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Lunedì, 22 Ottobre 2018

APPALTI, LAVORATORI SVANTAGGIATI E COOP SOCIALI: A GORIZIA LA PRIMA VOLTA DELL'ART.112 In primo piano

Scritto da  Redazione Friuli Venezia Giulia Mar 20, 2018

La cooperativa sociale Arcobaleno, promossa nel 1980 da don Alberto De Nadai - allora prete operaio ed oggi, dopo aver promosso molte iniziative sociali e riabilitative sul territorio, cappellano delle carceri goriziane - è stata una delle prime cooperative sociali in Friuli Venezia Giulia e rappresenta attualmente la principale realtà di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate nell’Isontino.

La cooperativa è impegnata da decenni nei servizi di spazzamento stradale della città di Gorizia e della capitale italiana dell’industria delle grandi navi da crociera, Monfalcone. In tal modo ha potuto specializzarsi nei servizi di igiene urbana, in partnership con le aziende multiservizi pubbliche del territorio, potenziando la tradizionale offerta di servizi nel campo dei servizi di pulizia.

Recentemente la Cooperativa ha ristrutturato la propria sede, realizzando anche un centro di attività rivolte alla città, la Sala Magazin, all’interno di quella che fu una delle stalle che alloggiavano i muli dell’artiglieria da montagna della Divisione Alpina “Julia”. Con la costituzione di ISA (Isontina Ambiente), multiutility pubblica che offre i suoi servizi ambientali ai comuni dell’ex Provincia di Gorizia e ad alcuni del Triestino, si è manifestato un salto di qualità nelle politiche ambientali del territorio. Sia nello specifico, con un orientamento principalmente volto alla raccolta differenziata dei rifiuti ed alle attività di riciclo attente all’ambiente, sia – riconoscendo il buon livello qualitativo espresso dalla cooperazione sociale – attraverso un’attenzione importante alle problematiche dell’inclusione sociale attraverso il lavoro.

Per questo motivo ISA di Gorizia è stata la protagonista – prima stazione appaltante pubblica in Friuli Venezia Giulia, e forse la prima in Italia – dell’applicazione della nuova normativa europea in materia di affidamenti di appalti attraverso la cooperazione sociale. A questo fine, la Direzione di ISA ha proposto all’assemblea dei sindaci, ricevendone pieno mandato, l’applicazione dell’articolo 112 del nuovo Codice degli Appalti (decreto legislativo 50/2016).

Norma che, «fatte salve le disposizioni vigenti in materia di cooperative sociali e di imprese sociali», prevede che «le stazioni appaltanti possono riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e a quelle di concessione o possono riservarne l’esecuzione ad operatori economici e a cooperative sociali e loro consorzi il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate o possono riservarne l’esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30 per cento dei lavoratori dei suddetti operatori economici sia composto da lavoratori con disabilità o da lavoratori svantaggiati».

Si tratta di una norma di civiltà, che ha recepito a livello europeo l’esperienza friulgiuliana ed italiana nata proprio tra Gorizia e Trieste negli anni ’60 e ’70. Invertendo definitivamente l’orientamento dell’UE che, negli anni ’90, aveva fatto modificare la legge italiana (381/1991) restringendone allora gli effetti appaltistici solo al di sotto delle “soglie comunitarie”, cioè agli appalti inferiori a circa 200.000 euro. Invece, con la nuova legge, si è riaperta la possibilità di utilizzare lo strumento dell’affidamento riservato anche sopra quella soglia. Non a caso la procedura indetta da ISA per il servizio di spazzamento stradale delle due principali città isontine riguarda un valore di oltre 7 milioni e mezzo di euro per 6 anni di servizio.

Si è data così ragione, infine, alle sperimentazioni nate dall’équipe basagliana e tradotte nelle prime disposizioni giuridiche italiane ed europee in materia appaltistica, anche in questo caso riconosciute per legge nel 1985 in Friuli Venezia Giulia. E’ con grande soddisfazione che Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia “ha preso atto non solo di questa esemplare esperienza, che ci auguriamo diventi un riferimento come buone pratiche anche per le altre amministrazioni del territorio regionale ed italiano, ma del fatto che, in un confronto tecnicamente impegnativo tra varie realtà di livello nazionale, sia risultata infine aggiudicataria del servizio la stessa Cooperativa Arcobaleno”.

 

L'ultima modifica Martedì, 20 Marzo 2018 16:18
Redazione  Friuli Venezia Giulia

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