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Lunedì, 17 Giugno 2019

L’astensione record, ormai strutturata in ogni tornata elettorale. Anche le elezioni europee ha avuto come primo protagonista il non-voto. Il 46%, quasi la metà degli elettori, non si è recato alle urne. Ma chi sono gli astensionisti? Dove vivono, cosa fanno? A queste domane ha risposto il sondaggio PoliticApp di Swg.

È il Mezzogiorno a detenere il boom del non voto rispetto alle Politiche 2018: quasi 3 milioni in più non andati al seggio. Per Nordovest, Nordest, Centro e Isole siamo sotto ai 2 milioni in più nel complessivo aumento degli astensionisti pari al 16,%, 9 milioni di persone.

A subire quest’onda è stato M5S. In un anno ha perso il 38% degli elettori che hanno rinunciato al voto. Seguono Forza Italia e Partito democratico. La Lega Nord è il partito ha subìto in minima parte con solo il 12%.

Per quanto riguarda il genere sono le donne ad aver scelto in modo maggiore di non votare (18%) mentre per le generazioni sono i millennials a starsene a casa (+19%).

Sull’appartenenza di reddito ceto medio e poveri rappresentano le fasce sociali che con il 18% hanno disertato maggiormente le urne dopo il 4 marzo 2018. Infine, a sinistra e al centro come area politica sono collocati gli elettori che non hanno trovato rappresentanza e quindi hanno scelto di astenersi.

Siamo di fronte a un quadro abbastanza chiaro che, da una parte sfiducia le aspettative dei 5 Stelle al governo, e dall’altro segnala la mancanza di un soggetto socialdemocratico o alternativo che può ottenere il consenso dell’elettorato di sinistra.

 

 

Poco dopo le 4 del mattino del 31 maggio la Bahri Tabuk sarebbe giunta nel golfo di Cagliari puntando verso il porto del capoluogo della Sardegna: la notizia è stata diffusa stamane da una nota della Rete Italiana per il Disarmo. Sarebbe quindi ormai confermato che il cargo 'Ro-Ro' con bandiera saudita farà una sosta inizialmente non dichiarata a Cagliari. "Il forte sospetto è che l'attracco ormai imminente significhi una nuova spedizione di bombe 'made in Sardegna' destinate alle forze armate saudite" scrivono gli attivisti.

La nave era partita dal porto di Marsiglia-Fos nella serata del 29 maggio dopo essere stata oggetto, durante la sua sosta francese, di proteste da parte di attivisti delle organizzazioni pacifiste e di dichiarazione di blocco da parte dei lavoratori portuali contro una qualsiasi ipotesi di carico di nuove armi (la nave dovrebbe avere gia' in stiva materiale d'armamento caricato nelle precedenti soste nordamericane).

"Per tutta la giornata di giovedì 30 maggio gli analisti di Rete Disarmo hanno seguito la navigazione della Bahri Tabuk, che ufficialmente era diretta ad Alessandria d'Egitto ma che ha iniziato a rallentare all'altezza della Sardegna. Il tutto suggeriva un attracco a Cagliari, a questo punto - ripetiamo - abbastanza confermato, per la notte/mattinata del 31 maggio con una tempistica che non pare essere del tutto casuale" si legge nel comunicato. "Già in passato (prime informazioni certe a partire dal 2016, cioe' a conflitto in Yemen già iniziato da oltre un anno) il cargo Bahri Tabuk è stato protagonista di soste in Sardegna per caricare ordigni prodotti a Domusnovas dalla RWM Italia. Secondo i registri navali consultati da giornalisti investigativi la Bahri Tabuk mancherebbe dalla Sardegna da metà 2018" ricorda la Rete Italiana per il Disarmo. Questa fa inoltre appello ad autorità, lavoratori portuali, società civile della Sardegna affinchè non venga caricato sul cargo saudita alcun tipo di materiale militare: "Non possiamo piu' continuare ad essere complici di bombardamenti indiscriminati che colpiscono i civili Yemeniti e contribuiscono alla maggiore catastrofe umanitaria attualmente in corso nel mondo" si legge nella nota.

