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Martedì, 25 Giugno 2019

Il bilancio numero 26 della Cooperativa sociale Itaca è uno dei migliori di sempre, con un fatturato che tocca i 48 milioni di euro e il più 7,6% rispetto all’anno precedente, e che si traduce in oltre 3,4 milioni di euro di aumento. Cresce l’occupazione che segna + 4,5% di incremento con un numero di addetti che sfiora i 2.000. Ma le notizie positive non si fermano qui perché il bilancio segna un utile gestionale che come l’anno scorso supera 1 milione di euro, un risultato che consente alla Cooperativa Itaca di destinare direttamente in busta paga ai soci un ristorno complessivo superiore a 400 mila euro, a cui se ne sono aggiunti altrettanti per miglioramenti economici riservati alle socie e ai soci.

Orietta Antonini, riconfermata alla presidenza del CdA per il triennio 2019-21 “E’ un risultato frutto di scelte e visioni che ancora oggi ci caratterizzano – afferma Orietta Antonini, riconfermata alla presidenza del Consiglio di Amministrazione per il triennio 2019-21 -, come il mantenimento del nucleo prevalente delle nostre attività in Friuli Venezia Giulia, che concentra più dell’80% del fatturato, unitamente alla scelta di rispondere a tutti i bisogni del territorio; da tale scelta deriva l’ampiezza qualitativa e quantitativa delle tipologie di servizi e contratti gestiti e la possibilità di attivare percorsi di innovazione sociale, alcuni dei quali con annessi investimenti patrimoniali”.

“L’opportunità di dare concretezza alle nostre aspirazioni – prosegue la presidente Antonini - è naturalmente accompagnata da pazienti e rigorose politiche di contenimento delle spese, soprattutto indirette, di rafforzamento patrimoniale e finanziario, di investimenti umani prima che patrimoniali, orientati verso la formazione e verso le relazioni con le comunità di riferimento. Di questa visione ciò che più ci sta a cuore non è tanto e solo un risultato ma procedere collettivamente, fedeli al fatto che la Cooperativa Itaca è un’organizzazione democratica, aperta, che attraverso l’azione imprenditoriale persegue lo sviluppo sociale”.

I numeri

Il bilancio al 31 dicembre 2018 presenta in termini di sviluppo e redditualità una delle migliori performance di sempre. I numeri, approvati prima durante le sette Assemblee separate territoriali (Aviano, Conegliano, Fagagna, Fiume Veneto, Gemona del Friuli, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro) e poi il 28 maggio a Pasian di Prato (Ud) dall’Assemblea generale dei delegati, parlano chiaro.

Il fatturato sale a 48,1 milioni di euro, in aumento del 7,6% rispetto al 2017, mentre il patrimonio netto aziendale cresce del 9,3% e si attesta a 7,3 milioni di euro. Risultati eccezionali che registrano il rafforzamento del patrimonio sociale della Cooperativa Itaca, unitamente ad un utile gestionale di oltre 1,1 milioni di euro da cui è stato dedotto il ristorno ai soci in busta paga di € 430 mila euro. Da evidenziare che, a partire dall’esercizio 2009, la Cooperativa sociale friulana ha riconosciuto ai soci - come scambio mutualistico - ristorni complessivi che hanno superato il milione e mezzo di euro

L’occupazione aumenta del 4,5% per un numero complessivo pari a 1979 addetti al 31 dicembre 2018, una forza lavoro all’83% al femminile, con il 62% di soci lavoratori che aumentano del 4,7%. In crescita anche il numero medio di lavoratori impegnati che da 1870 nel 2017 sale a 1954 nel 2018. Sul piano dell’efficienza organizzativa, la gestione di un universo di lavoratori e servizi così diffuso richiede investimenti costanti, che non sono mai mancati, anche verso l’attività formativa, sulla sicurezza e professionalizzante. Sono stati 209 i corsi di formazione (sia professionalizzanti, sia sulla sicurezza) progettati e svolti che hanno coinvolto più di 1700 soci e lavoratori.

