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CRISI: LE PROPOSTE DEL SERVIZIO SOCIALE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 19, 2014

Lettera aperta del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali con l’Associazione Italiana Docenti di Servizio Sociale , l’Associazione Nazionale Assistenti Sociali Società per la Storia del Servizio Sociale, il Sindacato Unitario Nazionale Assistenti Sociali – organizzatori dell’iniziativa svoltasi a Roma su “La crisi economica e sociale. Le soluzioni del servizio sociale”. “Una sfida vera, quella di riformare il welfare, seriamente, attuando quello che la Costituzione prevede”, rivolta al Presidente del Consiglio, ai Ministri e ai parlamentari di questo paese.

 

“Come ogni anno, il terzo martedì del mese di marzo si celebra in tutto il mondo la giornata del servizio sociale. Quest’anno il tema su cui gli assistenti sociali riflettono - ed invitano a riflettere- è quello della crisi economica e sociale. Il nostro Paese si trova oggi in una situazione di estrema complessità. Dal nostro specifico osservatorio, le criticità principali dell’attuale condizione sociale sono riferibili, tra le altre, all’esigibilità dei diritti, all’occupazione, all’impiego delle risorse, all’equità sociale.”

 

Inizia con queste parole la lettera aperta (in allegato) del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali con l’Associazione Italiana Docenti di Servizio Sociale , l’Associazione Nazionale Assistenti Sociali Società per la Storia del Servizio Sociale, il Sindacato Unitario Nazionale Assistenti Sociali – organizzatori dell’iniziativa svoltasi a Roma su “La crisi economica e sociale. Le soluzioni del servizio sociale”. “Una sfida vera, quella di riformare il welfare, seriamente, attuando quello che la Costituzione prevede”, rivolta al Presidente del Consiglio, ai Ministri e ai parlamentari di questo paese.

Numerosissime le presenze e i relatori accorsi in questo incontro coordinato dal Direttore di Redattore Sociale Stefano Trasatti, per rispondere all’obiettivo comune di rafforzamento della professione nei contesti nei quali interviene e con le istituzioni con cui collabora. “Oggi non diamo voce agli assistenti sociali ma ai rappresentanti degli enti, delle associazioni, dei volontari della società civile, cioè diamo voce a quelli con cui camminiamo e facciamo strada. Diamo voce a tutti coloro che sono impegnati nel lavoro comune”, inizia così Silvana Mordeglia, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali. Si comincia con Ddl 660 sulla Disciplina della professione di assistente sociale, e con le dichiarazioni della prima firmataria, la Sen. Donella Mattesini: “In questa Giornata Mondiale del Servizio Sociale vogliamo ridare centralità alle politiche sociali sia sul piano sociale che culturale; serve un lavoro costante nelle istituzioni e nella società per dare forza a una professionalità le cui competenze spesso, ancora oggi, sono sconosciute. Oggi usciamo da un silenzio: è necessario far sentire in luoghi diversi la centralità che le politiche sociali rivestono per il paese. Occorre inoltre una formazione che permetta di stare al passo con i tempi, e i bisogni, che cambiano”. Secondo la senatrice Giuseppina Maturani, cofirmataria del DDL 660 “Il disagio economico che il nostro paese vive da qualche anno ha impoverito la conoscenza pubblica dell’importante lavoro svolto dagli assistenti sociali. Serve una nuova progettazione sul territorio, da fare insieme alle istituzioni, per permettere a tutti noi di programmare un futuro.”

Anche la senatrice Stefania Pezzopane, cofirmataria del DDL 660, interviene raccontando la sua esperienza di Assessore alle politiche sociali del Comune dell’Aquila nel post terremoto: “Dopo il terremoto, oltre a ingegneri e geometri avevamo bisogno di assistenti sociali, e non vi dico la difficoltà che abbiamo avuto per farlo capire. Oggi noi abbiamo il paese in crisi, e abbiamo bisogno di assistenti sociali per ricostruire le comunità e il welfare del nostro Paese”.

Federico Palomba, già Presidente del Tribunale per i Minorenni della Sardegna e già Direttore centrale per l’Ufficio della Giustizia Minorile parla di “elogio agli assistenti sociali fatto da un giudice” e racconta di “una professione che, spogliandosi della esclusività del suo intervento, ha permesso una nuova elaborazione del processo penale minorile”. “Abbiamo assistito in questi ultimi tempi ad uno sventato pericolo di smantellamento del Dipartimento per la Giustizia Minorile”.

Anche Serenella Pesarin, Direttore Generale della D.G. per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari del Dipartimento per la Giustizia Minorile, ricorda come il Dipartimento per la Giustizia Minorile ha la sua ragion d’essere nel “riconoscimento dell’altro come persona: il concetto di pena non deve essere legata alle carceri”. La comunicazione –continua Pesarin- rappresenta un tema cruciale: con il ricorso a pene alternative la recidiva si abbassa, e contestualmente si abbassa la spesa mentre aumenta la sicurezza di recupero. E’ un procedimento che funziona dal basso”.

La Giustizia e il Terzo settore

Chinnici, ricorda l’attenzione che la giustizia minorile ha per gli assistenti sociali, attori fondamentali del procedimento penale minorile. Federico Federighi, del Dipartimento della Protezione civile dichiara: “in situazioni di catastrofe, non possiamo fare a meno degli assistenti sociali, parte essenziale negli interventi accanto ai medici di famiglia. Dobbiamo portare a termine un accordo con Dipartimento per mobilitare gli assistenti sociali sul territorio in caso di emergenza”. Grande attenzione alla professione anche da parte del volontariato, dell’associazionismo e del privato sociale. Claudio Tesauro racconta i suoi rapporti con gli assistenti sociali sia dal punto di vista personale che da quello di Save the Children Italia, la grande organizzazione di cui è Presidente: “nel nostro impegno di lotta alla povertà in Italia, progetto per il quale nei prossimi anni abbiamo intenzione di aprire 20 centri con un impegno economico di 3 milioni di euro, ci siamo accorti che a livello di Consiglio direttivo ci mancava la professionalità dell’assistente sociale e per questo abbiamo chiesto ad un assistente sociale di entrare a farne parte”.

Pietro Barbieri, ringrazia dell’invito a nome del Forum del Terzo settore, convinto che le politiche sociali di questo Paese debbano per forza cambiare: “sulla non autosufficienza siamo al 25 posto su 27 paesi europei, mentre sulle politiche di contrasto alla povertà siamo 27° su 27 paesi”. “Ora le politiche del Governo Renzi ci riportano a questa apertura, vedi per esempio la redistribuzione del cuneo irpef per redditi bassi, speriamo si possa continuare su questa strada”.

Concludono il convegno le parole della lettera aperta: “Se le politiche sociali in questo Paese fossero pensate, proposte e predisposte insieme a chi quotidianamente, concretamente, lavora con i bisogni e le potenzialità, le stesse risulterebbero più attinenti alle esigenze delle persone: oggi, la programmazione partecipata non è il luogo reale dove è possibile effettuare le scelte decisionali che, purtroppo, appartengono ad altri.”

Redazione

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L'ultima modifica Lunedì, 19 Giugno 2017 13:14
Giuseppe Manzo

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