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Venerdì, 20 Settembre 2019

La vice presidente Elena Gatteschi, la Presidente Grazia Faltoni e il Direttore generale Paolo Peruzzi hanno presentato nei locali del Cas Tortaia di Arezzo, il bilancio Koinè 2018, definito “uno dei migliori” della venticinquennale storia della cooperativa sociale.

È stato approvato dall’Assemblea dei soci. I dati salienti: il fatturato 2018 ha sfiorato i 21 milioni di euro. Negli ultimi dieci anni questa cifra è aumentata del 58%. Gli occupati sono adesso 676 con un più 203 nell’ultimo decennio. Quelli complessivi della Rete Koinè superano i 1.300. Gli investimenti, nel triennio 2016/2018, sono stati pari a 6,8 milioni di euro: una cifra che è stata capace di attivare servizi per 430 utenti. Nell’insieme, gli investimenti realizzati hanno generato 178 posti di lavoro e offerto alle persone risposte di qualità, accessibili e pienamente integrate nel sistema di offerta pubblico. Lo sforzo prodotto è stato possibile perché, in tutti questi anni, le risorse generate dalla gestione sono state trattenute proprio per poter poi sostenere piani di sviluppo per l’innovazione e creare lavoro.

Il bilancio Koinè è stato l’occasione per un confronto con il sistema economico e istituzionale. Il Direttore della Camera d Commercio di Arezzo e Siena, Giuseppe Salvini, ha sottolineato che “la triplicazione degli occupati in 10 anni e i 1.300 addetti della Rete Koinè sono dati straordinari. Negli stessi 10 anni, il mondo e l’Italia sono infatti andati diversamente. Dal 2008 l’Italia è sotto 4 punti di PIL. Il sistema paese arretra e, nella provincia di Arezzo, i suoi effetti negativi sono mitigati da esportazioni e turismo”. Altro elemento di particolarità di Koinè è la stabilità e la tipicità dei contratti di lavoro che sono quasi la totalità, a fronte di un dato generaleper i nuovi contratti a livello territoriale che annunciano il 70% di lavoro dipendente, di cui, però, solo il 18% a tempo indeterminato. Salvini ha definito Koinè “un’eccezione in un quadro di grave situazione economica per fatturato, occupazione, tipicità dei contratti, clima aziendale”.

Una valutazione su Koinè è venuta anche da Daniele Bernardini, imprenditore che ha conosciuto la cooperativa sociale nel corso dei suoi mandati di Sindaco di Bibbiena: “professionalità, concretezza, passione e radicamento nel territorio sono gli elementi che caratterizzano Koinè. La cooperativa ha dimostrato di essere capace a sopperire, nella progettazione e nella gestione dei servizi, alle carenze del sistema pubblico. A Bibbiena abbiamo creato insieme centri per l’infanzia e per disabili che sono fiori all’occhiello per la nostra comunità”.

Sui 25 anni di Koinè è intervenuto anche l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli: “l’esperienza di questa cooperativa sociale è anticongiunturale per quantità e qualità. Quando la crisi ha picchiato duro, Koinè è riuscita ad aumentare l’occupazione e a mantenere stabile la sua qualità. Altra particolarità di Koinè è il non accontentarsi, il voler fare sempre meglio avendo al centro il lavoro quale valore e dignità della persona. Fondamentale è la sua scelta di innovazione e di stimolo costante nei confronti delle istituzioni. Koinè non si è mai arresa all’abitudine e si conferma costruttrice di coesione sociale”.

Roberto Negrini, Presidente Legacoop Toscana, ha evidenziato la capacità di Koinè di “chiedersi cosa accadrà domani pur in presenza di dati economici e occupazionali molto positivi. Domandarsi quale sarà il futuro è l’unico metodo perché il futuro ci trovi ancora in piedi. La formula Koinè un esempio per la cooperazione italiana”.

