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Mercoledì, 20 Gennaio 2021

“La FISH rileva con favore l’attenzione riservata alle persone con disabilità e alle loro famiglie nel DPCM approvato nel tentativo di arginare la recrudescenza del Covid. Non sono sfuggiti alla nostra analisi uno specifico articolo dedicato alla disabilità e il recepimento – per quanto possibile – delle istanze della nostra Federazione in materia di inclusione scolastica.”

Così si esprime Vincenzo Falabella dopo la lettura del testo ufficiale del DPCM presentato ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Solo l’ormai consolidato rapporto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i diversi Ministeri coinvolti ci consente di esprimere considerazioni e caldeggiare ulteriori interventi di maggiore efficacia per le persone con disabilità e le loro famiglie”, prosegue Vincenzo Falabella.

Il timore è che si ripetano situazioni di isolamento e di solitudine che la FISH ha rilevato durante la prima fase a marzo scorso quando molte famiglie si sono trovate ad affrontare da sole tutto il carico assistenziale derivante dalla chiusura di scuole e centri diurni: “Chiediamo senz’altro una maggiore attenzione al sostegno domiciliare a questi nuclei familiari, in particolare in quelle regioni in cui il lockdown è più stringente: attivare supporti, aumentare i sostegni in modo che le famiglie e le persone non rimangano sole. I servizi territoriali in questo svolgono un ruolo insostituibile.”

Ma la FISH richiama anche l’attenzione sull’inclusione scolastica, in particolare nelle scuole secondarie dove la frequenza in presenza è compressa e limitata a casi eccezionali. Le indicazioni espresse nel DPCM dovrebbero essere più stringenti nella direzione di garantire sempre, sentite le famiglie, la frequenza in presenza evitando la DAD per gli alunni e le alunne con disabilità. “Sul punto chiederemo un ulteriore intervento alla Ministra Azzolina con la quale è ben strutturato un rapporto di confronto e ascolto.”

Rimane aperta ed emergenziale anche la situazione dei lavoratori fragili e dei lavoratori con familiari con disabilità, per i quali il DPCM non prevede ulteriori tutele che invece FISH ritiene rilevanti in particolare nelle regioni in cui il lockdown è più severo: “Forse il DPCM non è lo strumento normativo più adeguato per questo genere di interventi, ma la necessità esiste ed è assai rilevante. Non crediamo sia sufficiente il cosiddetto Congedo Covid limitato peraltro alla eventuale quarantena scolastica e per i minori di 14 anni. Molti sono i lavoratori a rischio di marginalità e senza tutele di fronte alle rinnovate emergenze. Ci vuole più coraggio e maggiore decisione”, conclude Vincenzo Falabella.

 

 

Continua il viaggio intorno al mondo con i webinar che raccontano l’economia cooperativa attraverso il lavoro di Around the World.coop e i commenti di  Euricse. “Coop cinema” è una serie di eventi online da ottobre a dicembre che prevedono la proiezione di una selezione di documentari prodotti da Sara Vicari e Andrea Mancori, seguiti dalle riflessioni dei nostri ricercatori su temi chiavi come i modelli cooperative, la governance, il futuro del lavoro e lo sviluppo locale.

Dopo il successo del primo episodio della serie, mercoledì 18 novembre alle 17 ci sarà il secondo appuntamento, intitolato “Empowering communities”. Proietteremo due documentari dedicati all’associazione “Casa di Alice” di Castel Volturno in Campania e alla Kooperatywa Dobrze di Varsavia in Polonia. Accanto ai membri di Around the World e ai loro sostenitori interverrà il ricecatore Euricse Jacopo Sforzi, per discutere con i partecipanti i temi chiave dell’economia cooperativa.

