Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Sabato, 23 Gennaio 2021

Ieri la Camera dei Deputati ha ripreso la discussione sulla proposta di legge contro l'omotransfobia e la misoginia. In partnership con oltre 20 associazioni italiane, Arcigay e  l'associazione internazionale All Out stanno conducendo una campagna per chiedere di approvare subito una buona legge.

 I rappresentanti delle due associazione hanno consegnato ieri alla Presidenza della Camera dei Deputati più di 70.000 firme dall'Italia e dal mondo a sostegno di questa richiesta. "Ancora una volta- dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -  il nostro appello è affinche la Camera dei deputati faccia presto e bene nell'approvazione di una legge efficace contro omotransfobia e misoginia, senza cedere all'ostruzionismo e ai continui tentativi di indebolimento del testo in discussione. Paradossalmente, mentre Salvini e Meloni protestano per i tempi lunghi della discussione della legge, sono proprio i gruppi parlamentari di Lega e Fratelli d'Italia a firmare i moltissimi emendamenti ostruzionistici che stanno rallentando enormemente i lavori dell'aula. Sarebbe stato auspicabile, su questo come su tanti altri temi, un atteggiamento adulto e costruttivo delle opposizioni ma evidentemente tale aspettativa è molto al di là dello standard di queste forze politiche".

"È arrivato il momento che l'Italia segua l'esempio degli altri Paesi europei - dichiara Yuri Guaiana, senior campaigns manager di All Out -. Non si può più girare la testa dall'altra parte, da troppi anni attendiamo una legge seria ed efficace.". 

L’intera filiera delle costruzioni (Ance, Agci Produzione e Lavoro, Anaepa Confartigianato, Claai edilizia, Cna costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative lavoro e servizi, Fiae Casartigiani, Legacoop Produzione e Servizi), chiede a gran voce di dare effettivo seguito all’annunciata volontà di prorogare tutti i bonus per l’edilizia in scadenza a fine anno: bonus casa al 50%, ecobonus per singole unità immobiliari, bonus facciate, bonus mobili, bonus verde.

Allo stesso modo, confida nella proroga del superbonus 110%, sia per gli interventi di efficientamento energetico che per quelli antisismici,  compreso il sismabonus acquisti, cioè l’acquisto di fabbricati demoliti e ricostruiti dal costruttore.

Sono incentivi che hanno consentito la tenuta delle attività dell’industria delle costruzioni e di tutto il suo indotto negli anni più bui della crisi, in atto oramai da più di un decennio e che, anche in questo momento di emergenza sanitaria ed economica, possono trainare la ripresa economica del Paese, con effetti positivi per Erario, imprese e cittadini.

Tutto questo però richiede una strategia temporale più ampia, che vada oltre ai continui rinnovi annuali dei bonus e che sia coerente con la tempistica reale degli interventi edilizi: dal concept al closing dell’operazione passano spesso più di 12 mesi.

L’intera filiera rinnova, quindi, l’appello a tutte le istituzioni coinvolte affinché, nel prossimo ddl di Bilancio, sia ufficializzata la proroga dei bonus con un arco di riferimento pluriennale e che a questa si aggiunga successivamente, nell’ambito del Recovery fund, anche l’annunciata estensione triennale del superbonus 110% in tutte le sue articolazioni.

Il Papa argentino è seguito più tra i fedeli “progressisti” che tra i seguaci “tradizionalisti”.  Lo dice un sondaggio di Swg nel suo Radar settimanale.

In un contesto di grandi mutamenti storici e culturali, anche la Chiesa Cattolica è percepita in movimento, e all’interno del mondo cattolico si fa sempre più manifesta la frattura tra due diversi modi di intendere la fede che si scontrano di fronte alle iniziative e alle prese di posizione di Papa Bergoglio.

Appare evidente una frattura tra una visione tradizionalista della Chiesa e una visione più progressista, ma la valutazione delle azioni di Papa Francesco sembra affondare le loro radici più che sul terreno religioso, su una significativa differenza di visione politica ed antropologica che divide sostenitori ed oppositori.