Su proposta del Direttore Paolo Peruzzi, l’assemblea dei soci Koinè ha deciso di destinare 10mila euro quale contributo al fondo per l’annunciata costituzione della cooperativa tra i lavoratori dell’azienda Bekaert di Figline Valdarno.

 

Dal 5 al 7 luglio i Mondiali Antirazzisti organizzati dall’Uisp si terranno a Riace, in Calabria, città nota per aver saputo promuovere esperienze di integrazione e rilancio del territorio. I Mondiali Antirazzisti, una delle maggiori manifestazioni di sport sociale che si svolgono in Italia, sono nati in Emilia Romagna venti anni fa e col tempo la loro forumula si è sviluppata in tutta Italia ed oggi sono diventati un Almanacco di iniziative Antirazziste che l’Uisp promuove in decine di città.

Per tre giorni verrà organizzato a Riace un torneo di calcio con partite non stop: il fischio d’inizio verrà dato alle ore 15 di venerdì 5 luglio. Inoltre, si svolgeranno tornei di pallavolo, basket e beach rugby. Parteciperanno 50 squadre in rappresentanza di cooperative sociali, associazioni, tifosi, migranti e richiedenti asilo. Da Bologna è prevista la partenza di quattro autobus, con squadre degli Avvocati di strada, di Piazza Grande, e tante altre esperienze sociali da Matera a Ferrara. Inoltre ci saranno società sportive del territorio, da Villa San Giovanni, Catanzaro, Soverato, Reggio Calabria ma anche dalla Sicilia. Inoltre, parteciperanno squadre dagli Sprar (Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo organizzati dagli enti locali) di Girifalco, Gasperina, Catanzaro-Squillace e San Sostene.

Alle 21 di venerdì 5 luglio si terrà, presso l’anfiteatro di Riace, un incontro con tutte le squadre, con musica e interventi. Le fasi finali si terranno domenica mattina 7 luglio con termine dei tornei e premiazioni alle 13.

“La manifestazione rappresenta un’occasione di incontro tra territorio, sport e migranti in nome dei valori universali di accoglienza e inclusione - ha detto Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, durante la presentazione che si è svolta oggi a Rimini nel corso del Web Marketing Festival - sport sociale significa valorizzare il territorio e creare opportunità di nuove relazioni e di sviluppo. L’Uisp nasce insieme alla Costituzione, abbiamo sempre avuto una posizione molto chiara all’interno del sistema sportivo, accompagniamo la pratica sportiva ad un’idea di mondo, di comunità: per noi lo sport è un diritto di tutte le persone per creare socialità e superare le discriminazioni”.

“I Mondiali Antirazzisti hanno finalità importanti - ha detto nel corso della presentazione Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace - il significato di questa iniziativa è la fraternità, creare legami umani e intrecciare relazioni. Tre giorni sono un attimo però sono utili per contrapporsi ad un’idea di società che vuole fare delle barriere e delle divisioni la propria ragion d’essere, per questo è un’iniziativa straordinaria”.
GUARDA IL VIDEO della diretta Facebook della conferenza stampa

Alla presentazione hanno partecipato anche Carlo Balestri, responsabile politiche internazionali Uisp, e Cosmano Lombardo, founder e CEO di Search on Media Group e ideatore del Web Marketing Festival, in corso di svolgimento a Rimini.

 

Torna “Aperti per ferie” la campagna estiva promossa dall’Auser per aiutare gli anziani, soprattutto quelli che vivono da soli, ad affrontare con serenità i disagi dell’estate.

Le ondate di calore, i negozi chiusi, i servizi ridotti e il quartiere che si svuota  possono  rendere la vita di tutti i giorni  più difficile e faticosa da affrontare, soprattutto per le persone più fragili e sole. La ”bella stagione” rischia così di diventare sinonimo di solitudine e di accentuare il  senso di  isolamento.

La campagna “Aperti per ferie”  prevede una risposta articolata e diversificata che viene  incontro ad  esigenze di aiuto concreto, di compagnia e socializzazione: sedi associative aperte e climatizzate; attività di svago e intrattenimento; compagnia domiciliare; compagnia telefonica; consegna a casa della spesa o dei farmaci; accompagnamento per visite mediche o pratiche burocratiche.

