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Mercoledì, 22 Maggio 2019

EMERGENZA CLIMA SUL TAVOLO DEL G7

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 08, 2015

Non solo la politica estera e l'economia al tavolo del G7 che si sta svolgendo in queste ore al castello di Elmau, in Germania. Tra gli argomenti trattati quest'anno dai grandi sette del mondo c'è anche l'emergenza climatica, sulla quale è intervenuta con un appello la "padrona di casa" Angela Merkel. 

La cancelliera tedesca ha infatti auspicato che gli Stati che partecipano al G7 diano finalmente attuazione agli impegni presi nel 2009 a Copenhagen: costituire un fondo di 100 miliardi per combattere il cambiamento climatico nei Paesi più poveri.

L'appello a intervenire sulla questione climatica è arrivato anche dalle associazioni ambientaliste di tutti e sette i Paesi riuniti attualmente nel castello in Baviera, chiedendo ai propri leader di "inviare un forte segnale politico a sostegno di una più decisa azione dei governi nel contrasto ai cambiamenti climatici in corso".

"I governi del G7," si legge nel comunicato stampa di Legambiente, "rappresentando i maggiori Paesi industrializzati del pianeta, hanno la responsabilità di assumersi impegni più ambiziosi". In particolare, l'attenzione delle associazioni ambientaliste si concentra sulla necessità della de-carbonizzazione e del sostegno finanziario ai Paesi più poveri. "Per evitare scenari climatici ingestibili, le emissioni derivanti dai combustibili fossili devono essere gradualmente eliminate a favore di un'economia globale alimentata da fonti rinnovabili".

Oltre a Legambiente, all'appello hanno partecipato Germanwatch (Germania), Union of Concerned Scientists (USA), Réseau Action Climat (Francia), E3G (Regno Unito), Kiko Network (Giappone) e Environmental Defence (Canada).
"Angela Merkel ha messo nell'agenda del G7 l'obiettivo della de-carbonizzazione", ha dichiarato Christoph Bals, per Germanwatch. "Ma può essere credibile solo se la Germania si impegna con determinazione per raggiungere il suo obiettivo climatico al 2020. A tal fine, è indispensabile una significativa riduzione del ricorso al carbone nel mix elettrico tedesco prima del 2020".

Per Kimiko Hirata, portavoce dell'associazione ambientalista giapponese, il Giappone deve smettere di bloccare le decisioni del G7 sugli investimenti esteri nel carbone e a sostegno di un chiaro processo di de-carbonizzazione. Promuovere la costruzione di centrali a carbone in Giappone e all'estero, infatti, "rischia di compromettere lo spirito di collaborazione internazionale indispensabile per il raggiungimento di un accordo a Parigi".

Per quanto riguarda l'impegno italiano, invece, si è espresso Vittorio Cogliati Dezza di Legambiente: "Anche l'Italia deve fare la sua parte. Matteo Renzi deve immediatamente fermare i progetti di trivellazione nell'Adriatico e nel Canale di Sicilia. Nello stesso tempo, il governo italiano deve finalmente adottare un ambizioso piano d'azione nazionale sul clima che abbia l'efficienza energetica e le rinnovabili come pilastri fondamentali".

 

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

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