 Non è un caso, infatti, che una larga fetta di cattolici tradizionalisti appoggi comunque Papa Francesco e che, anche gli oppositori del Papa siano comunque ben più numerosi fuori dalla Chiesa che al suo interno.

L’atteggiamento di fondo verso la Chiesa e la percezione del processo di cambiamento in corso: complessivamente questa sensazione arriva soprattutto tra i “non praticanti” e i “progressisti”

Ampio l’appoggio anche per le questioni sociali con il 77%, ma tra i tradizionalisti è forte il richiamo a non perdere di vista la dimensione spirituale. Chi si oppone a Bergoglio è tendenzialmente di destra e conservatore, maggiormente di sesso maschile. Chi lo appoggia è di centro-sinistra e M5S.

Qualcuno li ha chiamati eroi, qualcun'altro angeli. Sono le operatrici e gli operatori socio sanitari (OSS) che nelle Strutture residenziali e semi residenziali per anziani lavoravano anche prima del lockdown. Hanno affrontato il Covid19 con paura e con coraggio, ma anche con umanità e professionalità. Oggi, si trovano ad affrontare la seconda ondata del virus.

Degli OSS impegnati nelle Case di riposo e nei Centri diurni si parla poco, a volte anche male. Perché, quando riflettiamo sull'impatto del SARS-CoV-2 in particolare nelle Strutture residenziali per anziani, tendiamo a preoccuparci di come preservare la salute delle persone più fragili attraverso l'attivazione di protocolli sanitari, volti a limitare al massimo il coronavirus. Una posizione giustificabile e comprensibile anche tra gli addetti ai lavori, perché la salute e la vita delle persone vengono prima di tutto.

"Ascolto e promozione del benessere (ai tempi del Covid19)"

Noi abbiamo scelto, invece, di parlarne e lo abbiamo fatto con Laura D'Ospina, psicologa della Cooperativa sociale Itaca, impegnata nella Residenza Protetta per anziani del Comune di Sacile. Il servizio vanta la presenza della figura professionale della psicologa grazie ad uno speciale accordo tra Comune e Itaca (le case di riposo del Friuli Venezia Giulia non prevedono, a differenza di quanto accade nel vicino Veneto, la presenza di uno psicologo in struttura). D'Ospina è anche formatrice e referente Itaca del Modello Gentlecare all'interno del gruppo Ottima Senior, nonché coordinatrice del Centro diurno per anziani sempre di Sacile, le cui attività sono riprese a settembre dopo una lunga sospensione.

Insieme ad un'altra collega psicologa, Jlenia Zilli, coordinatrice dei Centri diurni di Brugnera, Polcenigo e Aviano, e con il supporto di Chiara Pizzato dell'Ufficio formazione, hanno elaborato il progetto "Ascolto e promozione del benessere (ai tempi del Covid19)", dedicato all'importanza del sostegno psicologico per gli operatori, Oss e infermieri, che lavorano nelle strutture residenziali e semi residenziali gestite da Itaca.

Il progetto è partito da una richiesta della responsabile dell'area Anziani residenziale della Cooperativa friulana, anche lei psicologa, Anna La Diega. "Abbiamo elaborato il progetto - spiega D'Ospina- per offrire un sostegno ai colleghi che si sono trovati e si trovano a dover affrontare una situazione nuova e poco conosciuta. L'esperienza del lockdown, alla quale tutti eravamo impreparati, è giunta inattesa e ci ha mostrato quanto possa essere importante un supporto psicologico professionale rivolto a chi è impegnato ogni giorno con le persone anziane che vivono in Casa di riposo, a chi si trova a dover affrontare le comprensibili frustrazioni dei familiari costretti a restare lontani dai propri cari, a chi, finito il proprio turno, poi ritorna a casa dalla propria famiglia, e magari fatica a tenere fuori dalla cerchia dei suoi affetti quanto sta vivendo sul luogo di lavoro in termini di emozioni, ansia, paure".

