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Lunedì, 17 Giugno 2019

BENI CONFISCATI, L'APPELLO DI DON CIOTTI: "SERVE UNO SCATTO" In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 20, 2019

Sui beni confiscati “ci vuole uno scatto, i numeri attuali sono una vergogna”. È l’appello che don Luigi Ciotti ha rilanciato intervenendo all’assemblea di Cooperare con Libera terra, nella sede di Legacoop a Roma. Dopo quello della presidente Rita Ghedini, ha visto anche l’intervento del prefetto Frattasi, neodirettore dell’Agenzia per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

“Le vendite dei prodotti di Libera terra – ha raccontato Ghedini- si sono attestate nell’anno appena trascorso a 7 milioni di euro, con una leggera flessione, attorno al 3%, rispetto all’anno precedente. Il sistema Libera terra ha dato lavoro complessivamente a circa 200 persone”. Un mondo sostenuto dalla cooperazione, sia attraverso Coopfond – che è intervenuto nella fase di decollo e poi di sviluppo per tutte le 9 cooperative – sia attraverso Cooperare, che ha visto negli ultimi mesi l’ingresso di tre nuove realtà emiliane: Coop Reno, Formula Servizi e Corso Bacchilega.

“Bisogna andare incontro al futuro – ha esortato il presidente di Libera – non aspettarlo arroccati, anche se sono momenti difficili. Tocca a noi fare uno sforzo in più: è sempre un noi che vince, non il monologo dell’io. È necessario un nuovo umanesimo, che guarda anche verso l’Europa, per rimettere al centro la persona e il lavoro”. Serve un “impegno culturale etico politico”, anche e soprattutto nella lotta alle mafie.

“In questa battaglia – ha spiegato – servono scuola e lavoro. Bene: oggi un giovane su tre si perde nei primi cinque anni delle superiori e 2 milioni di ragazzi e ragazze finita la scuola non trovano lavoro. È un’Italia disgregata, impaurita, impoverita come ricorda il Censis, ma non dobbiamo mai dimenticare i messaggi positivi”.

Don Ciotti ha ricordato la “rivolta delle donne” e quei “ragazzi che vanno a lavorare d’estate in beni confiscati a un parente”: segnali di un mutamento profondo, nato da anni di impegno”. Ora bisogna accelerare, anche continuando come fa Cooperare con Libera terra a lavorare per “dare professionalità, accompagnare con competenze cooperative nate a volte senza strumenti adeguati”.

Fermezza: serve tanta fermezza, ha ricordato il presidente di Legacoop nazionale Mauro Lusetti: “Non possiamo mai pensare che l’illegalità sia fuori dal nostro mondo, ma dobbiamo reagire con fermezza, non ci salviamo dicendo che sono casi isolati. A nessuno deve mai essere concesso di commettere reati, neanche per la propria cooperativa, chi si comporta così viene espulso”.

“Senza fermezza – ha concluso Lusetti – avremmo perso pezzi interi di cooperazione”. Il presidente ha ricordato la recente vicenda del CNS: “Gli è stata inflitta una multa pesantissima, ma dimezzata rispetto a quanto inizialmente previsto perché è stata riconosciuta l’operazione di pulizia che abbiamo realizzato, con il ricambio completo del gruppo dirigente e la messa in atto di regole efficaci di trasparenza”.

 

L'ultima modifica Lunedì, 20 Maggio 2019 16:04
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