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Mercoledì, 21 Agosto 2019

LAVORO, ALLEANZA DELLE COOPERATIVE: COMBATTERE I CONTRATTI PIRATA In primo piano

Scritto da  Redazione Ago 06, 2019

Per combattere efficacemente la proliferazione dei contratti pirata che determinano un pesante dumping sociale sul lavoro, specialmente a bassa specializzazione, è necessario attivare subito tutti i controlli già possibili sul rispetto delle regole dei CCNL.

Ad affermarlo è stato Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Brenno Begani, nel corso dell’incontro svoltosi ieri a Palazzo Chigi.

“Riteniamo di indubbio interesse -ha detto Lusetti - un percorso verso una legge in materia di misurazione della rappresentanza e di rappresentatività delle organizzazioni sindacali e datoriali, nonché sull’efficacia dei contratti collettivi, che consideri la tipologia e la forma giuridica di impresa, nel nostro caso quella cooperativa tutelata a livello costituzionale”.

Il presidente dell’Alleanza ha inoltre ribadito la convinzione che “la funzione di determinare il trattamento economico minimo per tutti i lavoratori vada ricondotta ai CCNL leader, lasciando al legislatore la definizione di un salario minimo unicamente per quegli ambiti di attività non coperti da tali contratti”. Una soluzione diversa, a giudizio dell’Alleanza delle Cooperative, potrebbe generare una “fuga dal contratto” e il rischio di un trascinamento verso il basso degli attuali trattamenti economici in favore dei lavoratori, comprensivi anche di altre importanti voci.

“Alcune nostre elaborazioni sui principali CCNL cooperativi da noi sottoscritti -ha ricordato Lusetti- dimostrano che una retribuzione oraria di 8/9 € definita per legge è di gran lunga inferiore al totale delle voci economiche che compongono il trattamento economico complessivo da riconoscere obbligatoriamente in applicazione di tali contratti ai lavoratori meno qualificati (parametro 100) con differenziali che in alcuni comparti superano anche 2/3 € per ora”.

Dall’Alleanza è stata infine ribadita l’opportunità di destinare le risorse utilizzate per l’introduzione di numerosi incentivi occupazionali ad un intervento più strutturato di alleggerimento delle tasse sul lavoro, che valga per tutta la platea degli occupati e non solo per i neo-assunti, in caso facendo una distinzione tra imprese che si comportano correttamente e imprese che violano le regole. In particolare l’innalzamento della detassazione dei premi di produttività, del welfare aziendale di conciliazione, della previdenza complementare. Altra richiesta, aumentare a 24 mesi la durata del bonus per i percettori del reddito di cittadinanza che costituiscono un’impresa, a condizione che si tratti di progetti asseverati da INVITALIA o, in caso di cooperative, da CFI, al fine di evitare abusi da parte di imprese inconsistenti.

Occorre poi un forte investimento di risorse per la formazione nelle imprese che riescono a valorizzare, oltre che le competenze specialistiche, anche le “soft skills” per elevare la Cultura sulla Sostenibilità, Multiculturalità, Flessibilità, Mobilità sociale, Innovazione digitale. Per riuscirci va superato il prelievo forzato delle risorse versate dalle imprese per la Formazione ai Fondi Interprofessionali. 

Infine tra le emergenze c’è quella dei comuni colpiti da dissesto finanziario. Per non aggravare ulteriormente il grave disagio dei cittadini si rende necessario inserire i servizi e gli interventi sociali tra i servizi indispensabili.

 

L'ultima modifica Martedì, 06 Agosto 2019 10:57
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