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Giovedì, 13 Dicembre 2018

"SARTO SUBITO": UN MANUALE DI TAGLIO E CUCITO PER UNO STILE ETICO E ZERO WASTE In primo piano

Scritto da  Redazione Set 27, 2018

La rivoluzione corre sul filo. Torna in libreria da fine settembre “Sarto subito!”, il manuale essenziale di taglio e cucito pubblicato da Altreconomia in una nuova veste editoriale e con contenuti completamente rinnovati. 

Per diventare “stilisti di se stessi” anche senza “avere la stoffa”: tutte le principali tecniche, dai punti base alle piccole riparazioni, fino alle istruzioni per realizzare in autonomia abiti e accessori fai-da-te o per dare nuova vita ai vestiti del nostro armadio con progetti di upcycling. Con oltre 50 progetti di facile realizzazione.

Ma “Sarto subito!” va ben oltre il manuale di sartoria: ci invita infatti prima di tutto ad aprire il nostro armadio, scoprire che i nostri abiti sono troppi, poco usati o che vengono da Paesi lontani, e dare così un taglio netto agli acquisti compulsivi e alla fast fashion - sistema in gran parte insostenibile per l’ambiente e per i lavoratori -, riappropriandoci del “saper fare”, imparando a riparare, riciclare, scambiare e rinnovare il nostro guardaroba in modo originale e creativo, con un cospicuo risparmio di denaro, stoffa e risorse. 

Che cosa fare? Possiamo innanzitutto comprare meno e solo quando serve, spendendo meglio e premiando chi produce in maniera rispettosa delle persone e dell’ambiente, che siano piccoli artigiani locali o colossi dello sportwear con una filiera virtuosa. Possiamo scegliere capi con fibre sostenibili, che si tratti di cotone biologico certificato o l'ultimo ritrovato della chimica green. Possiamo comprare abiti usati, magari con l'idea di trasformarli con le nostre mani. 

Ma il vero focus del libro è l'idea di emanciparci dal sistema moda: la “moda” la possiamo fare da soli, contro ogni forma di omologazione! Quello che ci serve - spiega l'autore - sono una buona materia prima, un certo grado di competenza e il fattore più importante, ovvero l'ispirazione. Con questi strumenti possiamo davvero immaginare una nuova vita per i nostri abiti, da scambiare con le amiche, da riparare o reinventare con l’aiuto di sarte non convenzionali. O possiamo creare un capo d'abbigliamento ex novo, con l'unico limite della nostra fantasia. 

Il manuale affronta quindi le basi del cucito, illustrando i principali punti a mano e un elenco di “attrezzi” che non possono mancare nella cassetta del sarto. Spiega poi dove reperire i materiali - la stoffa o il filato nuovi o usati -, dagli store on line fino ai mercatini di strada e ai negozi di scampoli; dove imparare e riconquistare la nostra manualità, dalla nonna alle associazioni di quartiere per non parlare delle scuole di moda “ufficiali”; e dove cercare l'ispirazione, ovunque: nelle riviste, nelle architetture della nostra città, nei tutorial di Internet o nelle suggestioni etniche di un viaggio. 

Il libro comprende più di 50 progetti illustrati in modo chiaro e tante altre idee creative.Progetti DIY, come le semplici gonne e i pantaloni Thay di Nadia Gozzini, sarta e costumista. O progetti di upcycling, in cui da una vecchia maglietta o da un jeans scaturiscono nuove forme, e da un maglione liso si palesano guanti e cappello. Con una particolare attenzione a come trasformare il guardaroba maschile, dalla camicia alla cravatta. Una volta presa la mano poi basta cercare sul web: molte “trasformazioni” sono ormai diventate dei classici, con decine di tutorial. 

“Sarto subito!” è arricchito da due interviste a Sara Conforti e Nicoletta Fasani. La prima - artista, attivista e fondatrice di “ànticasartoriaerrante” - ci ha regalato un progetto di refashion che permette di “estrarre” da un vecchio maglione una borsa e un basco. Nicoletta Fasani, seguendo l'adagio “il bello è la conseguenza del giusto” produce abiti trasformabili e impreziosisce il libro con una “collana di “scartoria”. Le pasionarie della maglie e dell'uncinetto Alice Twain e Veruska non sono da meno. La prima rievoca Hitchcock con la sciarpa “Intrigo internazionale”. La seconda “Flashdance” con gli scaldamuscoli “What a feeling”. 

L'introduzione è un’intervista a Deborah Lucchetti, coordinatrice della campagna “Abiti puliti”, una rete internazionale che da anni si batte per i diritti dei lavoratori nell'industria della moda globale. Perché la fatidica domanda “ma che cosa mi metto?” non riguarda in definitiva solo l’estetica, ma anche e soprattutto l’etica e l’economia.

 

L'ultima modifica Giovedì, 27 Settembre 2018 12:12
Redazione

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