Per ricevere il link Zoom dell’evento, registratevi qui. Sarà comunque possibile seguire il webinar in diretta Facebook sulla pagina di Euricse.

aroundtheworld.coop è un progetto ideato e sviluppato da Andrea e Sara, una coppia sposata che ha deciso di mettere insieme le proprie passioni e abilità e intraprendere un’esperienza di vita elettrizzante: viaggiare per il mondo per un anno, documentando diversi tipi di cooperative in tutti i continenti. In particolare, il progetto è stato possibile anche grazie alla partnership con l’Alleanza Cooperativa Internazionale (International Cooperative Alliance) ed i suoi uffici regionali. 

 

 

Dieci città unite – attraverso un viaggio virtuale dal nord al sud del Paese – su tutto il territorio nazionale con un obiettivo comune: favorire e sostenere l’infanzia e le loro famiglie in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo.

È questo il senso del progetto «Ip Ip Urrà Metodi e Strategie Informali per Mettere l'Infanzia Prima», selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che vede come capofila l’associazione Chi rom e chi no,  nell’ambito del Bando Un Passo Avanti dell’Impresa sociale Con i Bambini - Fondo di contrasto alla povertà minorile, presentato sulla piattaforma zoom e, in collegamento dal centro culturale e gastronomico Chikù di Scampia (Napoli) - con una conferenza stampa moderata dal giornalista Giuseppe Manzo, a cui dopo i saluti dell'assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri e dell’assessore alle politiche sociali dell’VIII Municipalità Gerardo Avallone, sono intervenuti il vicepresidente dell’impresa sociale Con i Bambini Marco Rossi Doria, la presidente di Chi rom e chi no Barbara Pierro, la vicepresidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Claudia Mandrile, la direttrice della Fondazione Zancan Cinzia Canali, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Eugenio Montale di Scampia Paola Carnevale, la direttrice del Centro Sinapsi dell’Università Federico II di Napoli Maura Striano.

Il progetto, che avrà una durata di 40 mesi, vede coinvolte 10 regioni e 23 partner. Dalla Val Seriana a Messina, passando per Firenze, Moncalieri, Roma, Lamezia Terme e Lecce: Cooperativa Sociale Il Cantiere (Albino, Val Seriana), Coop L'Abbaino, Consorzio Mestieri Toscana (Firenze), Coop. Soc. Mignanego (Genova), Ass. Comunità Progetto Sud (Lamezia Terme), Ass. Fermenti lattici (Lecce), EcoS-Med coop. soc. (Messina), La Kumpania-Chi rom e chi no (Napoli) Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali  (Pioltello), Associazione 21 luglio (Roma), Coop. Soc. Educazione Progetto (Torino), Fondazione Zancan, Università Federico II centro Sinapsi e tante scuole sparse lungo lo stivale. Nel corso della presentazione sono stati illustrati gli obiettivi di progetto, le azioni e la sfida educativa di comunità che insieme i diversi partner vogliono affrontare con l'intento di costruire una Task Force Kids più che mai necessaria in questo momento di particolare precarietà che potrebbe avere un impatto molto forte sui bambini e la loro crescita sociale, oltre che al loro grado di istruzione.

«Il progetto “festeggia” la famiglia e la comunità come primi e fondamentali fattori protettivi per il benessere dei bambini, in particolare quelli più piccoli e fragili - dichiara Barbara Pierro, presidente dell’associazione capofila Chi rom chi no - è un’esortazione all’infanzia in un momento storico particolarmente complesso in cui la distanza dall’altro viene rappresentata come elemento necessario per sentirsi in sicurezza, per questo rafforza antiteticamente  l’importanza di creare spazi in cui i bambini possano attivare e nutrire aspirazioni e desideri». Obiettivi sono «mettere al centro la persona, i bambini perché abbiano al loro fianco adulti consapevoli, con cui sviluppare processi di formazione e di riprogettazione professionale, di crescita, di partecipazione e reciproca solidarietà tra le famiglie. Ip Ip Urrà vuole inoltre coinvolgere quanti tra adulti e bambini non sono raggiunti dai servizi, dai circuiti educativi, perché chiusi nei rioni e nelle periferie delle nostre città con strumenti semplici e in qualche modo inediti come il gioco nei luoghi informali e la cultura dello stare insieme. Ancora vuole sviluppare e mettere a sistema un’azione di partecipazione mutualistica chiamata cultura del sospeso, che a Napoli è ben nota».