Itaca ha così pensato ad un progetto ad hoc per sostenere i propri lavoratori, allargandolo a tutti i colleghi impegnati nei servizi per anziani sia residenziali sia domiciliari. Si tratta di tre incontri di due ore ciascuno, con cadenza quindicinale: il primo modulo comprende la raccolta dei bisogni e l'ascolto, la condivisione di vissuti e la raccolta di esperienze; il secondo si concentra sul "dove siamo, come vivo adesso in questa situazione"; mentre il terzo modulo guarda al futuro, al "dove vogliamo arrivare", per progettare un domani ancorandosi alla realtà.

Il perché di una formazione per chi lavora nelle residenze e nei centri diurni per anziani lo spiega la stessa D'Ospina: "desideriamo non solo fornire agli operatori un sostegno psicologico qualificato per costruire insieme una visione condivisa di resilienza, ma anche offrire loro strategie e strumenti per avere una visione più ampia di quella che è la situazione presente, nonché per riuscire a capire cosa si può fare adesso con le risorse attuali. L'unica via di partenza è dare spazio all'ascolto, per dare evidenza a quanto hanno vissuto in questi mesi e stanno vivendo in questo momento. Il nostro obiettivo è proseguire nel cammino insieme".

La formazione, gratuita per chi vi accede e rigorosamente "non in presenza" ma su piattaforma online, sta partendo in questi giorni. "Stiamo suddividendo in piccoli gruppi chi ha scelto di partecipare al percorso, ognuno dei quali è guidato da uno psicologo. Abbiamo preferito gruppi non troppo numerosi (non più di 10 persone) per agevolare la partecipazione attiva e poter dare spazio a tutti, magari composti da persone che si conoscono, o della stessa equipe, affinché in seguito possano proseguire insieme nel percorso per dare continuità al progetto e fiducia al gruppo, diventando volano di una contaminazione costruttiva proiettata verso il futuro".

Amnesty International Italia ha espresso "sconcerto" per le promozioni, decise il 28 ottobre dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese e dal capo della Polizia Franco Gabrielli, di due funzionari condannati in via definitiva in relazione alle gravissime violazioni dei diritti umani verificatesi a Genova nel 2001.

Le promozioni alla carica di vicequestore hanno riguardato Pietro Troiani e Salvatore Gava, che per i fatti di Genova furono condannati in via definitiva a tre anni e otto mesi più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: Troiani per aver introdotto due bombe molotov all'interno della scuola Diaz, Gava per averne falsamente attestato il rinvenimento, affinché tale scenario potesse costituire una giustificazione per la sanguinosa irruzione nell'edificio e una ricostruzione da fornire ai mezzi d'informazione.

"Desta sconcerto il fatto che funzionari di polizia condannati per violazioni dei diritti umani restino in servizio e, anzi, vengano promossi a ulteriori incarichi", ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

"In un periodo di grande tensione, nel quale sono bersaglio di azioni violente nelle strade italiane, le forze di polizia dovrebbero impegnarsi nel gestire le operazioni di ordine pubblico nel rispetto degli standard internazionali sui diritti umani. I loro dirigenti dovrebbero fare di tutto perché, proprio in momenti come questi, si rafforzi il rapporto di fiducia tra cittadini e forze di polizia. Decisioni come quelle del 28 ottobre rischiano al contrario di indebolirlo", ha aggiunto Rufini.

