Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Domenica, 29 Novembre 2020

TERZO SETTORE, ECCO LA RIFORMA: "RISORSE INADEGUATE"

Scritto da  Giuseppe Manzo Ago 06, 2014

Riforma Terzo settore: il testo di legge delega c'è, per i soldi tutto rinviato alla legge di stabilità. Fa il suo primo passo ufficiale la riforma del terzo settore, il cui testo (26 giorni dopo la sua approvazione in Consiglio dei ministri) è stato finalmente presentato dal governo (con il ministro Poletti e il sottosegretario Bobba) e trasmesso immediatamente alla Ragioneria generale dello Stato per i controlli di prassi. Sette articoli (e risorse per 50 milioni di euro) che dopo la firma del Capo dello Stato arriveranno in Parlamento per l'approvazione definitiva, che nelle speranze dell'esecutivo dovrebbe avvenire entro la fine del 2014. Da quel momento, il governo avrà 12 mesi di tempo per l'adozione dei decreti legislativi che attueranno nel concreto la riforma. 

C'è la semplificazione dell'iter per riconoscere la personalità giuridica delle associazioni, c'è il registro unico delle organizzazioni del terzo settore, c'è il lungo, spinoso e complicato capitolo della semplificazione della legislazione fiscale, ivi compresa l'annosa questione della stabilizzazione del cinque per mille. Ma con un'amara sorpresa perché nel testo si prevede la "determinazione del limite di spesa in coerenza con le risorse disponibili": il che, tradotto, significa la previsione del famigerato "tetto" massimo di spesa, cioè di quel criticatissimo meccanismo che di fatto negli ultimi anni ha tagliato il cinque per mille facendolo diventare nella realtà un 4 o un 3,5 per mille. E che, va da sé, l'intero mondo del non profit chiede di eliminare. I giochi saranno decisi a fine anno nella legge di stabilità 2015, in cui "potranno essere individuate – dice il testo – ulteriori risorse finanziarie rispetto a quanto stabilito dalla legislazione vigente".

Sarà così anche per il servizio civile, che vedrà partire quest'anno 35 mila giovani ma punta a raggiungere l'obiettivo dei 100 mila nel 2017. La progressione negli anni 2015 e 2016 sarà specificata dai decreti attuativi e dipenderà, appunto, anche dalle risorse che nel frattempo saranno reperite. Il testo di legge delega non scioglie neppure il nodo sulla partecipazione degli stranieri, che non viene prevista ma nemmeno esclusa: la Cassazione dovrà pronunciarsi a settembre sull'iter giudiziario che si è dipanato in questi anni e il governo ha scelto di attendere. Del resto, al momento appare difficilmente sanabile la contraddizione fra il richiamo all'art. 52 Costituzione che inquadra il servizio civile nell'ambito della difesa della patria e le pronunce giudiziarie che nel tempo hanno imposto l'apertura dei bandi agli stranieri.

Quel che è certo è che gli stranieri non potranno partecipare al bando 2014 dei 35 mila partenti. Il servizio civile universale è destinato ai giovani fra i 18 e i 28 anni, con possibilità di durata variabile (si parla di un periodo fra i 6 e i 12 mesi, ma il testo non lo specifica espressamente) e di svolgerne una parte in uno dei paesi dell'Unione europea.

In tutto questo, gli unici soldi individuati dal testo di legge delega sono quelli previsti per l'istituzione di un fondo rotativo destinato a finanziare a condizioni agevolate gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali effettuati dalle imprese sociali, di cui si prevede il riordino e la revisione dell'intera disciplina: si tratta di una somma di 50 milioni di euro per il 2015. Saranno pescati così: 20 milioni dl fondo per interventi strutturali di politica economica (legge 307/2004), altri 20 da fondi del ministero dell'Economia e delle Finanze e gli ultimi 10 milioni dal Fondo per la crescita sostenibile previsto dalla legge che ha convertito il decreto Sviluppo del governo Monti nell'agosto 2012. Per il resto, è precisato che "dall'attuazione delle deleghe non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica". Le speranze di dare adeguato sostegno finanziario alla riforma del terzo settore rimangono dunque legate alla legge di stabilità: una partita, quella che si giocherà fra ottobre e dicembre, che si presenta come decisiva per decidere le sorti dei temi che richiedono inevitabilmente un impegno finanziario.

Forum: "bene il testo, no la copertura economica"

Pietro Barbieri, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, ha stamattina partecipato, invitato dal Ministro Poletti e dal Sottosegretario Bobba, alla conferenza stampa di presentazione del testo del DDL di Riforma del Terzo Settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale, che inizia il suo iter di approvazione parlamentare.

"Si tratta di un buon testo - dichiara Barbieri - di cui siamo complessivamente soddisfatti, per l'articolazione e la complessità dell'articolato, che abbraccia tutta la normativa del Terzo Settore e che ha saldi ancoraggi costituzionali, solidaristici e si pone in una prospettiva di riduzione delle diseguaglianze. Siamo anche soddisfatti per l'attenzione che il Ministero del Lavoro ha prestato alle nostre segnalazioni e sottolineature, in particolar modo nell'articolo 2, nel quale vediamo recepite diverse nostre istanze, volte a valorizzare, in un contesto di legalità e trasparenza, il grande portato di utilità sociale, freschezza, vivacità , complessità e innovazione del Terzo Settore Italiano.

