong

La nave saudita «Bahri Yanbu», carica di armi che rischiano di essere utilizzate anche nella guerra  in Yemen, sta cercando di attraccare nei porti europei per caricare armamenti destinati alle forze  armate della monarchia assoluta saudita. Dopo aver caricato munizioni di produzione belga ad  Anversa, ha visitato o tentato di visitare porti nel Regno Unito, in Francia e Spagna, e dovrebbe  attraccare nel porto italiano di Genova a partire dal 18 maggio prossimo. Questo è ciò che denunciano Amnesty International Italia - Comitato per la riconversione RWM e il lavoro sostenibile - Fondazione Finanza Etica - Movimento dei Focolari Italia - Oxfam Italia - Rete della Pace -  Rete Italiana per il Disarmo - Save the Children Italia 

La nave partita dagli  Stati Uniti, passata per il Canada prima di arrivare in Europa, ha come destinazione finale Gedda,  Arabia Saudita, con arrivo previsto il 25 maggio. È perciò reale e preoccupante la possibilità che  anche a Genova possano essere caricate armi e munizionamento militare; ricordiamo infatti che negli ultimi anni è stato accertato da numerosi osservatori indipendenti l'utilizzo contro la popolazione civile yemenita anche di bombe prodotte dalla RWM Italia (con sede a Ghedi, Brescia, e stabilimento a Domusnovas in Sardegna). 

“Esiste quindi il fondato pericolo che i porti italiani accolgano gli operatori marittimi che  trasferiscono sistemi di armi e munizioni destinati a paesi in conflitto: armi che possono essere  usate – com'è già accaduto – per commettere gravi violazioni dei diritti umani e che anche  secondo i trattati internazionali firmati dal nostro Paese non dovrebbero essere consegnate”.  “Bombe che alimentano le guerre che a loro volta alimentano le migrazioni” che, a parole, tutti  vorrebbero prevenire aiutando le popolazioni "a casa loro": una vera follia. Questo è il grido di denuncia delle associazioni umanitarie. 

La vicenda del cargo saudita «Bahri Yanbu» rischia ora di diventare un caso internazionale,  coinvolgendo anche le autorità italiane. La nave, partita all'inizio di aprile dal porto di Corpus  Christi, USA, per poi arrivare a Sunny Point, il più grande terminal militare del mondo, il 4 maggio  ha imbarcato ad Anversa – secondo alcune organizzazioni della società civile belga – 6 container  di munizioni. L'8 maggio avrebbe dovuto entrare nel porto di Le Havre per caricare 8 cannoni  semoventi Caesar da 155 mm prodotti da Nexter, ma ha dovuto rinunciarvi per la mobilitazione  dei gruppi francesi di attivisti dei diritti umani, contrari alla vendita di armi che potrebbero essere impiegate nella guerra in Yemen. Si è quindi diretta verso il porto spagnolo di Santander, dove è giunta per uno scalo non previsto, presumibilmente per aggirare l'azione legale avviata  dagli attivisti francesi. Anche qui si sta registrando la mobilitazione di varie associazioni della  società civile – tra cui Amnesty International, Oxfam, Grenpeace, Fundipau – che si sono appellate alle autorità spagnole. 

La «Bahri Yanbu» appartiene alla maggiore compagnia di shipping saudita, la Bahri, già nota come National Shipping Company of Saudi Arabia, società controllata dal governo saudita, e dal  2014 gestisce in monopolio la logistica militare di Riyadh. Anche la tipologia della nave, una delle 6 moderne con/ro multipurpose della flotta Bahri, ha una chiara vocazione militare, adatta al  trasporto sia di carichi ro/ro e heavy-lift speciali (ovvero anche mezzi militari fuori norma), sia di  container. 

Le nostre associazioni hanno ripetutamente chiesto ai precedenti Governi e all'attuale Governo Conte di sospendere l'invio di sistemi militari all'Arabia Saudita ed in particolare le forniture di  bombe aeree MK80 prodotte dalla RWM Italia che vengono sicuramente utilizzate dall'aeronautica saudita nei bombardamenti indiscriminati contro la popolazione civile in Yemen. Riteniamo che  queste esportazioni siano in aperta violazione della legge 185/1990 e del Trattato internazionale  sul commercio delle armi (ATT) ratificato dal nostro Paese. Il Trattato sul commercio delle armi  (ATT) impone a tutti i paesi coinvolti nel trasferimento di attrezzature militari (cioè anche nel transito e nel trasbordo) verso Paesi coinvolti in conflitti armati di verificare (art. 6.3) se le armi trasferite possano essere impiegate per commettere crimini di guerra o violazioni dei diritti umani  e di conseguenza di sospendere le forniture (art. 7). 

