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LESBO, TRA VIOLENZA E REPRESSIONE CONTRO I MIGRANTI: "EVACUARE LE PERSONE" In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 03, 2020

Medici Senza Frontiere (MSF) commenta la situazione in Grecia e in particolare a Lesbo dove è presente con una clinica pediatrica fuori dal campo di Moria. "Sono passati ormai quattro anni da quando l'accordo UE-Turchia strumentalizza vite umane per motivi politici - Stefano Argenziano, coordinatore delle operazioni di MSF in Grecia - Ancora una volta, vediamo che gli stati membri dell'UE vogliono impedire a tutti i costi alle persone di cercare sicurezza piuttosto che fornire assistenza di base a uomini, donne e bambini in pericolo, mettendoli così in una condizione di ulteriore rischio. Questa situazione ha portato alla morte di un bambino e all'attacco con gas lacrimogeni contro le persone alle frontiere. Sono inoltre arrivate notizie riguardo la guardia costiera che ha ostacolato imbarcazioni in difficoltà invece di prestare soccorso.

"Con 40.000 persone intrappolate nelle isole greche – aggiunge Argenziano - la situazione ha raggiunto il limite di sopportazione per i richiedenti asilo e per le comunità locali, entrambi abbandonati dai leader europei a causa dell'accordo UE-Turchia. Di conseguenza, crescenti tensioni hanno portato a scontri, blocchi nelle strade e attacchi contro chi cerca di dare assistenza.

“Le persone in stato di necessità sono private dell'assistenza fondamentale – prosegue - perché sia le équipe di MSF che altre organizzazioni hanno dovuto limitare il volume di attività per problemi di sicurezza. Il governo greco e l'UE devono agire immediatamente per ridurre il livello di tensione. Le misure di emergenza annunciate dal governo greco avranno conseguenze devastanti in quanto tolgono il diritto di chiedere protezione e mirano a respingere le persone in Turchia. Tutto questo porterà soltanto più caos, morti in mare, escalation di violenza e un disastro umanitario ancora peggiore”.

“Gli Stati membri dell'UE devono affrontare la vera emergenza: evacuare le persone dalle isole verso i paesi dell'UE, fornire un sistema di asilo funzionante, smettere di intrappolare le persone in condizioni orribili", conclude il coordinatore di Msf in Grecia.

MSF fornisce assistenza medica e umanitaria a richiedenti asilo e migranti in Grecia dal 1996. Dal 2014 MSF ha ampliato le proprie attività in Grecia per rispondere ai bisogni di un numero crescente di richiedenti asilo, rifugiati e migranti in arrivo dalla Turchia e dal 2016 fornisce cure mediche di base, trattamenti per malattie croniche, assistenza psicologica e psichiatrica, insieme a un ampio pacchetto di supporto sociale. Attualmente i team di MSF lavorano sulle isole di Lesbo, Samos e ad Atene.

Nelle ore che precedono la riunione straordinaria del Consiglio giustizia e affari interni, Amnesty International ha chiesto agli stati membri dell'Unione europea di raddoppiare gli sforzi per affrontare la situazione al confine tra Grecia e Turchia.

"Al confine tra Grecia e Turchia si sta sviluppando una crisi di umanità dell'Europa. La protezione dei rifugiati non è qualcosa da cui gli stati possono sottrarsi quando gli va. La Grecia deve rispettare il diritto d'asilo e l'Unione europea deve aiutarla. Il diritto di chiedere asilo non è negoziabile", ha dichiarato Eve Geddie, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee.

"L'Unione europea ha sollecitamente espresso solidarietà alla Grecia ma non anche ai richiedenti asilo e ai migranti che hanno grande necessità di essere protetti. Coloro che arrivano in Europa in cerca di salvezza si vedono negare con violenza i loro diritti. Chiediamo ai ministri della Giustizia e degli Affari interni anche di condannare l'uso eccessivo della forza contro le persone, i volontari delle Ong e i giornalisti lungo la frontiera marittima e terrestre tra Grecia e Turchia", ha concluso Geddie.

Gli stati membri dell'Unione europea possono contribuire a migliorare la situazione aiutando la Grecia a gestire le richieste di asilo e a mettere a disposizione strutture di accoglienza adeguate, nonché ricollocando i richiedenti asilo al proprio interno.

 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 04 Marzo 2020 14:18
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