"Alla vigilia del ventesimo anniversario dei gravissimi fatti di Genova e nella costante assenza di rimedi legislativi a una delle cause che li favorirono, ossia la mancanza di codici identificativi per le forze di polizia, provvedimento che Amnesty International Italia chiede da anni, queste promozioni suonano come un'offesa alle centinaia di persone che vennero arrestate, detenute arbitrariamente e torturate in quella pagina nera della storia italiana", ha concluso Rufini

 

 

 

 

 

Dalla Lombardia alla Puglia, ecco le dieci cooperative che hanno vinto il bando ‘Coop 2030 – Impatto, sostenibilità, transizione’, lanciato da Coopfond per sostenere una ripresa all’insegna della sostenibilità anche all’interno del mondo cooperativo. Dalle cooperative sociali a quelle di produzione lavoro, sono realtà diverse ma tutte capaci di sviluppare progetti innovativi e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, dalla produzione di energia alla mobilità smart, dal rilancio dei centri storici all’agricoltura sostenibile.

Il bando ‘Coop 2030’ mette in campo uno stanziamento di 650mila euro ed era aperto a tutte le imprese associate a Legacoop con un valore della produzione compreso fra i 450mila e i 50 milioni di euro. “Siamo molto soddisfatti – commenta il direttore generale di Coopfond Simone Gamberini – della risposta che abbiamo ricevuto e che manifesta come il nostro mondo sia pronto non solo ad investire per ripartire, ma a farlo in direzione di un’economia sostenibile, capace di coniugare lavoro e mercato, impresa e ambiente”.

Le domande arrivate sono state 43. Tra queste la commissione – composta da rappresentanti di Coopfond, CFI, Genera Spa e coop Lama – ha selezionato i dieci vincitori che ora riceveranno per otto settimane affiancamento e supporto da parte di un team di mentor ed esperti costruito su misura, per un valore di 15mila euro per ogni cooperativa. Per le cooperative che ne avessero fatto domanda, questa seconda fase potrà contare anche sul finanziamento di Fon.Coop, in particolare dell’avviso n. 46 Rilancio del 14 luglio 2020, dedicato alla riconversione nel medio-lungo periodo, alla trasformazione e l’innovazione delle attività delle imprese aderenti.

Le dieci cooperative provengono da sei diverse regioni: 4 dall’Emilia-Romagna, 2 dalla Lombardia e 1 ciascuna da Veneto, Liguria, Puglia e Campania. I progetti presentati vanno dalla costruzione di una comunità per la produzione e il consumo di energia ad una piattaforma per la mobilità smart in città, dalla riconversione di un mulino alla costruzione di un villaggio per anziani con Alzheimer, dalla prevenzione dei disturbi mentali alla realizzazione di una cooperativa di comunità nel centro storico di Genova.

Tra otto settimane le cooperative selezionate avranno accesso alla fase 3. I loro progetti, dimostrata la reale sostenibilità, saranno sostenuti con co-investimento da parte del Fondo mutualistico di Legacoop fino al 70% e degli strumenti di sistema per l’avvio della sperimentazione. La fase 4 vedrà, infine, la presentazione dei risultati della sperimentazione e del piano di sviluppo a fondi di finanza di impatto e investitori istituzionali.

Di seguito, la sintesi dei dieci progetti che hanno superato la prima selezione.

San Vitale

La cooperativa si occupa di inserimento lavorativo e integrazione di persone svantaggiate. Conta 274 soci, di cui 195 donne, e 450 dipendenti. Ha acquisito un vecchio Mulino nelle campagne di Lugo (RA), inutilizzato da anni, per recuperarlo e adibirlo alla trasformazione di propri prodotti agricoli biologici, anche con l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. I vecchi macchinari in legno del mulino saranno ristrutturati per creare dei percorsi di visita guidata.

Accento

La cooperativa si occupa di gestione di nidi e scuole dell'infanzia e servizi per i minori. Conta 280 soci di cui 260 donne e ben 202 under 40 e dà lavoro a 575 persone. In un immobile di proprietà della cooperativa vuole avviare servizi all’ospitalità e ristorazione, con l’inserimento di persone svantaggiate e lo sviluppo di nuove competenze e prospettive di sviluppo, per un turismo sostenibile di prossimità e la promozione delle risorse del territorio.  