«La povertà educativa non è semplicemente un “problema”, è il problema base di qualunque democrazia - afferma Francesca Puglisi, sottosegretaria di Stato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - È dalla povertà educativa che nascono e si acuiscono le ingiustizie sociali, che aumentano i flussi migratori, che si consolidano le diseguaglianze di genere, che si aggrava la disoccupazione di persone senza istruzione e senza competenze. In questo periodo di pandemia mondiale, è chiaro che il rischio di povertà educativa si allarga, in particolare nelle fasce sociali più fragili e nei territori più difficili. Ecco perché il progetto “Ip Ip Urrà” è importante e trova il mio plauso: mettere al centro la cura dei più piccoli, attraverso un incrocio di idee, collaborazione e attività di associazioni, genitori, enti pubblici, fondazioni, è fondamentale e ci insegna che se oggi dobbiamo forzatamente rinunciare o limitare mobilità e iniziative, non possiamo mai rinunciare a costruire un futuro migliore».

Per Marco Rossi Doria, vicepresidente di Con i Bambini «questo è un momento particolarmente difficile per milioni di bambini e ragazzi in tutto il mondo e i fondi che abbiamo voluto dedicare a questo, come ad altri progetti, sono proprio per contrastare la povertà educativa minorile. Molti vivono tra povertà relativa e povertà assoluta, è una grande questione nazionale. Lo sviluppo educativo territoriale - ha aggiunto - è la prima missione di Con i Bambini, che interviene nelle zone più deboli del Paese. L’alleanza tra donne, maestre e mamme, ha consentito in questo momento il mantenimento del rapporto educativo tra casa e scuola e noi siamo attenti alla ricaduta di questi progetti anzitutto sui bambini e sui ragazzi, poi sui loro genitori. Stiamo costruendo modelli replicabili, monitorati, operativi che ci fanno essere in una posizione di avanguardia nel dialogo con le istituzioni».

Cinzia Canali della Fondazione Zancan ha ribadito come «Ip Ip Urrà  parta dall’esperienza “sul campo” dei 10 progetti e dai risultati ottenuti nei diversi territori potenziando alcune strategie, tra cui l’informalità dell’offerta, il coinvolgimento di soggetti inediti e il concorso al risultato, la comunità educante». «Questi sono temi cari alla Fondazione Compagnia di San Paolo - ha sottolineato Claudia Mandrile - che sin dal 2014 ha lanciato tra le sue azioni quella di dare rilevanza all’azione corale per alimentare una comunità di pratiche da replicare, come sta avvenendo con Ip Ip Urrà». Mentre l’assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri ha posto l’accento «sull’importanza di rilanciare progetti come questo mettendosi in rete da nord a sud, specie in una fase delicata come questa dove la povertà educativa è materiale e psicologica e come enti locali dobbiamo assolutamente riallacciarci a queste esperienze».

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

 

 

Riconfermato il Cda e approvato all’unanimità il bilancio 2019 del Consorzio di cooperative sociali Sisifo. L’azienda siciliana, presente in tutto il territorio nazionale e specializzata nei servizi socio-sanitari, ha riunito nei giorni scorsi i soci e gli stakeholders per presentare, nel contempo, il bilancio Sociale 2019, giunto alla sua settima edizione.