Secondo i rapporti dell'UE sulle esportazioni di armi, gli Stati membri dell'UE hanno emesso  almeno 607 licenze per oltre 15,8 miliardi di euro in Arabia Saudita nel 2016. I principali  esportatori europei di armi convenzionali verso l'Arabia Saudita includono Regno Unito, Francia,  Spagna, Italia e Bulgaria. Tra il 2013 e il 2018, l'Arabia Saudita rappresentava circa la metà delle  esportazioni militari del Regno Unito e un terzo di quelle del Belgio. Altri paesi - tra cui Svezia,  Germania, Paesi Bassi e Norvegia - hanno sospeso o iniziato a limitare le vendite di armi alla  coalizione guidata dall'Arabia Saudita e dagli EAU. In Italia, nonostante il presidente del Consiglio,  Giuseppe Conte, lo scorso 28 dicembre abbia affermato che «il governo italiano è contrario alla  vendita di armi all'Arabia Saudita per il ruolo che sta svolgendo nella guerra in Yemen. Adesso si tratta solamente di formalizzare questa posizione e di trarne delle conseguenze», nessuna sospensione è stata ancora definita e leforniture di bombe e sistemi militari sono continuate  anche in questi mesi ammontando ad un controvalore di 108 milioni di euro nel solo 2018 (come risultante dai dati ufficiali governativi elaborati dall'Osservatorio Opal di Brescia). 

Le associazioni pertanto invitano "le autorità competenti a non mettere a disposizione della  nave Bahri Yanbu lo scalo di Genova". 

 

La Michele In The World srl (MITW) ha fatto sue la particolare attenzione e la passione intelligente e solidale alla base dell’operare quotidiano dell’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale, che ormai dal 1870 offre ai suoi clienti pizza di grande qualità, ad un prezzo popolare, specchio della visione democratica dei fondatori.

Solidarietà e attenzione al sociale caratterizzano, dunque, tuttora le scelte delle nuove generazioni dei Condurro, che con entusiasmo accolgono e promuovono proposte del terzo settore e del volontariato, per aiutare persone svantaggiate e contrastare forme di ingiustizia sociale, che da sempre minano le basi del vivere civile.

Gli A.D. di Michele In The World, con il loro staff, scelgono percorsi che sono tesi a solidi orizzonti etici, per dare un contributo fattivo alla rinascita del nostro territorio, a favore dei giovani.

Domenica 19 maggio, presso la sede de “L’Antica Pizzeria Da Michele”, la MITW assegnerà una borsa di studio per pizzaiolo a uno dei giovani partecipanti del progetto Generare Futuro condotto a Napoli dal “Forum Provinciale delle Associazioni Familiari”, in stretta collaborazione con le Acli e l’Arcidiocesi.

Il progetto, finanziato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e finalizzato a sostenere i giovani talenti che vivono in contesti socio-economici svantaggiati, ha visto MITW tra i principali partner del percorso progettuale, scandito da seminari di orientamento e laboratori dedicati alle eccellenze dell’artigianato e degli antichi mestieri della tradizione napoletana. Insieme alla maison “E. Marinella”, che ha bandito un concorso di idee per la realizzazione di un foulard, MITW ha voluto premiare il talento e la motivazione di un giovane partecipante offrendo una concreta opportunità di lavoro, dando prova che anche in una realtà complessa come quella di Napoli esiste un’imprenditoria sana e pronta a valorizzare le risorse di questa città.

Sarà inoltre presentata la campagna di raccolta fondi e 5XMILLE a sostegno dell’Associazione di Promozione sociale “Amici di Peterpan” con il presidente Antonio Del Prete e giovani volontari. L’associazione, che dal 2004 promuove iniziative contro la povertà educativa e a sostegno dei giovani di Napoli, con il ricavato finanzierà un progetto di orientamento e formazione per ragazzi a rischio di esclusione sociale. MITW inserirà all’interno delle sue pizzerie di tutta Italia, delle cassette “dono” e flyer informativi a partire proprio da Napoli per il periodo maggio- ottobre 2019.

