Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Martedì, 07 Aprile 2020

“Il mondo del terzo settore è rimasto e rimarrà al fianco dei cittadini e delle istituzioni in questa emergenza sanitaria. Stiamo svolgendo un’opera preziosissima: aiuti sanitari, raccolta del sangue, trasporto dei malati, aiuti ad anziani, malati e disabili a domicilio, sostegno alle famiglie e alle persone più fragili, accoglienza per i senza dimora, residenze per minori, centri di accoglienza per stranieri.  Ma tutto ciò non può più essere dato per scontato, né per oggi, né per domani”. 

Così la Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore al termine della riunione del Coordinamento del 25 marzo. “L’impatto di questa emergenza – prosegue - per tutto il Terzo settore è e sarà pesantissimo. Solo con provvedimenti importanti e mirati, alla fine di questa emergenza potremo contare ancora su questa rete di legami sociali, di prossimità e solidarietà”.

“Messa in sicurezza di operatori e volontari, estensione di misure che mitighino l’impatto economico, finanziario e occupazionale dell’emergenza, un Fondo nazionale dedicato al rilancio del Terzo settore italiano e una particolare attenzione al Terzo settore nel Sud del Paese, dove l’economia sociale rappresenta spesso l’economia migliore e con maggior impatto occupazionale.” Claudia Fiaschi  riepiloga le principali misure necessarie, rilanciando  anche l’appello che il presidente della Fondazione Con il Sud, Carlo Borgomeo, ha fatto al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

“Sappiamo per esperienza che il rafforzamento delle reti sociali è la premessa per un solido e duraturo sviluppo economico. Per questo sarà necessario un impegno rafforzato in quei territori come il Sud del nostro Paese, dove l’impatto dell’emergenza sanitaria avrà effetti ancora più devastanti e nei quali sarà ancora più determinante dare continuità di azione alle organizzazioni del Terzo settore. Nessuna esitazione – conclude Fiaschi – ad utilizzare in maniera straordinaria anche le risorse ancora disponibili dei Fondi strutturali. L’eccezionalità del momento che stiamo vivendo richiede di mettere in atto ogni forma di coraggio, anche quello amministrativo.”

 

"Ci sono gesti piccoli, ma che in un momento di emergenza assumono un grande valore e sono essenziali. Sono lieto di annunciare che grazie al sostegno dell'Assessore regionale alle politiche sociali Lucia Fortini, l'ufficio del Garante riuscirà a consegnare agli istituti penitenziari della Campania, 25 lavatrici che serviranno a migliorare la qualità della vita dei detenuti e gli standard di di igiene e sicurezza sanitaria".

Così Samuele Ciambriello, Garante regionale delle persone prive della libertà personale, commenta l'iniziativa realizzata in poche ore di concerto con il Dipartimento regionale dell'amministrazione penitenziaria.

"Con la sospensione dei colloqui e del supporto dei familiari – ha spiegato Ciambriello – c'è la necessità di lavare nelle carceri gli indumenti della popolazione reclusa e, purtroppo, non c'erano abbastanza lavatrici per farlo. Su richiesta del provveditore il dr. Antonio Fullone, ci siamo immediatamente attivati per risolvere il problema. È il segno che se le istituzioni sanno dialogare si trova modo per rispondere alle piccole e grandi emergenze. In un clima come questo, di grande preoccupazione per la salute pubblica, dobbiamo saper dire a tutti i cittadini che ognuno deve fare la sua piccola parte per rendere più ricchi di speranza questi giorni difficili. Da parte nostra, ce la stiamo mettendo tutta perché tutti coloro che operano e vivono negli istituti  penitenziari (agenti, personale civile, detenuti) sentano vicine e presenti le istituzioni".

 

A San Donato Milanese ecco la smart education di Eureka. A Spoleto il nido diventa tecnologico con coop sociale Il Cerchio. A Matera Comune e coop sociale Lilith insieme per non lasciare soli gli anziani, come fa Consorzio Parsifal nel Lazio. A Modena coop sociale Gulliver attiva sportello di ascolto per operatori, utenti e famiglie.

Sono queste alcune delle storie raccolte nella sezione “Dai territori” del sito www.legacoopsociali e rientrano nella campagna #noicisiamo, lanciata il 10 marzo in tutto il Paese. L’idea è quella di uno storytelling che possa testimoniare la vita nei servizi di welfare Gestiti dalle cooperative sociali e come, operatori, utenti, famiglie insieme alle cooperative stiano affrontando l’emergenza legata al Covid-19, raccontando e raccontadosi.