Certamente, accanto alle molte luci - prosegue Barbieri - vediamo anche delle ombre. In particolare lascia perplessi il riferimento ad un tetto al 5 x1000 legato a non precisate risorse disponibili. E permangono dei dubbi circa il collocamento e l'impostazione della nuova disciplina dell'impresa sociale. Siamo però certi che durante il percorso parlamentare, il testo potrà essere ulteriormente migliorato. E in questa azione, il Forum continuerà ad essere in prima linea nel fornire il proprio contributo, collaborazione e supporto.

Notiamo ovviamente anche la mancanza di un'adeguata copertura economica, all'altezza delle tante sfide che il DDL si pone, specie con riferimento al Servizio Civile universale e alla stabilizzazione del 5 x1000. C'era da aspettarselo, dopo i dati di questi giorni, ma non possiamo non esprimere delusione. La Legge di Stabilità 2015 sapevamo che sarebbe stato terreno di lavoro per povertà, non autosufficienza e politiche sociale. Lo sarà , ora, anche per il Servizio Civile, per il 5 per mille e la fiscalità di vantaggio per il Terzo Settore - conclude il Portavoce Barbieri -. Raccogliamo in questa direzione con soddisfazione l'impegno assunto stamane dal Ministro Poletti, se veramente vogliamo dare gambe all'assunto "lo chiamano terzo settore ma in realtà è il primo".

Guerini, Alleanza coop sociali: "passo in avanti"

"Erano anni che attendevamo questa cornice che, per la prima volta, ci colloca nel cuore di un progetto di riforma" A dichiararlo è Giuseppe Guerini, portavoce dell'Alleanza delle cooperative sociali e presidente di Federsolidarietà Confcooperative, che definisce "importante" aver liberato il terzo settore da un "quadro normativo datato, confuso e stratificato". Quello di cui c'è bisogno, secondo Guerini, sono strumenti di sussidiarietà per rendere operative le innovazioni sociali sperimentate nei vari territori, che spera di poter usare già dal 2015, in modo tale da avviare nuove azioni di welfare e continuare a creare occupazione.

"Si tratta di previsioni importanti per sprigionare il potenziale delle organizzazioni dell'economia sociale e delle imprese sociali in un quadro innovativo – continua il presidente di Federsolidarietà Confcooperative – le disposizioni per l'assegnazione di beni pubblici inutilizzati al terzo settore, l'ampliamento dei settori in cui possono operare le imprese sociali e le nuove misure per promuovere la finanza etica, i finanziamenti privati e la capitalizzazione di queste organizzazioni, la stabilizzazione del 5 per mille e la nuova disciplina del servizio civile universale che ci permetta di attivare i giovani in progetti per le comunità.

"L'invito che rivolgiamo ai due rami del parlamento e al governo – conclude Guerini – è di approvare al più presto il disegno di legge perché da lì in avanti la riforma si misurerà sugli effetti prodotti: la nascita di nuovi soggetti, il consolidamento di quelli esistenti e soprattutto la crescita che produrrà in termini di inclusione sociale e occupazione. Per uscire dalla crisi c'è bisogno del contributo che può dare il settore dell'economia sociale e siamo pronti a fare la nostra parte".

Arci: "perplessi su impresa sociale e modesta copertura economica"

"Erano anni che tutto il Terzo settore aspettava la riforma della legislazione. Al Governo va il nostro apprezzamento per essere riuscito in tempi brevi a produrre un Ddl che peraltro aggiorna anche altre materie: dal servizio civile, al 5x1000". E' il commento di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci.

"E' importante - continua Chiavacci - che venga riconosciuta al Terzo settore la sua peculiare funzione di promotore di cittadinanza attiva e di partecipazione, attivatore delle energie sociali positive, costruttore di coesione, inclusione, sviluppo. E' anche positivo il tentativo di coordinare e armonizzare le numerose norme che toccano questo comparto, da quelle di natura fiscale a quelle sui controlli e la trasparenza".

"Ci sono tuttavia alcune questioni che ci lasciano perplessi - sottolinea la presidente dell'Arci - come le nuove caratteristiche che assume l'impresa sociale, i cui confini col profit diventano molto sottili; e anche l'eccesso di rigidità normativa quando si pretende di elencare tutte le attività solidaristiche o di pianificare le forme organizzative degli enti associativi. Come pure non ci piace il limite posto al 5x1000 in coerenza con le risorse disponibili che, in un periodo di difficoltà economiche e finanziarie come quello che stiamo attraversando, non annuncia niente di buono". Per l'Arci era inoltre necessaria "la creazione di un organismo di promozione di tutto il terzo settore, ancora orfano della disciolta agenzia".

Ma, prosegue la presidente, "la cosa che ci lascia più perplessi è la modestissima, quasi assente, copertura finanziaria del provvedimento: non si può fare una legge come questa, che si pone l'obiettivo ambizioso di promuovere e sviluppare un rilevante comparto della società e dell'economia nazionale, senza dotarla degli strumenti finanziari necessari". "Su questo e sugli altri punti di debolezza del provvedimento – conclude Chiavacci - ci aspettiamo che il futuro percorso parlamentare ponga rimedio, magari riaprendo un confronto più sistematico con le organizzazioni sociali e con i loro organismi di rappresentanza, che in questa fase è stato un po' trascurato".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 14:59
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Novembre 2020 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30