Da Nord a Sud del Paese, nelle grandi città come in molti piccoli centri, sono numerosi i piani di “Emergenza Estate”  che vedono Auser protagonista con la sua  rete di volontari e il servizio di Telefonia Sociale  Filo d’Argento con il suo Numero Verde nazionale 800-995988.

Sul sito www.auser.it   per tutto il periodo estivo, sarà attiva  una sezione speciale  nella quale  trovare notizie utili per aiutare gli anziani e le loro famiglie ad affrontare con serenità l’estate. Sarà possibile scaricare e sfogliare “Aperti per ferie. Auser resta sempre con te”, una  Guida all’Emergenza Estate di facile e rapida consultazione che raccoglie tutte quelle informazioni utili per affrontare una calda estate, sicuri e sereni. Si rivolge agli anziani e spiega cosa è un eccesso di calore, quali sintomi procura, come affrontarlo, ma soprattutto come prevenirlo attraverso semplici accorgimenti. Fornisce inoltre indicazione pratiche sulle corrette abitudini alimentari da tenere durante il gran caldo e l’elenco dei  numeri  da contattare in caso di bisogno.

Si potrà inoltre  consultare e scaricare l’elenco in ordine alfabetico,  costantemente aggiornato,  delle iniziative promosse dai comuni e dal volontariato. Il servizio già sperimentato con successo negli ultimi anni, si è rivelato di grandissima utilità.

Presenta dal Nord al Sud Italia, le iniziative che le Amministrazioni locali e il  volontariato e le sue reti, realizzano per aiutare gli anziani ad affrontare i rischi legati alla  solitudine e agli effetti del caldo: call center, numeri verdi, monitoraggio degli anziani fragili, servizi a domicilio, attività  ricreative in centri climatizzati  e tanto altro ancora.

 

L’appello del presidente Enzo Costa

Il  presidente nazionale dell’Auser Enzo Costa ripropone anche quest’anno l’appello per dedicare qualche ora della settimana  a chi è  solo “perché aiutare gli altri fa bene”.

“L’estate è il periodo più difficile dell’anno soprattutto per gli anziani che vivono da soli -  sottolinea Costa- Basta poco per dare serenità ad un anziano solo, una telefonata, una visita a casa, una passeggiata da fare insieme. Ecco perché ci appelliamo alle persone di ogni età, chiediamo  di dedicare un po’di  tempo per essere al nostro fianco e portare un sorriso a chi è solo”.

Le persone si possono mettere in contatto con il numero verde nazionale del Filo d’Argento 800-995988, la loro richiesta verrà istradata alla sede Auser più vicina.

 

 

 

 

Il consiglio di amministrazione di Con i Bambini, soggetto attuatore degli interventi del Fondo per il contrasto della povertà minorile, istituito con la legge di bilancio 2016 e rinnovato con la legge di bilancio 2019, nella seduta del 20 giugno 2019 ha preso in esame il Rapporto al Parlamento presentato il 19 giugno dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La presentazione del rapporto 2018 ha costituito un’importante occasione di richiamo alle responsabilità delle istituzioni, delle forze politiche e sociali e dell’opinione pubblica su uno dei problemi più rilevanti per superare le diseguaglianze che si manifestano tra i minori e per lo sviluppo del nostro Paese. Occasione tanto più importante per la significativa presenza del Capo dello Stato e del Presidente della Camera dei Deputati che ha ospitato la presentazione del Rapporto.