Nello stesso giorno, la MITW ha deciso di celebrare la chiusura del mese dedicato alla pizza della legalità “Giancarlo Siani Coop.”, un progetto realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Giancarlo Siani. Ad aprile cinque sedi della Michele In The World srl, Roma, Firenze, Milano, Londra e Barcellona, hanno inserito nel proprio menù pizze speciali, arricchite nel sapore e nei contenuti dai pomodorini della cooperativa, i “Pizzini Vesuviani”, prodotti nelle terre confiscate alla camorra. Il risultato, in cifre, va oltre le 10mila pizze vendute tra le sedi di MITW in Italia e in Europa: un successo che unisce imprenditoria giovanile sul territorio campano e impegno sociale, punti cardine della politica di MITW e della Coop. G. Siani. 

Per l’occasione sarà possibile degustare l’antica Pizza Mastunicola e la Pizza Giancarlo Siani Coop. e deliziare il proprio palato con i dolci gentilmente offerti dalla Pasticceria Napolitano-Poderic

 

 

 

 

In occasione dell'assemblea annuale 2019 di Forum Droghe, riunita a Firenze l'11 maggio, è stata rilanciata una riflessione sullo stato delle politiche sulle droghe nel nostro paese, che sostenga la ripresa di iniziativa politica e la convocazione di una non più rinviabile nuova conferenza nazionale promossa dal basso, visto che l'ultima Conferenza Governativa risale ormai al 2009.

“I proclami di guerra lanciati nei giorni scorsi dal Ministro degli Interni sulla canapa – scrive il Forum Droghe - anche quella senza alcuna capacità ‘drogante’, e contro i movimenti e le associazioni che lottano per una diversa politica sulle droghe sono scomposti nei modi, ignorano le evidenze scientifiche e decenni di esperienza sul campo, e servono solo a coprire l'ipocrisia di chi vuole continuare le inutili, inefficaci e dannose politiche proibizioniste. Regolamentare non significa promuovere in modo indiscriminato il consumo, che anzi diminuisce soprattutto tra i più giovani nei Paesi che hanno legalizzato l'uso della cannabis, ma scegliere un approccio che riporti nella legalità i consumi normalizzati di milioni di italiani, che tuteli la salute favorendo un uso consapevole e promuovendo la riduzione dei danni e dei rischi”.

Il divario tra le domande che il fenomeno dei consumi di droghe oggi pone alla politica e le risposte conseguenti si va facendo drammatico. “Nel linguaggio del populismo penale e securitario dominano risposte repressive e patologizzanti, a carico di milioni di giovani e cittadini, quelle stesse risposte che a anche livello globale hanno da tempo dimostrato fallimenti e aumento dei danni, individuali e sociali”, continua il Forum.

“Lo spazio che i mass media continuano a riservare alle questioni connesse con le droghe, segue la vecchia logica della rappresentazione del demone della droga, rigorosamente al singolare, rinunciando a fare un'informazione seria e a promuovere una riflessione critica”, aggiunge.

Intanto, lo spazio delle politiche del welfare si va sempre più restringendo. “Proprio mentre vengono lanciati allarmi quasi quotidiani sui consumi, nulla sappiamo dei Livelli Essenziali di Assistenza per la Riduzione del Danno, una politica e un sistema di interventi che questi allarmi possono e sanno contrastare e gestire”.

Quella che oggi Salvini e il governo vuole rilanciare, “è una guerra che dura da 30 anni. 30 anni di fallimenti, di sofferenze non necessarie, di danni evitabili. Una guerra alla droga fallimentare ma altamente pericolosa per il clima di tensione da caccia alle streghe che ripropone.Oggi come non mai è necessario promuovere un grande momento di riflessione e proposta sulle politiche sulle droghe in Italia e nel mondo”.

“Per questo siamo impegnati -   con tutte le realtà della Società Civile italiana interessate, con le organizzazioni dei consumatori e con gli operatori del settore - nella costruzione di una grande Conferenza Nazionale sulle politiche sulle droghe”, conclude il Forum. La nota è stata approvata anche da LILA, CILD, Comunità San Benedetto al Porto, ITARDD, ItanPUD, CGIL, Società della Ragione, Gruppo Abele, Comitato Esecutivo di Encod.