La campagna social su facebook e twitter raccoglie le foto e i video degli operatori e delle cooperative sociali che continuano a svolgere il proprio lavoro o a reinventarlo durante l’emergenza. Sono centinaia le immagini che ogni giorno testimoniano una comunità che oltre a rivendicare attenzione sui dispositivi di protezione e sul rischio occupazionale per 350mila lavoratori continua a non far venire meno il proprio impegno sul campo.

“Per il lavoro dei cooperatori che tengono attivi i servizi con tutte le loro forze e per la creatività e la generosità che, anche in tempi particolarmente difficili, sanno esprimere per non lasciare sole le persone e rispondere ai bisogni che certo non diminuiscono, ma anzi possono acuirsi, di questi tempi, #noicisiamo ed esprimiamo un grande ringraziamento ”, dichiara la presidente nazionale Eleonora Vanni.

Per seguire la campagna visita il sito www.legacoopsociali.it e i nostri account social:

Facebook: https://www.facebook.com/Legacoopsociali/ - Twitter: @legcoopsociali

È indubbio che quel che stiamo attraversando modificherà la nostra società cosi come l’abbiamo conosciuta finora, sia a livello locale che globale, e segnerà anche un cambiamento a livello culturale, quando l’emergenza sarà finita. Il cambiamento è stato repentino e non ci ha permesso di adattare il nostro pensiero in modo graduale, ma ci siamo trovati costretti a fronteggiare i nostri e altrui stati emotivi in itinere.

Lavorando con le persone e per le persone, le cooperative sociali ci stanno ancora prendendo le misure, non tanto dal punto di vista pratico e operativo, perché la risposta pronta e l’adattamento funzionale fanno già parte del nostro DNA e di fronte alle avversità le reazioni sono immediate, ma più dal punto di vista umano e relazionale. L’assenza di contatti e di fisicità o le sue forti limitazioni o le necessarie barriere dei dispositivi di protezione individuale, specie nei lavori di cura e assistenza, fanno percepire come una assenza, come se alla relazione mancasse qualcosa: di certo il tatto, magari l’olfatto, a volte la vista se c’è la distanza imposta.

Dei nostri cinque sensi, la metà è compromessa in questo periodo e di certo si sente la mancanza, sia da parte degli utenti che degli operatori stessi, del contatto tra le mani o di una carezza, del profumo di una persona cara, o del suo sguardo occhi negli occhi o del suo sorriso. Ma ci restano il gusto, come senso del piacere individuale, e l’udito, che ha invece infinite possibilità di relazione e connessione con la collettività.  Ed è questo il senso che forse stiamo maggiormente affinando, il più utilizzato ed anche il più confortante: ascoltiamo le notizie, l’applicazione dei decreti, le disposizioni di sicurezza, ma ascoltiamo anche le storie di tutto il nostro paese, i racconti degli operatori in prima linea nei vari ambiti e i bisogni dei nostri ospiti, dei colleghi e dei familiari nei nostri territori. E in questo secondo tipo di ascolto ci mettiamo necessariamente in relazione, ci sentiamo coinvolti in modo attivo e partecipe e nella condizione di voler fare qualcosa di più.

Per questo Gulliver di recente ha messo a disposizione uno Sportello di Ascolto e di Supporto Psicologico per i Lavoratori, gli Ospiti ed i Familiari delle strutture che gestiamo come cooperativa sociale. Due psicologi esperti dipendenti della cooperativa risponderanno dal lunedì al venerdì nelle ore diurne, ad un numero di telefono dedicato, per prestare ascolto a chi ha bisogno di parlare, di raccontare, di sfogarsi, di chiedere un sostegno.

Lo Sportello è aperto sia ai lavoratori impegnati in prima linea, sia ai lavoratori a casa per le chiusure dei servizi, agli ospiti ed agli utenti, ed anche ai loro familiari, per prenderci cura di tutti gli attori della cooperativa, dedicando le nostre professionalità e competenze anche all’interno. Trattandosi di una sperimentazione, valuteremo in itinere se ampliare le fasce orarie o includere altre modalità, ma ad oggi partiremo semplicemente offrendo telefonicamente, per chi ne avesse bisogno, la possibilità di essere ascoltato e dialogare con dei professionisti. Parallelamente a tutte le attività tecnologiche che stiamo portando avanti come telelavoro, formazione a distanza, videochiamate e campagne di comunicazione, per questo Sportello abbiamo voluto concentrarci proprio “solo” sull’ascolto.

