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Martedì, 10 Dicembre 2019

CITTADINANZA, RISCHIA UN NUOVO RINVIO PER LA RIFORMA

Scritto da  Giuseppe Manzo Ago 26, 2015

La discussione sulla proposta di legge sulla cittadinanza rischia di slittare ancora a causa di nuove priorità del governo e dei pareri contrastanti in Parlamento. La preoccupazione di Arci: "Non sarà una vera riforma"

C'è il rischio di un nuovo rinvio per la proposta di legge sulla cittadinanza che doveva essere discussa entro l'estate. Il dibattito era già stato rimandato a data da destinarsi (purché entro il 2015), ma secondo Milena Santerini, deputata del Gruppo Per l'Italia -Centro democratico, l'iter della legge potrebbe entrare in competizione con quello sulle unioni civili.

La discussione su queste ultime, infatti, sta rapidamente guadagnando terreno all'interno dell'agenda del governo, con la possibilità che il tema della cittadinanza torni in secondo piano. Altra causa del rallentamento, secondo Santerini, seconda firmataria della proposta di legge che introduce lo ius soli temperato e lo ius culturae, è il clima politico che si è creato: "c'è chi continua a parlare di invasione e ha soffiato sul fuoco, spingendo l'esecutivo alla prudenza. Certamente non il nostro gruppo: per noi è una delle leggi prioritarie, insieme al contrasto alle nuove povertà".

Nella proposta di legge Marazziti-Santerini, lo ius soli temperato va di pari passo con lo ius culturae. La frequenza scolastica come "via" alla cittadinanza, però, non va intesa, contrariamente a quanto da buona parte della destra, come "una patente di italianità": "per noi la scuola è il luogo dove si acquisiscono gli strumenti per esercitare in modo responsabile la cittadinanza", ha spiegato la Santerini.

Attraverso la scuola, poi, la legge copre chi non è nato in Italia ma comunque ha diritto a diventare italiano. La proposta unitaria depositata il 29 luglio alla Camera prevede che chi arriva in Italia entro i dodici anni e frequenta sei anni di scuola può ottenere la cittadinanza. "Deve essere uno strumento per allargare la cittadinanza e non per restringerla", ha concluso la Santerini.

Ma, oltre al rischio del rinvio, la discussione sulla riforma si preannuncia tutt'altro che semplice. Già pochi giorni dopo la presentazione del testo, Forza Italia e Lega Nord avevano espresso il loro parere contrario, indicando il principio dello ius soli come una possibile minaccia all'identità nazionale. Diverse associazioni, al contrario, considerano la proposta troppo restrittiva.

"Trattare nel testo solo la parte relativa ai minori vuol dire che in fase di discussione si aprirà una trattativa infinita che porterà a far saltare l'unica novità, cioè l'introduzione dello ius soli temperato", aveva dichiarato ad inizio agosto Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci nazionale. "Si cederà, cioè, alle preoccupazioni di Alfano, che teme di perdere consenso a favore della destra razzista, capeggiata da Lega Nord e Fratelli d'Italia. Così siamo quasi sicuri che si arriverà a imporre per tutti solo lo ius culturae, che è solo fumo. Non sarà una vera riforma".

Anche la Rete G2 (Seconde generazioni) si era mostrata non totalmente soddisfatta: "Ci preoccupa, in particolare, che sia richiesta la residenza legale sul suolo italiano, un criterio che potrebbe rendere più complicato il percorso di acquisizione", aveva commentato il portavoce Mohamed Tailmoun.

"Era meglio prevedere una presenza legale, e non una residenza, oppure attenersi al permesso di soggiorno. Aspettiamo ora che riprenda l'iter e speriamo che con gli emendamenti si possa intervenire favorevolmente sul testo. Per ora lo consideriamo comunque un passo avanti".

 

Redazione

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 06 Luglio 2017 14:48
Giuseppe Manzo

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