 

Il 13 maggio è stata presentata a Oslo la mappa (https://rainbow-europe.org/) sui diritti LGBTI di ILGA-Europe in occasione di IDAHOBIT, la giornata mondiale contro omo-transfobia, bifobia e intersexfobia che sarà celebrata in tutto il mondo il 17 maggio.

Per la prima volta in 10 anni alcuni paesi stanno retrocedendo: tra questi la Polonia, che ha iniziato a negare l'accesso alla procreazione assistita alle donne single, la Bulgaria, che ha reso più difficile cambiare i documenti per le persone trans, l'Ungheria e la Turchia – dove è a rischio la libertà d'espressione e associazione, oltre che la sicurezza degli attivisti – la Serbia e il Kossovo, che non hanno rinnovato le loro strategie nazionali per le pari opportunità, e anche l'Italia che scende al 34° posto insieme all'Ucraina.

Per quanto riguarda l'Italia, pesa il fatto che non è stata rinnovata la strategia nazionale dell'UNAR  contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e identità di genere e il maggior peso che l'indice di ILGA-Europe (https://rainbow-europe.org/) quest'anno dà ai diritti delle persone trans e intersex e alla protezione dall'omo-transfobia. Questi cambiamenti restituiscono un'immagine più accurata di quello di cui le persone LGBTI hanno realmente bisogno e di ciò che impatta maggiormente sulle loro vite.

"L'Italia è ben lungi dall'essere tra i Paesi che hanno mostrato la capacità di ampliare il loro orizzonte per abbracciare la visione di eguaglianza necessaria alle persone LGBTI e tradurla in concreti provvedimenti legislativi e amministrativi. Anzi, le affermazioni discriminatorie di alcuni rappresentanti del governo fanno temere ulteriori passi indietro, come peraltro già accaduto con il decreto voluto dal Ministro dell'Interno che impone l'utilizzo, nelle carte d'identità elettroniche dei figli minorenni, delle parole "padre-madre" in sostituzione della parola "genitori"", dicono le associazioni firmatarie di questo comunicato.

Se da un lato la stagnazione e il peggioramento della condizione delle persone LGBTI in Europa risulta evidente dall'indice di ILGA-Europe (https://rainbow-europe.org/), alcuni governi, come il Lussemburgo e la Finlandia hanno dimostrato una chiara capacità di leadership nel 2018.

Un'ottima legge sul riconoscimento del genere basata sul principio di autodeterminazione e un'esaustiva strategia nazionale contro le discriminazioni e per le pari opportunità hanno permesso al Lussemburgo di balzare dal ventesimo al terzo posto della graduatoria di ILGA-Europe (https://rainbow-europe.org/), dopo il Belgio e Malta, che rimane saldamente in testa alla classifica per il quarto anno consecutivo. All'estremo opposto si trovano invece Armenia, Turchia e Azerbaigian.

Evelyne Paradis, direttore esecutivo di ILGA-Europe, dichiara: "Nell'attuale clima sociale e politico sempre più polarizzato, le leggi e la loro implementazione sono spesso le ultime linee di difesa per le comunità LGBTI. Ecco perché abbiamo bisogno che le classi dirigenti nazionali ed europee raddoppiano gli sforzi per garantire l'uguaglianza per le persone LGBTI sia nella legge sia nella pratica politica".

 

Oggi una cinquantina di soci e simpatizzanti di Amnesty International e altri attivisti per i diritti umani ha presentato un esposto a un tribunale di Tel Aviv per chiedere che il ministero della Difesa revochi le licenze all'esportazione in favore dell'azienda israeliana NSO Group, i cui software di sorveglianza sono stati usati per attaccare difensori dei diritti umani in vari paesi. 

I ricorrenti sostengono che il ministero della Difesa ha messo a rischio i diritti umani consentendo alla NSO Group di continuare a esportare i suoi prodotti.  Nell'agosto 2018 un impiegato di Amnesty International era stato attaccato da un software particolarmente aggressivo chiamato Pegasus, chiamato in causa per altri attacchi ad attivisti e giornalisti in Arabia Saudita, Messico ed Emirati Arabi Uniti. 

