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Domenica, 11 Aprile 2021

LAVORATORI DISABILI: CAMBIANO LE REGOLE CON IL JOBS ACT

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 24, 2015

Con il decreto 151 del Jobs act cambiano le regole per il collocamento obbligatorio dei lavoratori disabili: più spazio alla chiamata nominativa e incentivi fino al 70% della retribuzione lorda per i privati che assumono a tempo indeterminato. 

 

Sono ufficialmente in vigore, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, le nuove norme previste dal Jobs act riguardanti il collocamento dei lavoratori disabili. Il decreto legislativo n. 151 del 14 settembre 2015 porta con sé la modifica di alcune parti della legge 68/99.

Una novità sostanziale è la scelta di puntare, per quanto riguarda i datori di lavoro privati, sull'assunzione di lavoratori con disabilità attraverso la richiesta nominativa, previa iscrizione degli interessati ad apposite liste. Per ogni persona, un comitato tecnico annoterà in un'apposita scheda le capacità lavorative, le abilità, le competenze, le inclinazioni, la natura e il grado della disabilità e analizzerà le caratteristiche dei posti da assegnare ai lavoratori disabili, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Si prevede comunque che gli uffici possano procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.

Ai datori di lavoro si permette di assumere in una loro unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione.

Cambiano, inoltre, gli incentivi concessi ai datori di lavoro: per un periodo di trentasei mesi le aziende potranno contare su un contributo pari al 70% della retribuzione mensile lorda, imponibile per ogni lavoratore disabile assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o di un contributo del 35% nel caso di riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%.

Disposizioni più favorevoli nel caso di lavoratori con disabilità intellettiva e psichica: il contributo sarà pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni lavoratore con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, per un periodo di 60 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato o di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi e per tutta la durata del contratto.

Il decreto, infine, istituisce una Banca dati del collocamento mirato che raccoglie le informazioni concernenti i datori di lavoro pubblici e privati obbligati e i lavoratori interessati.

 

Redazione

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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