La riunione, per la prima volta svoltasi a distanza, in modalità “smart”, ha ribadito anche quest’anno l’importanza della redazione del Bilancio Sociale, diventato ormai obbligatorio per tutte le aziende, e che ha permesso al Consorzio, negli anni scorsi, di aggiudicarsi ben tre menzioni speciali con Airces e due premi da parte di Consumer Lab e di Airces, per essersi attestata tra le 40 migliori imprese su 570 esaminate sul tutto il territorio nazionale. Sempre in tema di premi, Sisifo, è tra le aziende premiate, personalmente dal Premier Giuseppe Conte, nella quinta edizione di Welfare Index PMI per il primo posto tra le imprese del Terzo Settore su oltre quattromila partecipanti. I neo eletti sono Mimmo Arena, Santo Mancuso, Cono Galipò, Patrizia Patanè e Paola Trovato per il cda; Alessandro sciortino, Massimiliano Buffa e Antonio Ronsivalle per il collegio sindacale.

In termini numerici il Consorzio Sisifo, che occupa quasi mille lavoratori, ha registrato quest’anno un valore della produzione pari a 24.024.553 milioni di euro, con un risultato di esercizio (utile) di 427.383 mila euro, un patrimonio netto di 11.693.123 milioni di euro. Il fatturato complessivo, compreso quello delle società partecipate, ha superato i 32 milioni di euro.

 Sono proprio le cure domiciliari sanitarie, espletate dal Consorzio, che fanno registrare quest’anno un aumento di fatturato nel servizio di ADI ( assistenza domiciliare integrata) svolto per conto dell’ASP di Messina e di Agrigento, oltre all’attività del servizio di cure domiciliari palliative in favore dei pazienti dell’ASP di Messina, in accreditamento con il servizio sanitario regionale.

“Sempre su Agrigento – ha spiegato il presidente Mimmo Arena nella sua relazione - c’è da registrare un buon incremento di fatturato sulle attività del servizio di Assistenza Domiciliare ai pazienti oncologici in fase terminale che necessitano di cure palliative. Anche a Palermo si rileva una buona crescita di Sisifo nel servizio di ADI svolto per conto dell’ASP di Palermo”.

Il Consorzio Sisifo è consolidato anche a Caltanissetta, ed è proprio la gestione dei servizi di cure domiciliari che ha permesso di raggiungere alti livelli qualitativi nel campo dei servizi socio-sanitari domiciliari, creando uno staff di figure professionali qualificate con competenze ed esperienza sempre più consolidate di medici, oncologi, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti della riabilitazione, assistenti sociali, psicologi Oss e Osa, per i quali si è puntato molto alla formazione permanente ed al relativo aggiornamento e all’implementazione delle attrezzature e delle tecnologie portatili (elettrocardiografi, emogas analisi, ecografi portatili per impianto catetari, PICC e Midline e Tablet, etc…).

“Per quanto riguarda – ha continuato il presidente - i servizi residenziali il Consorzio gestisce anche la RSA di S. Piero Patti, per conto dell’Asp di Messina. Sisifo detiene, inoltre, il 100 per cento di quote di partecipazione della Villa San Francesco srl, gestore della Casa di Cura Villa San Francesco di Catania, appena ristrutturata e accreditata con il servizio sanitario della Regione Sicilia, inclusa nell’elenco delle strutture istituzionalmente accreditate quale presidio autonomo di “Day-Surgery e chirurgia ambulatoriale.”. Tra le altre partecipazioni, Sisifo è anche proprietaria del 100 per cento delle quote della SSR spa di Messina, Società Sanitaria di Riabilitazione, fiore all’occhiello dell’azienda, che si occupa di servizi di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare su tutta la provincia messinese ed è accreditata con l’ASP di Messina, con la gestione di otto ambulatori.

