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Domenica, 17 Gennaio 2021

GIORNALISTI CONTRO FNSI: "DIMISSIONI SUBITO"

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 08, 2014

Oltre cento operatori dell'informazione provenienti da tutta Italia hanno contestato il sindacato unico contro "iniquo contratto e iniquo compenso" oggi a Roma. A decine sono entrati nella sede della Fnsi e hanno avuto un incontro acceso con il segretario Siddi. Il movimento #StopFnsi chiede le dimissioni di tutta la dirigenza: "a rischio la libertà di stampa" (a sinistra una foto della manifestazione di oggi)

Una contestazione senza precedenti per il giornalismo italiani. Oltre cento operatori dell'informazione, provenienti da tutta Italia, hanno manifestato davanti alla sede della Federazione nazionale della stampa. L'appuntamento è nato all'indomani dell'accordo Fnsi-Fieg su equo compenso e contratto. Con lo slogan "iniquo compenso, iniquo contratto #StopFnsi" i giornalisti free lance e contrattualizzati, fotografi e video reporter, sono saliti nella sede del sindacato dove hanno trovato la dirigenza nazionale. Si è subito acceso un dibattito aspro con il segretario Franco Siddi che ha provato a difendersi non lesinando attacchi e insulti personali facendo accendere gli animi. La mattinata si è conclusa con una conferenza stampa nella stessa sede del sindacato. Le parti sono distanti e la richiesta dei giornalisti è una sola: "dimissioni subito". Intanto nei giorni scorsi il presidente dell'Odg Enzo Iacopino aveva annunciato un ricorso al Tar contro l'accordo sull'equo compenso. 

"Via la dirigenza" 

"Dimissioni immediate del segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi e di tutti i componenti della giunta esecutiva Fnsi. Lo chiedono i giornalisti e le giornaliste riunitidavanti alla sede della Federazione durante la manifestazione #StopFnsi contro l'accordo sul lavoro autonomo - ribattezzato"iniquo compenso" - e il contratto truffa sottoscritti senza alcuna consultazione". Questo chiedono i giornalisti di #StopFnsi, movimento a cui hanno aderito Stampa Romana, decine di consiglieri nazionali dell'Ordine dei giornalisti, alcune componenti sindacali e alcuni volti noti come Riccardo Iacona, Milena Gabanelli, Andrea Purgatori e Andrea Scanzi (nella foto sopra un momento della conferenza stampa a margine della protesta).

"Accordi che legalizzano lo sfruttamento e retribuzione da fame deigiornalisti autonomi e sanciscono per contratto l'esercizio dilettantistico della professione, infliggendo un colpo mortale alla dignità dei lavoratori e alla libertà di stampa - continua il comunicato stampa - Durante il sit in, una delegazione dei giornalisti, tessere alla mano, ha fatto irruzione nella sede del sindacato, chiedendo spiegazioni alla giunta riunita. Esprimiamo rammarico per gli attacchi personali che il segretario Siddi continua a rivolgere nei confronti di alcuni colleghi che esprimono dissenso verso le sue scelte". 
Infine, la promessa di battersi per un'qua distribuzione dei finanziamenti pubblici: "Ci impegniamo a lottare perché i 120 milioni fondi che il Governo ha annunciato di voler stanziare per le assunzioni nei giornali non siano destinati ai contratti di apprendistato che pongono un limite di età che pregiudica un'intera generazione di precari".

Redazione

@nelpaeseit

L'ultima modifica Mercoledì, 05 Luglio 2017 14:54
Giuseppe Manzo

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