La tecnologia ci sta certamente dando una grande mano, ma non dimentichiamoci che dietro a qualsiasi strumento ci siamo sempre noi, una cooperativa sociale fatta di persone con professionalità, risorse e qualità da poter impiegare e di persone con storie di vita, fragilità ed emozioni da poter ascoltare.

Alessia Bellino

Un fondo senza vincoli al terzo settore nel Mezzogiorno. Questa è la proposta lanciata da Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione Con il Sud al ministro della coesione territoriale Provenzano dalle pagine de Il Mattino che ha scatenato parecchie reazioni positive

A lui sono state poste alcune domande: può dirci come si può applicare questa proposta? E a quali soggetti del terzo settore? Quale potrebbe essere il ruolo di Fondazione Con il Sud in questo possibile intervento? Pensa che una misura simile sia fattibile e necessaria anche in altre zone del Paese?

Ascolta le sue risposte nell’intervista rilasciata al Giornale Radio Sociale: clicca su questo link

Coronavirus e Mezzogiorno. "Accogliamo la proposta del presidente di Fondazione Con il Sud Carlo Borgomeo fatta al ministro Provenzano dalle pagine de Il Mattino: fondi senza vincoli per il terzo settore meridionale individuando i soggetti radicati sul territorio". Così interviene Legacoopsociali dopo la proposta lanciata ieri sulle pagine del giornale napoletano. 

"La cooperazione sociale, soggetto di riferimento nell’ambito dell’impresa sociale - continua la nota - è molto diffusa nel Mezzogiorno in diverse filiere di attività per i servizi alle persone e alle comunità: inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, servizi socio-sanitari e assistenziali alle fasce fragili, recupero dei beni confiscati alle mafie e Rigenerazione di tessuto sociale e produttivo".

"Servono interventi di sistema a fronte di un ampio piano di sostegno, ma soprattutto di promozione e innovazione dei soggetti del Terzo Settore per affrontare l’emergenza, progettare e far nascere un nuovo welfare dell’equità e della promozione umana. Nella direzione di questa proposta saremo disponibili a fornire le nostre competenze mettendo le cooperative sociali nella condizione di dare un supporto decisivo per salvare l’occupazione e il lavoro svolto sul territorio", conclude Legacoopsociali.

Una misura straordinaria a sostegno del pagamento del canone di locazione per nuclei familiari a basso reddito e che ne sono rimaste temporaneamente prive. L'Alleanza delle Cooperative Italiane settore Abitazione propone di completare con questo intervento le misure sul tema casa, sicuramente positive, contenute nel Decreto Legge "Cura Italia" che, al momento, riguardano esclusivamente la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e degli sfratti fino al 30 giugno 2020.

In concreto, Alleanza delle Cooperative Italiane settore Abitazione propone, con un emendamento all’Art. 54 del Decreto, un incremento della dotazione del Fondo inquilini morosi incolpevoli di 50 milioni di euro per il 2020, con un capitolo di spesa separato e aggiuntivo, e un allargamento dei soggetti beneficiari, che includa le famiglie che sono in locazione in alloggi di housing sociale e di cooperative di abitanti a proprietà indivisa, che svolgono una funzione di welfare sussidiario rispetto all’accesso alla locazione.

La dotazione aggiuntiva, secondo l'Alleanza, potrebbe essere utilizzata con le stesse procedure operative previste per la gestione del Fondo stesso, ma come misura preventiva, quindi con l’immediata erogazione del contributo direttamente ai proprietari al fine di evitare procedure di sfratto - condizione prevista dai meccanismi attuali - per un periodo massimo di 6 mesi e coprendo il 70% dell‘importo complessivo del canone e delle spese accessorie.

La proposta dell'Alleanza Cooperative Abitazione nasce da una preoccupazione, condivisa con adHousing Europe, la rete Europea dell’alloggio sociale, rispetto alla condizione abitativa in cui si troveranno molti cittadini europei nei prossimi mesi a seguito dell’emergenza causata dal COVID-19, considerando che il Report 2019 the State of Housing evidenziava una situazione già molto critica: il 37,8% dei cittadini a rischio di povertà spendono più del 40% del proprio salario per la casa.