La casa davanti al sole

La cooperativa realizza progetti di comunità e si occupa di accoglienza residenziale e di housing. Conta 16 soci di cui 13 donne e 8 under 40, con 24 dipendenti. Nel 2019 ha preso in gestione per 12 anni un appezzamento di 10 ettari (8 di bosco e 2 di terreno agricolo) all’interno dell’Area protetta “Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate” per sviluppare azioni di educazione ambientale. Ora vuole introdurre un’area di produzione agricola promuovendo la nascita del ramo B con assunzione di persone in situazione di fragilità e sviluppando nuove modalità di collaborazione con le scuole.

COPTIP

La cooperativa si occupa di Industrie grafiche e tipografia, conta 60 soci e 81 dipendenti. L’emergenza COVID-19 ha comportato un violento cambiamento nell’utilizzo dei prodotti cartacei. È in corso analisi del mercato del packaging alimentare per valutare ipotesi di prodotti sostenibili, compostabili, con certificazioni ambientali. Anche nella gestione caratteristica l’obiettivo è incentivare l’utilizzo di carta certificata FSC proveniente da foreste rigenerate o carta rigenerata con carta da macero.

Spazi nuovi

La cooperativa sociale conta 37 soci di cui 25 donne e 150 dipendenti. In ambito psichiatrico l’aumento dell’intervallo di tempo fra esordio dei sintomi e inizio del trattamento comporta un processo di guarigione più lento ed incompleto, maggiori compromissioni permanenti sui giovani ed il deterioramento delle relazioni famigliari e sociali. Il progetto vuole implementare interventi tempestivi ed efficaci, anche con la telepsichiatria, di promozione della salute mentale anche con incontri d’informazione e sensibilizzazione.

CO.TA.BO.

È una cooperativa di taxisti, conta 600 soci. Il progetto prevede di realizzare una piattaforma digitale cooperativa che offra servizi di pianificazione della mobilità in ambito urbano in un’ottica di intermodalità e aggregazione smart di tutti i servizi di trasporto condiviso e pubblico disponibili sul territorio.

Nuovo Cilento

È un’impresa agricola con oleificio ed agriturismo. Conta 404 soci. Obiettivo del progetto è il riposizionamento strategico di un’impresa agricola in area montana, lavorando su una nuova configurazione dei suoli, la realizzazione di strutture e l’acquisto di attrezzatture che consentiranno di assicurare processi di lavorazione compatibili con l’ambiente, rispettosi della salute e del benessere degli animali e della sicurezza dei lavoratori, favorendo l’integrazione tra l’attività agricola e quella turistica.

IL CE.STO

È una cooperativa sociale con 20 soci di cui la metà under 40 e 57 dipendenti. Il progetto prevede la transizione del Ce.Sto verso un modello di cooperativa di comunità per il centro storico di Genova dove la cooperativa gestisce già i Giardini Luzzati, spazio pubblico che dal 2012 è stato rigenerato e può fungere da modello per il rilancio del quartiere coinvolgendo e formando chi vi abita.

Genera

Genera è un’impresa sociale responsabile che sviluppa interventi socio- educativi, socio-sanitari e abitativi. Conta 121 soci di cui 119 donne e 284 dipendenti. Con il progetto vuole sviluppare un sistema di cura rivolto agli anziani con demenza, con luoghi di cura aperti e abitati non solo da persone anziane. Due mesi prima del lockdown aveva aperto il primo Villaggio Alzheimer di Milano, ora vuole avviare una seconda comunità a carattere abitativo per persone con demenza all’interno del borgo milanese di Chiaravalle.

WeForGreen Sharing

La cooperativa si occupa della creazione e gestione di comunità energetiche di produzione e consumo. I soci sono 638, non ha dipendenti. Il progetto prevede la realizzazione di una comunità di autoconsumo collettivo di energia elettrica prodotta da un impianto di produzione condiviso di circa 200 KW/p con il coinvolgimento di almeno 50 nuovi soci su tutto il territorio italiano.