"Le bombe di produzione italiana non devono essere piu' trasferite nell'area di conflitto, concretizzando una vendita che e' chiaramente contraria ai dettami e principi della norme nazionali (Legge 185/90), europee (Posizione Comune del 2008) e globali (il Trattato ATT) sull'export di armi. Facciamo appello in particolare ai lavoratori portuali di Cagliari affinche' seguano l'esempio recente dei colleghi di Genova e di altri porti europei rifiutando di prestare la propria opera a vantaggio di questo commercio sanguinoso" conclude il comunicato. 

 L'arrivo a Cagliari segue l'allarme per un altro porto, quello di Genova, dove sono previsti 5 attracchi fino al mese di agosto da parte di navi con armamenti bellici per il conflitto nello Yemen.

(Fonte: agenzia stampa Dire)

Ieri il Comune di Milano ha approvato l'ordine del giorno promosso da Antigone contro la dotazione del taser al corpo di Polizia Locale. Una possibilità introdotta dal Decreto Salvini su sicurezza e immigrazione per le città con oltre 100.000 abitanti. Milano diventa così la terza città dopo Palermo e Torino ad approvare un ordine del giorno in tal senso.

"Nelle settimane successive all'approvazione del DL Salvini – dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - abbiamo inviato a tutti i sindaci e i consiglieri delle città con oltre 100.000 abitanti una proposta di ordine del giorno affinché non si dotassero gli agenti della polizia locale di quest'arma potenzialmente letale, come ci dimostrano le esperienze dei paesi dove è già in uso".

Nella città lombarda questa proposta è stata raccolta dalla consigliera di Milano Progressista Anita Pirovano e condivisa dalla maggioranza e dal sindaco Belle Sala. Alla fine i voti a favore sono stati 22 sui 27 presenti al momento della votazione.

"Ringraziamo la consigliera Pirovano, il sindaco Sala e tutta la maggioranza consigliare. Siamo felici che Milano abbia deciso di essere una città no taser – dice ancora Gonnella. Ci auguriamo che anche le altre città seguano questo esempio e, ancor di più, che questo sia un segnale affinché sul taser in dotazione alle altre forze dell'ordine si possa tornare presto indietro. Certamente un segnale importante dalle grandi città italiane sta arrivando, anche in vista della possibile discussione del decreto sicurezza bis" conclude il presidente di Antigone.

 

In sede di esame del cosiddetto decreto legge “sblocca cantieri” le Commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato hanno approvato un emendamento che riguarda la videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità.

Al di là degli annunci e delle prime notizie, l’emendamento istituisce due fondi, uno per le scuole solo d’infanzia e uno per le strutture e contano ciascuno su una dotazione di 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni di euro per ognuno degli anni dal 2020 al 2024.

“In realtà non si tratta di nuove risorse – dichiara la Federazione Italiana Superamento Handicap (Fish) - un fondo storna e usa risorse destinate al Ministero dell’Istruzione, l’altro fondo preleva da risorse destinate al Ministero della Salute per l’ammodernamento delle strutture sanitarie. I fondi e le relative risorse sono ora attribuiti al Ministero dell’Interno”.

Nemmeno un euro potrà comunque essere speso prima dell’approvazione di una specifica norma (disegno di legge 897) che è ancora in discussione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; poi tornerà alla Camera.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap da tempo “ha avviato una accorata discussione al proprio interno a partire dal Congresso 2018 dal quale scaturì una mozione condivisa per la tutela delle persone con disabilità, in particolare intellettiva, nei processi di regolamentazione delle strutture socio-sanitarie con la quale si conveniva di farsi portavoce con le Istituzioni affinché si rendesse obbligatorio l’uso di telecamere di videosorveglianza in tutte le strutture ospitanti le persone con disabilità”.

Oltre alla videosorveglianza “è necessario ora intervenire per garantire la complessiva qualità dei servizi per l’abitare che devono sempre concorrere al compimento di alcuni essenziali diritti della persona con disabilità, quali il diritto ad un abitare dignitoso, anche in presenza di importanti limitazioni nelle attività o in assenza di sostegni familiari; il diritto a vivere significative opportunità ed esperienze di inclusione sociale, di autodeterminazione, di cittadinanza; a sviluppare relazioni interpersonali e forme di interdipendenza con la comunità locale e le sue istituzioni; ad esprimere e arricchire le proprie competenze e abilità sul piano fisico, intellettivo e relazionale; ad evitare l’emarginazione sociale e l’istituzionalizzazione; a ritardare per quanto possibile la perdita della propria autonomia”.

