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Domenica, 13 Giugno 2021

CHE FOLLIA: I PRODOTTI DI "MADE IN CASTEL VOLTURNO"

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 07, 2017

La sartoria sociale come strumento per dare lavoro, dignità e autonomia a donne vittime di sfruttamento: frutto del laboratorio creativo multietnico promosso dalla cooperativa sociale Altri Orizzonti con l’associazione Jerry Essan Maslo, le cui attività vengono realizzate in un bene confiscato. 

La sartoria sociale come strumento per dare lavoro, dignità e autonomia a donne vittime di sfruttamento. Da questa idea nasce la linea di abbigliamento e accessori “Made in CastelVolturno”, frutto del laboratorio creativo multietnico promosso dalla cooperativa sociale Altri Orizzonti con l’associazione Jerry Essan Maslo, le cui attività vengono realizzate in un bene confiscato alla camorra a Castel Volturno (Caserta).

La rete

L’associazione Jerry Essan Masslo svolge da diversi anni sul litorale Domitio una serie di attività di integrazione culturale e assistenza socio-sanitaria, rivolte ai migranti, attraverso ambulatori medici, unità di strada, servizi di riduzione del danno e per minori e famiglie in difficoltà (scuola, tutoraggio, osservatorio del disagio sociale).

La cooperativa sociale Altri Orizzonti nasce da un gruppo di giovani volontari dell’associazione Masslo con l’obiettivo di dare una risposta concreta e valida ai bisogni di un territorio difficile come quello di Castel Volturno. I soci si definiscono “una realtà imprenditoriale eterogenea e multietnica che crea lavoro, integrando le culture presenti nel territorio di Castel Volturno, promuovendo la cultura della legalità e della solidarietà e l’eterogeneità come risorsa non come punto di debolezza”.

Tutti gli oggetti firmati “Made in CastelVolturno” vengono lavorati in una sartoria sociale multietnica, con sede in un bene confiscato alla criminalità di Castel Volturno, e si caratterizzano per l’accostamento di tessuti africani e stoffe occidentali che si fondono in uno stile unico ed inimitabile. I capi sono realizzati a mano e a macchina: la cura scrupolosa per i dettagli e l’attenzione particolare alle esigenze del cliente garantiscono l’alta qualità delle creazioni. Le stoffe africane, in particolare, provengono da Burkina Faso, Costa d’Avorio, Kenia, Nigeria, Senegal, Tanzania e vengono acquistate da Organizzazioni Non Governative che operano in loco. Le altre, invece, sono tessuti a tinta unita in seta, chiffon, canapa e tulle, caratteristici dell’alta moda made in Italy.

Gli ideatori del marchio e del progetto Made in CastelVolturno, per esprimere la propria vicinanza ai temi dell’ecosostenibilità e del rispetto dell’ambiente, hanno progettato anche una linea che, riutilizzando i materiali residui delle lavorazioni dell’abbigliamento, comprende oggetti e accessori con stoffa patchwork: tovaglie, runner, cuscini, grembiuli, presine, cinture, portafogli, portagende, borse da donna e da uomo e altro ancora.

Tutte le creazioni di Made in Castel Volturno sono visionabili e acquistabili nel negozio online del sito www.madeincastelvolturno.com/shop.

Chi fosse interessato a vedere e toccare con mano le coloratissime stoffe e gli originali accessori, può fare un salto a Che Follia!, il negozio di artigianato ed oggettistica gestito dalla cooperativa sociale Era del gruppo Gesco (si trova in di via Tribunali 308), dove Made in CastelVolturno sta andando a ruba in questi giorni.

Maria Nocerino (da napolicittasolidale.it)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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