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Mercoledì, 23 Settembre 2020

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UDINE, LETTERA A LAMORGESE PER LE CONDIZIONI 30 RICHIEDENTI ASILO IN QUARANTENA In primo piano

Scritto da  Redazione Set 15, 2020

Udine, lettera aperta alle istituzioni sulle condizioni di 30 richiedenti asilo. Alcune organizzazioni “esprimono forte preoccupazione per il trattamento a cui sono stati sottoposti una trentina di richiedenti asilo giunti a Udine, i quali sono stati costretti per circa una settimana a bordo di un pullman, ai fini della quarantena per la prevenzione COVID-19, dormendo e mangiando sui sedili, senza avere a disposizione servizi igienici per lavarsi e sotto il costante controllo delle forze dell’ordine che impedivano loro di allontanarsi dal pullman”.

A dirlo sono Action Aid, ASGI, INTERSOS, Rete DASI, ANPI Friuli Venezia Giulia, Arci di Cordenons, Associazione femminile la Tela, Udine Associazione Immigrati di Pordenone, Circolo di Udine di Libertà e Giustizia, CNCA Friuli Venezia Giulia, Gruppo Immigrazione Salute Friuli Venezia Giulia, Gruppo Solidale "Il cielo è di tutti" di Gemona, Le Donne in Nero di Udine, Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia, Legambiente Friuli Venezia Giulia, Linea d'ombra, ODV Oikos Onlus, Ospiti in Arrivo, Udine Rete Solidale Pordenone Time For Africa che hanno scritto al sindaco, alle istituzioni e al ministro dell'Interno Lamorgese.

“Tali condizioni – affermano i firmatari - risultano lesive della dignità umana e non rispettano gli standard minimi di accoglienza, che la nostra Costituzione e il diritto internazionale, comunitario e italiano impongono di garantire a tutti i richiedenti asilo presenti sul territorio italiano, potendosi configurare come trattamento inumano e degradante vietato dall’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Come dichiarato in diverse occasioni dal Prefetto di Udine, tale soluzione d’emergenza è stata adottata a causa dell’impossibilità di reperire posti in centri d’accoglienza ove i richiedenti asilo potessero effettuare il periodo di quarantena, in un contesto di forte aumento degli arrivi di migranti dalla Slovenia. Riteniamo fondamentale che venga predisposto al più presto un sufficiente numero di posti in strutture d’accoglienza, ove tutti i richiedenti asilo in arrivo nella Provincia di Udine possano effettuare la quarantena e l’isolamento fiduciario in condizioni conformi alla normativa vigente e alle indicazioni del Ministero dell’Interno e delle autorità sanitarie 1 , evitando altresì la concentrazione di numeri elevati di persone in una stessa struttura”.

Qualora permanessero difficoltà nel reperire la disponibilità di posti in strutture d’accoglienza, “auspichiamo che il Capo del Dipartimento della protezione civile voglia proporre al Prefetto di Udine di procedere alla requisizione in uso di una struttura alberghiera o di altro immobile idoneo per ospitarvi persone in quarantena o isolamento fiduciario, ai sensi dell’art. 6, co. 7 del decreto-legge n. 18/2020 convertito con legge n. 27/2020 (c.d. “decreto Cura Italia”), e che il Prefetto di Udine, sentito il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, voglia al più presto procedere in tal senso. Come è noto, infatti, l’art. 6, co. 7 del d.l. 18/2020 attribuisce poteri straordinari ai Prefetti affinché sia assicurata la possibilità di ospitare persone in quarantena o isolamento fiduciario qualora esse non possano trascorrere tale periodo presso il proprio domicilio, stabilendo che: ‘Nei casi in cui occorra disporre temporaneamente di beni immobili per far fronte ad improrogabili esigenze connesse con l’emergenza di cui al comma 1, il Prefetto, su proposta del Dipartimento della protezione civile e sentito il Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, può disporre, con proprio decreto, la requisizione in uso di strutture alberghiere, ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona’ “.

Nella lettera si evidenzia inoltre come durante il periodo di quarantena o isolamento fiduciario, pur nei limiti imposti da tale condizione, “debba essere garantito il rispetto delle norme previste dal d.lgs. 142/2015, incluso l’accesso all’informativa in materia di protezione internazionale e all’orientamento legale, come peraltro avviene ad esempio nella vicina città di Trieste all’interno delle strutture per la quarantena e l’isolamento fiduciario dei cittadini stranieri che giungono in Italia dalla rotta balcanica.

Si vedano in particolare le “Indicazioni operative ad interim per la gestione di strutture con persone ad elevata fragilità e marginalità sociosanitaria nel quadro dell’epidemia di COVID 19” redatte dall’INMP su mandato del Ministero della Salute.

“Si auspica, infine, che le autorità competenti non intendano ricorrere alla soluzione di ospitare su unità navali, per il periodo della quarantena, i migranti che giungono in Friuli Venezia-Giulia in modo autonomo attraverso le frontiere terrestri, come indicato nell’Avviso pubblicato il 10 settembre dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tale soluzione, infatti, sarebbe a nostro avviso discriminatoria e lesiva dei diritti delle persone interessate, oltre che più costosa e meno efficiente dal punto di vista della predisposizione delle misure di prevenzione sanitaria. Inoltre, non risulta esservi alcuna necessità di ricorrere alle c.d. “navi quarantena”, posto che sul territorio della Regione Friuli Venezia Giulia vi è un sufficiente numero di strutture che potrebbero essere utilizzate a tale scopo, come peraltro rappresentato da alcuni dei Prefetti del Friuli Venezia-Giulia al Ministro dell’Interno nel corso della sua recente visita a Trieste”, aggiungono i firmatari.

“Certi di trovare attenzione rispetto alla necessità di garantire il pieno rispetto della normativa vigente e della dignità della persona nell’adozione delle misure di prevenzione del contagio da COVID-19 nei confronti dei richiedenti asilo accolti a Udine, restiamo a disposizione per un incontro con le autorità competenti e auspichiamo un pronto riscontro alla presente vista l’urgenza della situazione”, conclude la lettera.

 

L'ultima modifica Mercoledì, 16 Settembre 2020 08:24
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