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Lunedì, 27 Gennaio 2020

TURISMO SOCIALE, FOOD E INCLUSIONE: 25 ANNI DI "GRANCAN" A VERONA In primo piano

Scritto da  Redazione Dic 12, 2019

Con i suoi 25 anni giunge a un traguardo significativo l’hotel ristorante GranCan di Pedemonte di San Pietro in Cariano (Verona), progetto di riabilitazione e inclusione attiva per persone con problemi di salute mentale che integra una visione sociale e sostenibile del turismo. Gestito fin dal 1994 dalla cooperativa sociale Azalea, è un luogo storico per la Valpolicella, spazio d’incontro e condivisione e integrazione, con spazi accessibili a 360 gradi, che ha l’obiettivo di promuovere pari opportunità per tutti.

Nato negli anni Settanta come struttura per soggiorni sollievo per anziani, negli anni si trasforma per rispondere a nuovi bisogni: oggi ospita due comunità alloggio, la Salgari e la Venchi, dove vivono persone con problemi di salute mentale coinvolte in vari laboratori e nelle attività del ristorante - in cucina e nel servizio in sala -, condividendo gli spazi con gli altri ospiti dell’hotel e prendendo parte alla vita quotidiana. Alcuni di loro inoltre sono protagonisti del progetto di artigianato “Azalea Home&Design” per cui producono lampade e oggetti in ceramica, altri sono impegnati nell’orto dove coltivano la verdura utilizzata nel ristorante. Oltre a ciò GranCan promuove un “turismo lento”, culturale ed enogastronomico, e per questo valorizza i prodotti locali.

A raccontare come il progetto si è evoluto, crescendo negli anni e tessendo relazioni con il territorio, farne un bilancio e insieme tracciarne la direzione per il prossimo futuro, sarà l’evento “25 anni di GranCan da luogo di cura a esperienza di inclusione”, in calendario venerdì 13 dicembre, alle ore 15.30 naturalmente presso la sua sede a Pedemonte di San Pietro in Cariano (via Campostrini, 60). Un’occasione per festeggiarne l’importante anniversario assieme ai cittadini, i soci della cooperativa, gli utenti e gli operatori, i partner istituzionali e non solo.

In apertura dei lavori, i saluti di Raffaele Grottola, direttore dei Servizi sociosanitari Ulss 9 Scaligera, e del sindaco di San Pietro in Cariano Gerardo Zantedeschi. A seguire, l’intervento di Linda Croce, presidente della cooperativa sociale Azalea, realtà che ha dato vita al progetto. Poi l’intervento di Franco Rotelli, medico psichiatra, protagonista assieme a Franco Basaglia della riforma psichiatrica in Italia.

A raccontare la vita del GranCan e il valore del suo progetto sociale, tramite i linguaggi del teatro, della musica e delle immagini,  sarà anche il reading “Come un albero di cachi”, che vedrà in scena l’attore e regista Loris Contarini di Top-Teatri Off Padova, autore dei testi, accompagnato dalle note del musicista Paolo Valentini, alla chitarra. La performance presenterà quanto emerso da un ciclo di interviste sul tema delle dinamiche di potere nei processi di cura e riabilitazione che ha coinvolto insieme operatori e utenti di GranCan e di altri servizi per la salute mentale di Azalea. A realizzarlo, insieme a Contarini, il regista e sceneggiatore veronese Matteo Maffesanti, che ha trasformato le interviste in un video.

Seguirà una tavola rotonda, con avvio alle 18, intitolata “Riflessioni del GranCan sul tema del potere” che vedrà in dialogo Francesco Cambiano, rappresentante della nascente associazione di utenti della salute mentale “Il cerchio aperto”, Vittorio Betteloni, volontario dell’associazione TerraViva, Diego Merina, operatore sociosanitario per le attività riabilitative e prelavorative delle comunità alloggio di GranCan, e Michele Moschini, psicologo e psicoterapeuta responsabile delle comunità alloggio di GranCan. A moderare, Antonio Lasalvia, medico psichiatra Aoui di Verona e professore associato del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università degli Studi di Verona, da sempre particolarmente attento anche a promuovere una cultura di contrasto al pregiudizio e allo stigma.  Concluderà la serata un momento conviviale e di festa, curato dall’hotel ristorante GranCan.

Nel 2019 sono stati 27 gli utenti presi in carico complessivamente dalle due comunità. L’hotel ha ospitato oltre 850 persone, provenienti da diversi Paesi, e il ristorante ha servito circa 80 pasti al giorno e organizzato 100 giornate di catering esterno.

L'ultima modifica Giovedì, 12 Dicembre 2019 17:23
Redazione

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