“Più rilevante del fatturato - sottolinea la presidente Antonini - è l’evidente desiderio che ancora muove le nostre azioni di cercare il confronto, di promuovere nuove modalità di servizi, di ascoltare e raccontare, di fare con: probabilmente è questo il modello di innovazione a cui aspirare. La nostra rete di servizi, utenti, famiglie, istituzioni pubbliche e private, partnership e collaborazioni, assume una rilevanza fondamentale per ripensare ad un welfare sostenibile, accogliente e universale. Il conteggio più raffinato dei beneficiari dei nostri servizi ha registrato quasi 33mila utenti a fine anno (in circa 200 servizi) di cui 25mila giovani e i restanti 8mila minori, disabili e anziani (di cui la metà circa seguiti individualmente)”.

Ai dati positivi, che avvalorano il modello cooperativo, si affiancano le debolezze derivanti da un “contesto che non valorizza sufficientemente i servizi e l’occupazione nei servizi di cura. La presenza di affidamenti quantitativamente e temporalmente limitati (ma che richiedono professionalità elevate) e senza alcuna certezza di prosieguo, la mancanza di programmazione nei percorsi di insegnamento delle professioni di cura (operatori assistenziali, educatori, personale sanitario), la verticalizzazione di genere del ‘settore’ che vede una presenza preminente di donne, con le relative esigenze di conciliazione, unitamente ad una oggettiva conformazione territoriale che pretende interventi molto diffusi, sono questioni che impegnano quotidianamente tutti i livelli dell’organizzazione. Temi peraltro - conclude Orietta Antonini - oggetto di un rinnovato e positivo confronto con la Regione Fvg che ha attivato importanti tavoli tematici, riferiti sia agli affidamenti e alle procedure di accreditamento di servizi ad alta integrazione sociosanitaria, sia alla formazione e qualificazione del personale”.

Il nuovo Cda

Nel corso dell’Assemblea generale dei delegati, svoltasi il 28 maggio all’Auditorium comunale di Pasian di Prato (Ud), è stata data comunicazione dei risultati elettorali rispetto all’elezione in Consiglio di Amministrazione. Entrano nel CdA di Itaca e rimarranno in carica per il triennio 2019-2021: Orietta Antonini, Paolo Castagna, Sergio Della Valle e Anna La Diega per la Tecnostruttura; Mattia Bianco, Francesca Biasio, Vincenzo Bottecchia per la provincia di Pordenone; Mariaelena Brovedan, Barbara Driussi e Roberto Rossetto per l’area Alto e Medio Friuli; Pasquale Ascone, Katia Mussin e Cosimo Zito per Basso Friuli-Gorizia-Trieste; Lara Aggio, Claudia Battiston e Silvia Stival per l’area extra regionale.

Su 16 componenti eletti, 9 sono donne e 7 uomini, 10 i nuovi consiglieri e 6 gli uscenti, tutte le aree di servizio della Cooperativa Itaca sono rappresentate. L’età media è di 46 anni. Al termine dell’Assemblea, primo incontro del nuovo CdA che ha provveduto a riconfermare alla presidenza di Itaca, Orietta Antonini.

Nel 2018 ammontano a 18 milioni 823 mila le famiglie con almeno un componente tra i 15 e i 64 anni (72,6% di 25 milioni 926 mila famiglie residenti in Italia). Tra queste, quelle  con almeno un occupato sono 15 milioni 374 mila.

La partecipazione al mercato del lavoro all’interno della famiglia ha risentito della crisi economica che, soprattutto tra il 2008 e il 2013, ha arrestato il trend positivo degli anni precedenti e condizionato la ripresa in quelli successivi. Nel 2018 la quota di famiglie con almeno un occupato (81,7%) torna tuttavia ad avvicinarsi al livello del 2008 (82,3%).

