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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Nella foto il ministro Salvini a La7 mentre assiste allo sbarco a sua insaputa Nella foto il ministro Salvini a La7 mentre assiste allo sbarco a sua insaputa

SBARCO SEA WATCH 3 TRA TEATRINO TV E SCONTRO POLITICO. ASGI: "BASTA VIOLARE NORME COSTITUZIONE" In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 20, 2019

Un teatrino in diretta tv. Con il ministro Salvini pallido che assiste alla decisione del Procuratore di Agrigento di sequestrare la Sea Watch 3 e lo scambio di accuse tra i ministri del governo su chi avesse deciso lo sbarco. Ormai ad ogni arrivo di una nave Ong si tocca il fondo in una perenne propaganda elettorale che si scontro con il diritto costituzionale e la serietà delle istituzioni repubblicane.

L'intimazione alla Sea Watch 3 era fondata su una direttiva ministeriale del 15 maggio 2019 motivata anche con i "rischi di ingresso nel territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica in quanto trattasi spesso di cittadini stranieri privi di documenti di identità e la cui nazionalità è presunta sulla base delle rispettive dichiarazioni".

“Chiunque conosca il diritto d'asilo sa che da sempre, in tutto il mondo, ogni richiedente asilo per riuscire a fuggire dal proprio Paese quasi mai può tenere con sé documenti di identificazione e che perciò quasi mai l'ingresso degli stranieri richiedenti asilo può essere regolare. Un eventuale rischio per la sicurezza va verificato con gli strumenti di legge opportuni, una volta avvenuto lo sbarco di tutte le persone nel rispetto delle normative vigenti. Il Ministero dell'Interno non può decidere a chi assegnare i diritti, come avvenuto con lo sbarco a Lampedusa di soli 18 dei 65 naufraghi perché più vulnerabili”. Questo è ciò che spiega l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi).

E' perciò evidente che “la direttiva è illegittima” allorché afferma che “la nave soccorritrice portando stranieri in situazione di soggiorno irregolare rischia di avere violato le norme italiane in materia di immigrazione e perciò di essere pericolosa per la sicurezza dello Stato”.

Infatti le stesse leggi italiane sull'immigrazione (art. 10, comma 4 d. lgs. n. 286/1998) prevedono che le norme sui respingimenti non si applicano allorché si debba dare attuazione al diritto di asilo che l'art. 10 della Costituzione italiana garantisce ad ogni straniero a cui nel proprio Paese non sia garantito l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana. Esse, inoltre, prevedono che le persone giunte nel territorio italiano a seguito di operazioni di salvataggio in mare siano assistite, orientate e identificate (art. 10-ter).

“Si violano – aggiunge Asgi - dunque, la Costituzione italiana e le leggi italiane che ogni Ministro ha giurato di osservare.Contestualmente il Ministro dell'Interno ha pubblicamente accusato l'equipaggio della Sea Watch 3 di essere composto da "scafisti", termine che, nel linguaggio corrente, è associato a coloro che commettono il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Tali affermazioni, in mancanza di qualsiasi riscontro oggettivo supportato da decisione giudiziaria definitiva, sono altamente diffamanti”.

Quanto è accaduto viola, invece, oltre che le norme su indicate, la “Convenzione europea per i diritti dell'uomo ed, in particolare, il diritto alla vita la vita (art. 2), il divieto di trattamenti inumani e degradanti (art. 3), il divieto di respingimento verso paesi in cui si rischierebbe la vita (principio di non refoulement)”.

“Nuovamente ribadiamo che la Libia – prosegue Asgi - paese in cui infuria un sanguinoso conflitto e dove centinaia di cittadini stranieri sono detenuti in situazioni di tortura e di trattamenti disumani e degradanti, non è Stato sicuro come riaffermato da numerose organizzazioni internazionali”. Perciò ASGI “deplora che il Governo italiano violi le norme costituzionali” e gli obblighi internazionali dell'Italia, “mettendo così a repentaglio la vita di persone inermi”.

Le chiese protestanti: li accogliamo noi

Ieri era arrivata la disponibilità della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. "Mettiamo a disposizione le nostre strutture di accoglienza in Italia e le relazioni con le chiese sorelle d'Europa per approntare un piano di ricollocazione in Europa di una quota dei migranti soccorsi dalla Sea Watch", ha detto il il pastore Luca M. Negro.

"Accogliere i migranti in fuga dalle persecuzioni - continua - e' dovere civile di ogni democrazia; ma per noi evangelici e' anche un servizio al prossimo radicato nella tradizione biblica e un imperativo della nostra fede". 

 

L'ultima modifica Lunedì, 20 Maggio 2019 16:22
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