“Si adottino nuove regole – conclude la Fish - e nuovi standard per il funzionamento e per l’accreditamento istituzionale di quelle che oggi vengono chiamate strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali.”

Torna anche quest'anno 'Pensare migrante', il festival del pensiero migrante di Baobab Experience. Un pensiero veloce, condannato ai tempi lunghi e statici dalla burocrazia, un pensiero di speranza soffocato da rancori e paure, ma così forte e necessario che nessuno può arrogarsi il diritto di fermarlo.

Il pensiero migrante è biunivoco, positivo ma razionale, non riguarda il destino di chi migra ma di tutti noi, anche gli irremovibili. Da venerdì 31, come fanno sapere gli organizzatori in una nota, ci saranno tante occasioni per conoscere la sua forza oltre tutti i confini in cui è stata sminuzzata e costretta, ma soprattutto per informare, informarci e confrontarci. Si inizia da un tema caldo, le responsabilità di Eni e Shell nella devastazione ambientale del Delta del Niger; segue un omaggio a Jerry Masslo, il primo rifugiato, e a chiusura della prima giornata ci sarà la proiezione di 'Libre' di Michel Toesca, la storia del primo denunciato per solidarietà con i migranti, il contadino francese Cedric Herrou. Sabato sara' dedicato al report sui centri di detenzione in Libia e Niger con Medu, allo stato della cooperazione in Libano, alle speranze dei minori stranieri non accompagnati testimoniate nel film documentario di Mohamed Kenawi 'Il sogno dei minori e, per chiudere in bellezza la seconda giornata, alla presentazione dell'ultimo libro di Mauro Biani che seziona 'La banalità del ma' e della propaganda con le sue vignette sempre giuste, incalzato da Alessandro Gilioli.

E poi il Sudan, le testimonianze delle sofferenze di chi affronta la rotta balcanica in Bosnia, degli attivisti di Mediterranea Saving Humans e un collegamento radiofonico con Senegal e Guinea per ascoltare le voci di chi vorrebbe mettersi in viaggio e di chi l'ha fatto senza riuscirci. Il festival 'Pensare migrante' ospiterà anche mostre fotografiche e musica - con Dj set e live dei musicisti della Propaganda Live Band, dei Tetes de Bois, Kento e tanti altri artisti pronti a tradurre in musica, un sentimento comune di resistenza al brutto e alla staticità. Stand di artigianato solidale e delle associazioni per i diritti, ristorante etnico e molto altro ancora, alla Cae di Testaccio che per tre giorni si trasfoermerà - concludono gli organizzatori - in luogo sottratto all'indifferenza, alla propaganda e al razzismo. 

(Fonte: agenzia Dire)

La passione per le biotecnologie si scopre tra i banchi di scuola: Fondazione Amgen, grazie al supporto offerto al programma internazionale Amgen Biotech Experience (ABE), entra nelle classi delle scuole superiori per favorire l’interesse e l’entusiasmo per la ricerca in ambito scientifico e biotecnologico. Si tratta, infatti, di un programma internazionale di formazione sperimentale sulle biotecnologie che aiuta gli studenti a comprendere meglio la scienza e come questa influenzi la loro vita quotidiana. L'iniziativa di laboratorio in classe offre agli insegnanti formazione professionale, materiali didattici e attrezzature per la ricerca in aula con l’obiettivo di far immergere gli studenti nei concetti e nelle tecniche utilizzate dagli scienziati per scoprire e sviluppare farmaci.

In questo modo gli studenti sono inseriti in un vero e proprio percorso scientifico, conoscono il fascino della ricerca di laboratorio e si immedesimano nelle esperienze che ogni giorno vivono i ricercatori professionisti: situazioni complesse e imprevisti sperimentali, le molteplici variabili, una rigorosa spiegazione dei risultati in base alle evidenze, il riconoscimento di un errore, il confronto dei propri risultati con quelli degli altri e la definizione di nuove domande di ricerca.

