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Sabato, 07 Dicembre 2019

LOTTA ALLA POVERTÀ, MISURE INADEGUATE: "SERVE REDDITO MINIMO"

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 07, 2016

Dopo la pubblicazione dei dati Istat, l’Alleanza contro la povertà ribadisce l’urgenza di approvare una misura nazionale di contrasto all’indigenza. Intanto, a tre mesi dalla sua introduzione, il Sostegno per l’inclusione attiva “non sta dando i risultati attesi”. 

 

“I dati rilasciati dall’Istat confermano le nostre preoccupazioni: in Italia un individuo su cinque è a rischio di povertà e cresce in particolare la fragilità economica delle famiglie con figli”.

Ad affermarlo è l’Alleanza contro la povertà (composta da 35 organizzazioni tra realtà associative, rappresentanze dei Comuni e delle Regioni, enti di rappresentanza del terzo settore e sindacati), che negli ultimi mesi ha più volte sollecitato il governo affinché fossero potenziate le risorse di contrasto al fenomeno già a partire dal 2017.

“L’imminente scadenza referendaria ha dapprima impedito di operare le adeguate modifiche alla Legge di Bilancio alla Camera, ed ora pare che il risultato della consultazione e le difficoltà politiche emergenti comportino la mancata possibilità di intervenire a riguardo anche al Senato”.

Tuttavia, sostiene l’Alleanza, “la lotta alla povertà non può essere ostaggio dello stato di crisi. Non possiamo permetterci di continuare a rimandare l’introduzione di uno strumento nazionale che faccia finalmente da argine alla crescita della povertà nel nostro Paese, e perciò chiediamo che il percorso del disegno di legge delega sulla povertà giunga a compimento entro la fine della legislatura. Questo disegno va anzi rinforzato in modo che contempli un reddito minimo per tutti i poveri assoluti ed il loro accompagnamento con servizi adeguati in un percorso di reinserimento socio-lavorativo”.

D’altra parte, la misura introdotta dal governo per contrastare la povertà non sta dando i risultati attesi, almeno secondo Nicoletta Teodosi, presidente del Cilap (Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà).

Affrontando la questione del Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) introdotto tre mesi fa, infatti, Teodosi ha dichiarato: “troppi i vincoli richiesti, basta un errore, anche di comprensione, nella compilazione della domanda che l'Inps la rigetta. Le domande rifiutate per non aver raggiunto i 45 punti per avere riconosciuto il beneficio, vanno dal 40% all'80%, anche con picchi superiori. C'è qualcosa che non va e non vorremmo che fosse attribuita la causa sempre ai potenziali beneficiari che compilano domande ‘mendaci’. Sono stati esclusi i nuclei familiari più giovani, con un solo figlio, che invece il Sia, nelle sue intenzioni, avrebbe voluto sostenere. Il nostro osservatorio è dato dai feedback con i Comuni e le associate Cilap”.

“L'identikit tipo del nucleo familiare che fa richiesta del Sia è il seguente: età media dei genitori 30/35 anni, disoccupati o con bassa intensità lavorativa, uno o due figli in media, Isee sotto i 3 mila euro”, ha continuato la presidente del Cilap. “Restano fuori cinquantenni, sessantenni, fortemente deprivati sotto molti punti di vista che necessiterebbero di Sia, ma ai quali rimane solo di rivolgersi ai Comuni che come tutti sanno versano già in condizioni economiche svantaggiate anch'essi. E non è una battuta. Naturalmente una valutazione sull'efficacia di questa misura non potrà essere data prima di sette/otto mesi, quando saranno attivi anche i piani di intervento (il secondo asse del Sia) concordati oltre che con i beneficiari anche con tutti gli attori territoriali (Asl, Centri per l'impiego, le scuole, le organizzazioni del terzo settore, i sindacati, i datori di lavoro)”.

“Capiamo gli sforzi fatti dal ministro Poletti e dal ministero”, ha concluso Teodosi, “ma i risultati non gli stanno dando ragione. Per il 2017 chiediamo la revisione delle condizionalità e l'ampliamento della platea ai nuclei con un solo figlio in attesa che anche l'Italia si doti del reddito minimo adeguato per chi è solo, non ha figli, vive sotto la soglia di povertà o ne è a rischio”.

 

 

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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