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Lunedì, 19 Novembre 2018

EQUO COMPENSO PER I GIORNALISTI: È LEGGE

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 05, 2012

Il Senato approva il testo: niente fondi pubblici per gli editori che non rispettano le tariffe. Soddisfazione da parte dell'Odg: "La schiavitù è finita". Esultano i Coordinamenti dei giornalisti precari in tutto il Paese: il risultato arriva a un anno dall'approvazione della Carta di Firenze. Ad appoggiare questa battaglia anche Articolo 21 e la Fnsi. Ecco nel dettaglio cosa dice il provvedimento legislativo che cambierà la posizione delle aziende editoriali. 

La legge sull'equo compenso è realtà. Dopo mesi di battaglie, appelli e momenti in cui era possibile arenare il provvedimento ecco il voto favorevole del Senato. A Palazzo Madama il testo arriva con alcune modifiche rispetto a quello licenziato dalla Camera. Ma prevale la soddisfazione per il risultato raggiunto a un anno dall'approvazione della Carta di Firenze. 

Odg

Contento, e quasi commosso, è il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino che sostenuto in prima persona l'iter di questa legge. "E’ stata necessaria una norma - afferma Iacopino - quella sull’equo compenso, per creare condizioni che consentiranno di porre fine allo sfruttamento selvaggio dei giornalisti. Giovani di tante età, compensati con mancette per i loro articoli, trattati peggio di quanti raccolgono pomodori o di quelle povere donne che per pochi euro all’ora hanno perduto la vita in Puglia. Cinquanta centesimi per il web, due-tre-cinque euro per la carta stampata, vessazioni senza fine: questa è la fotografia della professione oggi. 
La legge approvata apre uno spiraglio alla speranza. Non sarà facile, perché nella commissione chiamata a stabilire i parametri dell’equo compenso i giornalisti saranno in minoranza. Ma saranno capaci di fare sentire la voce degli ultimi, di quanti fino ad oggi sono stati costretti a subire il ricatto sfrontato del “se non ti sta bene, mi rivolgo ad un altro”. 

I Coordinamenti dei giornalisti precari

Da tre anni sono in prima linea, dal Veneto alla Sicilia. I Coordinamenti dei giornalisti precari esprimono soddisfazione per aver raggiunto il risultato. Il Gruppo veneto Re:Fusi scrive: "E’ il secondo traguardo in un anno, dopo l’approvazione nell’ottobre 2011 della Carta di Firenze, strumento deontologico che riconosce i diritti dei precari e freelance. Ora c’è un nuovo strumento, questa volta economico, che cioè colpisce gli editori nel portafogli". Anche il Coordinamento campano è intervenuto: ". "Grazie a questa battaglia vinta- è scritto nel comunicato -, da oggi sarà più difficile per gli editori giustificare pagamenti da fame che impongono ai propri collaboratori, visto che chi non rispetterà i tariffari si vedrà finalmente precluso dall'accesso a finanziamenti pubblici milionari. La nuova legge riafferma un principio sacrosanto, quanto ignorato, del diritto di chi lavora".

La legge

E’ una legge “a termine” (sperimentale l’ha definita il senatore Giuliano, presidente della Commissione Lavoro del Senato) perché la sua applicazione si interromperà automaticamente a tre anni dalla sua entrata in vigore, quando cioè è previsto che la Commissione istituita per stabilire l’entità dell’equo compenso e per stilare l’elenco delle testate “virtuose” che l’applicano cesserà le sue funzioni. Per prorogarne la durata occorrerà quindi modificare l’attuale testo

L’aumento dei componenti della Commissione per l’equo compenso istituita dalla legge potrebbe rendere farraginoso il meccanismo e rendere l’organismo luogo di scontro. Poiché il Senato ha previsto che la Commissione per l’equo compenso scadrà entro tre anni, occorrerà quindi verificare il funzionamento della legge in tempi brevi. A Montecitorio non sono stati comunque presentati emendamenti per non rischiare, rimandando il provvedimento di nuovo in esame a Palazzo Madama, di non approvare il testo entro la legislatura. Il relatore Enzo Carra ha fatto rilevare la positiva celerità dei tempi durante i lavori di esame del testo in Commissione alla Camera. Zazzera (IdV) ha ricordato che "l’approvazione della legge non sarebbe stata possibile senza la pressione dei freelance e gruppi di base". Il sottosegretario Peluffo ha dichiarato che "nel dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri ci sono le risorse per fare funzionare la Commissione nei tempi previsti".

Redazione

Giuseppe Manzo

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