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Lunedì, 23 Settembre 2019

LAVORO E NON LAVORO: ECCO "NUOVI SCHIAVI", INCHIESTA SUL MODERNO SFRUTTAMENTO

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 12, 2015

Sarà presentato mercoledì 13 maggio a Napoli (Mezzocannone occupato) e giovedì 14 maggio a Roma (Libreria del viaggiatore) il nuovo libro di Antonio Musella "Nuovi schiavi. Il lavoro nell'Italia del Jobs act", (Round Robin editrice): una nuova inchiesta sul moderno sfruttamento 

 

Lavorano dieci ore al giorno, sette giorni su sette, per 750 euro al mese. Vengono licenziati dopo quasi trent'anni di rinnovi contrattuali. Non conoscono turni, rischiano e perdono la vita. Lavorano gratis per qualche riga in più nel curriculum. Subiscono violenze, fisiche e mentali. E hanno paura.

Sono questi i nuovi schiavi del mondo del lavoro italiano che Antonio Musella, nel suo ultimo libro,ritrae oltre che nello status di lavoratori precari, anche nella loro condizione, psicologicamente frustrante, di solitudine e alienazione. "Nuovi schiavi. Il lavoro nell'Italia del Jobs act" (Round Robin editrice) è, come lo descrive Musella stesso, un album di fotografie. Fotografie che raccontano storie, ognuna diversa dalle altre ma tutte pervase dallo stesso sentimento: l'impotenza di fronte alla perdita dei diritti, la solitudine davanti al datore di lavoro, la speranza di una stabilità tradita.

In alcuni casi, a vincere è la resistenza collettiva e la capacità di reinventare il lavoro sotto nuove forme, più umane e sostenibili. Esperienze di lotta dal basso che indicano una strada, probabilmente l'unica percorribile, ma che rappresentano dosi di antidoto ancora troppo esigue per far reagire energicamente tutto il corpo sociale dei lavoratori, iniettato fino alla malattiadi precarietà e, quindi, di paura.

Antonio Musella, reporter di Fanpage.it e coautore di altri libri-inchiesta (tra gli altri Il Paese dei veleni e Chi comanda Napoli), si occupa da tempo del mondo del precariato in Italia. La sua prospettiva è quella di un giornalista che è cresciuto nei centri sociali e che ha contribuito in prima persona a portare avanti lotte in nome dei diritti. E' lui stesso, pertanto, a riconoscere gli errori di analisi fatti dai movimenti antagonisti, che ancora oggi scontano il non aver compreso subito che ciò che sembrava essere la conclusione di una tendenza era in realtà solo l'inizio di un processo di cui non si conosce tutt'ora la fine.

Negli ultimi vent'anni, dal pacchetto Treu - che introduceva per la prima volta forme di contratto atipiche - al Jobs act di Renzi che fa della flessibilità e dell'intermittenza un elemento strutturale del mercato del lavoro, l'Italia ha visto progressivamente crollare quei diritti e quelle garanzie che, almeno fino agli anni Novanta, si ritenevano intoccabili.

Oggi tutto è cambiato. I sindacati falliscono nel tenere fede al motivo per cui sono stati istituiti, il potere contrattuale dei lavoratori si è indebolito fino a scomparire quasi del tutto. Non solo: la linea di demarcazione tra lavoratori subordinati e autonomi, tra salariati e partite Iva, tra operai di fabbrica, commessi, giornalisti e avvocati che non sono "figli di" si è col tempo assottigliata. Tutti vanno ad ingrossare le fila dei precari, di quelli che non sanno se domani lavoreranno ancora e se riusciranno a guadagnare abbastanza da permettersi una vita dignitosa.

Tutto è cambiato, ma tutto può ancora cambiare. "Forse il Jobs act", scrive Musella, "potrà avere questo merito, la rottura degli steccati nel corpo vivo del mondo del lavoro. Di certo è una speranza".
Scritto con uno stile snello ed efficace, "Nuovi schiavi" di Antonio Musella contribuisce al dibattito contemporaneo sul mondo del lavoro denunciandone, attraverso il racconto di esperienze dirette, la deriva verso nuove forme di sfruttamento e stimolando importanti riflessioni di autocritica.

Nuovi schiavi sarà presentato mercoledì 13 maggio ore 18 a Napoli (Mezzocannone occupato) e giovedì 14 maggio a Roma ore 18.30 (Libreria del viaggiatore)

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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