Il recupero dei livelli pre-crisi è avvenuto in tutte le regioni del Nord, mentre ancora non si è realizzato nel Mezzogiorno. Tra le regioni meridionali le quote più basse sono stimate in Calabria (67,6%) e in Sicilia (67,9%), dove si registrano anche le distanze più marcate  rispetto al 2008 (-5,2 e -4,7 punti percentuali).

La contrazione dell'occupazione durante le recenti crisi economiche ha comportato una contestuale crescita delle famiglie pluricomponenti senza occupati. La graduale ripresa negli anni successivi non ha fatto recuperare i livelli pre-crisi. Nei quindici anni esaminati, l'incidenza di queste famiglie è aumentata dal 15,3% del 2004 al 16,2% del 2018, con un picco del 18,4% nel 2013, per l'effetto negativo della crisi economica che ha annullato la riduzione positiva dei primi quattro anni.

Aumentano famiglie senza lavoro e pensione, dramma Sud

Nel 2018 le famiglie con due o più componenti senza occupati sono stimate in 2 milioni 361 mila. Tra queste, quelle senza occupati né pensionati da lavoro (quindi prive di redditi/pensioni da lavoro) sono 1 milione 151 mila, con una incidenza pari al 7,9%, valore sostanzialmente stabile dal 2013 dopo la crescita avvenuta negli anni della crisi economica (4,8% nel 2004). Nei restanti casi si tratta di famiglie prive di occupazione, ma sostenute almeno da una pensione da lavoro, la cui incidenza sul totale delle famiglie con due o più componenti è pari all'8,3% (10,5% nel 2004).

Le famiglie prive di redditi/pensioni da lavoro sono sempre più frequentemente quelle in cui è presente un solo genitore con figli senza altri familiari coabitanti. Tra le famiglie monogenitori, nel 2018, è senza lavoro una famiglia su cinque (circa 400 mila famiglie), nel 2004 era circa una su sette. Aumenta rispetto al 2004 anche la quota di famiglie senza redditi da lavoro tra le coppie con figli (dal 3,1% al 5,4%) e senza figli (dal 4,2% al 6,0%).

 Le famiglie senza occupati e senza pensionati da lavoro sono molto più diffuse nel Mezzogiorno

Da venerdì 7 a domenica 23 giugno lo Studio BONG di Firenze (via Calimaruzza, 10R, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00, inaugurazione il 7 giugno alle ore 18.00) ospiterà la mostra “Pescicapo & Grossinsetti”, esposizione delle produzioni collettive degli utenti dell’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti di Livorno che frequentano il Centro diurno Blu Cammello, gestito dalla cooperativa sociale Brikke Brakke.
Ispirata in parte all’artista Giuseppe Capogrossi, la mostra comprende quattro collezioni di artigianato artistico realizzate dagli utenti insieme ai maestri d’arte della cooperativa Brikke Brakke: Fishsign Collection, Souvenirs d’Antan, Splendida Fobia, Trasformisti, che sono state presentate durante la settimana del Salone del Mobile di Milano 2019, nell’evento “Design Sensibile”.

La cooperativa sociale Brikke Brakke, di tipo B e aderente a Legacoop Toscana, ha come obiettivo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e da sempre lavora nell’ambito della Salute mentale attraverso laboratori condotti da maestri d’arte altamente qualificati. Le competenze sviluppate negli anni consentono di valorizzare la creatività delle persone partecipanti, creare con loro sinergie creative attraverso la rielaborazione di loro idee o disegni e produrre manufatti di riconosciuto valore estetico, utilizzando materiali naturali e riciclati e dando vita a creazioni artigianali e artistiche originali composte da serie di oggetti unici fatte interamente a mano.