Secondo Maria Luce Vegna, Direttore Medico Amgen Italia: “Amgen è un’Azienda che si spinge oltre le frontiere più avanzate della medicina, grazie alla visione di ricercatori che hanno interpretato le biotecnologie in modo innovativo. Ecco perché è importante che Fondazione Amgen investa nella formazione delle giovani generazioni. Amgen Biotech Experience è uno dei programmi di successo offerti agli studenti delle scuole superiori per ispirare i ricercatori di domani”.

In Italia la Regione capofila del programma è la Campania che, con 17 scuole, può vantare il maggior numero di istituti coinvolti, anche grazie alla stretta collaborazione avviata dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Napoli Federico II con il provider di ABE in Italia, l’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN).

Tra le scuole campane coinvolte durante l’anno scolastico 2018 – 2019, l’Istituto Superiore Statale Pitagora di Pozzuoli è sicuramente uno dei più attivi nella provincia di Napoli: i suoi insegnanti di scienze e gli studenti della terza classe del Liceo Scientifico hanno aderito al programma formativo ABE vivendo un’esperienza unica nel suo genere che oggi, grazie all’organizzazione di un Open Day, è stata ripercorsa nelle sue tappe principali e raccontata attraverso la presentazione dei risultati raggiunti.

"Gli studenti – sottolinea Anna Pascucci, Presidente ANISN e Direttore dell’ABE Site Italy – hanno accolto con entusiasmo la possibilità di sperimentare in prima persona, a scuola, attività di laboratorio di ricerca biotecnologica, apprezzandone il valore e mostrando grande interesse per questa modalità assolutamente innovativa di insegnare le Scienze a scuola”. “La formazione degli insegnanti dell’ISS Pitagora – spiega poi la Professoressa Pascucci – è stata svolta presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi Federico II di Napoli dallo staff dell’ABE Site Italy costituito da esperti IBSE (Inquiry Based Science Education) dell’ANISN, coordinatore del programma in Italia e da scienziati. Il corso ha coniugato attività sperimentali e formazione metodologica, approfondimenti scientifici e riflessioni sulla natura della scienza”.

Fondazione Amgen sostiene a livello economico il programma ABE da oltre 30 anni negli Stati Uniti. Nel 2017 il programma è stato avviato anche in Cina, Canada, Australia, Singapore e in cinque Paesi europei, tra cui l’Italia. Si stima che a livello globale, nel 2020 ABE avrà coinvolto circa 900.000 studenti di scuole secondarie di 20 paesi del mondo.

ABE Site Italy è realizzato grazie alla cooperazione tra ANISN e Università Federico II di Napoli e si fregia di gemellaggi di prestigio con l’ABE site Massachusetts, Harvard University (U.S.A.) e l’ABE France presso l’Ecole Normale Superieure di Parigi. Il corso di formazione ABE è organizzato in due fasi: una di formazione in presenza dei docenti di scienze selezionati tramite una call pubblica sulla piattaforma del MIUR e una di sperimentazione obbligatoria con gli studenti a scuola. L’ABE Site Italy offre gratuitamente risorse didattiche e strumenti in comodato d’uso necessari per la sperimentazione a scuola, previa verifica dell'esistenza di un laboratorio scientifico sufficientemente attrezzato presso l’istituzione scolastica ospitante e il rispetto di tutte le norme di sicurezza.

In Italia, nell’ultimo triennio, Fondazione Amgen ha destinato contributi per oltre 500.000 euro ai diversi programmi indirizzati allo sviluppo e alla diffusione della cultura scientifica. Amgen Biotech Experience, presente in Italia dal 2017, ha coinvolto oltre 2.500 studenti di 8 regioni italiane.

 

“Una mobilitazione di tutti gli attori coinvolti per assicurare un’attenta analisi della congruità dei prezzi presentati nel bando di gara, in un’ottica di preservazione di qualità e occupazione, e la convocazione immediata di più tavoli di confronto tra imprese, sindacati e Comune di Roma per monitorare costantemente l’andamento della gara e valutare tutte le correzioni necessarie per non mettere a repentaglio i servizi delle mense scolastiche del Comune”.

Queste le proposte di Legacoop Produzione e Servizi a seguito dell’attuale esito del bando di gara per i servizi di ristorazione scolastica del Comune di Roma.