Il consiglio di amministrazione ha tuttavia espresso “all’unanimità sorpresa e disappunto per la mancanza di qualsiasi riferimento, nell’intervento della Garante e nel testo del Rapporto predisposto, all’esperienza del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, promosso dalle Fondazioni di origine bancaria e dal Terzo settore e sostenuto dai Governi in carica dal 2016 ad oggi, che rappresenta una consistente ed innovativa esperienza”: dal punto di vista quantitativo (ad oggi sostenuti 270 progetti, quasi tutti avviati, che vedono impegnati oltre 6.400 organizzazioni fra soggetti di Terzo settore, istituti scolastici, amministrazioni pubbliche e che coinvolgeranno, a regime, oltre 400 mila minori), ma anche dal punto di vista qualitativo, con la concreta sperimentazione di processi che rafforzano le comunità educanti, che intrecciano la responsabilità e le competenze delle strutture pubbliche e del privato sociale, che affermano una modalità innovativa di verifica dell’impatto. Un processo che, tra l’altro, sta provocando una ripresa di attenzione sul tema in tutto il Paese ed animando nei territori un vasto dibattito culturale e politico.

Nelle 285 pagine del rapporto che danno conto, in diverse sezioni ed in modo molto articolato, di numerose iniziative assunte da diversi soggetti, “non c’è traccia di questo lavoro e neppure il riferimento alla norma (comma 250-bis della summenzionata legge di bilancio 2018) che proroga per un triennio il meccanismo di cofinanziamento e quindi gli interventi del Fondo”.

 

 

Ormai mancano pochissimi giorni al 28 giugno, giornata in cui si celebreranno i 50 anni dalla rivolta di Stonewall, e l'Onda pride, la grande mobilitazione dell'orgoglio organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni del movimento lgbti, si prepara a colorare il Paese con altri quattro cortei, che si aggiungono ai venti che hanno già manifestato nelle scorse settimane e che perciò segnano il giro di boa rispetto al traguardo delle quaranta manifestazioni, la cifra record di questo 2019.

Domani, quindi, sarà festa dell'orgoglio a Napoli, che dà appuntamento  alle 16 in piazza Dante; il Lazio Pride sfilerà invece a Frosinone, con partenza alle 15,30 da piazza Salvo D'Acquisto; per il Bologna Pride l'appuntamento è fissato per le 14,30 in piazzale Jacchia, all'interno dei Giardini Margherita; infine il Siracusa Pride inizierà la sua marcia alle 18 ai Giardini del Foro Siracusano.

"Questi quattro nuovi cortei arcobaleno -  commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay - segnano il giro di boa della nostra stagione dell'orgoglio e ci accompagnano ai festeggiamenti del 50esimo anniversario dei moti di Stonewall e al World Pride di New York del 30 giugno, già annunciato come la più grande manifestazione della storia. Sentiamo forte in questi giorni la connessione con le rivolte che cinquant'anni fa segnarono l'inizio della nostra mobilitazione. E, allo stesso modo, sentiamo il legame che queste giornate costruiscono tra i piccoli centri, le città che magari per la prima volta vengono attraversate dal Pride, e le metropoli in cui milioni di persone scendono nelle strade: nelle prime come nelle seconde l'orgoglio è un ingrediente fondamentale, perché costruisce coesione sociale e rafforza la cultura dell'accoglienza, di cui abbiamo tanto bisogno. I Pride, di questi tempi, sono la buona notizia: le immagini dei nostri cortei hanno il potere di consegnarci fiducia e ottimismo e di ridare forza alla nostra battaglia. In soli 50 anni la comunità lgbti ha prodotto una trasformazione straordinaria, è sotto gli occhi di tutti. Gli anni che verranno saranno altrettanto rivoluzionari, contro ogni avversità: questo è l'impegno che ci assumiamo ", conclude Piazzoni.

Info su www.ondapride.it

Qualche giorno fa i dipendenti dell'associazione di rappresentanza delle cooperative altoatesine Legacoopbund insieme ad alcune cooperative socie hanno partecipato ad un viaggio conoscitivo alla scoperta della variegata realtà di agricoltura sociale nella zona della pedemontana veneta.

Le diverse esperienze visitate sono legate da un unico filo conduttore: cercare di coniugare la produzione agricola e le attività ad essa connesse con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, con l’offerta di servizi socio assistenziali e con la tutela e valorizzazione del territorio.

