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Venerdì, 15 Novembre 2019

ECONOMIA SOSTENIBILE: AL FESTIVAL IL TEMA "PRIORITARIO" DELLA GIUSTIZIA SOCIALE In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 27, 2019

In Italia più di 17 milioni di persone sono a rischio povertà ed esclusione sociale. Tra queste, anche quelli che un lavoro ce l'hanno (gli occupati che non hanno un reddito sufficiente sono infatti il 12,2%). E oltre 5 milioni sono in povertà assoluta, con una robusta incidenza (12%) tra i bambini. Al tempo stesso tra il 1996 e il 2016 la quota di ricchezza dell'1% più ricco della popolazione adulta è passata dal 18% al 25%, quella dei 5.000 adulti più ricchi è salita dal 2% al 7%.

A queste disuguaglianze economiche si aggiungono profonde ingiustizie sociali nell'accesso a servizi fondamentali di qualità e nel riconoscimento dei propri valori e del proprio ruolo. Questi i dati più evidenti che emergono dal rapporto Istat Sdgs (Sustainable Development Goals) sui 17 Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu. I dati parlano chiaro: vincono allarme sociale e disuguaglianze, e forti divari territoriali. La situazione peggiore si vede in Sicilia, Calabria e Campania. Basti pensare che la quota di persone in cerca di occupazione sulla popolazione attiva ammonta al 6,0% nella ripartizione nord-orientale, al 7,0% in quella nord-occidentale, al 9,4% nel Centro e al 18,4% nel Mezzogiorno. Se ne è parlato a Roma in occasione dell'evento nazionale ASviS"Sconfiggere la povertà, ridurre le disuguaglianze" organizzato nell'ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato da ASviS e dal Forum Disuguaglianze e Diversità.

Nel 2017 lievi miglioramenti per 10 Obiettivi dell'Agenda 2030

Per 10 su 17 Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu nel 2017, l'Italia mostra segni di miglioramento in dieci aree: povertà (Goal 1), salute (Goal 3), uguaglianza di genere (Goal 5), condizione economica e occupazionale (Goal 8), innovazione (Goal 9), disuguaglianze (Goal 10), condizioni delle città (Goal 11), modelli sostenibili di produzione e di consumo (Goal 12), qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16), cooperazione internazionale (Goal 17). Per quattro aree, invece, la situazione del 2017 è peggiore rispetto al 2016: alimentazione e agricoltura sostenibile (Goal 2), acqua e strutture igienico-sanitarie (Goal 6), sistema energetico (Goal 7), condizioni degli ecosistemi terrestri (Goal 15).  La condizione appare invariata per due Goal, educazione (Goal 4) e lotta al cambiamento climatico (Goal 13), mentre per il Goal 14 (Flora e fauna acquatica) non è stato possibile stimare il dato relativo al 2017 a causa della mancanza di dati aggiornati.

Recuperare il tempo perduto e realizzare interventi radicali

"È ora di dotarsi di una governance che orienti le politiche allo sviluppo sostenibile, si è perso già troppo tempo  – dice Enrico Giovannini, Portavoce dell'ASviS, –  oltre all'immediata adozione di interventi specifici in grado di farci recuperare il tempo perduto sul piano delle politiche economiche, sociali e ambientali, l'ASviS chiede al presidente del Consiglio di attivare subito la Commissione nazionale per l'attuazione della strategia per lo sviluppo sostenibile, di trasformare il Cipe in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile e di avviare il dibattito parlamentare sulla proposta di legge per introdurre il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, al fine di garantire un futuro a questa e alle prossime generazioni".

Partendo dalla situazione di grave ingiustizia sociale e dai diffusi sentimenti di paura, rabbia e risentimento generati nelle fasce più vulnerabili della società, ilForum Disuguaglianze Diversità (ForumDD) – un'alleanza tra cittadinanza attiva e ricercatori – ha elaborato, dopo due anni di lavoro e con il contributo di oltre cento esperti il Rapporto "15 Proposte per la giustizia sociale". Un pacchetto di proposte di politiche pubbliche e azioni collettive, ispirate dall'analisi e dalle idee di Anthony Atkinson, che intervengono su tre meccanismi di formazione della ricchezza: il cambiamento tecnologico, la relazione tra lavoro e impresa, ilpassaggio generazionale.

"Disuguaglianze e povertà vanno aggredite su due fronti – afferma Fabrizio Barca, coordinatore del ForumDD. Tornando a redistribuire e recuperando – da dettato Costituzionale – la progressività fiscale perduta, anziché ridurla come si minaccia di fare sotto il manto della «flat tax». E, prima ancora, modificando i meccanismi di formazione della ricchezza privata e di accesso alla ricchezza comune: noi del ForumDD proponiamo interventi radicali che mettano la tecnologia dell'informazione al servizio di una maggiore diffusione della conoscenza, non, come oggi avviene, di una sua insostenibile concentrazione".

L’incontro

Nell'ambito della terza edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall'Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), si svolgerà a Roma, il prossimo 28 maggio alle ore 15:00 presso la Sala Auditorium del Palazzo delle Esposizioni, l'evento "Territori abbandonati dalle politiche". Il seminario, organizzato dal Forum Disuguaglianze Diversità (ForumDD) in collaborazione con ASviS e Urban@it, si inquadra all'interno dei Goal 1 e 10 (SDG1 – Sconfiggere la povertà; SDG10 – Ridurre le disuguaglianze) e mette al centro i territori dimenticati dalle politiche e dalle classi dirigenti e la reazione anche elettorale dei loro cittadini.  

Le disuguaglianze territoriali all'interno dei Paesi occidentali sono assai elevate e fonte di rabbia e tensioni sociali. A essere svantaggiati sono in particolare i cittadini delle periferie, di vaste aree rurali lontane dai servizi, delle campagne deindustrializzate. Oltre alle disuguaglianze economiche, tornate a crescere da trenta anni, si deteriora in molte aree la qualità e l'accessibilità ai servizi e crescono le disuguaglianze di riconoscimento: la mancanza di consapevolezza, da parte della cultura e delle classi dirigenti, delle specificità dei territori, della natura dei servizi che essi richiedono e delle opportunità che le nuove tecnologie e altri cambiamenti in atto possono offrire loro. Ne discende una diffusa protesta con forti effetti sui risultati elettorali.

Nel seminario verrà presentato e discusso questo quadro economico e sociale e verrà illustrata la reazione delle politiche europee, oggi e per il periodo post-2020, e dei paesi dell'area OCSE. All'intervento introduttivo di Andrés Rodriguez-Pose(London School of Economics), studioso internazionale di questi problemi e autore di un'analisi sulla relazione fra declino economico e sociale e comportamenti elettorali, seguiranno gli interventi sulle politiche di Flavia Terribile (Presidente del Comitato per le politiche di sviluppo regionale dell'OCSE). Sabrina Lucatelli (Comitato Tecnico Strategia Nazionale Aree Interne) e Daniela De Leo (Università la Sapienza Roma e Urban@it). Concluderà Fabrizio Barca (ForumDD).

 

L'ultima modifica Lunedì, 27 Maggio 2019 13:16
Redazione

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