L’impostazione del bando di gara del Comune richiede maggiore qualità, unita però ad una base d’asta che non tiene conto dell’aumento del personale dovuto all’integrazione delle mense degli asili nido, oltre al mancato inserimento, all’interno del capitolato di gara,dell’elenco del personale attualmente impiegato presso molte autogestioni del Comune di Roma.

Come Legacoop Produzione e Servizi ha avuto modo di denunciare già in passato, l'utilizzo di una formula per l’aggiudicazione del punteggio economico che premia lo sconto sul ribasso economico, e non la qualità, non permette la competizione tra le imprese sulla capacità imprenditoriale. In sostanza, una gara al massimo ribasso, che avrà come conseguenza un probabile abbassamento della qualità e della quantità dei pasti forniti ai bambini delle scuole e la non certezza del mantenimento di tutti i posti di lavoro.

L’effetto più negativo,a causa dal ritardo con cui il Comune di Roma ha gestito la verifica delle offerte, è la durata dell’appalto di un anno soltanto, con il rischio di vedere vanificati gli investimenti necessari all’avvio del servizio, oltre ai disagi che continui cambi di gestione arrecano a scuole e studenti.

L’Associazione evidenzia inoltre il paradosso incomprensibile cui si sta assistendo in queste ore: la preparazione da parte del Comune di una nuova gara senza aver ancora assegnato quella attuale!

Il sistema d’imprese rappresentato da Legacoop Produzione e Servizi, insieme ad altri, ha reso le mense scolastiche italiane un punto di riferimento europeo per qualità di cibi forniti e per l’ottimo servizio reso alla comunità, anche attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori scolastici, studenti e genitori compresi. Risultati ed alti livelli raggiunti anche a seguito di importanti investimenti da parte delle imprese, che rischiano di essere vanificati da una gestione approssimativa da parte del Comune di Roma.

“Continuiamo a condannare le gare d’appalto nelle quali il fattore prezzo assume un peso predominante rispetto ai fattori qualitativi, in particolare per un utilizzo delle formule che premiano lo sconto- conclude Legacoop Produzione e Servizi -. Ribadiamo la nostra apertura al dialogo con l’Amministrazione comunale al fine di trovare le soluzioni più utili ad evitare un disastro annunciato e consentire il mantenimento degli alti standard qualitativi a beneficio soprattutto degli studenti delle scuole elementari coinvolte”.

 

Un fanale “salvavita” collegato allo smartphone che agevola i soccorsi in caso di incidente in bicicletta, un dispositivo per monitorare i flussi di persone negli spazi aperti al pubblico, la produzione di una “chips” di lumaca e di principi attivi per uso cosmetico e farmaceutico, il recupero di un complesso rurale “dimenticato” da destinare ad attività agricole, artistiche, culturali e sociali.

Sono le 4 idee vincitrici (anziché 3 come inizialmente previsto dal bando) della seconda edizione di Smart and Coop, il bando promosso da Fondazione CR Firenze e Legacoop Toscana per accompagnare la nascita di nuove cooperative di giovani under 35.

Il 1° team classificato è AEquilibrium che riceverà un contributo di 15mila euro, 2° posto ex aequo per G-Move e Helix Felix (10mila euro ciascuno) e 3° posto per I Diavolacci (5mila euro). I 4 progetti finalisti sono stati selezionati dopo aver superato una gara di creatività (hackathon) e hanno preso parte ad un programma di accelerazione imprenditoriale di tre mesi verso la costituzione dell’impresa cooperativa, organizzato in collaborazione con Impact Hub Firenze e Università di Firenze. La novità di questa seconda edizione è stata poi l’esperienza di tre giorni presso Impact Hub Belgrado, volta al rafforzamento dei rapporti inter e intragruppo.

La proclamazione dei vincitori è avvenuta nei giorni scorsi a Firenze a Villa Bardini alla presenza di Donatella Carmi, vicepresidente della Fondazione CR Firenze, Jacopo Speranza, Presidente della Fondazione Bardini Peyron, Gabriele Gori, direttore della Fondazione CR Firenze, e di Roberto Negrini, presidente di Legacoop Toscana.

