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Sabato, 25 Maggio 2019

HIV, SMENTITO IL LUOGO COMUNE: NON SONO I MIGRANTI A PORTARLO IN EUROPA

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 31, 2015

Uno studio francese smentisce il luogo comune secondo cui i virus dell'Hiv arriva nei nostri Paesi a causa dell'immigrazione. Quasi la metà dei migranti provenienti dall'Africa lo contraggono in Europa. 

 

La ricerca "Hiv acquisition after arrival in France among sub-Saharan African migrants living with Hiv in Paris area" sconfessa una convinzione abbastanza diffusa in Europa: quella che a portare l'Hiv nel nostro continente siano i migranti provenienti dall'Africa, che contrarrebbero il virus nelle loro terre d'origine.

Lo studio, condotto in Francia e presentato all'ottava conferenza su Patogenesi dell'Hiv, Trattamento e Prevenzione (Ias 2015) che si è tenuta a Vancouver dal 19 al 22 luglio, rivela i dati relativi a oltre mille persone giunte in Francia da Paesi africani.

In base a quanto riscontrato, tra il 35 e il 49% di tutti i migranti diagnosticati in Francia hanno contratto l'infezione quando già vivevano nel Paese.

In particolare, 133 dei selezionati avevano avuto una diagnosi da Hiv prima di arrivare in Francia. Dalle storie e cartelle cliniche fornite dai restanti 898 è emerso che 63 persone erano risultate positive al test Hiv quando già vivevano in Francia e solo ventotto avevano avuto rapporti sessuali da quando erano nel Paese. Altri 137 avevano avuto una diagnosi positiva più di dieci anni dopo l'arrivo in Francia, che corrisponde al periodo di tempo medio in cui il virus dell'Hiv resta asintomatico. Si è ritenuto che questi gruppi di persone avessero contratto l'Hiv nello Stato europeo. Per le restanti 537 persone, è stato fatta la conta delle cellule CD4, che misura la funzionalità del sistema immunitario dando indicazioni importanti anche sul momento dell'infezione.

Lo studio francese conferma una tendenza già evidenziata nel 2012 da epidemiologi della Gran Bretagna che, attraverso la conta delle cellule CD4 al momento della diagnosi da Hiv, hanno calcolato che circa un terzo dei migranti africani con Hiv che vivevano nel Paese avevano preso il virus dopo il loro arrivo.

Durante l'Ias è stata anche illustrata una ricerca realizzata a Seattle analizzando campioni di virus: su 112 campioni di migranti africani, 34 potevano essere collegati a campioni di persone che vivevano nell'area di Seattle. Questo risultato ha suggerito ai ricercatori che la trasmissione del virus poteva essere avvenuta localmente.

Dagli studi presentati emergono indicazioni importanti per i sistemi sanitari europei per definire in particolare le misure di prevenzione più adatte. Se infatti la trasmissione si verifica prevalentemente prima della migrazione, la priorità sono i programmi di test e diagnosi. Se, al contrario, avviene in Europa, sono necessari sforzi preventivi di più ampio respiro.

In Francia, i migranti che provengono dall'Africa sub-sahariana sono i più gravemente colpiti dall'Hiv, rappresentando un quarto di tutte le persone Hiv-positive del Paese.

 

Redazione

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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