“Il Consorzio – aggiunge il vice presidente Santo Mancuso - continua a mantenere la partecipazione del 10 per cento della società AICARE srl di Ancona, un market-place innovativo e avanzato di servizi socio sanitari, focalizzato su servizi non ospedalieri per la terza età e la telemedicina e l’adesione alla Fondazione Easy Care di Reggio Emilia”. Consorzio Sisifo fa parte della Rete Italiana Benessere e Salute RIBES promossa da Banca Prossima, oggi Intesa San Paolo, con l’adesione delle venti realtà più rappresentative della cooperazione italiana. Per il 2019, infine, sono state  confermate per i dipendenti iniziative di welfare aziendale attraverso il marchio “Pronto Serenità” ed il suo portale BeWelfare, oltre al fondo per la sanità integrativa e che vengono riconosciuti a tutti i lavoratori a tempo indeterminato attraverso un Piano di Sanità Integrativa.

“Nel corso del 2019 abbiamo mantenuto le convenzioni di tirocinio con le Università – ha concluso il Presidente - sono state riconosciute da Sisifo due borse di studio per giovani ricercatori laureati in psicologia, grazie all’accordo raggiunto tra l’Università degli studi di Messina e il Consorzio. I futuri impegni ci comporteranno nuove sfide da affrontare con nuove progettualità da realizzare, per il quale si sta portando avanti un piano di sviluppo coinvolgendo tutte le diciotto cooperative consorziate per ricevere un contributo di idee, ma anche di messa a disposizione di professionalità utili per migliorare la mission del Consorzio.”

I numeri

Sono state più di 828 mila le prestazioni erogate; oltre 20 mila le persone assistite; 797 le risorse umane formate e 265 le ore di formazione prestate.

I numerosi richiami, anche istituzionali, alla “capacità d’ascolto reciproca e alla collaborazione per superare insieme questi giorni difficili” non riescono, ancora una volta, a scalfire il modello segmentato di gestione dei servizi alla persona.

Lo dice in una nota l’Alleanza delle Cooperative Sociali che riunisce Agci Solidarietà, Federsolidarietà e Legacoopsociali. “Si parla di integrazione, di co-progettazione, ma non si riescono a mettere in campo nemmeno soluzioni riparatorie per gestire in maniera integrata i servizi socio-sanitari residenziali e territoriali in questa emergenza”.

“La cooperazione sociale oltre ai valori di coesione sociale, inclusione e solidarietà investe nei servizi alla persona professionalità e capacità organizzative ma, nonostante questo e la pluriennale esperienza, non partecipa ad una gestione di sistema dell’offerta socio-sanitaria. Eppure l’obiettivo comune è quello di rispondere all’emergenza sanitaria con la massima efficienza possibile, mobilitando tutte le risorse in campo nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini”, sottolinea l’Alleanza delle Cooperative Sociali.

“I servizi gestiti dalla cooperazione sociale fanno parte, con pari dignità, del sistema integrato di offerta dei servizi socio-sanitari – continua la nota - e non possono essere il serbatoio dal quale attingere personale formato, qualificato e con esperienza, né il rifugio per le situazioni al limite e tantomeno il capro espiatorio nelle circostanze più problematiche. La salute ha la priorità in qualunque tipo di struttura venga curata e non si può far fronte al paradosso di offrire più servizi con meno personale qualificato”.

“Chiediamo – prosegue Aci Sociali - di concorrere con la nostra esperienza e competenza alla programmazione integrata perché solo così si possono trovare risposte di sistema alla carenza di figure professionali, nell’emergenza e in prospettiva, alla messa a disposizione di posti letto qualificati per la cura e l’assistenza di positivi non gravi che devono poter usufruire di luoghi adeguati e sicuri per il periodo di isolamento, alla gestione condivisa dell’assistenza agli anziani e alle persone con disabilità sia a domicilio che nelle strutture di accoglienza coniugando cura, sicurezza e quegli aspetti di relazionalità necessari a non isolare completamente le persone con gravi effetti collaterali sul benessere complessivo dei cittadini utenti dei servizi e delle famiglie”.

“Abbiamo ripetutamente detto “noi ci siamo” e questa potrebbe essere un’occasione importante nell’emergenza e per costruire futuro”, conclude la nota.

