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Domenica, 13 Giugno 2021

MIGRANTI, LITE ALFANO-LEGA. POI IL MINISTRO: PRIMA GLI ITALIANI

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 16, 2014

Bagarre della Lega in aula alla Camera mentre il ministro all'Interno Angelino Alfano svolge la sua informativa sull'immigrazione. Mentre l'esponente del governo sta parlando, i leghisti esibiscono cartelli e la presidente Laura Boldrini li invita ad abbassarli. Visto che l'invito non viene accolto, Alfano decide di intervenire e dice: "I colleghi della Lega hanno avuto le inquadrature e le fotografie. Ci sono state 19 mila vittime umane che noi non baratteremo mai con un punto percentuale alle elezioni. Noi non faremo 19 mila morti per un punto percentuale alle elezioni". 


La bagarre provocata in aula alla Camera per le proteste della Lega durante l'informativa del ministro all'Interno Angelino Alfano sull'immigrazione, costringe la presidente Laura Boldrini a sospendere la seduta ed espellere Emanuele Prataviera, deputato del Carroccio. La presidente della Camera ha piu' volte invitato i leghisti a togliere tutti i cartelli che erano stati esposti mentre Alfano parlava. Piu' volte Boldrini ha richamato Gianluca Buonanno. Il piu' irrequieto e' stato pero' il collega Prataviera che alla fine e' stato fatto allontanare dall'aula.
Durante l'informativa in aula alla Camera del ministro dell'Interno, la Lega ha esposto i cartelli con sui scritto "Alfano dimettiti" e "Alfano ministro dei clandestini". Nonostante i ripetuti richiami della presidente Laura Boldrini i cartelli non sono stati abbassati e anzi i leghisti hanno sempre piu' alzato i toni.
Alfano non si e' fatto intimidire e ha deciso di replicare a muso duro: "L'Italia- ha detto- e' una grande democrazia che ha l'obbligo di garantire l'accoglienza. Noi non faremo morire le persone in mare per 500 mila voti in piu' della Lega. Ci faremo carico della sicurezza dei cittadini e dell'accolgienza. Se voi volete la sicurezza e i morti sappiate che noi vogliamo la sicurezza e i vivi. Sappiate che questa e' la differenzea tra una grande democrazia e la Repubblica delle banane".

"Prima gli italiani"

"Si sta ritornando a numeri paragonabili a quelli del 2011, anno di picco storico del flusso dei migranti, che e' stato l'anno anno seguente all'approvazione del reato di immigrazione clandestina che evidentemente non aveva sortito l'effetto deterrente sperato". Il ministro all'Interno, Angelino Alfano ammette il fallimento legislativo ma si lascia andare anche a una frase che capovolge le parole del litigio con i parlamentari leghisti: "Noi al popolo italiano diciamo con grande chiarezza che l'Italia saprà assolvere al proprio dovere e l'Italia ha il dovere di garantire la sicurezza nelle proprie città e al tempo stesso il dovere di rispettare il diritto umanitario e il diritto internazionale che postula canoni e criteri di accoglienza. Noi ci muoviamo su una linea di concretezza, di pragmatismo, che non contempla ideologismi di chi ritiene che la sicurezza sia tutto e neanche di chi ritiene che la sicurezza non sia un valore. Ci muoviamo con l'approccio pragmatico di chi sa che ci sono anche migranti economici che cercano lavoro ma di chi sa anche che ci sono troppi disoccupati italiani per non dire prima gli italiani".
Queste parole arrivano dopo la bagarre esplosa a causa delle proteste della Lega. Il titolare del Viminale sottolinea: "Questo è l'approccio dell'Italia, di un grande Paese fondatore dell'Europa che in Europa, con grande fierezza e orgoglio, dirà che questa del Mediterraneo è una frontiera europea che andrà difesa e se l'Ue è unica i richiedenti asilo e i rifugiati devono poter circolare in tutta Europa secondo il principio del diritto d'asilo europeo". Alfano conclude: "È nel nostro diritto, come Paese più esposto alla pressione migratoria, chiedere maggiore attenzione ma è nell'interesse stesso dell'Europa dare risposte concrete perché è anche su questo fronte che si misurerà la sua capacità di coesione politica e la capacità di creare un popolo europeo".
"Occorre convenire sulla natura strutturale e non emergenziale che hanno acquisito i flussi migratori", dice il ministro. "Il nostro Paese e l'Europa- sottolinea- dovranno misurarsi con il fenomeno dell'immigrazione nei prossimi decenni". Poi aggiunge: "Stiamo assistendo a una mutazione delle cause storiche del fenomeno migratorio. Se prima la povertà e la scarsità dei mezzi economici erano il motivo principale della spinta all'immigrazione oggi la causa prioritaria è costituita dalla grave instabilità politica dei Paesi del Mediterraneo e dell'Africa sub sahariana"

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 15:02
Giuseppe Manzo

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