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Mercoledì, 01 Aprile 2020

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WELFARE AZIENDALE: SOLO POCO PIÙ DELLA METÀ USUFRUISCE DEI SERVIZI In primo piano

Scritto da  Redazione Gen 16, 2020

Il welfare aziendale è poco conosciuto e poco utilizzato dai lavoratori. Anche da quelli che sono dipendenti di aziende in cui vengono offerti servizi per l'assistenza sanitaria oppure di previdenza assicurativa o per sostenere le spese di educazione e istruzione dei figli o facilitazioni nell'accesso a mutui e prestiti.

Su un campione di 1.822 lavoratori di 70 aziende, intervistati da Nomisma per conto di Cgil, risulta che il 45% afferma di essere stato informato soltanto a grandi linee e il 9% per nulla rispetto alle iniziative definite negli accordi aziendali volte a incrementare il benessere del lavoratore e della sua famiglia. Inoltre, solo il 55% dei lavoratori coinvolti  fruisce dei servizi di Welfare, anche se il 70% li valuta positivamente. I dati sono stati presentati oggi a Milano durante il convegno “Il Welfare Aziendale visto dai lavoratori” alla Fondazione Stelline.

“Lo studio ha messo in evidenza come il welfare aziendale, pur essendo un potente strumento per migliorare il benessere dei lavoratori, non stia ancora esprimendo appieno le proprie potenzialità - afferma Luigi Scarola, responsabile Sviluppo territoriale e welfare Nomisma-. È emersa in maniera netta l’esistenza di un conflitto tra ciò di cui avrebbero bisogno i lavoratori e la capacità dello strumento di soddisfarli. È necessario innanzitutto che i Piani di welfare siano costruiti partendo dalle reali esigenze e che vi sia una valutazione seria degli impatti in azienda".

Nel campione di lavoratori intervistati il 49% è composto da impiegati, il 45% da operai e il 6% da quadri. Ad essere meno informati rispetto ai servizi offerti risultano essere gli operai. Il 28% di essi dichiara di conoscere poco o nulla riguardo al tema welfare aziendale, contro il 20% degli impiegati e l’8% dei quadri. Allo stesso modo sale al 12% la quota di operai che ritiene che i lavoratori in azienda non siano stati adeguatamente formati sulle tematiche di welfare. Ad usare maggiormente i servizi di welfare sono: donne (61%) e famiglie con figli (59%).

La percentuale di uomini si attesta intorno al 52%. Dall’indagine si evince che all’aumentare della mansione lavorativa e del titolo di studio aumenta anche la fruizione dei servizi di welfare (per i quadri 66% e per chi possiede una laurea 62%).

 (Fonte: Redattore Sociale/Dario Paladini)

L'ultima modifica Giovedì, 16 Gennaio 2020 14:26
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