 

 

 

Si è tenuto lo scorso 30 Ottobre 2020 un Workshop on line, su piattaforma Teams, dal titolo L'oscillazione perpetua nel lavoro con i migranti nell'ambito del Calendario di Incontri Trame Migranti.

Il dipartimento Cospecs dell'Università di Messina con altre diciassette organizzazioni che si occupano di accoglienza dei migranti, tra cui la Cooperativa Azione Sociale di Messina, da dieci anni impegnata nel settore dei servizi di seconda accoglienza ed inclusione dei richiedenti asilo e rifugiati, ha programmato questo evento che si è rivelato un importante occasione, per gli oltre cento partecipanti, per approfondire tematiche quali seconda accoglienza tra deontologia professionale ed emergenza e inclusione possibile tra integrazione e burocrazia.

Gli oltre cento partecipanti assieme a Tiziana Tarsia, Andrea Nucita e Andrea Biagiotti del Diparimento Cospecs, Marco Calisto dell'Unhcr, l'Avv. Mimma di Santo, e l'Avv. Federico Miragliotta di Azione Sociale, hanno esplorato e analizzato alcune dinamiche dei servizi per i migranti in questo continuo oscillare tra valori guida e difficoltà operative e tra etica e diritto, che rende ancora più arduo il lavoro dell'accoglienza.Sin dal 2018 si è costituito un gruppo di lavoro, "situato e partecipato", che utilizza metodologie partecipative e collaborative per esplorare le pratiche sociali che emergono dalle relazioni di aiuto imbastite nell'accoglienza da operatori, migranti ed altri stakeholders.

Una prospettiva di formazione e ricerca fortemente voluta dal Dipartimento Cospecs dell'Università Messina, assoluto protagonista di queste iniziative che si rivelano oramai indispensabili anche per la crescita culturale e sociale del nostro territorio. In allegato il Calendario completo di Trame migranti

Dopo la manifestazione #SOScongressiEconvegni di martedì scorso 27 ottobre in Piazza MonteCitorio le associazioni rappresentate sotto il cartello di #Italialive sono state ricevute in un tavolo interministeriale il 29 ottobre per approfondire le problematiche relative alla filiera dei congressi, delle fiere e degli eventi aziendali. Con i sottosegretari Alessia Morani (Sviluppo Economico), Francesca Puglisi (Lavoro), Lorenza Bonaccorsi (Beni e Attività Culturali), Manlio Di Stefano (Esteri), e il viceministro Antonio Misiani (MEF), sono stati affrontati argomenti di particolare importanza per la event industry anche in relazione al recente Decreto Ristori.

Le associazioni aderenti a #Italialive, presenti all’incontro insieme ad altre sigle, esprimono grande soddisfazione per la sensibilità e l’apertura dimostrate dalle istituzioni governative, dichiaratesi disponibili a valutare con grande attenzione le richieste già in larga parte contenute nel documento inoltrato ufficialmente nella giornata del 27 ottobre. Di particolare importanza la decisione di avviare, presso il Mise, un tavolo di lavoro permanente per compiere, insieme, un percorso che porti alla messa in sicurezza prima, e alla ripresa poi, di un comparto particolarmente penalizzato dalla pandemia generata dal covid-19.

Temi del confronto la problematica dei codici Ateco, descrittivi dell’attività professionale delle aziende operanti nella event industry considerate nel recente Decreto Ristori. Al vaglio la possibilità di inserire altre categorie non considerate nel Decreto pubblicato il 28/10. Sempre in tema di Decreto è stata considerata la possibilità di valutare l’ampliamento dei ristori dedicati alla event industry e, non da meno, di verificare tutte le strade possibili per sostenere le imprese del settore da un punto di vista finanziario e fiscale. Chiarito anche il punto relativo ai “congressi e convegni a distanza” che non possono essere una riposta all’emergenza poiché comportano l’abbattimento del 70% del fatturato e una perdita media dell’occupazione del 50%.

