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Martedì, 07 Aprile 2020

EBOLA, OLTRE MILLE MORT. MSF: DUE ANNI PER IL FARMACO

Scritto da  Giuseppe Manzo Ago 12, 2014

L'Oms parla di 1.013 decessi e 1.848 casi censiti e apre alle cure sperimentali. L'analisi di Armand Sprecher, esperto di Medici senza Frontiere: "Potrebbero volerci altri due anni per farmaco sicuro e approvato". Nodi critici, la distribuzione su larga scala e il controllo degli effetti collaterali"


L'epidemia di Ebola continuando a mietere vittime: superati i mille mortisecondo quanto ha dichiarato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che nel suo ultimo bilancio parla di 1.013 decessi e di 1.848 casi censiti. Gli esperti dell'Oms si sono detti favorevoli al ricorso di trattamenti non ancora omologati. La speranza di battere il virus viene dunque riposta oggi in un farmaco sperimentale, che però non ha ancora concluso l'iter necessario alla sua approvazione e comporta di conseguenza alcune difficoltà.

Le difficoltà nell'impiego del farmaco riguardano la sicurezza dei pazienti, la distribuzione su larga scala e le regolamentazioni. Il medicinale non è ancora stato testato sugli uomini - sebbene la sperimentazione sia arrivata alla fase di test sui primati non umani - e non si conoscono quelli che potrebbero essere gli effetti collaterali.

Sulla questione è intervenuto Armand Sprecher, medico di Medici senza Frontierespecializzato in febbri emorragiche "Da quello che sappiamo, potrebbero volerci altri due anni prima che un farmaco, sicuro e approvato, possa essere reso disponibile per i medici e per i pazienti. L'iter procedurale di regolamentazione e organizzazione di altri test clinici, a volte può essere estremamente lungo. - spiega - Non sappiamo se il farmaco possa arrecare danni alla salute dei pazienti e in che modo. Se i pazienti sviluppassero una condizione di instabilità in reazione al trattamento, finiremmo per metterli in un pericolo ancora maggiore".

Altro nodo riguarda la distribuzione su larga scala, trattandosi di un farmaco sperimentale il produttore non ne possiede grandi quantità e produrne centinaia di dosi potrebbe richiedere molto tempo. Inoltre le agenzie di regolamentazione dei Paesi in cui viene prodotto il farmaco devono trovare un accordo etico-legale, che permetta di utilizzarlo all'interno di un quadro normativo eccezionale, da concordare con i Paesi in cui il medicinale verrà distribuito. Il farmaco in questione, già somministrato ai due operatori sanitari americani che hanno contratto il virus e che sono stati rimpatriati negli Stati Uniti per poter essere curati, sembra avere buone potenzialità terapeutiche e fino ad ora è l'unico ad essere efficace sui pazienti che mostrano sintomi conclamati.

Tuttavia, sebbene il miglioramento della salute del primo operatore trattato lasci ben sperare, si tratta comunque di una "misura eccezionale da utilizzare solo in casi eccezionali, essenzialmente quando il personale sanitario crede che il paziente abbia una tale alta probabilità di morire che vale comunque la pena non lasciare nulla di intentato ivi compresa la somministrazione di un farmaco ancora in fase di sviluppo" spiega Sprecher.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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