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Sabato, 08 Agosto 2020

BASTA SPOSE BAMBINE: IL MATRIMONIO CHOC DI AMNESTY A ROMA

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 22, 2015

Ogni giorno nel mondo 37.000 bambine sono costrette a sposare uomini molto più grandi di loro. Alcune preferiscono uccidersi piuttosto che vivere questo incubo. Non sono più bambine, sono mogli. Hanno perso l'infanzia. Lunedì 26 ottobre alle 12 davanti al Pantheon a Roma si celebrerà un matrimonio choc. 

 

Un matrimonio provocatorio. Gli sposi sono tra Giorgia, 10 anni e Paolo, 47 anni. Gli invitati alle nozze, attivisti di Amnesty International Italia e partecipanti in abiti da cerimonia, si raccoglieranno attorno agli sposi festosi finché non ascolteranno la testimonianza della sposa bambina a cui è stata sottratta l'infanzia. Interverranno per Amnesty International Italia e presenteranno MAI PIÙ SPOSE BAMBINE: Gianni Rufini, direttore generale, e Riccardo Noury, portavoce.

Per difendere e proteggere le bambine dai matrimoni forzati e da altre forme di violenza, dal 18 ottobre all'1 novembre, Amnesty International Italia – di cui quest'anno ricorre il 40° anniversario – ha lanciato MAI PIÙ SPOSE BAMBINE campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite Sms solidale al 45594 online sul sito www.amnestysolidale.it

Secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), 13.5 milioni di ragazze ogni anno nel mondo sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni con uomini molto più vecchi di loro: 37 mila bambine ogni giorno alle quali, di fatto, viene negata l'infanzia.
Isolate, tagliate fuori da famiglia e amicizie e da qualsiasi altra forma di sostegno, perdono la libertà e sono sottoposte a violenze e abusi. Molte di loro rimangono incinte immediatamente o poco dopo il matrimonio, quando sono ancora delle bambine. I matrimoni precoci e forzati sono un fenomeno da contrastare e bandire.

Amnesty International Italia intende così sensibilizzare l'opinione pubblica su questo fenomeno che si radica nella povertà, nella discriminazione e nell'arretratezza culturale; incrementare l'attenzione dei governi nei paesi in cui è presente questa pratica affinché sia bandita; favorire l'avvio di indagini imparziali, tempestive ed esaurienti su ogni denuncia di violazione dei diritti umani basata sulla discriminazione; contribuire a far sì che le bambine non subiscano decisioni riguardanti il loro corpo che siano causa di violazioni dei diritti umani e vivano la propria vita senza interferenze da parte di altri.
Sostengono la campagna MAI PIÙ SPOSE BAMBINE Antonella Elia, Giovanna Gra, Dacia Maraini, Simona Marchini, Veronica Pivetti, Marina Rei. "Contribuire alla campagna MAI PIÙ SPOSE BAMBINE - scrivono in una nota gli attivisti - significa aiutare Amnesty International Italia a realizzare un cambiamento positivo nella vita di queste donne e bambine per cui non c'è libertà, non c'è giustizia, non ci sono diritti umani".

Redazione

@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 29 Giugno 2017 14:08
Giuseppe Manzo

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