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Sabato, 04 Luglio 2020

TERRA DEI FUOCHI E TARANTO, I DATI ISS CONFERMANO: SI MUORE DI PIU', ALLARME PER I BAMBINI

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 04, 2014

L'Istituto superiore della Sanità pubblica l'aggiornamento dello studio Sentieri sulla mortalità e sull'aumento delle malattie tumorali nelle province di Napoli, Caserta e Taranto: i numeri sono agghiaccianti. E lo stesso Iss lancia l'allarme per i bambini: "va inoltre rafforzata l'attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali"

 

"Il quadro epidemiologico della popolazione residente nei 55 comuni che la legge n.6 del 6 febbraio 2014 definisce come TdF è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità e dell'ospedalizzazione per diverse patologie a eziologia multifattoriale, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l'esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e/o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani".

Questo afferma nell'incipit dell'aggiornamento dello studio Sentieri l'Istituto superiore di Sanità. Ormai è una dato ufficiale: nella Terra dei fuochi, come nella provincia di Taranto, l'esposizione dei cittadini al disastro ambientale e fonti di inquinamento ha causato danni irreparabili alla salute. Questi numeri confermano gli studi degli ultimi tre anni svolti da medici e scienziati impegnati sul campo come Antonio Marfella, Antonio Giordano e Giulio Tarro. E, soprattutto, confermano tutte le preoccupazioni dei comitati che il 16 novembre scorso organizzarono la grande manifestazione di Napoli con 100mila persone in piazza al grido: Stop Biocidio. Inoltre arriva un altro allarme che riguarda i bambini, la loro esposizione prenatale e nei primi anni di vita ad ambienti inquinati.

Lo studio aggiornato

Pancreas, stomaco, fegato, laringe, linfoma non Hodgkin: nella provincia di Napoli il tasso di mortalità registra +10% (uomini) e +13% (donne), a Caserta 4 e 6. Sono solo alcune delle patologie registrate nelle Schede di dimissioni ospedaliera e altri dati incrociati. "I risultati del piano di sorveglianza epidemiologica qui presentati hanno corroborato la nozione di un carico di patologia, nell'area in esame, per il quale le esposizioni a emissioni e rilasci dei siti di smaltimento e combustione illegale dei rifiuti possono avere svolto un ruolo causale o concausale".

I bambini

"Per quanto riguarda la salute infantile emerge un quadro di criticità meritevole di attenzione, in particolare eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e eccessi di tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni sono stati osservati in entrambe le province. L'analisi disaggregata per comune evidenzia alcuni comuni nei quali si sono rilevati specifici segnali che richiedono ulteriori e cogenti approfondimenti (Allegato 3). Queste osservazioni concorrono a motivare l'implementazione di piani di risanamento ambientale, che sono peraltro espressamente previsti dalle norme in vigore e l'immediata cessazione delle pratiche illegali di smaltimento e combustione dei rifiuti con il ripristino della legalità del ciclo dei rifiuti. Si collocano in questo quadro alcune istanze specifiche, in particolare l'identificazione dei gruppi di popolazione caratterizzati dai più elevati livelli di esposizione nell'intera area delle Provincie di Napoli e di Caserta. Su questi gruppi di popolazione vanno indirizzati studi epidemiologici ad hoc, caratterizzati dall'adesione a protocolli validati e dalla disaggregazione della popolazione a livello sub comunale".
Secondo l'Iss la prevenzione deve partire dal periodo prenatale e "perseguendo l'obiettivo di garantire alle donne in pre-gravidanza la somministrazione di acido folico, secondo le più recenti raccomandazioni, e in particolare alle donne in gravidanza un ambiente sicuro". Inoltre arriva l'appello che rischia di suonare come beffa a chi vive in quei territori: "Va inoltre rafforzata l'attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali, con uno sforzo integrato della famiglia, della scuola e dei pediatri di libera scelta".
Tumori del sistema nervoso centrale, tumori del tessuto linfoematopoietico e in particolare leucemie, condizioni morbose di origine perinatale. Questo nel primo anno di vita. Altre patologie sono elencate nella fascia d'età compresa tra gli 0-14 e gli 0-19 anni. Questa situazione è molto simile a quella di Taranto a cui è dedicata la seconda parte dello studio: "Il profilo di salute dei bambini che risiedono nel Sito di Taranto presenta alcune criticità che riguardano il primo anno di vita (eccessi nella mortalità e ricoveri per condizioni morbose di origine perinatale) e l'età pediatrica (eccessi di mortalità generale, di incidenza per il complesso dei tumori, e di ricoveri per malattie respiratorie acute; questi ultimi si protraggono anche in età adolescenziale). Le condizioni morbose di origine perinatale rappresentano un gruppo molto eterogeneo di condizioni che colpiscono il feto o il neonato e che comprendono le complicazioni durante la gravidanza e il parto e quadri morbosi digestivi o ematologici. L'eccesso di tumori pediatrici e di bambini e adolescenti ricoverati per malattie respiratorie acute è in linea con il quadro generale descritto nello studio di coorte residenziale per il SIN di Taranto (Mataloni et al., 2012). L'Istituto Superiore di Sanità è consapevole della priorità del tema della salute infantile nelle aree contaminate e della necessità di fornire una corretta informazione e comunicazione dei rischi sanitari e del loro grado di incertezza. La protezione della salute infantile, in questo quadro, deve necessariamente iniziare con la tutela della salute nel periodo prenatale, perseguendo l'obiettivo di garantire alle donne in gravidanza un ambiente sicuro, secondo le più recenti raccomandazioni, e in particolare alle donne in gravidanza un ambiente sicuro e l'implementazione delle linee guida sulla gravidanza fisiologica".

Quale futuro?

Siamo di fronte a una doppia emergenza: ambientale e sanitaria. Il legame inquinamento-tumori è confermato sia nella Terra dei fuochi che a Taranto e ora occorrono iniziative serie. Il decreto Terra dei fuochi (governo Letta) è fallito ancor prima di iniziare mentre nulla si sa sulle bonifiche. Sulla questione tace anche il ministero della salute per quanto riguarda iniziative serie da intraprendere: prevenzione e screening di massa. A mantenere alta l'attenzione sono i comitati della provincia di Caserta e Napoli che in tutto il mese di luglio gireranno le piazze della Terra dei fuochi con concerti e spettacoli. Bisogna fare presto e, possibilmente, accertare tutte le responsabilità e negligenze istituzionali ad ogni livello.

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 22 Giugno 2017 15:41
Giuseppe Manzo

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