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Domenica, 29 Novembre 2020

ALFANO E I MIGRANTI: MINISTRO SOTTO ACCUSA

Scritto da  Giuseppe Manzo Ago 12, 2014

"Credo che tutti gli italiani siano parecchio stanchi di essere insolentiti dai vù cumprà nelle spiagge". Non è un leghista della prima ora a pronunciare questa frase ma il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, durante la conferenza indetta nel comando regionale della Guardia di finanza di Roma per la presentazione del piano "Spiagge sicure". Immediate le reazioni politiche e quelle delle associazioni per un termine ormai superato con cui si indica in modo dispregiativo l'ambulante immigrato. 

Le reazioni

Tra le prime reazioni politiche alle parole di Alfano quelle del Deputato Pd Dario Ginefra scrive su twitter: "Gli ambulanti immigrati per Alfano sono "vu cumpra''? Tolleranza zero per le espressioni a sfondo razzista, prima che per le vendite in spiaggia): "Si può agire in direzione della tutela della legalità senza per questo alimentare con parole e affermazioni di pessimo gusto i luoghi comuni più retrivi già fin troppo diffusi nella nostra società, sottolinea Ileana Piazzoni (Libertà e Diritti - Socialisti europei)".

Ma anche le associazioni non lasciano attendere la propria replica. "Abbiamo sentito nelle parole di Alfano usare nuovamente termini che pensavamo ormai desueti e passati. - dice Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas italiana, intervistato a Radio Vaticana. - (...) Spero che nelle parole di Alfano ci sia soprattutto l'intenzione di affrontare in sede di governo il tema del lavoro che riguarda sia gli italiani che gli stranieri". "Colpisce l'uso di un termine dispregiativo, che certo non favorisce una corretta visione delle cose e tanto meno la soluzione di un problema". È il commento del presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, che parla di "un'emergenza che non esiste". Si tratta infatti di "persone che lavorano, anche duramente, per guadagnarsi da vivere". "La vera sicurezza per italiani e immigrati sta in una solida politica di integrazione", conclude Impagliazzo.

Anche la parlamentare europea Cecile Kyenge è intervenuta dalla sua pagina facebook: "Il ministro Alfano non cessa di banalizzare fenomeni che la sua carica dovrebbe conoscere bene, alimentando stereotipi e pregiudizi, utilizzando termini come 'vù cumprà', che peraltro neanche esistono nel linguaggio comune, inventati dal pregiudizio. Lottare contro la contraffazione, dovrebbe saperlo bene il ministro dell'Interno, significa abbattere Gomorra, lottare contro la criminalità organizzata e attuare politiche di integrazione degli emarginati. Fare campagne mediatiche contro le vittime di questo sistema criminale non è la soluzione del problema. Mi dispiace non sentire dal Ministro gridare parole altrettanto dure contro questo sistema criminale. E mi dispiace anche che non sia lui per primo promotore di una battaglia culturale di responsabilizzazione del consumatore e del produttore. Abbiamo bisogno di filiere pulite e di garantire la massima tracciabilità dell'origine dei prodotti, in modo che i consumatori non siano complici di un sistema criminale di sfruttamento e schiavitù, a cui, con o senza immigrazione nel Paese, non mancheranno mai braccia da sfruttare"

Il Piano per una "non emergenza"

Con questa operazione, dichiara il ministro, "lo Stato scende in campo, in estate, per la prevenzione e il contrasto dell'abusivismo commerciale e della contraffazione, elementi di turbativa all'economia legale, con conseguenze negative sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico". I turisti e i bagnanti locali potranno finalmente trascorre le loro giornate in spiaggia "senza la processione dei 'vu' cumprà', prevalentemente extracomunitari, dediti al commercio abusivo di prodotti di provenienza illegale".
La direttiva ha l'obiettivo di cancellare i fenomeni dell'abusivismo commerciale e della contraffazione attraverso un'azione sinergica da estendere, in relazione alle specificità locali, a tutti i soggetti interessati per stabilire le aree ritenute prioritarie e le modalità e tempistiche degli interventi. L'ordinanza presentata oggi interpella prefetti e questori, chiamati a rafforzare i controlli su quello che indiscutibilmente rappresenta l'anello più debole della catena della contraffazione e delle vendite sulla spiaggia.

I dati. Secondo il ministero dell'Interno, dal primo gennaio 2013 al 30 giugno 2014 sono stati sequestrati 113.938.244 tra prodotti pericolosi e pezzi falsamente etichettati come 'made in Italy': 98.702.051 le merci sequestrate perché potenzialmente pericolose per la salute dei consumatori (sfuggite alla normativa comunitaria sulla sicurezza, come per esempio i giocattoli); 15.230.193 quelle requisite perché vendute falsamente come prodotte in Italia.

Oltre le parole sbagliate sembra singolare tale decisionismo di fronte alle falle del sistema di accoglienza nelle regioni del Sud. Tra termini desueti e polemiche su articolo 18, alla vigilia di Ferragosto il ministro Alfano è una vera gatta da pelare per il premier Matteo Renzi. In questo clima è facile fomentare gli animi razzisti come è accaduto al deputato Khalid Chaouki su twitter: contro di lui epiteti violenti e razziali mentre un ministro dichiarava guerra ai "vu cumprà".

G.M. (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 14:59
Giuseppe Manzo

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