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Venerdì, 04 Dicembre 2020

MODIFICHE DECRETO SALVINI: "BENE, ORA SUPERARE LA LEGGE BOSSI-FINI" In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 07, 2020

Le modifiche del Decreto Salvini trovano una soddisfazione parziale delle associazioni che si occupano di diritti umani e accoglienza. Se il ripristino della protezione umanitaria viene salutato con favore preoccupa la riformulazione delle sanzioni. Commentando il testo ufficiale di modifica dei cosiddetti "decreti sicurezza", il direttore generale di Amnesty International Italia Gianni Rufini apprezza “sebbene con tanto ritardo, apprezziamo che si sia proceduto alla revisione di norme che in molti casi erano state smentite dalla stessa magistratura, come nel caso del divieto di iscrizione anagrafica, e che si siano voluti superare i rilievi minimi espressi a suo tempo dal presidente della Repubblica".

"Valutiamo positivamente che, sotto il nome di 'protezione speciale' sia in buona parte ripristinata la protezione umanitaria per i migranti, la cui cancellazione da parte dell'ex ministro Salvini aveva dato luogo a una vera e propria bomba sociale riducendo all'invisibilità migliaia di persone", prosegue Ruffini.

"Apprezziamo il ripristino del sistema di accoglienza Sprar da cui erano stati espulsi i richiedenti asilo. Ai richiedenti asilo viene riconosciuto il diritto di iscriversi all'anagrafe e saranno dotati di una sorta di carta di identità, riconosciuta dallo Stato italiano, valida per tre anni. Ci auguriamo che i comuni, cui ora passa la competenza in materia, riescano davvero a garantire servizi per l'inclusione sociale, come ad esempio l'insegnamento della lingua italiana. Importante è anche la garanzia, per le persone detenute nei Centri di permanenza per il rimpatrio, di potersi rivolgere al Garante nazionale o regionale per le persone private della libertà personale", aggiunge il direttore di Amnesty Italia.

Al contrario, desta molta preoccupazione la riformulazione della norma relativa alle sanzioni. "Contestiamo - sottolinea Ruffini - l'idea che si debba rispettare il requisito della non violazione del codice della navigazione per non incorrere in multe e carcere: come nell'ipotesi di un intervento di una nave di soccorso in aree di competenza italiana che non rispettasse le disposizioni impartite, ad esempio forzando per necessità un blocco navale. Salvare vite umane non dovrebbe essere considerato reato in alcuna circostanza".

"Per quanto riguarda, infine, le norme di inasprimento per il reato di rissa e quelle sul Daspo urbano, elaborate anche sulla scia emotiva dei gravissimi fatti di Colleferro, crediamo che sarebbe adeguato investire sulla promozione dei valori del rispetto e della non discriminazione e sul contrasto alla cultura dell'odio sociale, più che nel solo innalzamento delle pene", conclude il direttore di Amnesty Italia.

“Superare la Bossi-Fini”

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime la propria soddisfazione per il decreto immigrazione approvato ieri in Consiglio dei ministri e chiede che si lavori subito a una nuova normativa sul fenomeno migrazioni.

“Siamo soddisfatti per i contenuti del decreto immigrazione”, dichiarano Riccardo De Facci, presidente del CNCA, e Stefano Trovato, coordinatore Area Migrazioni della federazione. “Auspichiamo che il Parlamento non peggiori, nel suo esame, quanto contenuto nel testo del provvedimento. Tuttavia, consideriamo l’approvazione del decreto solo un primo passo verso una radicale riscrittura delle politiche sulle migrazioni. Il testo adottato dal governo mette fine a un approccio punitivo verso persone migranti e ong, fortemente voluto dal precedente ministro dell’Interno, che ha purtroppo facilitato le morti di migranti nel Mediterraneo e le possibili speculazioni legate ai grandi centri di accoglienza. Ma è la legge Bossi-Fini sull’immigrazione che dobbiamo superare al più presto, una normativa lesiva dei diritti delle persone migranti e incapace di fare i conti con la realtà della globalizzazione e dei processi di migrazione a essa collegati. Se il governo vorrà aprire questo processo il CNCA, e le altre organizzazioni civiche impegnate su questi temi, saranno pronte a portare al tavolo le loro analisi e proposte.”

L'ultima modifica Mercoledì, 07 Ottobre 2020 14:51
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