Della mostra, per la quale Brikke Brakke si avvale della collaborazione di Legacoop Toscana, fanno parte anche i complementi d’arredo prodotti all’interno del progetto Trasformisti, rielaborazione di mobili vintage realizzata attraverso l’interpretazione e la mano d’opera di giovani adulti con Diagnosi Autistica con il supporto dell’Associazione Autismo Livorno onlus. Proprio alla presentazione della collezione Trasformisti sarà dedicato un incontro presso lo Studio BONG giovedì 13 giugno alle ore 17.30 con la partecipazione dell’Associazione Autismo Livorno onlus. Nell’ambito della mostra, il 22 giugno alle ore 17.00 è in programma la presentazione del libro edizione Valigie Rosse “Basaglia’s, racconto di un popolo”. Sarà presente l’autore Stefano Miani.

La mostra “Pescicapo & Grossinsetti” verrà inaugurata venerdì 7 giugno alle ore 18.00 a Firenze presso lo Studio BONG in via Calimaruzza 10/R.
I colleghi giornalisti sono invitati a partecipare.

 

 

L’educazione è la risorsa più efficace per cambiare il mondo.  Lo sa bene il Comando di Polizia Locale di Vimodrone che ha scelto di insegnare le regole di buona convivenza attraverso un programma di eventi incentrati sull’arte. L’arte dunque come espediente per arrivare al cuore delle persone, per parlare di regole, per raccontare un quotidiano fatto di valori che, se rispettati, mostrano un volto nuovo della Legge, della Scuola e di tutte le istituzioni che fanno parte e insegnano il Rispetto.

Un bambino attraversa la strada aspettando il verde. L’automobilista posteggia la macchina pagando il parcheggio. Il ciclista rispetta il pedone lasciando il marciapiede libero. La convivenza fra concittadini è il primo passo verso la socialità. Il primo momento sereno che concediamo a noi stessi per ricevere il rispetto di tutti.

Attraverso una serie di eventi culturali, curati da Industria Scenica, la Polizia Locale di Vimodrone ha deciso di mostrare la veste umana che le appartiene. Il ricco calendario è iniziato il 30 aprile e si concluderà il 9 giugno. Tutte le attività sono rientrate nel grande progetto (incubatore di cultura), Viaggio verso l’educazione civica, oggi alla sua 3º edizione, che ha coinvolto gli alunni delle classi della Scuola dell’infanzia, Primaria e Secondaria tra laboratori educativi non-convenzionali alla scoperta delle strade e dei luoghi di Vimodrone, con visite guidate da un attore nei panni del primo abitante della città.

Non solo questo, ma anche conferenze e spettacoli: prima l’emozionante appuntamento con “Benvenuti nel Tunnel” di Fabrizio Palma, un percorso drammaturgico legato alle dipendenze; poi con la ormai nota rappresentazione teatrale “WEBulli” di Elea Teatro (compagnia di Industria Scenica under 35 riconosciuta dal MIBAC), un viaggio poetico che indaga i fenomeni di cyberbullismo e sexting, ossia gli atti di bullismo, molestia e lo scambio di contenuti espliciti di carattere sessuale effettuati tramite i nuovi media digitali. Oltre a questi eventi, è stato realizzato un murales sulla facciata esterna del Comando di Polizia Locale di Vimodrone ad opera dell’artista Simone Brullo AKA Zolfo con la supervisione di Industria Scenica; presso le Scuole dell’Infanzia di via Fiume e Petrarca si è tenuto uno spettacolo di narrazione, durante il quale sono state spiegate, mediante il gioco e l’arte, le regole e i comportamenti da tenere su strada; infine, il 9 giugno, il Comando di Polizia Locale di Vimodrone ha aperto le sue porte all’intera città dal primo pomeriggio, con attività dedicate ai bambini e agli adulti e lo spettacolo “Clown in libertà” della Compagnia Teatro Necessario, un momento circense, magico, adatto a tutte le età.

In scena una bicicletta stilizzata per raggiungere luoghi vicini e lontani, per raccontare storie e imparare i segnali stradali che tutti i giorni leggiamo e sono parte dell’arredo urbano. L’obiettivo è stato imparare insieme agli Agenti della Polizia Locale di Vimodrone e a Industria Scenica che la cultura è il mezzo per insegnare che la condivisione genera unione.