 

Ieri la Camera dei Deputati ha ripreso la discussione sulla proposta di legge contro l'omotransfobia e la misoginia. In partnership con oltre 20 associazioni italiane, Arcigay e  l'associazione internazionale All Out stanno conducendo una campagna per chiedere di approvare subito una buona legge.

 I rappresentanti delle due associazione hanno consegnato ieri alla Presidenza della Camera dei Deputati più di 70.000 firme dall'Italia e dal mondo a sostegno di questa richiesta. "Ancora una volta- dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -  il nostro appello è affinche la Camera dei deputati faccia presto e bene nell'approvazione di una legge efficace contro omotransfobia e misoginia, senza cedere all'ostruzionismo e ai continui tentativi di indebolimento del testo in discussione. Paradossalmente, mentre Salvini e Meloni protestano per i tempi lunghi della discussione della legge, sono proprio i gruppi parlamentari di Lega e Fratelli d'Italia a firmare i moltissimi emendamenti ostruzionistici che stanno rallentando enormemente i lavori dell'aula. Sarebbe stato auspicabile, su questo come su tanti altri temi, un atteggiamento adulto e costruttivo delle opposizioni ma evidentemente tale aspettativa è molto al di là dello standard di queste forze politiche".

"È arrivato il momento che l'Italia segua l'esempio degli altri Paesi europei - dichiara Yuri Guaiana, senior campaigns manager di All Out -. Non si può più girare la testa dall'altra parte, da troppi anni attendiamo una legge seria ed efficace.". 

L’intera filiera delle costruzioni (Ance, Agci Produzione e Lavoro, Anaepa Confartigianato, Claai edilizia, Cna costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative lavoro e servizi, Fiae Casartigiani, Legacoop Produzione e Servizi), chiede a gran voce di dare effettivo seguito all’annunciata volontà di prorogare tutti i bonus per l’edilizia in scadenza a fine anno: bonus casa al 50%, ecobonus per singole unità immobiliari, bonus facciate, bonus mobili, bonus verde.

Allo stesso modo, confida nella proroga del superbonus 110%, sia per gli interventi di efficientamento energetico che per quelli antisismici,  compreso il sismabonus acquisti, cioè l’acquisto di fabbricati demoliti e ricostruiti dal costruttore.

Sono incentivi che hanno consentito la tenuta delle attività dell’industria delle costruzioni e di tutto il suo indotto negli anni più bui della crisi, in atto oramai da più di un decennio e che, anche in questo momento di emergenza sanitaria ed economica, possono trainare la ripresa economica del Paese, con effetti positivi per Erario, imprese e cittadini.

Tutto questo però richiede una strategia temporale più ampia, che vada oltre ai continui rinnovi annuali dei bonus e che sia coerente con la tempistica reale degli interventi edilizi: dal concept al closing dell’operazione passano spesso più di 12 mesi.

L’intera filiera rinnova, quindi, l’appello a tutte le istituzioni coinvolte affinché, nel prossimo ddl di Bilancio, sia ufficializzata la proroga dei bonus con un arco di riferimento pluriennale e che a questa si aggiunga successivamente, nell’ambito del Recovery fund, anche l’annunciata estensione triennale del superbonus 110% in tutte le sue articolazioni.

Il Papa argentino è seguito più tra i fedeli “progressisti” che tra i seguaci “tradizionalisti”.  Lo dice un sondaggio di Swg nel suo Radar settimanale.

In un contesto di grandi mutamenti storici e culturali, anche la Chiesa Cattolica è percepita in movimento, e all’interno del mondo cattolico si fa sempre più manifesta la frattura tra due diversi modi di intendere la fede che si scontrano di fronte alle iniziative e alle prese di posizione di Papa Bergoglio.

Appare evidente una frattura tra una visione tradizionalista della Chiesa e una visione più progressista, ma la valutazione delle azioni di Papa Francesco sembra affondare le loro radici più che sul terreno religioso, su una significativa differenza di visione politica ed antropologica che divide sostenitori ed oppositori.