Sotto la guida di Tommaso Simionato, educatore professionale e co-fondatore nel 2012 del Forum Agricoltura Sociale, è stato possibile incontrare diverse realtà e familiarizzare con altrettante pratiche di agricoltura sociale.

A Isola Vicentina è stata visitata la cooperativa sociale agricola “Il Cengio”, che fa inserimento lavorativo di persone con svantaggio attraverso la coltivazione biologica di ulivi, viti, mele, mais, e orticole, e la vendita diretta dei prodotti tramite gruppi di acquisto solidale.

Spostandosi a Sarcedo, l’imprenditore Osvaldo Tonello ha messo in piedi la società agricola “La Costa Fattoria Sociale”, abbinando alla produzione di vino con la DOC di Breganze, la formula ricettiva dell’agriturismo e del Bed & breakfast. In questa realtà si cerca di coniugare la ricerca di qualità nell’offerta, con la dimensione etica d’impresa, coinvolgendo attivamente nelle fasi di lavorazione persone con disabilità o in situazioni di svantaggio sociale, che oggi costituiscono la metà del personale.

Un altro modello interessante di agricoltura sociale è quello che si incontra a Marsan di Marostica presso la Fattoria asineria sociale “La Pachamama” che, come suggerisce il nome stesso ispirato alla cosmologia Andina, mette al centro il rispetto della terra e dell’ambiente e ne fa la condizione necessaria per instaurare una relazione rispettosa tra le persone che in questo ambiente vivono e lavorano. Nella fattoria è stata avviata nel 2006 una collaborazione con la cooperativa sociale “I Berici” che si occupa principalmente di disagio psichico. Dall’unione di queste competenze professionali hanno potuto strutturarsi diverse attività: la coltivazione in regime biologico, percorsi didattici con le scuole, trekking e passeggiate con asini lungo itinerari turistici, degustazioni dei prodotti coltivati e trasformati direttamente in loco.

Infine a Bassano del grappa l’esempio della fattoria sociale “Conca d’oro”, i cui immobili e fondo agricolo sono concessi dalla Fondazione “Pirani – Cremona”, e che ospita una comunità alloggio, un centro diurno, un ristorante e un fondo convertito in biologico, tutti gestiti da una cooperativa sociale con scopo plurimo, in cui si perseguono l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate ma anche l’offerta di servizi di tipo socio assistenziale, in una visione in cui per tutti c’è uno spazio di cura e di impiego.

Le realtà incontrate hanno mostrato come oggi assumano un ruolo sempre più importante i servizi che le imprese agricole possono offrire alle persone: il turismo ru­rale, l'agriturismo, le attività terapeutiche con animali, le fattorie didattiche, la vendita diretta di prodotti di qualità. La collaborazione fra le professionalità di imprenditori agricoli e operatori sociali ha mostrato ai cooperatori altoatesini in visita nel vicentino un nuovo modello di sviluppo territoriale, partecipativo e relazionale, in grado di perseguire una sostenibilità a tutto tondo: sociale, economica e ambientale, con ricadute positive su tutta la comunità territoriale di riferimento.

 

Diventa uno spettacolo teatrale una delle pagine più buie della Repubblica, la prima rappresentazione a Napoli nell ambito di “Estate a Napoli”; lo spettacolo è liberamente ispirato alla vicenda.

La produzione di  questa storia, che ovviamente per scopo teatrale è stata in parte, ma minimamente romanzata, è di "CantoLibre” blog cittadino non nuovo alla creazione di eventi, hanno collaborato a questo  progetto, Il Comune di Napoli, ed in particolare l’Assesorato alla Cultura, la C.G.I.L  e le cooperative sociali del Gruppo Gesco, attive soprattutto nel campo dell’immigrazione.