 

La sostituzione etnica con l'arrivo dei migranti? Una fake news. "Nel passaggio da una generazione all'altra, ogni donna fertile dovrebbe avere 2,1 figli in media affinchè il Paese non perda la sua popolazione: attualmente le donne italiane hanno 1,27 figli a testa, quindi non garantiscono il ricambio generazionale da sole. Fino a qualche anno fa la componente immigrata raggiungeva questo tasso di 2,1 o lo superava, dando una grossa mano all'andamento demografico, ma anche qui la natalità sta calando: oggi le donne straniere in Italia hanno in media meno di 2,1 figli".

Lo ha detto Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos, intervenendo all'incontro 'Gender Migration: la specificità di genere nel contesto migratorio' in corso nella sede dell'agenzia 'Dire'. "Il tasso di fertilità delle donne straniere e' in calo" ha spiegato lo studioso. "Su questo pesano vari fattori, tra cui l'assunzione di modelli delle società di accoglimento da parte delle migranti". Secondo Di Sciullo, "in Italia abbiamo una popolazione straniera di 5 milioni e 200mila persone e l'Istat rileva che poco più della metà di queste persone, oltre 2 milioni e 600mila, sono donne".

(Fonte: agenzia stampa Dire)

L'11 giugno, a partire dalle ore 14.00 e fino alle ore 16.00 presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia, si terrà un triangolare di calcio a 5 promosso da Atletico Diritti, polisportiva fondata nel 2014 dalle associazioni Progetto Diritti e Antigone.

Alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati, On. Roberto Fico, si sfideranno sul campo dell'istituto la squadra di calcio di Atletico Diritti femminile, composta esclusivamente da atlete detenute nel carcere, una squadra delle studentesse dell'Università Roma Tre e una squadra composta dagli operatori della stessa Casa Circondariale.

Oltre al Presidente della Camera, saranno presenti le giocatrici dell'AS Roma (Serie A di calcio femminile) Claudia Ciccotti, Federica Di Criscio, Camilla Labate e il Pro Rettore dell'Università Roma Tre, nonché vice-presidente di Atletico Diritti, Prof. Marco Ruotolo.

"Lo sport è uno straordinario strumento di integrazione e di affermazione dei valori della solidarietà. L'accesso allo sport deve costituire un diritto per tutti, liberi o detenuti che siano". A dirlo è Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e presidentessa di Atletico Diritti. "Dal 2014 cerchiamo di promuovere tali valori attraverso le attività sportive delle nostre squadre di calcio maschile, basket, cricket e per ultima quella del calcio femminile".

"Abbiamo scelto di fondare una squadra di calcio all'interno del carcere femminile di Rebibbia - aggiunge Arturo Salerni, vice-presidente della Polisportiva - per affermare con forza che non esistono barriere nello sport, siano esse sociali, di nazionalità, di genere o quant'altro. Questo torneo, ma più in generale le attività della nostra società, sono lì a volerlo ribadire".

Durante l'iniziativa saranno donati dal Rotaract Club Roma Olgiata Tevere materiali per l'attività sportiva di Atletico Diritti femminile, la squadra composta dalle atlete detenute del carcere romano.

 

Oggi, a Roma, in occasione dell'Assemblea nazionale dei Volontari dell'Unicef Italia, viene rinnovato il Protocollo d'Intesa che vedra' impegnati, per i prossimi cinque anni, l'Unicef Italia e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile. Il Protocollo e' firmato dal presidente dell'Unicef Italia Francesco Samengo e dal vicecapo Dipartimento Vicario-Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco Fabio Dattilo.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco viene inoltre confermato Goodwill Ambassador dell'Unicef Italia. Alla presentazione del Protocollo oggi all'Assemblea dei Volontari Unicef sara' presente il Direttore dell'Unicef Division of Private Fundraising and Partnerships di Ginevra, Gary Stahl, e i presidenti regionali e provinciali dell'Unicef Italia; per il Dipartimento dei Vigili del Fuoco sara' presente il Vice Capo Dipartimento Vicario-Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Ing. Fabio Dattilo. Obiettivo della collaborazione tra l'Unicef Italia e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e' di condividere e realizzare azioni ed iniziative di sensibilizzazione a sostegno dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, con particolare riguardo alla promozione e alla tutela della sicurezza e alla diffusione dei valori della protezione e prevenzione del rischio, in particolare per i bambini e i giovani.