“La Fondazione crede nella forma cooperativa e crede che essa possa rappresentare una grande opportunità per i giovani - dichiara Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze - per questo siamo lieti di aver sostenuto questo progetto. Faccio i miei complimenti ai vincitori di quest’anno perché hanno saputo coniugare l’innovazione con l’originalità. Faccio i complimenti anche agli altri partecipanti, che ogni anno sono sempre più interessati a questa opportunità. Un grande in bocca al lupo a tutti”.

 “In due edizioni il bando Smart and Coop ha coinvolto circa 150 giovani che hanno presentato più di 40 idee innovative – afferma il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini – a dimostrazione del fatto che la cooperativa è un modello attraente per i giovani, che ne condividono i valori e i principi. Per questo è importante continuare il lavoro di promozione che abbiamo iniziato negli ultimi anni per rendere sempre più conosciuto questo modello tra le nuove generazioni”.

I Progetti

1° classificato AEquilibrium (Andrea Salti, Emiliano Suazo Paolilli, Davide Innocenti, Carolina Gritti)

La mobilità sostenibile attraversa un trend positivo: ma la sicurezza? AEquilibrium si propone come servizio integrato in grado di garantire un’esperienza sicura al ciclista amatore e professionista. Come? Aumentando la sicurezza, migliorando l’esperienza del ciclista, agevolando i soccorsi in caso di incidente (grazie alle funzionalità dello smartphone e del fanale rilevatore), raccogliendo i dati dell’attività in bici. Tra i potenziali fruitori ci sono cicloamatori, pendolari, professionisti, freerider mountain bike, rider del food delivery e non solo.

2° classificato: G-Move (Fabio Bersani, Marco Merlini, Marco Musumeci, Marco Giunti, Gabriele Coletti, Davide Nesi)

G-Move fornisce metriche per migliorare la fruibilità di spazi e servizi alle persone attraverso un sistema integrato di sensori, che permettono tra l’altro di rilevare la presenza di agenti atmosferici inquinanti. Consente il monitoraggio e la gestione dei flussi di persone negli spazi aperti al pubblico: potenzialmente interessati sono pertanto eventi (concerti, discoteche), centri commerciali, luoghi di lavoro, servizi pubblici (es. conteggio passeggeri e rapporto salita/discesa in tranvia).

2° classificato: Helix Felix (Daniele Maffi, Francesco Facchini, Giuditta Dani, Ilaria Esposito)

Un allevamento elicicolo (di lumache) finalizzato alla vendita diretta, alla realizzazione di un prodotto ad uso alimentare (una chips di lumaca) e in prospettiva alla produzione di principi attivi (bava di chiocciola) per la cosmetica e la farmaceutica, che vuole essere anche un’occasione di inclusione sociale e lavorativa per persone con disabilità. I potenziali clienti sono consumatori (vendita diretta, gruppi acquisto solidale, scuole, turisti, sagre, botteghe sostenibili, bio store e bistrò) e trasformatori per il mercato cosmetico e farmaceutico.

3° classificato I Diavolacci (Leonardo Bruschi, Francesco Bruschi, Lorenzo Ravvolgi)

Obiettivo del progetto è il recupero di Sant’Angelo a Vico l’Abate, complesso rurale “dimenticato” nel comune di San Casciano in Val di Pesa, per renderlo un luogo di collaborazione tra attività diverse: agricoltura, allestimento, arte, cultura e attività sociali. La futura cooperativa agricola si occuperà di coltivazione di prodotti (orticoli, floreali, oleari, viticoli e apicoli), trasformazione (piccolo frantoio, cantina di invecchiamento), vendita diretta, agricoltura sociale, allestimento e somministrazione agli eventi.

 

Liberamente tratto da “Un nemico del popolo” di H. Ibsen, “Il Popolo dell’Acqua” è il testo originale di Massimo Donati che sarà presentato venerdì 31 maggio alle ore 20 alla Sala Bausch del Teatro Elfo Puccini di Milano in forma di lettura scenica a cura della compagnia Teatri Reagenti, con Fabrizio Careddu, Claudia Facchini, Eva Martucci, Giacomo Rosselli, nell’ambito del progetto “AcquaInsieme”, promosso da BrianzAcque e Acli milanesi e nato con l’obiettivo di educare e sensibilizzare i cittadini ed i bambini di Milano e della Brianza alla cura dei beni comuni, accrescendo la conoscenza e l’attenzione della comunità sulle tematiche del consumo consapevole delle risorse e dell’impegno civico.

