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Giovedì, 15 Novembre 2018

INDENNITÀ, RENZI FA MARCIA INDIETRO: ESULTANO FISH E FAND

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 24, 2014

Hanno sortito l’effetto sperato le proteste di Fand e Fish verso le proposte del Commissario Cottarelli che ipotizzavano misure restrittive sulle indennità di accompagnamento destinate ai disabili gravi. Una risposta politica esplicita è arrivata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Non toccheremo pensioni e indennità di accompagnamento per i disabili.”


Sembra, quindi, archiviata sia l’idea di legare l’erogazione dell’indennità al reddito e, ancor più, la “teoria degli abusi” che sottostava all’ipotesi espressa da Cottarelli.

C’è soddisfazione da parte di Fand e Fish per l’espressione chiara di una volontà politica non punitiva nei confronti delle persone con disabilità. Ma adagiarsi sullo “scampato pericolo non appartiene alla storia e alla cultura delle Federazioni". Chiedono piuttosto, ancora e con forza, "l’avvio e il consolidamento di serie politiche per la disabilità, per la non autosufficienza, per l’inclusione sociale. Oggi sono carenti se non assenti".

La disabilità è il primo fattore di impoverimento per milioni di persone e famiglie, a causa della carenza di servizi edi  supporti consolidati. E anche l’esclusione sociale pesa. Pesa drammaticamente nelle condizioni di vita delle persone con disabilità.
Le disparità territoriali sono poi enormi e irrisolte anche a causa dell’assenza di livelli essenziali di assistenza che dovrebbero garantire servizi e prestazioni omegenee sul territorio nazionale.
Sulla disabilità gravano anni di riduzioni dei trasferimenti agli enti locali, di tagli di finanziamento, di disapplicazioni di norme, nazionali e internazionali, che si davano per consolidate.

Fand e Fish plaudono alla chiarificazione di Renzi, ma "si vada oltre". Il Piano di azione sulla disabilità (approvato con DPR lo scorso ottobre), ad esempio, "attende di essere applicato con responsabilità diffuse, ma con una regia fondamentale da parte del Governo". Anche la disabilità necessità di imponenti riforme, di investimenti oculati, di risorse, di scelte politiche che per troppo tempo sono state latitanti, inefficaci, insufficienti. C’è bisogno di scelte che cambino “il verso” anche sulla disabilità.

Le parole di Renzi

Non saranno toccate le indennità di accompagnamento e le pensioni dei disabili. A dare queste rassicurazioni il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando ai giornalisti dopo il summit dei leader UE tenutosi ieri e oggi a Bruxelles. E sulla spending review, Renzi ha detto di essere soddisfatto dalle analisi tecniche del commissario Cottarelli, ma meno del modo in cui sono stati presentati i risultati.

Su alcune cose non sono molto convinto”, ha dichiarato il premier. “L’idea di andare a chiedere un contributo a chi guadagna il giusto con una pensione di duemila euro, ad esempio, non mi trova favorevole. Diverso è chiedere un sacrificio alle vere pensioni d’oro, quelle chessò di duecentomila euro all’anno. Gli ottanta euro che andremo a dare in busta paga ai lavoratori non li chiederemo ai pensionati.

Per i disabili - ha aggiunto Renzi - non agiremo su pensioni o indennità di accompagnamento, ma andremo a combattere le forme di scostamento fra la media delle persone con disabilità a livello nazionale e i disabili riconosciuti in alcune zone del paese. In pratica, andremo ad aggredire l’area della falsa invalidità. Peraltro se si guardano i numeri sono assolutamente non qualificanti sui trentadue miliardi complessivi della review. Ci sono invece dei settori su cui si può fare ancora di più rispetto a quello che dice Cottarelli”, ha spiegato il premier: “ad esempio per quel che riguarda i beni e i servizi della pubblica amministrazione. Abbiamo decine di centri d’acquisto in Italia, ciascuna istituzione si fa il suo centro d’acquisto e su questo si può risparmiare. Confermo anche i tagli agli stipendi dei dirigenti pubblici. per quanto riguarda le forze armate, bisogna spiegare bene le cose: noi abbiamo un rapporto fra personale amministrativo e forze armate effettive di tre a uno, maggiore a quello di Israele, quindi ci sono margini di manovra per operare tagli in tal senso”.

“L’Italia - ha continuato Renzi - spende più per gli interessi sul debito che per scuola e università, e dobbiamo invertire la rotta”. Il premier ha inoltre annunciato che fra le priorità del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, ci saranno l’immigrazione e la lotta alla disoccupazione giovanile (a quest’ultimo tema sarà dedicato un vertice che si terrà a luglio a Torino).

Sulla gestione dei flussi migratori, Renzi ha sottolineato “l’importanza del lavoro delle forze italiane che nell’operazione mare nostrum hanno salvato più di quattromila persone”.

Nel vertice Ue Africa del 2 e 3 aprile prossimi, secondo Renzi, sarà fondamentale che l’Unione Europea dia priorità al tema dei flussi migratori. “C’è stata una piena unità di intenti fra noi e i nostri colleghi dei paesi del Mediterraneo”, ha detto Renzi, che poi ha chiosato: “per me il Mediterraneo è assolutamente centrale nella nostra politica estera, e deve essere considerato il cuore dell’Europa e non la frontiera,, il centro e non il limite, un luogo da vivere e non una diga da innalzare. 

 

 

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 15:03
Giuseppe Manzo

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