"La presenza nelle emergenze, caratterizzata dall'imparzialita' e votata esclusivamente a rispondere ai bisogni dell'essere umano, accomuna i Vigili del Fuoco e l'Unicef e crea i presupposti per una naturale alleanza tra loro in favore dell'infanzia- ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell'Unicef Italia- E' sulla base della condivisione di questi ideali e valori che con grande orgoglio, oggi e per i prossimi cinque anni, ci impegniamo con i Vigili del Fuoco in attivita' e iniziative rivolte alla promozione della sicurezza e protezione di tutti, soprattutto dei bambini piu' vulnerabili su tutto il nostro territorio. Il rinnovo di questa storica collaborazione avviene proprio nell'anno in cui si celebrano i 30 anni dall'approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia".

"Azioni e iniziative comuni legano l'Unicef e i Vigili del Fuoco, nello spirito di una antica e datata collaborazione che, anche attraverso la sottoscrizione odierna, intende confermare ed arricchire la condivisione e la vicinanza ai diritti dell'infanzia tutta, segnatamente dei bambini dimenticati e di quelli in particolare condizione di vulnerabilita' e degrado sociale e assicurare l'inclusione anche dei bambini con disabilita'. Anche per il Corpo nazionale la sottoscrizione del protocollo avviene in un'occasione particolare, ovvero nella ricorrenza degli 80 anni della istituzione del Corpo", dichiara il Vice Capo Dipartimento Vicario-Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Ing. Fabio Dattilo.

La condivisione dei suddetti ideali e valori e' la ragione della riconferma dei Vigili del Fuoco Ambasciatori dell'Unicef Italia: "L'impegno nelle drammatiche emergenze, affrontato con grande responsabilita' civile e sensibilita' umana, accomuna il Corpo dei Vigili del Fuoco e l'Unicef nell'intento superiore della salvaguardia delle persone bisognose e dell'infanzia. Ai generosi uomini che domano le fiamme e donano i loro cuori, come dice il motto 'Flammas domamus, donamus corda', affidiamo idealmente il compito di rappresentare, ovunque operino, lo spirito di fratellanza e solidarieta' che anima l'azione di chi interviene a favore delle bambine e dei bambini salvando loro la vita, i sogni ed il futuro". Il Protocollo vedra' l'Unicef Italia e i Vigili del fuoco impegnati in diverse iniziative su tutto il territorio nazionale, anche attraverso la rete dei Comitati Unicef locali, per diffondere informazioni e promuovere attivita' che coinvolgano direttamente i bambini e le loro famiglie sulla propria salute, sicurezza e sulla prevenzione dei rischi in caso di necessità.

(Fonte: agenzia Dire)

Secondo fonti ospedaliere della capitale Khartoum, oltre 100 persone sono state uccise dal 3 giugno, quando le forze di sicurezza sudanesi - compresa la famigerata Forza rapida di supporto, un'unità speciale creata dal precedente governo, già responsabile di massacri in Darfur - hanno aperto il fuoco contro un accampamento di manifestanti e le successive proteste. 

La prima fine del Ramadan dopo 30 anni di terrore del deposto Omar al-Bashir si è trasformata in giorni di morte, paura e rabbia.  Gli attivisti dell'opposizione sudanese hanno riferito di decine di corpi recuperati dalle acque del fiume Nilo. 

Amnesty International ha sollecitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana ad assumere iniziative urgenti per interrompere il bagno di sangue, porre fine all'impunità e pretendere che i responsabili della strage di manifestanti siano assicurati alla giustizia. 