In Italia questa situazione si colloca in un contesto di grande fragilità. Secondo uno studio di Nomisma, 10,8 milioni di famiglie si dichiarano “fuori mercato”, cioè con un problema di accesso alla casa. Una quota rilevante è costituita da 1,2 milioni di nuclei familiari in affitto, esclusi dal sistema di Edilizia Residenziale Pubblica (900mila alloggi di cui 700mila in gestione alle Aziende casa locali), che vivono in condizione di “disagio economico acuto”.

Rimane alta l'attenzione e l'impegno delle associazioni promotrici di una Lettera aperta al governo e alle istituzioni per un #decretobambini. È possibile sottoscrivere la lettera su Change.org. 

Obiettivo raccogliere numerose firme da presentare al premier Conte per rinforzare le richieste. Nel frattempo, sono arrivate le prime risposte: alcuni parlamentari - Paolo Siani, Rosa Maria Di Giorgi, Stefano Ceccanti, Emanuela Rossini, Paolo Lattanzio, Vittoria Casa - e la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa hanno accolto le istanze delle associazioni promotrici, assicurando un impegno, e si sta lavorando alla proposta di emendamenti al Decreto Cura Italia che includano l'attenzione a bambini e ragazzi più fragili.

Le proposte: “costituire task force locali tra scuola, autorità giudiziarie, servizi sociali, sanitari e terzo settore; proseguire con gli interventi urgenti di tutela per mettere in protezione le vittime; sensibilizzare le forze dell'ordine nel gestire nel modo corretto le chiamate di aiuto che ricevono da questi bambini; supporto per spesa alimentare, vestiti e materiali per l'igiene personale; aiuto per la continuità scolastica fornendo tablet o pc e materiale di cartoleria; laddove prevista, la garanzia del diritto di visita protetta dei figli con il genitore non convivente”.

Tante le nuove adesioni, tra cui quella della Società italiana di Pediatria, Unicef Italia, Unione nazionale camere minorili, Comip - Figli Di Genitori Con Un Disturbo Mentale, Associazione In-Formazione, Legambiente, Federsolidarietà, Eugema onlus, Cooperativa La Strada, Centro Tiama, Viole Lab (Laboratorio Pedagogico sulla Violenza ai Minori), Fondazione Asilo Mariuccia, Consultorio di Napoli dell'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, Codici Ricerca e intervento, Familiarmente per i diritti dei bambini, Arci Genova.

Molti anche i professionisti, docenti universitari, garanti, cittadini preoccupati per la situazione di bambini e ragazzi. Invitiamo tutti a condividere utilizzando gli hashtag #decretobambini e #restiamoattenti.

 

"Sara, mi dispiace ma io oggi non posso venire perché c'è troppo raffreddore in giro".  La bambina alla maestra.  Ognuna nella sua casa. "Abbiamo iniziato proponendo ai rappresentanti dei genitori di poter mandare video messaggi ai bambini - racconta un'educatrice della cooperativa sociale Koinè. Poi abbiamo dato alle famiglie i nostri numeri personali  per ogni necessità. E così abbiamo ricucito un filo che nemmeno il coronavirus è in grado di spezzare. Vederci e parlarci, tra noi e i bambini, pensiamo faccia bene a loro ma anche a noi. Se li ho visti, se ho fatto qualcosa per loro, la sera vado a letto più contenta".

Le educatrici Koinè producono di tutto: canzoncine, letture di libri, suggerimenti su giochi. E inventano anche storie nuove come "la primavera e la strana cosa" dove questa si aggira per i parchi e le strade e allora i bambini, i genitori e i nonni giocano a nascondino stando a casa. Fino a quando la strana cosa scompare e il sole torna a splendere.

"Vogliamo solo mantenere una relazione con i bambini. In questo momento non possiamo fare di più. Loro hanno intuito che questo non è come il periodo della chiusura estiva. La gran parte di loro ha i genitori a casa, non può uscire, avverte la naturale preoccupazione degli adulti che sono con loro. Mantenere il contatto con noi può essere un segno di normalità e quindi di tranquillità".

