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Mercoledì, 17 Ottobre 2018

ISTAT: ECCO COME I COMUNI HANNO SOLDI PER IL WELFARE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 28, 2014

Il Rapporto Istat 2014 spiega bene come i Comuni abbiano finito i soldi per il welfare e tagliato la spesa sociale. E questo spiega, in parte, il caso recente di Pomezia. Scende la spesa per le politiche di welfare nei comuni italiani. Nel 2011, per la prima volta dal 2003, la spesa sociale risulta in diminuzione rispetto all'anno precedente. Le risorse destinate dai Comuni alle politiche sociali territoriale ammontano, infatti, a circa 7 miliardi e 27 milioni di euro, al netto della compartecipazione alla spesa da parte degli utenti e del Sistema sanitario nazionale, con una diminuzione dell'1 per cento rispetto al 2010. 


Fra il 2010 e il 2011- spiega l'Istat- la spesa procapite diminuisce in quasi tutte le regioni italiane ma, in rapporto ai valori preesistenti, il calo più consistente si osserva al Sud (-5 per cento), dove i valori medi erano già nettamente al di sotto della media nazionale. Al Nord-ovest e al Nord-est la spesa diminuisce rispettivamente del 3 e dell'1 per cento, mentre aumenta dell'1 per cento sia al Centro che nelle Isole. Una persona residente al Sud beneficia mediamente di una spesa sociale annua di circa 50 euro per i servizi e gli interventi offerti dai Comuni, contro i 160 euro del Nord-est.

Nel 2011, la spesa corrente impegnata dai Comuni per gli asili nido, al netto della compartecipazione pagata dagli utenti, è stata pari a 1 miliardo e 245 milioni di euro; quella impegnata per i servizi integrativi per la prima infanzia, che include i cosiddetti "nidi famiglia", risulta di poco inferiore ai 60 milioni di euro, comprensiva degli oltre 9 milioni e mezzo a carico delle famiglie.
L'offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia mostra ampi divari territoriali. I bambini che usufruiscono di asili nido comunali o finanziati dai comuni variano dal 3,5 per cento del Sud al 17,1 per cento del Nord-est, mentre la percentuale di Comuni che garantiscono la presenza del servizio varia dal 24,3 per cento del Sud all'82,6 per cento del Nord-est.

La spesa rivolta ai disabili aumenta di circa 35 milioni di euro dal 2010 al 2011 (+ 2,2 per cento). Anche in questo caso le differenze territoriali sono molto rilevanti: mediamente un disabile residente al Nord-est usufruisce di servizi e interventi per una spesa annua pari a 5.370 euro, contro i 777 euro del Sud. La spesa dei Comuni rivolta agli anziani è in diminuzione rispetto all'anno precedente, sia in valore assoluto che come quota percentuale sul totale della spesa sociale: si passa da 1 miliardo 492 milioni del 2010 a 1 miliardo 388 milioni del 2011 (-7 per cento) e dal 20,9 per cento al 19,8 per cento della spesa sociale complessiva. In calo anche la spesa dei Comuni per la povertà e il disagio (-2 per cento dal 2010 al 2011), nonostante risultino in crescita le difficoltà economiche nella popolazione.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 15:01
Giuseppe Manzo

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