Il 21 giugno esce “Life Book”, il nuovo album di inediti di Giuseppina Torre, pubblicato su etichetta Decca e distribuito da Universal Music Italia.  Lunedì 24 giugno la pianista e compositrice siciliana presenta il disco dal vivo a Milano presso Rizzoli Galleria (Galleria Vittorio Emanuele II, 11), alle ore 18.30.

«“Life Book” racconta il mio cammino di vita di questi ultimi anni – afferma Giuseppina Torre – quando ho preso consapevolezza che anche le avversità rappresentano un’opportunità e che da un evento terribile può scaturire una consapevolezza e una riscoperta di se stessi che forse diversamente sarebbero mancati. Grazie alla musica che mi ha guarita guardo la vita con occhi diversi lasciandomi tutto alle spalle».

Prodotto da Davide Ferrario, missato e masterizzato da Pino “Pinaxa” Pischetola e registrato presso Griffa & Figli e Frigo Studio, il disco esce sulla scia del grande successo ottenuto dalla pianista con il recente concerto nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, nell’ambito di Piano City Milano. Le 10 composizioni di “Life Book”, con musiche composte ed eseguite da Giuseppina Torre, raccontano le suggestioni, i pensieri e il vissuto dell’artista negli ultimi anni, come un vero e proprio “racconto di vita” in musica.

Questa la tracklist dell’album: “Rosa tra le rose”, “La promessa”, “Gocce di veleno”, “Dove sei”, “The golden cage”, “Siempre y para siempre”, “Mentre tu dormi”, “My miracle of love”, “Un mare di mani”, “Never look back”. Giuseppina Torre nasce a Vittoria, in provincia di Ragusa. Dopo aver conseguito il Diploma in Pianoforte presso l'Istituto Musicale “V. Bellini” di Caltanissetta, sotto la guida del Maestro Sergio Carrubba si perfeziona con i Maestri Giuseppe Cultrera e Francesco Nicolosi.

Dal 2000 si esibisce in diversi Teatri e Scuole di Alta Formazione Musicale, sia italiani che esteri. Nel 2005 partecipa come ospite d'onore all'International Feirenkurse Neue Music alla George Bukner Skule a Darmstadt. Nel 2007 riceve il Diploma d'Onore alla Scuola di Alta Formazione Musicale presso il Conservatorio “Ion Vidu” di Timisoara. Nel 2010 viene selezionata per la categoria “composizione” alla 19° edizione dell'Ibla Grand Prize, posizionandosi nella rosa dei finalisti.

A novembre 2012 vince due premi ai Los Angeles Music Awards come “International Artist of the Year” e “International Solo Performer of the Year”. Il 19 gennaio 2017 vince gli Akademia Awards of Los Angeles nella categoria “Ambiental/Instrumental” con la composizione “Il mio cielo”. Nel 2015 pubblica il suo primo album “Il silenzio delle stelle” (Bideri/Sony) e con il relativo tour, nell’estate 2017, tocca numerose location di prestigio.

Nel 2018 Giuseppina Torre firma le musiche del documentario “Papa Francesco - La mia Idea di Arte”, un viaggio attraverso la galleria ideale del Pontefice tratto dall’omonimo libro scritto da Papa Francesco a cura della giornalista e scrittrice Tiziana Lupi. A giugno dello stesso anno è stata premiata negli Stati Uniti ai 5th Annual International Music and Entertainment Awards 2018, che seleziona e premia le eccellenze di tutto il mondo nel panorama della musica indipendente. Conquista le categorie “Classical Artist of the Year” e “Classical Album of the Year” proprio con l’album “La mia idea di arte – Original Soundtrack dell’opera di Papa Francesco”.  

