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Sabato, 17 Novembre 2018

AIROLA: LA RIVOLTA DEI RECLUSI NEL CARCERE MINORILE

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 06, 2016

"Un rivolta contro le condizioni di reclusione". “Una manifestazione di forza da parte dei clan”. È giallo sui motivi delle violenze avvenute ieri nel carcere minorile di Airola, nel beneventano. Per la Fp Cgil: “la legge che prevede la convivenza carceraria di detenuti minori insieme ai maggiorenni è sbagliata”.

Hanno minacciato gli agenti penitenziari con manici di scopa e piedi di tavolini. Poi ne hanno feriti tre. È accaduto nel carcere minorile di Airola, a Benevento. Secondo quanto si è appreso da alcune fonti, i detenuti che hanno messo in atto la rivolta avrebbero lamentato disagi relativi al vitto, alla fornitura di sigarette e più in generale alle condizioni dei giovani reclusi.

Invece per il Sappe dietro la rivolta c'è anche altro. "É una manifestazione di forza da parte di clan della criminalità organizzata che si sono formati all'interno del carcere. La rivolta è scoppiata per questo - dice Donato Capece, segretario generale del Sappe - è una lotta tra bande e uno dei clan ha voluto così dimostrare che è più forte e che riesce a tenere in scacco anche lo Stato". "Il problema è che l'ordinamento consente la presenza di ultra 21enni - aggiunge - Sono piccoli boss che portano avanti una lotta per la supremazia. L'ennesima dimostrazione che il carcere è una università del crimine".

La rivolta è stata sedata dopo un paio d'oro grazie all'intervento di una trentina di agenti di polizia penitenziaria provenienti anche da Nisida, dal carcere di Benevento e dal centro di prima accoglienza di Napoli. Secondo quanto riferito da fonti qualificate, nessun detenuto è rimasto ferito. A promuovere la rivolta sarebbero stati alcuni detenuti maggiorenni che gravitano nell'orbita di clan camorristici napoletani e che nella protesta avrebbero coinvolto gli altri giovani detenuti.

Fp Cgil: rivedere minori e maggiorenni insieme

"La rivolta di ieri nel carcere minorile di Airola, nel Beneventano, ad opera di alcuni detenuti maggiorenni che gravitano nei clan camorristici, poteva essere evitata, cosi' come il ferimento dei tre agenti di polizia penitenziaria e gli ingenti danni riportati alla struttura, circa 30 mila euro". Cosi' in una nota la Fp Cgil Nazionale.

"È l'ennesimo caso di violenza- si sottolinea- che dimostra come la legge che prevede la convivenza carceraria di detenuti minori insieme a detenuti maggiorenni sino all'eta' di 25 anni sia sbagliata e vada cambiata al piu' presto. Piu' volte abbiamo espresso le criticita' che la norma comporta, creando situazioni di soggezione dei minori nei confronti dei detenuti maggiorenni, alla luce soprattutto della grave carenza di organico della polizia penitenziaria e delle condizioni fatiscenti delle strutture".

Una vicenda, al momento rientrata, conclude la categoria Cgil dei servizi pubblici, "che speriamo motivi una revisione, ormai necessaria della legge. Auspichiamo che il ministro Andrea Orlando, cosi' come il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, prenda dei provvedimenti adeguati per impedire che si inneschi una generalizzata spirale di violenza negli istituti detentivi, per la salvaguardia della sicurezza del personale e dei detenuti".

Redazione (Fonti: Ansa e RedSoc/Dire)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Venerdì, 07 Luglio 2017 13:47
Giuseppe Manzo

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