“Essere riusciti finalmente a sedersi intorno a un tavolo con gli interlocutori più qualificati – commentano le associazioni aderenti a #Italialive - è un importante punto di arrivo e, allo stesso tempo, di partenza per diffondere il valore dell’industria dei congressi e degli eventi che, ricordiamo, genera un volume di affari di 65,5 miliardi per un impatto diretto sul PIL di 36,2 miliardi, e impiega 570 mila addetti. Un’industria che l’epidemia causata dal covid-19 ha bloccato con perdite pesantissime di fatturato, stimate a oltre l’80%, con una conseguente, drammatica, ricaduta sul piano occupazionale. Siamo un’industria in agonia che necessita di essere sostenuta con tutti gli strumenti possibili”.

Nella sede del Comune di Baschi si è costituita il 30 ottobre la Cooperativa di Comunità de'Pazzi. Un passo importante e significativo nell'ottica della riqualificazione e dello sviluppo sostenibile del proprio territorio. Fortemente voluta dal Sindaco Damiano Bernardini e dall'unanimità della Giunta e del Consiglio Comunale, la Cooperativa de'Pazzi prende il suo nome dall'antica denominazione di una delle sue frazioni, Civitella del Lago.

“Questo rappresenta il culmine di un percorso – afferma Bernardini - che ha visto l'Amministrazione come promotrice e sostenitrice e al contempo rappresenta l'avvio di un percorso che dovrà tracciare le tappe dello sviluppo socio-economico della nostra comunità Le origini della vecchia denominazione sono controverse, ma il fascino del nome ha senz'altro ispirato i fondatori nella scelta, tenendo conto che si tratta di un progetto dai connotati fortemente innovativi e visionari, diremmo quasi utopici (nel senso storico-filosofico del termine, non dunque nell'accezione di irrealizzabilità che gli viene spesso attribuita).

Il Presidente della Cooperativa è Luca Trippini, fratello del celebre Paolo, Chef JRE e di recente nominato "Ambasciatore Italiano del Gusto". In loro aiuto è arrivata Legacoop Umbria che li ha seguiti nella fase di start-up e li accompagnerà nelle prime fasi di attività.

“Le cooperative di comunità – come dice Andrea Bernardoni Responsabile Coopertaive di Comunità Legacoop Umbria - sono uno strumento a disposizione dei cittadini per diventare protagonisti di una transizione green. Uno strumento partecipato, con il coinvolgimento dei cittadini, per creare un nuovo modello di siluppo”

Quattro pilastri

Il censimento, la mappatura, il recupero e la messa in produzione degli oliveti abbandonati e/o dismessi sull'intero territorio, per rivitalizzare e rivoluzionare l'intero settore oleario locale con principi saldamente legati alla sostenibilità e al biologico, ed arrivare a quello che i fondatori definiscono il "chilometro zero culturale".

Il censimento, la mappatura e la ristrutturazione del patrimonio immobiliare, pubblico e privato, dei borghi insistenti sul territorio, approfittando dell'opportunità unica costituita dal Superbonus del 110% per l'efficientamento energetico e dei vari bonus ristrutturazione a disposizione. L'operazione con aiuto di imprese locali già inserite in questo ciclo virtuoso con lo scopo di mettere a disposizione gli immobili stessi come residenza per i cittadini della comunità, come sedi per le varie attività della comunità stessa e come alloggio per soggiorni turistici di vario tipo, in una sistema di ospitalità delocalizzata ma gestita da una struttura centralizzata.

La trasformazione del Comune di Baschi in quella che viene chiamata Comunità Energetica Rinnovabile (REC, già introdotte dalla Direttiva europea RED II del 2018), grazie alla possibilità offerta dalla legge 28 febbraio, n. 8, con la quale l’Italia converte in legge il d.l. 30 dicembre 2019, n.162 (o Decreto Milleproroghe 2020); in particolare, l’articolo 42-bis del suddetto introduce la possibilità di creare comunità energetiche e di attivare progetti di autoconsumo collettivo di energia da fonti rinnovabili; autoconsumo e sostenibilità, messa in rete tra loro di diverse fonti di energia rinnovabile, dal fotovoltaico al micro-eolico al biochar.