"La NSO Group vende i suoi prodotti a governi noti per violare gravemente i diritti umani, mettendoli in grado di sorvegliare attivisti e critici. L'attacco ad Amnesty International è stato il colpo finale", ha dichiarato Danna Ingleton, vicedirettrice di Amnesty Tech. 

"Il ministero della Difesa israeliano ha ignorato le sempre più numerose prove sul collegamento tra la NSO Group e gli attacchi ai difensori dei diritti umani. Fino a quando prodotti come Pegasus saranno commercializzati senza adeguati controlli, i diritti e l'incolumità del personale di Amnesty International e di attivisti, dissidenti e giornalisti nel mondo saranno in pericolo", ha aggiunto Ingleton. 

L'azione legale fa parte di un progetto portato avanti insieme all'Istituto Bernstein per i diritti umani e la giustizia globale della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di New York, che sollecita giustizia per i difensori dei diritti umani attaccati da software malevoli. 

"Prendere di mira i difensori dei diritti umani per il loro lavoro usando strumenti digitali intrusivi di sorveglianza non è consentito dal diritto internazionale. In assenza di controlli legali più robusti, l'industria dello spionaggio consente ai governi di aggirare i diritti alla privacy, alla libertà d'opinione e alla libertà d'espressione", ha dichiarato la direttrice della Facoltà Margaret Satterthwaite.  "Il governo israeliano deve revocare le licenze all'esportazione in favore della NSO Group, non consentendo ulteriormente a quest'azienda di trarre profitti dalla repressione di stato", ha aggiunto Satterthwaite. 

Legacoopsociali partecipa alla terza edizione della Biennale della Prossimità a Taranto. Il 16 e 17 maggio sono in programma due proiezioni e dibattiti nell’ambito del progetto “Nuove Visioni” – Per un festival del cinema della cooperazione sociale.

Giovedì 16 alle ore 20, al Palazzo Galeota di via Duomo in pieno centro storico, ci sarà la proiezione del cortometraggio “Questo è lavoro” prodotto dal Consorzio Parsifal di Frosinone e dopo seguirà un dibattito con il presidente di Parsifal Daniele Del Monaco, il regista del corto Federico Caponera, la responsabile di Generazioni Legacoop Katia De Luca e Valerio D’Ancona di coop sociale Si può fare.

Venerdì 17 alle 21, sempre al Palazzo Galeota, si terra la proiezione del film “Al massimo ribasso” prodotto dalla cooperativa sociale Arcobaleno di Torino. Prima del film ci sarà un breve dibattito con il presidente di Arcobaleno Tito Ammirati, la presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni e Massimiliano Maggio di Legacoop Puglia.

“Organizzarsi con nuovi modi di parlare – dichiara Eleonora Vanni - valorizzare il lavoro dei cooperatori e delle comunità nelle quali operano raccontando storie per immagini; una scelta comunicativa intesa come allargamento delle relazioni e muova progettualità per essere meglio ascoltati e conosciuti nella pratica dei valori cooperativi”.

La Biennale

Dopo Genova nel 2015 e Bologna nel 2017, con più di 500 esperienze di Prossimità raccontate e 1000 partecipanti ospitati, la Biennale guarda a Sud e sceglie Taranto con 3 giornate in cui operatori e cittadini potranno incontrarsi, parlarsi, vivere insieme esperienze di scambio e di animazione territoriale, sperimentando linguaggi diversi: dal racconto all’arte, dall’approfondimento culturale alla convivialità. - spiega Daniele Ferrocino, uno dei quattro co-direttori della Biennale della Prossimità - è un luogo capace di raccontare tutte le contraddizioni del SUD; la ricchezza dei paesaggi, della storia e della cultura fanno da sfondo a livelli di povertà e disoccupazione preoccupanti soffocati da uno sviluppo industriale fallito di cui l’Ilva è un simbolo. Ma Taranto ha saputo reagire ed è divenuta nel tempo terreno fertile per tante esperienze locali di partecipazione civile e comunitaria, colma di “casi di Prossimità”, costruiti per dare risposte al bisogno di benessere dei cittadini.

