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Domenica, 21 Ottobre 2018

LECCO: ECCO IL "FIORE" ALL'OCCHIELLO CHE SCONFIGGE LA MAFIA In primo piano

Scritto da  Redazione Lug 18, 2018

Su nelpaese.it continua la pubblicazione delle prove finali degli studenti del Master Sociocom in comunicazione sociale dell'Università Roma Tor Vergata: ecco l'articolo  di  Federica Bolognani

 

La storia dell’edificio sito in via Belfiore n. 1 a Lecco inizia diversi anni fa, quando Franco, quarantenne ex muratore calabrese, decide di aprirci il Ristorante Pizzeria “Wall street”; investe circa 6 milioni di lire per realizzare il sontuoso ristorante: imponente, superbo, sfacciato. Siamo nel cuore degli anni Ottanta, al centro della cittadina lombarda in piena espansione economica, che da lì a breve diventerà anche Provincia, e lui è Franco, il duro del quartiere. Lui è Franco, Coco Trovato.

Franco è la prima eccezione lombarda al principio secondo cui la mafia è “cosa loro”, affare di quelli del Sud, del Meridione, dei terroni. È l’anomalia perché Franco la ‘ndrangheta l’ha portata anche al Nord, nella Lecco per bene, tra la borghesia nostrana, e ce l’ha messa proprio lì, vicino alle scuole, di fianco alla Chiesa.

Di questo regno mafioso, vero e proprio impero della malavita impegnata nel narcotraffico che si estende dalla Comasina fino a Como passando per la Brianza, il fortino è proprio la Pizzeria “Wall street”: tra i suoi tavoli i picciotti organizzano lo spaccio di droga, riciclano denaro sporco e pianificano vendette. Fino al 1992, però, quando il covo del boss viene confiscato alla criminalità organizzata. E lui, Franco Coco Trovato, condannato a tre ergastoli.

Negli anni successivi il percorso per il recupero del bene è lungo, tortuoso; rallentano la rinascita i tempi lunghi della confisca e della giustizia nonché le divergenti visioni in merito al suo riutilizzo: da nuova centrale operativa dei vigili del fuoco a centro per persone con disabilità, fino all’archivio della Prefettura. È solo nel maggio 2015 che un gruppo di realtà del terzo settore – ATS “La Fabbrica di Olinda”, AUSER Filo d’Argento, ARCI, Libera – ed il Comune di Lecco regalano al territorio la svolta tanto attesa: “Wall street” diventerà “Fiore, Cucina in libertà”, ancora un ristorante pizzeria, ma questa volta improntato alla legalità.

Per giungere a questo risultato, però, e per far sì che l’idea innovativa ma gravosa anche da un punto di vista economico, veda la luce, molti altri attori hanno supportato l’impegno: in particolare, Aler ha contribuito alla ristrutturazione dell’immobile grazie ad un finanziamento di 400 mila euro di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo si è fatta carico di altri 250 mila euro. Un ulteriore decisivo contributo per la conclusione dei lavori è, infine, arrivato dalla creazione di un Fondo di Comunità, avviato poco dopo e che ha raccolto circa 30.000 euro.

La Cerimonia di apertura di Fiore si è svolta circa un anno fa, proprio in occasione della “XXII giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie”: tutta la comunità è stata chiamata a partecipare al taglio della prima teglia di pizza, con l’invito a donare un libro particolarmente caro o rilevante, come segno tangibile della partecipazione di ciascuno alla costruzione del progetto di riscatto sociale della comunità, come simbolo della scrittura quale nuovo mezzo di comunicazione, cultura e scambio permanente in quelle stesse mura. Come trasfigurazione visiva del nuovo impatto sociale e rivincita della collettività sulla malavita.

Riccardo Mariani, Assessore alle Politiche sociali, Casa e lavoro del Comune di Lecco, così commenta l’anniversario: “Questo ha significato non solo il recupero di un immobile, ma la rivitalizzazione di una dimensione comunitaria. Convertire in maniera felice un luogo prima destinato all’illegalità, ha significato un’importante operazione sociale che ha regalato nuova vita ad un luogo che ora può promuovere cultura, inserimento sociale e legalità, in un trittico significativo per tutta la città.”

È questa la storia dell’edificio sito in via Belfiore n. 1 a Lecco: il resto, il futuro, lo scriveremo insieme, perché adesso l’ex “Wall street” è tornata ad essere tra tutti noi come il “Fiore” lecchese più bello.

Federica Bolognani

L'ultima modifica Mercoledì, 18 Luglio 2018 12:06
Redazione

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