La storia narra, come fosse un documentario, i fatti di quei giorni, attraverso i racconti degli immigrati, il ruolo di un Comandante prigioniero delle norme che a orario continuo cambiavano, ora a Malta, poi in Libia, poi in Italia e infine sparpagliati come pacchi postali in alcuni Paesi europei compreso il Vaticano.

Tra gli attori spiccano le presenze degli attori Alan De Luca, conosciuto al pubblico soprattutto per la sua comicità e che lo vedrà questa volta impegnato in un ruolo drammatico. Un fiore all’occhiello la partecipazione di Francesco Iavarone da sempre in prima linea quando si tratta di partecipare a progetti sociali, e,oggi , quasi certamente uno dei più grandi interpreti vivente. Inoltre Kouadio Abraham Narcisse, Inoussa Sorgo, Yacoubou Ibrahim, Musa Mbalo, Jennifer Omigie, Saheed Kone, Régine Olga Sofo Magam, Lucia Sissa, Daniele Pallotta, Francesca Murru, e Pietro Juliano. 

La regia è della giovane regista Carmina Melania Tramite, oggi residente in Toscana. I testi, raccolti attraverso documenti, video e dichiarazioni sono di Vincenza Muto e Dan Tarantini, entrambi Blogger di CantoLibre.
Il debutto è fissato per Lunedì 24 Giugno  nel cortile del Maschio Angioino, alle ore 21

Giustizia e processi mediatici. La gogna pubblica accompagna drammatici casi di cronaca prima ancora che si esprima la magistratura. L’ultimo caso riguarda quello, drammatico, del professore Vincenzo Auricchio che si è tolto la vita mentre era agli arresti domiciliari per presunti abusi su due studentesse minorenni.

 

In un contesto sempre più spinto verso la forca penale e meno verso il garantismo alcune domande alla dottoressa Rosa Criscuolo (nella foto a sinistra) dell’associazione Luca Coscioni

Partiamo dal contesto. Oggi sembra che la ricerca di una morale forcaiola abbia preso il sopravvento, soprattutto per le persone più fragili. O no?

Il soggetto che sceglie di soccombere in realtà fugge dal dolore non dalla condanna che potrebbe anche non arrivare mai. Può aiutarci nell' introdurre la riflessione una famosa pellicola di Damiano Damiani in cui Nino Manfredi interpreta Gino Girolomoni. Questi venne accusato ingiustamente di essere il “mostro” di Roma, responsabile negli anni Venti dello stupro di sette bambine e dell'omicidio di cinque di loro. Nonostante fosse innocente, fu vittima di una campagna mediatica che lo indicò come sicuro responsabile su pressione del regime fascista che voleva accreditarsi come garante dell'ordine. Il caso del professore Auricchio potrebbe agganciarsi alla storia di un Girolimoni che sceglie il suicidio nell' epoca della macchina del fango dei social a causa di un errore giudiziario che coinvolge un innocente all'improvviso. Il “mostro” di Roma rappresenta un caso emblematico degli effetti perversi sulla pubblica opinione di una campagna giornalistica pilotata e accusatoria di carattere fascista. Questo uno dei motivi per cui è fondamentale difendere la pluralità dell'informazione. 

Le responsabilità: qual è il ruolo della magistratura in questo senso?

In realtà stiamo parlando degli effetti del processo mediatico che presuppone una doppia sofferenza per il soggetto costituita dal giudizio legale e da quello dell’opinione pubblica. Il diritto di cronaca giudiziaria dovrebbe prevedere l’introduzione di obblighi di integrazione/rettifica informativa che il giudice dovrebbe imporre ai media e indennizzi a carico dello Stato. Un altro problema non trascurabile e' la disposizione derogatoria dell'art 114 cpp, comma 7 sui " Divieti di pubblicazione " che ammette espressamente la pubblicabilità del contenuto di atti non pubblicabili.  

Dunque, introdurre misure rimediali a margine possono essere apprezzate come soluzioni in un ordinamento che voglia assicurare ai diritti fondamentali in rilievo una “tutela non illusoria e astratta, ma effettiva e concreta”. Chiaramente parliamo di un lavoro che dovrebbe coinvolgere intorno allo stesso tavolo più sensibilità facenti parte del mondo della magistratura e dell'avvocatura, dell'informazione e della politica. 