 Non è un caso, infatti, che una larga fetta di cattolici tradizionalisti appoggi comunque Papa Francesco e che, anche gli oppositori del Papa siano comunque ben più numerosi fuori dalla Chiesa che al suo interno.

L’atteggiamento di fondo verso la Chiesa e la percezione del processo di cambiamento in corso: complessivamente questa sensazione arriva soprattutto tra i “non praticanti” e i “progressisti”

Ampio l’appoggio anche per le questioni sociali con il 77%, ma tra i tradizionalisti è forte il richiamo a non perdere di vista la dimensione spirituale. Chi si oppone a Bergoglio è tendenzialmente di destra e conservatore, maggiormente di sesso maschile. Chi lo appoggia è di centro-sinistra e M5S.

Qualcuno li ha chiamati eroi, qualcun'altro angeli. Sono le operatrici e gli operatori socio sanitari (OSS) che nelle Strutture residenziali e semi residenziali per anziani lavoravano anche prima del lockdown. Hanno affrontato il Covid19 con paura e con coraggio, ma anche con umanità e professionalità. Oggi, si trovano ad affrontare la seconda ondata del virus.

Degli OSS impegnati nelle Case di riposo e nei Centri diurni si parla poco, a volte anche male. Perché, quando riflettiamo sull'impatto del SARS-CoV-2 in particolare nelle Strutture residenziali per anziani, tendiamo a preoccuparci di come preservare la salute delle persone più fragili attraverso l'attivazione di protocolli sanitari, volti a limitare al massimo il coronavirus. Una posizione giustificabile e comprensibile anche tra gli addetti ai lavori, perché la salute e la vita delle persone vengono prima di tutto.

"Ascolto e promozione del benessere (ai tempi del Covid19)"

Noi abbiamo scelto, invece, di parlarne e lo abbiamo fatto con Laura D'Ospina, psicologa della Cooperativa sociale Itaca, impegnata nella Residenza Protetta per anziani del Comune di Sacile. Il servizio vanta la presenza della figura professionale della psicologa grazie ad uno speciale accordo tra Comune e Itaca (le case di riposo del Friuli Venezia Giulia non prevedono, a differenza di quanto accade nel vicino Veneto, la presenza di uno psicologo in struttura). D'Ospina è anche formatrice e referente Itaca del Modello Gentlecare all'interno del gruppo Ottima Senior, nonché coordinatrice del Centro diurno per anziani sempre di Sacile, le cui attività sono riprese a settembre dopo una lunga sospensione.

Insieme ad un'altra collega psicologa, Jlenia Zilli, coordinatrice dei Centri diurni di Brugnera, Polcenigo e Aviano, e con il supporto di Chiara Pizzato dell'Ufficio formazione, hanno elaborato il progetto "Ascolto e promozione del benessere (ai tempi del Covid19)", dedicato all'importanza del sostegno psicologico per gli operatori, Oss e infermieri, che lavorano nelle strutture residenziali e semi residenziali gestite da Itaca.

Il progetto è partito da una richiesta della responsabile dell'area Anziani residenziale della Cooperativa friulana, anche lei psicologa, Anna La Diega. "Abbiamo elaborato il progetto - spiega D'Ospina- per offrire un sostegno ai colleghi che si sono trovati e si trovano a dover affrontare una situazione nuova e poco conosciuta. L'esperienza del lockdown, alla quale tutti eravamo impreparati, è giunta inattesa e ci ha mostrato quanto possa essere importante un supporto psicologico professionale rivolto a chi è impegnato ogni giorno con le persone anziane che vivono in Casa di riposo, a chi si trova a dover affrontare le comprensibili frustrazioni dei familiari costretti a restare lontani dai propri cari, a chi, finito il proprio turno, poi ritorna a casa dalla propria famiglia, e magari fatica a tenere fuori dalla cerchia dei suoi affetti quanto sta vivendo sul luogo di lavoro in termini di emozioni, ansia, paure".