Taranto si sta preparando ad accogliere la nuova Biennale con un “gruppo locale” che aggrega centinaia di cittadini e decine di organizzazioni, in pieno stile Biennale. La caratteristica di questo evento è, infatti, l’essere costruito con un meccanismo partecipativo e aggregativo; dopo la pausa estiva cittadini, Istituzioni, Terzo settore e tutti gli altri attori che lavorano sulla prossimità potranno iscriversi, contribuendo così in maniera creativa e libera alla Biennale, arrivando a Taranto da tutta Italia.

Per tutte le info la pagina ufficiale su Facebook @BiennaleProssimita o il sito www.prossimita.net

 

 

 

San Giovanni a Teduccio contro l'abbandono. Partirà giovedì 16 maggio alle ore 10 da Vico II Villa, nei pressi del Parco Troisi, e terminerà al Parco Teodosia, la marcia popolare "Io non ci sto...all'abbandono", manifestazione organizzata contro lo stato di abbandono che vive il quartiere da anni è a cui stanno lavorando da oltre due mesi la Rete Napoli Zeta, l'IC Vittorino da Feltre, la Parrocchia San Giuseppe e Madonna di Lourdes. 

L'omicidio del 9 aprile scorso è solo l'apice di una escalation criminale che va avanti dal dicembre del 2017. È da più di un anno, infatti, che scuole, associazioni e parrocchie del quartiere non hanno mai smesso di denunciare l'abbandono perpetrato da tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, del nostro territorio. Quella del 16 maggio è una seconda edizione del corteo "Io non ci sto" dell'anno scorso e vuole diventare un appuntamento fisso di ritrovo di tutta la parte sana del quartiere e della città. 

«A circa un anno di distanza dalla prima edizione della marcia "Io Non Ci Sto" ci ritroviamo a marciare per le strade di San Giovanni a Teduccio per ribadire che esiste una parte sana del quartiere che non si arrende al degrado e all’abbandono», dichiara Valeria Pirone, preside dell'Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre.

«Gli ultimi gravissimi fatti di cronaca nera ci spingono ora più che mai a rivendicare i nostri diritti negati. Invito tutta la cittadinanza a marciare con le scuole le associazioni e le parrocchie il 16 maggio - conclude Pirone -, perché la rinascita del quartiere è possibile con la partecipazione di tutta la città». 

«In questi due anni di attività di rete Zeta nonostante i numerosi incontri, richieste e battaglie, ad eccezione delle sole forze dell'ordine che nonostante gli affanni hanno dato la loro risposta, le istituzioni di ogni livello hanno disatteso tutte le aspettative - dichiarano gli attivisti della rete Zeta -. Il livello dei servizi è lo stesso, se non peggiorato. Il 16 maggio diciamo ancora una volta basta all'abbandono, basta alla camorra e un forte sì alle politiche sociali, al lavoro alla rigenerazione del territorio e all'aggregazione delle comunità».

«Per questo chiediamo - concludono - un appello agli abitanti di tutta la città, e in particolare delle periferie come la nostra, a partecipare, a sostenere lo sforzo di associazioni, comitati, parrocchie di Napoli Est per liberarsi dalla cappa che opprime il nostro territorio». 

Aderiranno: IC 68 Rodinò, SMS Solimena, IC 47 Sarria Monti, IC Scialoia Cortese, il 69° circolo Didattico Santa Maria del Pozzo, LC Don Milani, Ipseoa Cavalcanti.

 

 "La leva obbligatoria nell'Italia di oggi sarebbe un freno alla creatività e all'intraprendenza dei giovani". È molto chiaro Vincenzo Spadafora, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'intervista concessa a Comunicare il Sociale, il mensile del Csv Napoli che si occupa di terzo settore e volontariato.

Spadafora prende, dunque, posizione netta su una tematica che, di recente, era stata rilanciata dalla Lega ed in particolare proprio dal ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini: "Smettiamola con questi rimandi ai tempi che furono", dichiara Spadafora.

Il Sottosegretario, invece, difende il servizio civile: "La società degli adulti ha il dovere di fornire ai giovani uno strumentario idoneo a dare prima forma e poi consistenza ai propri sogni; in questo, il servizio civile universale – quale primo contatto con il mondo dei grandi – mi sembra un percorso molto più efficace". Nella sua intervista, Spadafora si sofferma anche sul volontariato e le sue prospettive nel Paese.

 

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Giugno 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30