L'informazione continua a inseguire la pancia, punta sulla morbosità e il gossip. Segue la politica o viceversa? 

Questa risposta è assai impegnativa soprattutto in questo periodo in cui lo scandalo delle toghe potrebbe travolgere anche la vita di questo Governo. Seguo da spettatrice muta le vicende del "parlamento delle toghe" i cui scontri sono avvincenti e trascinano le sorti della politica dei palazzi romani. Concluderei nell' affermare che la politica che fa gossip non fa notizia. E quindi sono molto felice che Radio Radicale possa continuare a servire i cittadini offrendo il suo servizio pubblico in ottemperanza al diritto di informazione. Nono a caso  la corte, con la sentenza n. 420 del 7 dicembre 1994, dichiarò infatti che è necessario "garantire il massimo di pluralismo esterno, al fine di soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all'informazione".

 

“Occorre agire rapidamente per dare nuovo slancio all’attività economica ed imprenditoriale, premessa indispensabile per rimettere il Paese su un sentiero di crescita più solida”.

Ad affermarlo è Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop, commentando i dati diffusi oggi da Inps e Istat. “Pur in presenza di una dinamica ancora positiva dell’occupazione- sottolinea il Presidente di Legacoop- desta preoccupazione il forte incremento del ricorso alla cassa integrazione straordinaria (+ 35% in un anno), che segnala un’evidente condizione di difficoltà del sistema produttivo, già evidenziata dal dato di aprile del calo della produzione industriale; preoccupazione accresciuta dalla previsione Istat di un molto probabile calo del PIL nel secondo trimestre dell’anno”.

“A fronte di questo quadro - sostiene Lusetti - è necessario attivare rapidamente, nel rispetto della stabilità dei conti pubblici, tutte le misure in grado di ridare slancio all’attività produttiva, ad esempio abbassando il costo del lavoro stabile, incentivando i processi di innovazione e la formazione dei lavoratori, favorendo gli investimenti privati e pubblici, in modo da rimettere il Paese su un sentiero di crescita più solida”.

 

Una vera e propria “recessione demografica” sta colpendo l’Italia: a rischio il futuro di questo Paese che va verso la desertificazione. Ormai dal 2015, appare "significativa" e si sta traducendo in "un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d'Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un'epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell'epidemia di 'spagnola'". Così il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, presentando il Rapporto annuale. Per trovare una situazione comparabile occorre tornare indietro di circa un secolo.

"Secondo i dati provvisori relativi al 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita oltre 439 mila bambini, quasi 140 mila in meno rispetto al 2008". Lo rileva l'Istat nel Rapporto annuale, parlando del "declino demografico" o "recessione demografica" che sta colpendo l'Italia. D'altra parte il 45% delle donne tra i 18 e i 49 anni, qui i dati si fermano al 2016, non ha ancora avuto figli. Ma coloro che dichiarano che l'avere figli non rientra nel proprio progetto di vita sono meno del 5%.

I migranti sono fondamentali

"Non va ignorato che la crescita della popolazione italiana degli ultimi vent'anni è avvenuta unicamente grazie all'aumento della componente di origine straniera, una componente che al primo gennaio 2019 conta 5 milioni e 234 mila residenti pari all'8,7% della popolazione. Una numerosità di tutto rilievo superiore al numero degli abitanti di 9 dei 27 paesi dell'Ue". Lo dice il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, presentando il Rapporto annuale a Montecitorio.

Negli ultimi 10 anni una quota crescente di cittadini stranieri "ha alimentato il flusso dei nuovi italiani divenuti tali per acquisizione della cittadinanza" o per "il peso relativo delle cosiddette seconde generazioni, molte delle quali formate da ragazzi nati sul territorio italiano".

(Fonti: Ansa e Dire/Redattore Sociale)

 

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