Il suo nome è stato recentemente inserito all’interno del “Dizionario dei compositori di Sicilia”, opera del poeta e scrittore triestino Giovanni Tavčar. Nel mese di aprile 2019 ritira il riconoscimento degli Akademia Executive Award (Los Angeles) nella categoria Ambient/Instrumental. Il 18 maggio 2019, nell’ambito di Piano City Milano, si esibisce in concerto nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco.

 

 

In Pakistan, migliaia di donne e bambini muoiono ogni anno a causa di patologie facilmente prevenibili. Nella provincia sud-occidentale del Belucistan, che conta alcune delle peggiori statistiche sanitarie al mondo, la situazione è particolarmente grave. Medici Senza Frontiere (MSF) è tra le principali organizzazioni internazionali a garantire cure mediche nella provincia, fornendo cure ostetriche e ginecologiche alle donne in gravidanza e cure pediatriche e neonatali ai loro bambini. 

Le équipe di MSF curano circa 11.000 bambini malnutriti ogni anno in 4 distretti. La scarsa informazione su allattamento e svezzamento favorisce la diffusione di pratiche sanitarie dannose e questa è una grossa preoccupazione per MSF.  

“La malnutrizione è un problema molto serio, esacerbato da scarsa attenzione a comportamenti sanitari corretti, mancanza di protezione sociale, estrema povertà, conflitto e sfollamento. Deve essere affrontata attraverso un approccio olistico, che va ben oltre il mandato di MSF” spiega Tetyana Pylypenko, coordinatore medico di MSF in Pakistan.  

I comportamenti sanitari corretti dipendono da come una comunità utilizza i servizi medici e sono fortemente influenzati anche dai costi di questi servizi, dalla distanza dalle strutture sanitarie, dalle credenze culturali, dal livello di informazione e dalla qualità delle strutture.  

I team di promozione della salute di MSF lavorano a stretto contatto con quelli medici, per condurre sessioni regolari di sensibilizzazione e consulenza per aumentare la consapevolezza delle persone sulla salute e ridurre il ricorso a pratiche mediche non sicure.  “Quando non potevo dargli da mangiare, gli davo del tè verde” racconta Malaika di suo figlio Arish, ricoverato pochi giorni dopo la nascita in condizioni critiche in una struttura di MSF. “Mia suocera diceva che era la cosa migliore ed è quello che avevo fatto anche con i miei altri 8 figli.” 

Tè verde, tè nero e altre erbe possono essere molto pericolose per un neonato. Nonostante questo, il loro utilizzo è molto diffuso nei distretti di Naseerabad e Jaffarabad.  Quando Malaika si è accorta che Arish stava male, lo ha portato in una clinica privata, ma le sue condizioni continuavano a peggiorare ed è stato trasferito in una struttura di MSF. Purtroppo, Arish è arrivato in condizioni davvero gravi e non ce l’ha fatta.  

“Casi come questi sono molto frequenti” spiega il dott. Zialullah. “Tè verde e tè nero sono utilizzati come rimedi per qualunque cosa, dalle ustioni ai tagli, e anche per nutrire i neonati.”  Nel 2018, i tassi di malnutrizione in Belucistan hanno spinto le autorità provinciali a dichiarare un’emergenza nutrizionale. Qualche mese prima, un sondaggio demografico e sanitario nazionale ha rilevato che il 47% dei bambini in Belucistan mostra evidenze di arresto della crescita, condizione dovuta a uno squilibrio nella crescita e nello sviluppo che può colpire i bambini a causa di una scarsa alimentazione, infezioni ripetute e un livello inadeguato di stimoli psicosociali. 

MSF lavora in Belucistan dal 2001. Attualmente è presente in 4 distretti: Naseerabad, Jafferabad, Killa Abdullah e Quetta, con progetti focalizzati sulla salute materno-infantile, che forniscono servizi ostetrici e ginecologici alle madri, gestiscono reparti pediatrici e neonatali e offrono cure contro la malnutrizione infantile. Nel 2018, MSF ha assistito oltre 10.000 nascite e curato più di 11.000 bambini malnutriti nella provincia del Belucistan. 

 

 

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