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Mercoledì, 13 Novembre 2019

MEDITERRANEA TORNA IN MARE: "ANCORA UNA VOLTA SIAMO ANDATI DOVE È NECESSARIO ESSERE" In primo piano

Scritto da  Redazione Lug 02, 2019

“Mediterranea non si è mai fermata, perché non è sequestrando una nave che si ferma Mediterranea. Ma adesso siamo tornati. Di nuovo. In mare”. Così la Ong italiana Mediterranea annuncia il suo ritorno nel Mediterraneo nel bel mezzo dello scontro Sea Watch 3 e l’arresto della comandante Carole Rackete.

“Non con Mare Jonio – continua la nota - che assurdamente rimane dietro il cancello di un porto per avere salvato 30 vite, tra cui la nostra piccola Alima, da morte certa. Non con i nostri comandanti, ad oggi indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come Carola, semplicemente per avere fatto quello che è giusto e quello che il diritto del mare e dei diritti umani prevede”.

“Siamo partiti con quella che fino a ieri era la nostra barca di appoggio, la Alex, che adesso naviga nel Mediterraneo centrale per portare avanti la missione di Mediterranea: monitorare e denunciare le violazioni dei diritti umani in un mare che i governi europei hanno trasformato in un cimitero e un deserto, e prestare il primo soccorso, se incontreremo qualcuno che ha bisogno di aiuto. Raggiungeremo la cosiddetta SAR libica, una zona controllata da milizie colluse coi trafficanti di esseri umani legittimati dalle politiche italiane e dell’Unione europea. La nostra presenza è l’unico vero deterrente alla loro azione”, continua il comunicato.

“Ancora una volta – sottolinea Mediterranea - siamo andati dove non vorremmo essere, perché nessuno dovrebbe più essere ridotto a naufrago per fuggire dalle bombe e dalle torture, e nessuno dovrebbe essere costretto ad andare in mare per difendere i diritti e la dignità delle persone contro la violenza e l’arbitrio di scelte politiche crudeli e illegittime. Ancora una volta siamo andati dove è necessario essere: in quel Mediterraneo dove oggi si gioca il futuro di tutte e tutti, perché in quel mare annega la nostra umanità, la parte migliore della nostra civiltà giuridica, la speranza di vivere in un mondo libero e più giusto. Ancora una volta siamo in mare per salvarci”.

“Non siamo soli – conclude la nota - Open Arms e Aylan Kurdi di Sea-Eye saranno insieme a noi. Non siamo soli, soprattutto, perché Mediterranea siete voi, voi tutte e tutti che riempite le vie di terra, che siete a bordo in ogni istante, ovunque vi troviate, proteggendo i naviganti e aspettandoli nei porti, sempre”.

 

 

L'ultima modifica Martedì, 02 Luglio 2019 13:59
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