Itaca ha così pensato ad un progetto ad hoc per sostenere i propri lavoratori, allargandolo a tutti i colleghi impegnati nei servizi per anziani sia residenziali sia domiciliari. Si tratta di tre incontri di due ore ciascuno, con cadenza quindicinale: il primo modulo comprende la raccolta dei bisogni e l'ascolto, la condivisione di vissuti e la raccolta di esperienze; il secondo si concentra sul "dove siamo, come vivo adesso in questa situazione"; mentre il terzo modulo guarda al futuro, al "dove vogliamo arrivare", per progettare un domani ancorandosi alla realtà.

Il perché di una formazione per chi lavora nelle residenze e nei centri diurni per anziani lo spiega la stessa D'Ospina: "desideriamo non solo fornire agli operatori un sostegno psicologico qualificato per costruire insieme una visione condivisa di resilienza, ma anche offrire loro strategie e strumenti per avere una visione più ampia di quella che è la situazione presente, nonché per riuscire a capire cosa si può fare adesso con le risorse attuali. L'unica via di partenza è dare spazio all'ascolto, per dare evidenza a quanto hanno vissuto in questi mesi e stanno vivendo in questo momento. Il nostro obiettivo è proseguire nel cammino insieme".

La formazione, gratuita per chi vi accede e rigorosamente "non in presenza" ma su piattaforma online, sta partendo in questi giorni. "Stiamo suddividendo in piccoli gruppi chi ha scelto di partecipare al percorso, ognuno dei quali è guidato da uno psicologo. Abbiamo preferito gruppi non troppo numerosi (non più di 10 persone) per agevolare la partecipazione attiva e poter dare spazio a tutti, magari composti da persone che si conoscono, o della stessa equipe, affinché in seguito possano proseguire insieme nel percorso per dare continuità al progetto e fiducia al gruppo, diventando volano di una contaminazione costruttiva proiettata verso il futuro".

Amnesty International Italia ha espresso "sconcerto" per le promozioni, decise il 28 ottobre dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese e dal capo della Polizia Franco Gabrielli, di due funzionari condannati in via definitiva in relazione alle gravissime violazioni dei diritti umani verificatesi a Genova nel 2001.

Le promozioni alla carica di vicequestore hanno riguardato Pietro Troiani e Salvatore Gava, che per i fatti di Genova furono condannati in via definitiva a tre anni e otto mesi più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: Troiani per aver introdotto due bombe molotov all'interno della scuola Diaz, Gava per averne falsamente attestato il rinvenimento, affinché tale scenario potesse costituire una giustificazione per la sanguinosa irruzione nell'edificio e una ricostruzione da fornire ai mezzi d'informazione.

"Desta sconcerto il fatto che funzionari di polizia condannati per violazioni dei diritti umani restino in servizio e, anzi, vengano promossi a ulteriori incarichi", ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

"In un periodo di grande tensione, nel quale sono bersaglio di azioni violente nelle strade italiane, le forze di polizia dovrebbero impegnarsi nel gestire le operazioni di ordine pubblico nel rispetto degli standard internazionali sui diritti umani. I loro dirigenti dovrebbero fare di tutto perché, proprio in momenti come questi, si rafforzi il rapporto di fiducia tra cittadini e forze di polizia. Decisioni come quelle del 28 ottobre rischiano al contrario di indebolirlo", ha aggiunto Rufini.

"Alla vigilia del ventesimo anniversario dei gravissimi fatti di Genova e nella costante assenza di rimedi legislativi a una delle cause che li favorirono, ossia la mancanza di codici identificativi per le forze di polizia, provvedimento che Amnesty International Italia chiede da anni, queste promozioni suonano come un'offesa alle centinaia di persone che vennero arrestate, detenute arbitrariamente e torturate in quella pagina nera della storia italiana", ha concluso Rufini

 

 

 

 

 

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