Rimessa in funzione del vecchio Forno di Civitella del Lago. Un'eccellenza che è patrimonio di tutto il territorio, il leggendario Forno di Civitella del Lago. Il suo pane e tutti i suoi straordinari prodotti da forno. In versione aggiornata al nuovo millennio. In programma la riapertura dello spaccio, l'apertura di uno spazio degustazione, l'utilizzo dell'ex area abitativa dell'immobile come sede per attività della comunità e locanda, l'espansione dell'area di diffusione dei prodotti grazie alla vendita online.

La cooperativa mira all'inserimento di tutti coloro che desiderino concorrere al raggiungimento degli obiettivi con la propria capacità professionale, secondo i propri mezzi e le proprie capacità.

L'auspicio è quello di creare il più ampio coinvolgimento della comunità, attraverso una diffusa sottoscrizione di quote da parte dei cittadini del Comune di Baschi, anche al solo fine di sostenere il progetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Educare e prendersi cura, soprattutto ora nell’emergenza Covid: una comunità educante per la prima infanzia, le famiglie e il territorio. Sarà presentato il 5 novembre dalle 11 alle 12 sulla piattaforma zoom, e in collegamento dal Chikù centro culturale e gastronomico a Scampìa, Napoli, - Largo della Cittadinanza Attiva, - con una conferenza stampa, il progetto Ip Ip Urrà Metodi e Strategie Informali per Mettere l'Infanzia Prima, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che vede come capofila l’associazione Chi rom e…chi no,  nell’ambito del Bando Un Passo Avanti dell’Impresa sociale Con i bambini – Fondo di contrasto alla povertà minorile.

Il progetto nazionale vede 10 regioni e 23 partner coinvolti: dalla Valle Seriana a Messina, passando per Firenze, Moncalieri, Roma, Lamezia Terme e Lecce: Cooperativa Sociale Il Cantiere (Albino, Valle Seriana), Coop L'Abbaino, Consorzio Mestieri Toscana (Firenze), Coop. Soc. Mignanego (Genova), Ass. Comunità Progetto Sud (Lamezia Terme), Ass. Fermenti lattici (Lecce), EcoS-Med coop. soc. (Messina), La Kumpania (Napoli) Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali  (Pioltello), Associazione 21 luglio (Roma), Coop. Soc. Educazione Progetto (Torino), Fondazione Zancan, Università Federico II centro Sinapsi e tante scuole sparse lungo lo stivale.

Alla conferenza stampa interverranno la sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Francesca Puglisi, il vicepresidente dell’impresa sociale Con i Bambini Marco Rossi Doria, la presidente di Chi rom e... chi no Barbara Pierro, la Fondazione Compagnia di San Paolo con Claudia Mandrile e la Fondazione Zancan con la direttrice Cinzia Canali. Porterà i saluti l'assessore alla scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri.

Saranno illustrati gli obiettivi di progetto, le azioni e la sfida educativa di comunità che insieme i diversi partner vogliono affrontare con l'intento di costruire una Task Force Kids più che mai necessaria in questo momento di particolare precarietà che potrebbe avere un impatto molto forte sui bambini e la loro crescita sociale, oltre che al loro grado di istruzione.

“Il progetto – dichiara Barbara Pierro, presidente dell’associazione capofila Chi rom e…chi no di Scampia - rappresenta un'occasione importante oltre che necessaria in questo momento di particolare disorientamento e fragilità per tutto il Paese. Un cammino lento e in luoghi naturali al fianco di chi vive in condizioni di vulnerabilità per scoprire i talenti personali, rafforzare le competenze di grandi e piccini e seminare lo spirito di comunità coese e solidali”.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

 

 

 

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Gennaio 2021 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31