I genitori fanno domande e chiedono consigli. Alcune delle attività fatte al nido o alla materna possono continuare a casa, stavolta con i genitori e non con le educatrici. Si usa di tutto: whatsapp, chat, videochiamate, skype. Le educatrici improvvisano e registrano nelle loro case, con i libri che hanno sugli scaffali, li presentano e li raccontano ai bambini. Talvolta insieme ai loro figli, qualche volta con i loro gatti.

Le registrazioni sono già nei siti di alcuni comuni che hanno nidi gestiti da Koinè e la cooperativa e ha creato una playlist sul canale Youtube della cooperativa. Tra poco saranno disponibili on line, con aggiornamenti costanti, una quarantina di video.

 

Medici Senza Frontiere (MSF) amplia le sue attività nella risposta al Covid-19 in Italia supportando diverse strutture per anziani nelle Marche, nell’area della regione che comprende le città di Fabriano, Jesi, Senigallia e Ancona.

“Nell’affrontare un’epidemia le attività di prevenzione possono svolgere un ruolo decisivo per evitare nuovi contagi e frenare la diffusione del virus, soprattutto tra le persone più a rischio. Di fronte al coronavirus i nostri anziani, che in ogni società rappresentano un insostituibile punto di riferimento per tutti, sono i più vulnerabili e noi faremo tutto il possibile per proteggerli lavorando fianco a fianco con il personale delle strutture che li ospitano, in stretta collaborazione anche con l’ASUR” dichiara Tommaso Fabbri, capo progetto di MSF per risposta al Covid-19 nelle Marche.

Il team di MSF, composto da medici, infermieri ed esperti di igiene, tutti con esperienze pregresse in missioni umanitarie nella gestione di epidemie complesse, supporterà i gestori, il personale delle strutture, i Comuni, rispetto alle procedure di contenimento del virus. All’interno delle strutture, saranno individuati circuiti interni e aree dedicate che aiuteranno a proteggere ospiti e personale, evitando l’insorgere di nuovi casi che, diventando critici, richiederebbero il ricovero in ospedali già a rischio di sovraffollamento.

“Ringraziamo Medici Senza Frontiere – afferma il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – per il qualificato contributo offerto a supporto delle nostre strutture e speriamo che questa collaborazione possa ampliarsi nei prossimi giorni. La nostra finalità è quella di mettere in campo tutto il meglio per fronteggiare questa emergenza e l’esperienza del team di MSF non può che accrescere le nostre potenzialità in termini operativi”.

Nel pieno dell'emergenza coronavirus, le strutture per anziani sono tra i luoghi più vulnerabili. Al loro interno risiedono persone in età avanzata, le più colpite dalla malattia, sono comunità dove molte persone vivono insieme a stretto contatto, e inevitabilmente non dispongono di apparati medici specializzati come quelli delle strutture ospedaliere.

Grande soddisfazione anche della D.ssa Nadia Storti, Direttore Generale dell’ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale). “Questa collaborazione ci rende orgogliosi. L’ASUR, col decisivo supporto della Regione Marche, sta facendo un lavoro imponente. Ma nulla potrebbe senza i nostri dipendenti, quelli sanitari in prima linea e quelli assegnati ai servizi di supporto. Per questo enorme sacrificio e spirito di squadra, li voglio ringraziare uno ad uno.  La collaborazione con MSF aiuterà a sostenere il nostro territorio nella lotta contro il Covid-19 all’interno delle strutture socio-sanitarie, in accordo con il Direttore di Distretto e con i Medici di Medicina Generale, che potranno trovare in MSF sostegno e consulenza. Questo modello di “presa in carico” è molto importante anche per ridurre l’afflusso presso gli ospedali, continuando a garantire assistenza ai dimessi”.

Oggi sono una trentina gli operatori MSF impegnati nella risposta al coronavirus in Italia per condividere la propria esperienza nella gestione delle epidemie, nelle Marche e nel lodigiano. MSF ha offerto la propria disponibilità anche alle autorità sanitarie di altre regioni, dalle più colpite a quelle dove la prevenzione può fare la differenza, e spera di essere autorizzata ad ampliare le proprie attività per supportare un maggior numero di regioni. Altri operatori che partono in missione con MSF sono già in prima linea negli ospedali italiani come medici del servizio sanitario nazionale. MSF è impegnata contro il coronavirus anche in Spagna, Francia, Belgio e Grecia e siamo in contatto con le autorità sanitarie in Afghanistan e in altri paesi in cui lavoriamo, dove le nostre équipe si preparano all’epidemia.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Aprile 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30