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Domenica, 17 Gennaio 2021

DISABILI E TERZA ETÀ: SERVONO RISPOSTE NUOVE

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 01, 2014

Sei moduli disponibili online per formare a distanza professionisti, operatori, care giver che si occupano di persone anziane con disabilità. Sono il frutto del Progetto Europeo Leonardo "Agid" portato avanti dal lavoro di sette partner di sei Paesi Europei, tra cui la cooperativa sociale Cadiai di Bologna che ha rappresentato l'Italia in Europa. La piattaforma di e-learning, messa a punto attraverso un percorso durato circa due anni, è stata presentata ai professionisti e operatori del settore, ai rappresentanti della pubblica amministrazione, ai volontari e ai famigliari di persone con disabilità nel corso di una Conferenza dal titolo "Accompagnare le persone disabili alla terza età – Uno strumento da condividere". Organizzato da Cadiai a Bologna, l'incontro è stato l'occasione non solo per presentare i moduli formativi "Agid", ma anche per fare il punto su un tema che se non affrontato adeguatamente potrebbe diventare un'emergenza nei prossimi anni. 

"L'aumento delle aspettative di vita delle persone disabili, passato dai 20 anni del 1930 ai 75 anni del 2010, richiede soluzioni nuove e adeguate. In primis per rispondere agli interrogativi che si pongono i genitori – ha affermato Raymond Ceccotto, Presidente Arfie (Association for Research and Training on Integration in Europe) e coordinatore del progetto Agid -. Per questo motivo, negli ultimi anni, il tema dell'invecchiamento dei disabili si è diffuso rapidamente fino a diventare un argomento di primo piano che ha richiesto il lavoro in partnership di diversi Paesi Europei. Con questa prospettiva hanno preso il via prima il Progetto Grundtiving "E-Dignities" che ha messo a confronto le buone pratiche dei diversi partner e poi il Progetto Leonardo "Agid" con lo scopo pratico di formare a distanza chi si occupa di disabili in età avanzata".
Molteplici gli obiettivi di entrambi i progetti: dal garantire l'inclusione sociale e la dignità a migliorare la qualità della vita e l'accesso ai servizi sanitari, senza dimenticare l'importanza del ruolo che gli accompagnatori rivestono. Non a caso il percorso dei due progetti ha coinvolto gli operatori, ma anche gli utenti e i famigliari in modo da individuare bisogni reali e prevenire quelli che potranno essere i futuri.

I sei moduli affrontano altrettanti macro argomenti che vanno dal più generale ai più specifici consentendo all'utente di scegliere anche solo uno o più moduli secondo il livello di specializzazione o anche una parte di modulo. Gli argomenti proposti, tutti disponibili in cinque lingue, sono: "Che cos'è l'invecchiamento", "La pianificazione centrata sulla persona", "Le reti sociali e la comunicazione con persone anziane con difficoltà intellettive", "La Regolazione emotiva per lo staff assistenziale"; "L'invecchiamento patologico delle persone con disabilità intellettiva"; Un atteggiamento professionale complesso".

"Per mettere a punto i moduli – ha spiegato Lara Furieri, Responsabile Progetti Internazionali Cadiai - è stato utilizzato un percorso partecipato che, attraverso diversi focus, ha coinvolto utenti, familiari, pubblica amministrazione, professionisti e operatori. Sulla base delle priorità individuate nei focus sono stati identificati sei temi sui quali sono stati costruiti sei moduli, uno per ogni Paese, che hanno poi ricevuto una validazione scientifica grazie all'intervento in tre round di un panel di esperti. Infine è stata verificata la usabilità della piattaforma attraverso incontri face to face con potenziali fruitori che hanno sperimentato i moduli attraverso una simulazione alla compilazione".

"Il valore aggiunto di questo nuovo strumento – ha aggiunto Franca Guglielmetti, presidente Cadiai - è di poterlo utilizzare facilmente e in qualsiasi luogo, ma non è escluso che la compilazione possa avvenire in gruppo, né che si possa pensare alla costruzione di stanze virtuali per far dialogare gli utenti della piattaforma tra di loro. Il nostro obiettivo è quello di diffondere la formazione su un tema che consideriamo di primaria importanza e che va affrontato attraverso il coinvolgimento di tutti i possibili attori, nel tentativo di costituire una rete pubblico privato in grado di far fronte alla esigenze attuali e future".

Della stessa idea anche Alberto Alberani, Responsabile Cooperative Sociali Legacoop Emilia Romagna che ha sottolineato come la realizzazione dei modelli Agid siano un'occasione per poter pensare e ragionare sul futuro oltre ad essere "la dimostrazione che ci stiamo impegnando – Cadiai in primis – a pensare a che cosa accadrà ai nostri ex ragazzi tra 10/15 anni".
Sull'importanza della pianificazione e di politiche proattive è intervenuto anche Eno Quargnolo, Direttore del Settore Servizi Sociali del Comune di Bologna, che ha sottolineato come in questo settore sia fondamentale la costituzione di una rete in cui i diversi attori coinvolti riescano a comunicare in maniera trasversale e ad aiutarsi in funzione del benessere dell'assistito.

I partner del progetto Leonardo "Agid": Apemh (Association Parents d'Enfants Mentalement Handicapés) – Lussemburgo; North Umbria University Newcastle – Regno Unito; Università di Vienna (Clinical psychology department) – Austria; Cadiai (Cooperativa sociale) – Italia; Les Genêts d'Or (Association intellectual disability in Brittany) – Francia; ARFIE (Association for Research and Training on Integration in Europe) e Zonnelied asbl (Ngo – intellectual disability and dual diagnosis) – Belgio.

Redazione Emilia Romagna

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 15:01
Giuseppe Manzo

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