Il celebre dramma ibseniano, riscritto per l’occasione da Massimo Donati, utilizzando i toni della commedia, in questa lettura affronta, con comicità e intelligenza, il tema della gestione dell’acqua pubblica. 

Nella cittadina di Idreia la prosperità e lo sviluppo sono legati alla disponibilità di acqua, buona, pulita e a disposizione di tutti. Attorno ad essa si giocano gli interessi di un’intera comunità. Proprio questa, il Popolo dell’Acqua, è protagonista della vicenda che dispiega attorno alla Centrale Idrica e alle Terme tutte le tematiche legate alla gestione pubblica delle risorse. I personaggi che ne governano le sorti sono apparentemente mossi dal desiderio di salvaguardare il suo futuro e vedere uno sviluppo sempre più florido della propria città, ma vengono a scontrarsi con la necessità di definire che cosa sia il bene comune.

La struttura dell’opera originaria di Ibsen, che richiama un’ambientazione volutamente retrò, nasconde un doppio registro: se il linguaggio ed i comportamenti cerimoniosi dei personaggi riportano ad atmosfere da anni ’50 del Novecento, le tematiche dell’opera richiamano il presente o un futuro prossimo, che ci riguarda da vicino. La trama si nutre di linee tematiche strettamente legate ai personaggi, che nel testo ne divengono simbolo: il sapere oggettivo della scienza, rappresentato dal dottor Stockmann; il gioco manipolatorio dell’informazione, dal caporedattore Hovstad; il Borgomastro (Petra Stockmann) e gli azionisti della centrale idrica, portatori di un interesse economico privato ma legato a doppio filo con le sorti dell’intera città.

Lo sguardo rivolto ai cittadini -  cinico e disincantato nel capolavoro ibseniano - grazie al filtro della commedia è meno perentorio, e rivolge la sua attenzione alla dimensione esistenziale della dittatura della maggioranza, centrale nell’originale ottocentesco, nella precisa intenzione di dare al testo un taglio più moderno e umano: un tema universale che si rivolge a tutti, mentre si dipana la vicenda dell’ingenuo e integerrimo Stockmann, costretto a difendere la verità scientifica, a discapito della sua personale popolarità e rispettabilità.

Nella lettura scenica - che debutterà in forma di spettacolo in autunno - la città è l’orizzonte dell’azione di tutti i personaggi. La città come organismo guidato da anime ed interessi multiformi, contrastanti, ma comunque organismo plurale, che riesce ad essere governata soltanto quando i protagonismi riescono a venire superati. Anche l’eroe è imperfetto e sbaglia, trasportato dalla sua ostinazione, ingannato dalla sua stessa ingenuità: la risoluzione della trama si avrà proprio con la presa di coscienza della limitatezza di ogni individuo, nel suo agire personalistico.

L’ingresso è gratuito. È necessario confermare la presenza inviando una mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. I posti sono limitati.

 

 

 

Poesia, musica, danza, teatro. Quasi 60 ragazzi del Centro socio-educativo L'Aquilone porteranno lavori e passioni sul palco del teatro Moderno di Civitella.  Appuntamento alle ore 21 di venerdì 31 maggio. Sarà il saggio finale di un anno di lavoro. I testi sono di Raffaella Merelli, educatrice Koinè, la cooperativa sociale che ha in gestione, dall’amministrazione comunale di Civitella, il Centro.

Un servizio per l'infanzia adolescenza rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria tra i 6 e 14 anni che svolge un'azione di sostegno individuale e di socializzazione  e che offre un supporto alle famiglie nella loro attività educativa. Un ambiente con esperienze di socializzazione, giochi di gruppo e attività espressive-creative: disegno, decoupage , teatro, fotografia, incontri con esperti, giardinaggio, falegnameria, attività all'aperto.

Lo spettacolo di quest’anno “Oltre le differenze” è dedicato, in  modo particolare, ai temi della famiglia e dei diritti delle donne.

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